Crash-A-Thon [Parte 1]

Salve a tutti e benvenuti alla prima parte della maratona in tre parti dedicata al marsupiale più famoso della storia dei videogames. Durante il corso della Crash-A-Thon, andremo a toccare sia l’ epoca Naughty Dog, sia quella Traveler’s Tales/Eurocom/Vicarious Vision,  sia la recente infornata di Radical Entertaiment, ma verranno omessi o trattati in maniera superficiale alcuni titoli. (le versioni per cellulari saranno completamente omesse)

Detto ciò, iniziamo la Crash-A-Thon con l’ epoca d’ oro del peramele, quella Playstation.

Sommario:
-Crash Bandicoot [PS, PSN]
-Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back [PS, PSN]
-Crash Bandicoot 3: Warped [PS, PSN]

L’ epoca del Nintendo 64 e della Playstation (e anche del Saturn), a guardarla oggi, sembra un trip di acidi bello forte: idraulici che combattono tartarughe, draghi, orsi con pantaloncini e zaino che portano breegull, gechi bipedi, etc.
Quello che voglio dire è che il periodo che va dal 1995 al 2000 fu dominato a livello videoludico da platform e corrispettive mascotte: quando Super Mario 64 uscì, inventando praticamente il platform 3D, non ci volle molto per vedere uno sciame di concorrenti affacciarsi sulla scena, desiderosi di reclamare ognuno il proprio posto sul mercato, la cosiddetta “fetta di torta”. Molti di questi personaggi erano animali antropomorfi o mostri di vario genere,(non oso mettermi a fare una lista, ci vorrebbe troppo, e non è questo quello di cui voglio parlare) e debuttavano come platform, e se il successo lo permetteva, anche giochi di kart e party game. (come Mario e anche Crash Bandicoot)
Alcuni di questi personaggi sarebbero stati protagonisti di altri giochi nelle generazioni successive, mentre altri fecero il proprio tempo. Crash Bandicoot è ancora oggi un personaggio molto popolare, che deve la sua fortuna alla trilogia per Playstation, di cui era, ed ancora è, un simbolo, alla pari di Tekken.

Piattaforme: PS, PSN

Genere: Platform

Sviluppatore: Naughty Dog

Distribuzione: SCEE Giocatori: 1

Il primo Crash Bandicoot, dal titolo omonimo, uscì quasi in contemporanea (in America) a Super Mario 64, ma a parte il fatto di appartenere allo stesso genere, si trattava di un platform completamente differente: in Super Mario 64 l’ enfasi era posta sull’ esplorazione dei livelli, mentre Crash Bandicoot era, in un certo senso, più legato al passato, in quanto l’ importante era semplicemente avanzare nei livelli e raggiungerne la fine, e il gioco alternava sezioni 3D a sezioni più reminescenti del platform game 2D. È un’ altro tipo di gioco, personalmente gli adoro entrambi.
Va comunque detto che fu uno dei primi platform 3D,  e si  merita sicuramente un posto nella storia dei platform, assieme a tanti altri. La trama è quello che vi aspettate da un platform: il malvagio dottor Neo Cortex vuole conquistare il mondo, e grazie al Raggio Evolvo, che trasforma gli animali in creature antropomorfe, ha intenzione di creare un esercito per riuscire nello scopo; tra le creature da lui create c’è Crash stesso e Tawna, una bandicoot femmina.
Ovviamente nulla va come pianificato, e Crash scappa dal laboratorio: quindi toccherà a voi  guidare Crash fino al castello di Cortex, sconfiggere il calvo dottore malefico e salvare la bella. Non che a qualcuno interessi davvero la trama dei platform in generale. (ci sono eccezioni come Klonoa, ma sono mosche bianche)
La trama dei successivi episodi è la solita dei seguiti: Neo Cortex rialza le chiappe dall’ ultima sconfitta, trova qualche artefatto per conquistare il mondo, Crash raccoglie i cristalli, sconfigge i lacchè di Cortex, fa vedere i sorci verdi
a Cortex fino al prossimo gioco, e così via.  Il gameplay è classico: tra trappole, nemici, casse da distruggere per ottenere frutti, casse di Nitro, nemici da cui scappare a gambe levate, e sezioni in cui controllate un mezzo o animale, c’è tutto quello che rende un platform un’ esperienza divertente e offre un livello di sfida e varietà adeguato.
Parlando del livello di sfida,
Credo di dover far presenti altre due cose: Crash, come in altri platform del tempo,
muore con un solo colpo, ma può raccogliere delle maschere che fungono da scudi,
e le casse che distruggete in un livello non vengono salvate una volta raggiunto un
checkpoint, come accade negli episodi successivi, costringendovi a farvi tutto il livello
in una sola vita se volete ottenere la gemma.
Riassumendo, un gran platform, che è anche disponibile per il Playstation Network.
Non è invecchiato perfettamente, ma è ancora oggi un titolo degno di attenzione
per qualsiasi amante del platform gaming, e non solo.
Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back, uscito nel lontano 1997, è un episodio
importantissimo per la serie, quello che ha definito la classica struttura di gioco.
Stavolta c’è un altro obiettivo principale, oltre a quello di arrivare alla fine del livello,
ovvero raccogliere il cristallo contenuto in ogni livello per poter affrontare i boss
dei vari mondi e quindi proseguire. Inoltre stavolta inizierete il gioco nella Warp Room,
dalla quale potrete entrare liberamente in ognuno dei livelli (5 per mondo più il boss,
ovviamente dovete prima battere il boss di un mondo per accedere al successivo),
al contrario del primo, in cui procedevate in maniera lineare sulla mappa dell’ isola Wumpa.
(giusto per citare un’ altro titolo per Playstation, come in Croc)
La Naughty Dog ebbe anche la gentilezza di far salvare alle casse checkpoint
anche le casse raccolte fino ad allora, risparmiando ai giocatori il dover rifare
tutto il livello da capo per ottenere la gemma.
Per quanto riguarda le gemme, stavolta ce ne sono anche di colorate, legate ad aree
segrete di certi livelli, e a volte necessarie per prenderne altre.
Riassumendo, Crash Bandicoot 2 fu basicamente un “more of the same” con nuovi
elementi che non stravolgono comunque la struttura di gioco, ma la migliorano.
Quando si parla di Crash Bandicoot, questo è l’ episodio classico, quello a cui la
serie ha legato la sua immagine e fama, molto più del primo.
Crash Bandicoot 3:Warped uscì un anno dopo, nel 1998, portando con sè due nuovi
elementi al gameplay: le reliquie e dei nuovi poteri.
La trama, come al solito, non è nulla di speciale, e vede Crash viaggiare “indietro
e avanti” nel tempo per fermare Nepharius Trophy, un nuovo alleato di Cortex
e Uka Uka, seguendo la moda del viaggio temporale allora in voga.
Parlando delle due novità, le reliquie sono oggetti ottenibili facendo un buon tempo
nella prova a tempo di ogni livello, accessibile dopo aver finito il livello stesso,
ed aumentano la percentuale di gioco completato, oltre ad essere indispensabili
per sbloccare i livelli extra. I poteri sono ottenibili sconfiggendo i boss di ogni mondo,
ed una volta ottenuti potrete utilizzarli quando e quanto volete.
Per il resto lo stile di gioco è lo stesso del secondo episodio, ma il tutto è stato rifinito
e migliorato, facendo di Crash Bandicoot 3 l’ apice della serie.
Riassumendo, la trilogia platform dei Naughty Dog rimane molto divertente e godibile
ancora oggi, il primo è il più datato, ma se amate i platform, recuperate  questi titoli.
“Ed ora, qualcosa di completamente diverso” Dopo essermi tolto lo sfizio di citare i Monty
Python, andiamo a parlare di Crash Team Racing, anno 1999, per Playstation e prodotto
dalla Naughty Dog come gli altri episodi. Cosa succede quando un personaggio di un
videogame diventa estremamente popolare? Succede che vengono prodotti perlomeno
un racing game e un party game coi personaggi della serie principale.
Dico “perlomeno” perchè con Mario si è andati ben oltre un gioco di kart ed un party game
spelacchiato (per dire, Crash Bash non credo fosse malvagio), ma non perdiamoci in altri discorsi.
Crash Team Racing, o come si usa dire, CTR, è un racing game su kart, come Mario Kart:
il sistema di gioco, dei power up, è identico, e le monete che aumentano la velocità sono
sosituite dalle classiche mele; i personaggi e le piste sono prese dalla serie regolare di Crash Bandicoot,
e i primi sono divisi in quelli medi, quelli veloci ma leggeri, e quelli lenti ma pesanti.
Non che le cose sia poi cambiate molto da allora, i racing game su kart sono così da Super Mario Kart,
ma CTR è indubbiamente un buon titolo: un buono/ottimo design dei tracciati, buona musica
un sistema di gioco sì collaudato, ma riproposto bene, senza sbavature di sorta.
La modalità Avventura per giocatore singolo è praticamente una versione meno hardcore di Diddy Kong Racing,
dal quale mutua il mondo hub dal quale raggiungere le varie gare, le missioni, gli oggetti bonus,e i boss,
ma non è una sbiadita e insulsa copiazzatura di DKR, come molti fan di quest’ ultimo affermano.
Ci sono anche parecchi fanboys nutellosi che affermano che CTR è tremendamente migliore di Diddy Kong Racing
ma i fanboy non sono persone. 😀
CTR è un mix di Mario Kart e di Diddy Kong Racing molto ben fatto, quest’ ultimo è un titolo senza dubbio migliore
e molto più hardcore, ma ciò non significa che la Naughty Dog non abbia confezionato un gioco di qualità, anzi.
Nel complesso, caldamente consigliato agli amanti dei giochi di kart, e non solo.
Sono usciti altri titoli simili (a CTR) durante la generazione precedente, ma le impressioni e le recensioni lette gli danno voti globalmente molto bassi, e non posso fornirvi una qualsiasi impressione mia, poichè non gli ho mai giocati, e onestamente non è che provare questi duetitoli mi interessino tanto…
Si conclude qui la prima parte della Crash-A-Thon, nella prossima parleremo de L’ Ira Di Cortex,
Twinsanity, e daremo un’ occhiata ai giochi Vicarious Visions per GBA.
Spero abbiate gradito, alla prossima!

19 Risposte to “Crash-A-Thon [Parte 1]”

  1. wanicola Says:

    Madonna io Crash non lo sopporto. Brutta imitazione di Sonic che non è altro( a livello id concept, non di gioco).
    Per di più un’infanzia passata a sentire gente che mi diceva che mario non era nessuno in confronto.
    Lo dio, lo odio, lo odio, lo odio.

  2. Dunther Says:

    L’invasione dei platform 3D in seguito a Mario 64 ricorda molto quella dei platform 2D in seguito a Super Mario Bros. 😀
    Personalmente ho sempre apprezzato Crash per il suo “falso 3D” e la trama cartoonosa e demenziale (oltre che per le animazioni divertenti a seconda di come perdevi la vita). Chiaro però che non ci voleva un genio a capire quanto Mario 64 fosse decisamente più ambizioso…

    Portare a termine il primo Crash non fu tanto semplice, però era un gioco divertente e ho sempre amato fare le saghe con ordine. Il secondo invece se non sbaglio non lo finii, per cause misteriose (non sono mai stato troppo diligente con la PlayStation, probabilmente perché non era mia e i giochi non li compravo o comunque non a prezzo pieno). Il terzo invece l’ho finito, e condivido con te che sia l’apice della serie.
    CTR mi è sempre stato sulle palle proprio perché avevo Mario Kart 64, quindi è stata un po’ dura da mandar giù; inoltre MK64 era richiesto in casa mia per via della modalità battaglia, che in CTR non era sufficente soddisfacente; per le gare semplici invece non vi era alcun interesse da parte delle mie frequentazioni di allora. La modalità avventura mi ha convinto, però non sono mai riuscito a completarla (probabilmente non mi ci applicavo abbastanza). DKR è hardcore? Allora non ero io ad essere impedito…non sono mai riuscito a sconfiggere Wizpig.

    Alla fine Crash Bash l’hai saltato 😀 io lo avevo preso ma non l’ho finito; ci giocavo solo in single, e il paragonarlo a Mario Party mi faceva ridere, però tutto sommato non era orrendo…

    Penso che tutto ciò che metterai nella prossima parte mi suonerà nuovo, visto che dopo Bash ho abbandonato completamente Crash…e finora niente mi ha fatto tornare l’interesse.

  3. Celebandùne Gwathelen Says:

    Hahaha, alla facciazza tua Dunther, io invece Wizpig l’ho maciullato, finendo così Diddy Kong Racing dopo, tipo, dieci anni che lo possedevo!!
    (Se vuoi dei consigli pratici, son qui eh!)

    Crash, Crash, Crash…
    I miei sentimenti a riguardo sono un mix tra quelli di Wanicola e Dunth. Da un lato, non lo posso sentire per via di tutti quegli idioti che lo ritenevano superiore a Mario 64/Banjo-Kazooie.
    Come dici te, Yuri, i fanboy non sono esseri umani! 😀
    E non sei lontano dalla verità, manca loro la prerogativa fondamentale: un cervello funzionante.

    Se devo essere sincero, non ho mai giocato Crash a fondo. Ho fatto qualche livello del 2 e del 3, non ho mai toccato il primo, ma quel poco che ho giocato mi divertiva. Le animazioni di morte del peramele erano favolose, e i livelli sufficientemente buffi e colorati da suscitare in me naturale voglia di scoprirli.

    Tuttavia, Mario e Crash sono proprio su due livelli diversi, e secondo me il confronto che regge meglio è quello proposto dal nostro sardo: Crash è Sonic in versione Sony. Lo scorrimento dei livelli è quello, lo stile anche, solo i dialoghi sono nettamente migliori in Crash. 😉

    CTR non lo sopporto, anche se probabilmente è un buon gioco. Il fatto che tutti volevano a forza schiaffarmelo in faccia come “meglio di Mario Kart 64” mi dava un sacco fastidio all’epoca, soprattutto perchè proveniva da gente che MK64 non lo aveva neanche toccato…

    Spero, comunque, di potermeli giocare presto i primi 3 Crash, in modo da poter scrivere qualcosa di mio a riguardo. Ora sono in attesa della seconda parte! 🙂

  4. wanicola Says:

    io wizpig l’ho aperto, bisognava scoprire il trucco che se molli l’accelleratore prima di prendere un turbo, faceva la fiammata verde e andavi velocissimo(chissà perchè poi °-°)


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