Full Throttle

Salve a tutti, sono Dunther e questo è il mio primo intervento su Checkpoint Café.
Nell’incertezza dell’argomento, ho deciso di iniziare trattando di una gustosa, ma non troppo celebre, avventura grafica: Full Throttle.

Copertina del manuale

Nome: Full Throttle
Sviluppatore: LucasArts
Distributore: LucasArts
Anno di pubblicazione: 1995
Genere: Avventura grafica punta e clicca in terza persona
Illustri coinvolti: Tim Schafer, Peter McConnell, Dave Grossman

“Devi fargli del male, Ben.
Promettimi che gli farai molto male!”


Full Throttle è un’avventura grafica punta e clicca della LucasArts, uscita nel 1995; l’autore di questo particolare videogioco è Tim Schafer, game designer già implicato nello sviluppo dei due episodi della serie di Maniac Mansion (1987 e 1993) e dei primi due Monkey Island (1990 e 1991); si trattava della geniale mente che, in futuro, avrebbe creato il capolavoro che risponde al nome di Grim Fandango (1998), oltre che Psychonauts (2005) e Brütal Legend (2009), che sarà nei negozi americani ed europei a giorni. È il decimo gioco ad utilizzare SCUMM, di cui sfrutta la settima versione.

L’ambientazione di Full Throttle è alquanto particolare; trattasi di un futuro imprecisato, in cui la tecnologia è sufficentemente avanzata da permettere ai cittadini di godere di auto antigravitazionali, simili a quelle che si possono vedere in Ritorno al futuro – Parte II.
Nonostante la curiosità spinga i più a porsi numerose domande, dopo poco ci si rende conto che, il gioco, in realtà, non rivela granchè sul mondo in cui è ambientato.
Tale scelta stilistica è prettamente sensata, poichè l’intera vicenda è narrata dal punto di vista di Ben, il capo di una banda di motociclisti chiamata Polecats.
Ben è un centauro rozzo al punto giusto, un purista amante delle motociclette, della vita in strada, e riluttante verso i veicoli sprovvisti di ruote.
Gli eventi che coinvolgono (o, sarebbe meglio dire, travolgono) Ben durante il corso di Full Throttle, si svolgono quasi esclusivamente in zone poco affollate, autostrade, roulotte in mezzo al deserto; le ambientazioni trasmettono un senso di decadenza e/o abbandono.
Quello rappresentato non è il mondo esterno, ma una sotto-realtà dello stesso. Una sotto-realtà fatta di gang di motociclisti, risse sull’asfalto, motori, bizzarre manifestazioni del genere umano e tanto, tanto luridume sparso in giro.
Nonostante l’avventura non duri molto, ci si ritroverà ad avere a che fare con una relativamente ampia varietà di personaggi, ed i dialoghi sono tutti ben scritti e coerenti. Si tratta di uno di quei tanti giochi in cui eseguendo delle azioni apparentemente inutili (come ad esempio esaminare delle corna appese in un bar), si possono ottenere divertenti linee di dialogo, anche se (mi duole dirlo) siamo ben lontani dalla cura nei dettagli presente in altri titoli, come ad esempio The Curse of Monkey Island (1997); a dirla tutta, molti oggetti non tireranno fuori più di un semplice “Hmmm.” da parte del protagonista, cosa sicuramente non insensata, ma poco gradevole, e dal sapore di riciclo. Quando così non è comunque, si è ben contenti di scoprire nuove possibili battute o dettagli aggiuntivi sul protagonista o sul mondo che lo circonda.
La trama si evolve in maniera lineare ma ben congegnata; a differenza di altre avventure grafiche dove ci si trova spesso a girare per le stesse, enormi ambientazioni alla ricerca della soluzione, ci si ritroverà a cambiare spesso località, sebbene quest’ultime non siano numerosissime o molto estese.
Il gioco insomma, scorre come un piacevole film (o cartone animato, se preferite), con una trama originale, non demenziale per quanto rozzamente e cinicamente divertente, ed avvincente dal suo inizio sino all’epilogo.
Il bar dove Ben e la sua banda si trovano all'inizio del gioco

A differenza dei precedenti titoli SCUMM, in cui erano presenti innumerevoli “verbi” per svolgere altrettante azioni, cliccando su un oggetto e tenendo premuto, comparirà un’intuitiva (e stilosa) interfaccia che, oltre a mostrare il nome dell’oggetto in questione, vi permetterà di interagirvi tramite 4 icone: una mano (per prendere, usare, picchiare), una lingua (parlare, usare la bocca), degli occhi (esaminare, guardare) ed un piede (solitamente usato per prendere a calci qualcosa o qualcuno). Probabilmente il tutto sarà più chiaro dopo aver guardato quest’immagine:

L'interfaccia

La gestione dell’inventario è invece affidata al tasto destro: premendolo appariranno gli oggetti in vostro possesso, disposti ordinatamente all’interno di un teschio fiammeggiante (bhe, che vi aspettavate?).
In linea di massima  gestire le varie situazioni è piuttosto semplice, anche perchè raramente vi troverete a dover pensare ed agire in fretta. In questi frangenti capiterà, come in altre avventure grafiche, di dover trovare la soluzione entro un tempo massimo, pena il dover rifare da capo quella specifica, breve, sezione. Questo si applica anche a quelle rare circostanze in cui sbagliare porterà alla morte del protagonista, eventualità piuttosto insolita per il genere.
Gli enigmi sono tutti piuttosto ben congeniati, ed ovviamente osservano regole logiche; con un po’ di fortuna si riuscirà a “sbloccarsi” da qualsiasi situazione, anche quando si entrerà in quella classica fase del “e ora come faccio?”.
Ciò che non convince appieno sono invece le sessioni “action”, non troppo riuscite a causa di controlli imprecisi; si tratta comunque di ottimi esempi della versatilità del motore SCUMM.
Una delle prime località che si visiterà nel gioco

La spettacolare sequenza introduttiva da un gustoso assaggio di ciò che il gioco offre dal punto di vista grafico e sonoro. Uno stile cartoon coerente con l’ambientazione di gioco, si fonde con dialoghi interamente doppiati ed una colonna sonora costituita da pezzi rock dei The Gone Jackals (se non li avete mai sentiti nominare, è normale, ma col gioco si sposano eccellentemente) e da qualche brano di Peter McConnell che, nonostante sappia un po’ di MIDI, accompagna degnamente le sezioni in cui si trova. La qualità dell’audio sorgente è sicuramente alta ma, probabilmente a causa dell’anzianità del gioco, risulta un po’ sporca alle orecchie, ed il doppiaggio italiano non è esente da difetti; alcuni personaggi non sono interpretati alla perfezione, e si può avvertire qualche errore di traduzione pur senza conoscere il testo originale; inoltre, alcune linee di dialogo suonano un po’ “fuori posto”, alle volte anche perchè inspiegabilmente pronunciate da un doppiatore differente da quello che aveva recitato il resto del discorso.
Il character design personalmente non lo gradisco più di tanto, ma generalmente l’occhio rimane soddisfatto per via della cura riposta nel disegno degli sfondi.
Sono presenti infine, delle spettacolari sequenze animate, in cui a volte si possono notare degli un po’ rozzi esempi di computer grafica, che però risultano passabili per via dell’ottima integrazione con gli elementi bidimensionali.
Siamo lontani insomma, dalla pulizia del terzo episodio di Monkey Island, ma il comparto audiovisivo di Full Throttle si difende tutto sommato bene, considerando che la precede di 2 anni.
La sequenza introduttiva

In definitiva, Full Throttle è un’avventura grafica come nessun’altra finora, dall’enorme potenziale che, magari, avrebbe potuto riversarsi in un eventuale seguito, che purtroppo non fu mai realizzato, nonostante siano ad oggi stati fatti due tentativi (nel 2000 e nel 2002), entrambi non andati a buon fine.
Sicuramente non esente da difetti, il cui principale è da ricercarsi nella sua breve durata (si completa in una manciata di ore), Full Throttle forse non è ciò che avrebbe potuto essere, ma rimane un curioso esperimento, che consiglio agli appassionati del genere (o in generale dei temi rappresentati), anche per via del prezzo accessibile a cui può essere trovato attualmente; la versione presa in esame per questa recensione è quella italiana, rimasterizzata per XP, che il sottoscritto ha pagato 10€.

La comparsa del titolo

Valutazione

Trama: 7.5
Design: 7
Gameplay: 8 (penalizzato però dalle sezioni action)
Audio: 8
Video: 8

Voto: 7.5

7 Risposte to “Full Throttle”

  1. Wise Yuri Says:

    Ottima recensione, non sono un fan/appassionato delle vecchie avventure grafiche Lucarts, ma devo dire che il gioco mi ha incuriosito, si trova ancora in giro o una mosca bianca?

  2. Celebandùne Gwathelen Says:

    E infine riesco a lasciarti il commento!

    Scusa il ritardo, ho avuto un sacco da fare!

    Che dire? Full Throttle non l’ho mai giocato, ma di Avventure Grafiche ne ho giocate davvero poche, e men che meno quelle vecchie per PC. Sono infatti digiuno di Grim Fandango, Monkey Island e Loom vari, e l’unico punta e cliccka che ricordo aver giocato per molto tempo è stato Ace Ventura e, in tempi più recenti, un mezzo capitolo di Sam & Max con la mia ragazza tra le pause all’uni.

    Non sono il mio genere preferito, in tutta onestà, e non ho neanche trovato ancora quel gioco che me ne ha fatto innamorare.

    Ecco, ciononostante un minimo di curiosità ce l’ho ora, anche se probabilmente lo stile grafico non sarà il massimo per me, che non dico ripudio il metal, ma non ne sono proprio un fan. La musica di per se non la disprezzo, è l’immagine del metal che non concepisco (come non concepisco l’idea di dover affibiare ad un genere musicale uno stereotipo di vestiario, stile, persona, etc..).

    Se ho tempo e/o lo trovo a 2 €, ci faccio un pensierino. 🙂

    La recensione di per se mi piace! =) Anche se io invece di numerini per trama, design, etc, avrei spiegato i motivi per cui l’ho trovato soddisfacenete o no.

    E poi, cosa esattamente valuti in “Trama”? In “Design”? In “Gameplay”? E il voto finale è una media o cosa?

    • Dunther Says:

      Francamente l’idea di spiegare testualmente se eccelle o no nelle varie qualità di un gioco (trama, design, ecc…) l’avevo avuta, ma poi mi sono reso conto che avrei ripetuto solo ciò che avevo già detto nella recensione.

      Cosa esattamente valuto…uhm, è la prima recensione che faccio con questo metro di giudizio quindi potrebbe essere anche sbagliato ma, dipende dal gioco in sè.
      Esempio pratico:
      La trama di FT l’ho valutata in base a quanto è originale, a quanto intriga e quanto dura; ed anche i personaggi ovviamente hanno la loro importanza.
      Per design intendo l’impostazione generale del gioco, nella fattispecie FT è breve e lineare, però offre una grande varietà d’ambienti; in un’avventura grafica inoltre sono di grande importanza gli enigmi.
      Gameplay è piuttosto semplice da spiegare, parlo della giocabilità del tutto; FT ha una buona interfaccia ed è facilmente gestibile dal mouse.

      Il voto non è una media, è una valutazione generale del complesso (molti criticano questo modo di fare ma sono abituato così).

  3. Davide Says:

    veramente una bella recensione e sembra carino anche il gioco… quasi quasi lo proverò anche se per adesso mi basta giocare al mio wii.

  4. seya Says:

    Recensione molto interessante, data la mia nota ignoranza posso ammettere senza tante scuse che non conoscevo questo titolo. In ogni caso sono abbastanza incuriosita dall’ambientazione che mi ricorda quella di molti film cult del genere (del resto hai tu stesso fatto un paragone con il mondo del cinema all’interno della tua recensione). Ecco, forse non è la mia tipologia di gioco preferita ma come ha detto Cele se capiterà l’occasione di giocarci non mi tirerò indietro 🙂


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: