Gore-a-rama

Salve a tutti, stavolta non farò maratone, retrospettive o robe del genere (che ci crediate o no tengo un pò da fare), ma parlerò di alcune opere che mi sono piaciute particolarmente, riguardanti il genere horror-gore, quindi siete avvisati, si parlerà di roba parecchio malsana e truculenta. XD

Per quanto riguarda il lato manga, ci sono tre opere che ho letto di recente e che hanno attirato la mia attenzione, finendo per piacermi parecchio, e sono Franken Fran, Kurosagi e Death Sweeper.

Franken Fran è un manga episodico che racconta i vari casi in cui Fran Madaraki, creazione ultima del geniale Dottor Madaraki, verrà ad imbattersi, per propria volontà o per strane circostanze.
Fran ha due viti nel cranio ed è tappezzata di cicatrici, giusto per coerenza col nome del manga, ed è capace di qualunque cosa: miniaturizzare organi, riportare in vita i morti, effettuare incroci genetici, darti il corpo che hai sempre voluto, ma ovviamente non vige la regola del “felici e contenti” il 99 % delle volte.

Non ha una storia vera e propria, in quanto quasi sempre ogni capitolo è autoconclusivo, ma vi posso dire cosa ha: creature, mostri, aberrazioni genetiche, trapianti di organi tutt’ altro che realistici, insomma, non è esattamente il manga da leggere se cercate supereroi che sparano raggi laser e cacchi vari, o tenere storie d’ amore.

Il tutto è contornato da abbondanti dosi di humour nero,  palate di cinismo ma anche momenti buffi, spesso riguardanti Fran, che nonostante sia basicamente un sadico mostro frankesteiniano, è anche molto femminile ed
un inguaribile romantica.

Tempo fa seguivo le scans di Italymanga, non se le abbiano continuate, se sapete l’ inglese potete leggerle online su One Manga. Peccato che ancora nessuna casa editrice nostrana sia interessata a pubblicare questa serie.

Un’ altra serie, questa però più simile in tono a Shaun Of The Dead (brillante parodia dei film di zombie di Romero),  è Kurosagi Consegna Cadaveri, che vede come protagonisti cinque ragazzi laureati all’ università buddista di Tokyo, che esaudiscono le ultime volontà dei morti per guadagnare qualche spicciolo, cosa quest’ ultima che accade molto raramente. Ognuno ha una capacità che li aiuta nel loro “lavoro”: Karasu può comunicare con gli spiriti dei morti, Numata è un rabdomante che non trova altro che cadaveri e mai un filo d’ acqua, Makino è un’ esperta imbalsamatrice, e Yata, beh, può parlare con gli alieni. O meglio, con l’ alieno-calzino che tiene ad una mano.

(la cosa è resa ancora più buffa dal fatto che non si capisce mai se sia davvero un’ alieno o Yata usi questa scusa per dire qualsiasi cosa gli passi per il cervello, è davvero esilarante)

Anch’ esso presenta spesso casi che si rivolvono velocemente, ma spesso durano più di due capitoli, e il tono generale è molto da commedia, anche se varia spesso tra l’ horror, la commedia, lo splatter ed il demenziale.

È edito in italia dalla Planet Manga, al prezzo di 7 euro.

Prezzo abnorme, ma almeno gli merita tutti, cosa che non si può dire di due shonen da 3,50 € l’ uno.

Death Sweeper, di cui ho letto solo il primo volume, (anch’ esso edito in Italia di recente, dalla J-Pop al prezzo di 6 euro),  tratta invece di un ragazzo che dopo la morte di suo fratello, e dopo aver visto come vengono pulite le scene del crimine, decide di andare a lavorare per una di queste agenzie, per capire il perché di questa sensazione di irrealtà che vive, per cercare un significato a ciò che gli è accaduto.

Al contrario di Franken Fran, che si basa sull’ elemento splatter-gore,o di Kurosagi, che ha un tono generale misto tra horror e commedia, Death Sweeper è molto realistico, morboso ed algido.

Fluidi corporei che escono, vermi, decomposizione del corpo, sono tutti resi con un tono molto reale, e generalmente non c’è l’ allegria nell’ aria in questo manga, ci sono qualche battutine qua e là (che tra l’ altro funzionano molto bene), ma l’ angoscia e la disperazione la fanno da padrone.

Nonostante questo tono realistico e serio,  alla fine ti lascia un impressione positiva e stranamente allegra.

Per quanto riguarda il lato film e videogames, sarò breve.

Ho recuperato di recente il box di Rob Zombie contenente La Casa Dei 1000 Corpi e La Casa Del Diavolo, il primo è uno slasher sullo stile di Texas Chainsaw Massacre (da noi “Non Aprite Quella Porta”) abbastanza mediocre, con alcune buone idee, ma fin troppo pasticciate tra loro, e con personaggi altamente dimenticabili; La Casa Del Diavolo è al contrario il capolavoro di Rob Zombie, un vero film horror, malato e perverso, ma con grandi personaggi,  consigliatissimo e godibile anche se non avete visto La Casa Dei Mille Corpi, con il quale condivide solo i personaggi.

Dead Space è un gran titolo, cosa che non mi aspettavo da un titolo EA, ed il vero erede di Resident Evil 4 (il 5 era un buon gioco, ma molto poco più di un’ upgrade del 4), in quanto ne riprende alcuni elementi, ma al contempo ne aggiunge altri, e in quanto è un vero e proprio survival horror,  e con un ottimo design delle creature.

Lo scenario della stazione spaziale, e l’ idea di trovarsi da soli in un posto isolato ed ostile, sebbene non siano nuovi (per dirne due, gli Alien e la serie Metroid), funzionano perfettamente e vi aiutano ad immergervi nella storia e nei dialoghi, ottimamente doppiati. La trama è buona, ma non estranea ad alcuni clichè recenti, ma quello che vi spingerà ad avanzare è la narrazione, fantastica come in Bioshock o The Darkness. Lo trovate usato a poco, provatelo.

Alla prossima, spero abbiate gradito!

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6 Risposte to “Gore-a-rama”

  1. wanicola Says:

    Io qualche mese fa ero in maratona di film zombie e ne ho visto di tutti i tipi, dal sopracitato e fantastico alba dei morti dementi, passando per le pecore zombie di Black Sheep e persino le spogliarelliste Zombie di zombie Strippers.
    Ora aspetto esca Zombieland *-*

  2. Dunther Says:

    Tocchi un argomento a me quasi completamente ignoto 😀

    Sapevo che esistevano manga di questo genere, ma non ho mai approfondito particolarmente (anche perché fondamentalmente non leggo nemmeno manga).
    Kurosagi Consegna Cadaveri sembra molto interessante devo ammettere 🙂 ma anche gli altri due stuzzicano la mia curiosità.

    Di Rob Zombie non ho mai visto alcun film, ma mi era stato detto che non erano un granchè. Mi segno entrambi quelli da te nominati, prima o poi sicuramente li visionerò 😛

    Dead Space ce l’ho! L’ho acquistato tempo fa su Steam poichè era in offerta (l’ho pagato sui 10€ se non ricordo male).
    Tuttavia non c’è neanche la minima possibilità che mi giri discretamente su questo trattore, quindi prima di poterlo provare direttamente passerà un quantitativo indefinito di tempo ‘^^

  3. Celebandùne Gwathelen Says:

    Ho gradito sì.

    Di manga al momento seguo davvero poco, sto comperando Oh! Mia Dea, Inferno&Paradiso e Battle Royale (che è davvero truculento a tratti), ma li sto leggendo zero, per mancanza totale di tempo.

    Non mi sono poi mai tanto interessato ai fumetti “splatter”, preferisco le commedie romantiche su ogni altra cosa, però magari un giorno mi addentrerò di più nel tema.

    Per quel che riguarda film “horror/splatter”, la mia ragazza ne va totalmente matta, quindi ultimamente abbiamo noleggiato al Blockbuster “Land of the Dead” e “Pulse”, due film, secondo me, l’uno più dimenticabile dell’altro.

    Land of the Dead è un seguito della lunga serie di Romero, ma qui si arriva davvero al capolinea, con zombie che si evolvono, diventano intelligenti e alla fine il protagonista sente quasi compassione per quegli ammassi di carne che ti sbranerebbero si solo avessero la possibilità di farlo.

    Pulse invece percorre il tema delle paure inconsce, ovvero, in questo caso, le stranezze che potrebbero nascere dai virus informatici, frequenze elettromagnetiche sconosciute che, una volta studiate, portano nel mondo reale degli spiriti che si cibano della vita delle persone, e viaggiano via etere lungo le tv, i cellulari, i palmari, e così via. Idea carina, ma svolgimento banale che neanche la bella recitazione di Ian Somerhalder riesce a salvare. E neanche un momento di reale paura, tra l’altro…

    Che più, i videogiochi di paura li giocherò appena posso, ho tutta la saga Resident Evil, ho tutti i Silent Hill, Saya-No-Uta consigliatami da Orpheon, insomma…col tempo recupererò anche Dead Space e seguito. 🙂

    • Dunther Says:

      Ti consiglio la saga di Fatal Frame se vuoi un horror molto giapponese e paranormale, a me è piaciuto molto ed è uno dei pochi che mi ha fatto cagare in mano sul serio 😀

        • Dunther Says:

          I primi tre sono per PS2, in particolare mi hanno detto che il secondo episodio è particolarmente bello, ma nonostante li abbia tutti mi sono limitato a giocare il primo e rinviare gli altri a tempo indeterminato. Tra l’altro, avevo ricominciato il primo nella speranza di finirlo al 100% (prendendo tutti i fantasmi), ma poi ho abbandonato la PS2.
          Il quarto episodio è invece per Wii, ma benchè abbia ricevuto critiche piuttosto positive, non è stato importato fuori dal Giappone; fortunatamente esistono patch di traduzioni amatoriali.

          Sinceramente mi ha soddisfatto come trama (angosciante storia di rituali e fantasmi in pieno stile nipponico), gameplay (devi fotografare gli spettri per danneggiarli! Può sembrare bizzarro, ma in un gioco horror è masochismo puro) e anche grafica (nonostante il primo episodio sia ovviamente il più scarso in questo senso).
          Penso che il fattore paura sia soggettivo, ma non ho trovato molti giochi horror che mi abbiano angosciato sul serio, soprattutto in età adulta.
          L’unico grosso difetto che gli ho trovato è il doppiaggio inglese, che mi è sembrato decisamente scarso; avrei immensamente apprezzato la possibilità di godere di quello in lingua originale.


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