Top Ten – I Migliori Anime e Cartoon

Benvenuti in un nuovo appuntamento di Top Ten, dai manga e fumetti, si passa alle serie animate.

Se per i manga/fumetti mi sono riservato il diritto di fare una singola classifica contenete tutti e due i generi fumettistici, qui le cose sono diverse: ho visto un sacco di anime, ho visto un sacco di cartoon, e me la sento assolutamente di fare due Top Ten diverse! Dato che parlerò di 20 opere diverse, tuttavia, cercherò di essere più breve, onde evitare di sforare del logorroico, cosa che, ne sono sicuro, accadrà comunque.

Bando alle ciance, niente limitazioni di seguiti o non seguiti, si parte!

TOP TEN ANIME

10 – “Ichigo 100%

Wallpaper di Ichigo100%

Seguiranno, e lo noterete, molte serie incentrate sul romantico, sul comico o, in ogni caso, su pezzi di vita adolescenziale e/o universitaria. Prima tra diverse, è questa: Ichigo 100% (Ichigo vuol dire Fragola) parla di Junpei, studente delle medie, intenzionato a diventare regista. Tutti i suoi incontri con ragazze e i diversi momenti dolci/imbarazzanti/improvvisi che ne seguono, sono diretta conseguenza del suo voler fare un film. Parte della bellezza di Ichigo 100% si trova nel realismo della serie, che parte dalle medie e finisce all’ultimo delle superiori, cosa rara in un anime, che di solito si focalizzano su mesi, massimo due/tre anni di vita, e lo fanno con 20 episodi di corteggiamento e quattro di rivelazioni finali. Qui tutto è diverso, Junpei conosce una ragazza, ci si mette, le loro strade si dividono perchè vanno su due scuole diverse alle superiori, altre ragazze entrano nella sua vita, altre storie, altre situazioni, si creano amicizie vere, alcune vengono messe a dura prova, altre tornano dal passato.

Se c’è una cosa di Ichigo 100% che ho davvero apprezzato è che, per quanto i personaggi fossero alla fine poco più che stereotipi (e questo va anche bene, se sfruttati bene), il contesto dell’anime era realistico e ogni persona aveva il suo scopo di vita, che perseguiva fino in fondo. Niente poteri ESP, niente cyborg, niente dei e demoni. Semplice vita adolescenziale. Fantastico.

9 – “Chobits”

Banner di Chobits

Quando dicevo “niente cyborg”, poche righe fa, mi riferivo a Chobits. Chobits è la storia di Hideki, ragazzo che per anni è vissuto lontano dalla città, che decide che sia giunto il momento di laurearsi, e si trasferisce in città per studiare. Siamo in un futuro in cui i personal computer si sono evoluti in “persocom”, ovvero cyborg che si muovono come persone vere, pur essendo a tutti gli effetti robot. Hideki non può comprarsene uno, e questo lo rattrista, ma ne trova uno per strada – che chiama “Chii” in quanto è l’unica cosa che sa dire all’inizio. Questo, così è il sospetto, è un chobit, un tipo di robot, di cui si vocifera ne esistano pochissimi al mondo, capace di avere pensieri autonomi.

Per Hideki, è un persocom a cui dedicare tanta attenzione, insegnare la vita di tutti i giorni (esilerante la puntata in cui Chii deve comprarsi biancheria intima) e che, giorno dopo giorno, esplora più e più il suo passato.

L’anime è ben fatto, i personaggi riusciti e viene analizzato con occhio critico il rapporto umano-macchina, macchina-umano, cosa che, in un epoca in cui passiamo sempre più tempo davanti ai monitor e sempre meno con la gente reale, fa solo bene. Riuscita!

8 – “School Rumble”

Banner di School Rumble

School Rumble è esilerante. Sono, quante?, 26 puntate? Demenza allo stato brado. Punti di partenza di questa serie sono Tenma, ragazzina delle medie, disperatamente innamorata di Oji, ragazzo introverso al 100% a cui interessa solo il curry (si, la spezia…già!) e Kenji Harima, delinquente di terzo grado, disperatamente innamorato di Tenma, che ovviamente non si rende minimamente conto del suo interesse per lei. Tenma e Kenji hanno una cosa in comune, ovvero il non avere il coraggio di rivelare i loro sentimenti alla persona da loro amata. Kenji ci prova pure, ma ogni volta le circostanze sono avverse (immaginate la cosa peggiore che possa succedere nel momento in cui confessate un amore, a lui succede). Tenma, invece, cerca in tutti i modi di farsi notare agli occhi di Oji, ma nulla da fare, è cieco a lei manco fosse aria.

La serie verte intorno a questi personaggi esagerati e fantastici che ne combinano di tutti i colori nel vivere la loro vita adolescenziale. Guardatelo, davvero, ve ne farete di risate.

7 – “Ouran Host Club

Banner di Ouran Host Club

Ho visto Ouran Host Club in un periodo in cui ero stanco dei soliti anime con un ragazzo e una miriade e mezza di ragazze che gli gironzolavano attorno. Gli anime possono essere molto romantici, ma anche tanto tanto stereotipati, e una volta che ne hai visti una mezza decina, li hai un pò visti tutti. Ultime parole famose.

In ogni caso, fu così che cercai di ampliare un pò i miei orizzonti animati. Tra i tanti che trovai, Ouran Host Club si distinse per essere uno dei pochi che aveva al centro una ragazza, contorniata da ragazzi. Nulla di più noioso, direte voi. Nulla di più sbagliato, dico io! Ouran Host Club è qualcosa di davvero fresco, ha uno stile artistico impeccabile, personaggi davvero carismatici ed è volutamente parodico nei confronti di un mezzo zibaldone di anime d’amore “classici”.

Protagonista è Haruhi Fujioka, ragazzina dall’aspetto androgino, che è stata ammessa con immani sacrifici alla scuola elementare-media-e-superiore Ouran (Si, è un tutto in uno, comprende anche anni di asilo e talune facoltà universitarie), istituto in cui vengono ammessi solo figli di ricchissime e benviste (soprattutto benviste) famiglie del giappone. Haruhi, in cerca di un posto tranquillo per studiare, entra nella Sala Musica 3, ufficialmente vuota, ufficiosamente occupata dal Host Club, fondato da Tamaki, figlio del preside e supposto donnaiolo. Scopo del club, essere una specie di sala da teh, in cui eleganti uomini fanno compagnia a dolci donzelle durante le pause della stressante vita scolastica. Haruhi capisce l’andazzo e cerca di uscirsene, ma inavvertitamente rompe un vaso del valore di 80.000.000 Yen.

Kyouya, il contabile del club, dice che ora lei deve aiutarloro a recuperare i soldi perduti, e quindi Haruhi si trova costretta ad aiutare Tamaki, Kyouya, i gemelli Hikaru e Kaoru, il piccolo Haninozuka e il taciturno Mori a fare da Oste alle ragazze della scuola…e nessuna di loro (e neanche i membri del club, all’inizio) si rendono conto che lei è una ragazza.

Gran parte delle risate che la serie vi farà fare durante la sua visione è proprio di tema sessuale, che sia Haruhi non riconosciuta, il padre travestito di lei, o, diversamente, gli scherzi e i capricci dei gemelli Hitachiin, la serie va vista e amata. E’ qualcosa di diverso e diametralmente opposto a tutti gli anime d’amore che possiate aver visto, ma ne vale davvero la pena. 🙂

6 – “12 Kingdoms

Copertina di 12 Kingdoms

Twelve Kingdoms è uno degli anime più belli in assoluto, e sarebbe stato infinitamente più bello se non fosse per il fatto che è, e probabilmente rimarrà sempre, incompleto.

La serie, composta da ben 45 episodi (uno degli anime più lunghi che ho mai visto per intero), si focalizza su una ragazza, Yoko Nakajima, che da una normale e “noiosa” vita da studente, viene all’improvviso trasportata in un mondo mitologico e fantastico da un uomo che, un giorno, le si materializza davanti e le promette eterna lealtà e servitudine. Con lei, per puro caso, vengono trasportati in quel mondo anche due compagni di classe; arrivati nel nuovo e strano mondo, vengono braccati e cercano di sopravvivere in tutti i mod. Yoko, per qualche strano motivo, cambia d’aspetto, ed è l’unica a comprendere la strana lingua che parlano gli abitanti di quel mondo in cui esseri antropomorfi ed umani vivono insieme come nelle vecchie saghe giapponesi. Buona parte della prima serie si focalizza sulla semplice prova di sopravvivenza davanti la quale i tre si trovano ora. Il resto…lascio scoprirvelo, è troppo bello, non me la sento di rovinarvi nulla qui.

Gran parte della bellezza dell’anime sta nell’incredibile cura con cui è stato realizzato il mondo dei 12 Regni in cui Yoko e soci vengono trasportati. La cultura, le diverse etnie, gli intrighi politici, la magia è qualcosa di così denso, pregnante l’aria di ogni puntata, che non riuscirete a strapparvi da essa. La trama poi presenta vari “misteri”, pezzi di vita vissuta, intrighi e drammi personali, che non vi sarà possibile rimanere indifferenti a tutti i protagonisti che la serie vi presenterà.

Perchè solo sesto posto, allora, vi starete chiedendo?

Beh, l’anime è preso da un manga che a sua volta era ispirato da una serie di libri scritti da Fuyumi Ono che, a oggi, non sono ancora stati terminati di scrivere e l’autrice ha anche affermata di non essere interessata a concluderli entro breve. Quindi a manga inconcluso, lo studio Pierrot ha comunque deciso di far partire in anime, ma ha dovuto deviare leggermente da ciò che aveva scritto la Ono, e gli ultimi episodi sono “inventati” di sana pianta. Ciononstante, se riuscite a soprassedere al fatto che la storia non avrà un termine, è un viaggio che ne vale la pena. Davvero. 🙂

5 – “Love Hina

Copertina di Love Hina

Love Hina è favoloso. E’ quasi un “solito” dramma amoroso con sottofondo universitario se non fosse che Keitaro, protagonista della serie, è un buono a nulla timido e trova-guai senza fine. Dopo aver fallito il test d’ingresso a Tokyo U, deve trovare un posto in cui stare e pensa di passare dalla pensione della nonna. Che però, negli anni, è divenuto un dormitorio femminile.

Inevitabilmente gli viene concesso il permesso di pernottare lì, e inevitabilmente verrà a conoscere le pazze, dolci, marziali, timide o opportunistiche ragazze che vi abitano. Essendo impacciato ma con un cuore d’oro, Keitaro riesce comunque a guadagnarsi la stima di buona parte di esse, trova un lavoro part-time, prosegue gli studi e vive, insomma, la pletora di situazioni di un universitario fuori sede. Il tutto calato in un contesto leggermente pazzoide, leggermente fantasioso.

Love Hina è risate a volontà, un racconto d’amore comico come pochi ne ho visti. Consigliato a tutti coloro che hanno annusato la vita universitaria! 🙂

4 – “Elfen Lied

Banner di Elfen Lied

Elfen Lied è qualcosa di spettacolare, e se non fosse per pareri personali di natura varia e soggettiva, sarebbe finito dritto dritto al primo posto. E’ tecnicamente superiore, drammaticamente impeccabile e con un background narrativo davvero niente male.

La trama s’incentra su una ragazza di nome Lucy, che è portatrice di una mutazione genetica che fa si che lei abbia due protusioni a forma di piccole tozze corna sulla testa e possa usare poteri mentali sotto forma di mani invisibili che le escono dalla schiena chiamati vettori. Dagli umani, queste creature vengono chiamati Diclonius, e chiunque venga “toccato” da questi vettori, avrà a sua volta il gene diclonius nel sangue e avrà figlie femmine e Diclonius a loro volta. All’inizio della storia Lucy è tenuta prigioniera in un laboratorio da qualche parte in giappone, ma riesce a scappare. Tuttavia viene sparata al casco che portava in testa per motivi di sicurezza e questo causa una divisione di personalità in lei. A tratti è Lucy, ragazza sensibile ma potenzialmente instabile e vendicativa, a tratti è Nyu, dalla personalità allegra e infantile. Viene trovata in spiaggia così da Kohta, giovane ragazzo di una placida cittadina di mare, che ha il pallino per le ragazze bisognose di cure, e quindi l’accoglie a casa dove abita con la cugina. Il governo, presto, manderà un mercenario in quella cittadina a cercare la Diclonius scomparsa.

L’anime parte con questa premessa e si incammina, da lì, in ogni direzione possibile: romantica, filo-drammatica, d’azione, personale-umanitaria e così via. Nascono rapporti fantastici tra Nyu e Kohta, mentre vengono esplorati anche i principi della discriminazione raziale e dei pregiudizi infantili e degli adulti, spesso svelando al contempo un background molto interessante non solo di Kohta e Lucy, ma anche del mondo che li circonda. Tutte e 13 le puntate sono un viaggio emotivo non indifferente e, davvero, pur di non spoilerare altro non posso fare che invitarvi a recuperarlo e vederlo con molta attenzione. L’anime vi butterà contro nudità, sangue, alcuni stereotipi, ma lo fa con cognizione di causa e, se siete come me, adorerete ogni istante di ogni puntata. 🙂

3 – “Peter Pan no Bouken

Immagine da Peter Pan no Bouken

Adoro Peter Pan, ma più di lui, il suo mondo generato dalla fantasia. Forse è per questo che quando vidi, da piccolo in germania, questo cartoon, lo adorai così follemente fin dall’inizio. D’altrondo come non amare avventure nei cieli, tra pirati, indiani e una strega malvagia che vuole distruggere l’Isola che non c’è?

Nell’ambito dell’iniziativa giapponese di rifare classici occidentali sotto forma di anime (Peter Pan, Robin Hood, D’Artagnan, etc….), questo è quello che preferisco tra tutti. La serie (quasi 50 puntate) è divisa in due parti, la prima, con una tradizionale battaglia tra Peter Pan e Capitan Uncino, la seconda con l’ancora più bella lotta tra Peter Pan e ciurma contro una strega chiamata Sinistra che vuole distruggere l’Isola che non c’è. Entrambe le parti hanno momenti fantastici, e seppure l’anime non abbia sempre un ritmo delineato, e ci siano puntate, effettivamente, davvero noiose, ha delle vette di coinvolgimento altissime.

Una cosa davvero fantastica di questo anime sono le architetture e alcuni personaggi mistici presenti sull’Isola che non c’è, che poi si sono negli anni radicate nella mia fantastica come canoni di maestosità e complessità architettonica. Tra questi voglio citare l’isola volante dei pirati, che viene visitata durante gli episodi finali della prima parte della serie, il gigante della pioggia (che mi ricorda il 3° Colosso di Shadow and the Colossus), il labirinto degli specchi e il castello di Sinistra a fine serie.

Consiglio a tutti di vederlo, qualche puntata a parte, non ve ne pentirete.

2 – “Shuffle!

Banner di Shuffle!

Shuffle! è uno dei miei più bei ricordi delle scorse estati, e uno dei più drammatici.

Partendo come un normale “harem” animato si dirige verso zone davvero melanconiche, spinte, nostalgiche e, il termine non sembra appropriato ma lo è, umane. Forse sono solo io che sento così, ma anche se ciò fosse vero, nulla, ai miei occhi, verrebbe sottratto in bellezza a Shuffle!

Questa è la storia di Rin, ragazzo orfano e gentile, che per motivi che verranno svelati durante gli episodi intermedi, viene scelto dal Re degli Dei e Re dei Demoni come promesso marito delle loro figlie, rispettivamente, Lisianthus e Nerine. Il mondo è quello di tutti i giorni, con la differenza che sono stati aperti dei portali verso il mondo superiore e inferiore, scoprendo che oltre agli umani esistono anche “dei” e “demoni”, che poi non sono così diversi da noi, e sicuramente non hanno, tra loro, la storica lotta di cui si parla in tutti i libri. Anzi, i due re sono amiconi e si ubriacano volentieri la sera insieme. XD

Rin, ovviamente, è conteso non solo dalle due principesse; vive con Kaede, figlia di amica dei genitori defunti, ragazza molto servile e dal passato alquanto drammatico, che ovviamente ha come suo pensiero fisso Rin. A scuola invece passa molto tempo con Asa, giovane umana dalla salute fragile, ma dal temperamento decisamente esplosivo. Questo il punto di partenza di speranze, batticuori, uscite programmate, cuori spezzati, speranze ritrovate, e così via, in un crescendo che verso la fine vi farà davvero fremere per chi delle ragazze la spunterà. E vi assicuro, non è un banale racconto d’amore, questo, perchè durante la trama entreranno in gioco personaggi che di problemi ne creano molti…basti pensare che agli albori i due re hanno cercato di incrociare geneticamente un essere divino e demoniaco…e questo sta neanche troppo lontano dal protagonista…

Trust me! 😉

1 –Kimagure Orange Road

Immagine di Kimagure Orange Road

La lotta tra Shuffle! e Kimagure Orange Road è ardua. Da un lato, un anime moderno, ambientato negli anni 2000, con una trama davvero drammatica a tratti, dall’altro un sogno degli anni ’80, romantico, a tratti scemo, ma che è una perfetta raffigurazione della nostra adolescenza, seppure a 10 anni di distanza.

Su KOR mi sono già dilungato nella mia Top Ten sui Manga, sappiate solo questo: scappate il più possibile dalla versione della Mediaset chiamata “E’ quasi Magia Jhonny”. E’ il male. Peggio di Manfred von Karma. Peggio dei Castori di Donkey Kong 64. Come Internet Explorer.

Buttatevi invece a pesce sulla versione pubblicata in italia dalla Yamato, “Capricciosa Orange Road”, che è senza censure e doppiata molto molto meglio. Davvero, non ve ne pentierete.

Menzioni d’onore: La mia rigida impostazione a 10 mi ha fatto escludere Ah! My Goddess, anime carino riguardo un umano che desidera di avere come fidanzata una dea e Inuyasha, carino, ma di cui ho visto troppo poco per poterlo davvero giudicare. Carini anche gli anime sui Pokémon e Sailor Moon. No, scherzavo! XD

TOP TEN CARTOON

10 – “Spongebob Squarepants

Banner di Spongebob

Spongebob è esilerante. La mia ragazza mi farà a piccoli pezzettini per averlo messo nella mia classifica, ma il fatto è semplice: Spongebob, per quanto sia demenziale, cretino, idiota, tutto quello che volete, è magnetico.

Per chi non conosce questa serie, è un cartoon di nuova generazione, in cui il protagonista, Spongebob, oltre a essere una spugna che vive in fondo al mare nella fantastica città di BikiniBottom (già…) è un idiota di prima categoria e Patrik, una stella marina, suo migliore amico, incredibile ma vero, lo è ancora di più! Insieme ne combinano di tutti i colori, e riescono sempre a cacciarsi in nuovi guai, dando fastidio al vicino polpo Squid, lavorando duramente per Krusty, il granchio possessore del locale di fast-food più in della città, impedendo alla particella di Plankton Sheldon di conquistare il mondo, non di rado assisstiti da Sandy, una scoiattola che vive in una cupola d’aria sotto il mare! Le avventure vanno dal parzialmente idiotiche al totalmente fuori di testa, ma, come già detto, la serie è magnetica e non potrete fare a meno di continuare a guardarla una volta che vi trovate davanti la tivù!

9 – Warner Bros. Assortiti

Logo della WB

I cartoon della Warner sono quelli con cui siamo cresciuti negli anni ’90. Tra Buggs Bunny, Duffy Duck, Speedy Gonzales, Tweety, Silvestro e Willy E. Coyote, la scelta tra chi preferire era ampia e, in ogni caso, il divertimento in questi mini-episodi era sempre garantito. Non me la sento di preferirne uno all’altro, in un certo modo erano tutti divertenti a pari misura. Preferivo le avventure di Road Runner e Willy E. Coyote a Silvestro e Titti, ma alla fine quale che fosse il cartoon, meritava in ogni caso!

Inutile consigliarveli, è abbastanza sicuro che li avete già visti. 😉

8 – “Captain Planet

Logo

Ho vissuto gran parte della mia infanzia in germania, dove negli anni ’90 il problema dell’inquinamento veniva preso in considerazione in maniera molto più seria e ragionata che non qui in italia. (Oggi.)

Fatto sta che uno dei cartoon fissi del Sabato Mattina su RTL era Captain Planet, e io con tutta una generazione di ragazzini delle elementari veniva portata sulla buona strada del riciclo e della preservazione ambientale. Anche grazie a questo cartoon.

Cosa mirabile della serie animata era anche il messaggio globale che trasmetteva; rispetta l’ambiente, non essere xenofobo, usa la tua testa, non farti ingannare, i soldi non sono tutto, etc. Tutta una serie di messaggi che sono, secondo me, importantissimi e che davvero fanno trasmessi nel migliore dei modi da una generazione all’altra. Le storie dell’americano Wheeler, della russa Lenka, dell’africano Kwame, dell’asiatica Gi e del sudamericano Ma-Ti si concentrano spesso su questi temi, oltre che su alcuni problemi giovanili di varia entità, e personificano in maniera esemplare l’unione della forza nel personaggio di Captain Planet che, irrimediabilmente, salverà sempre la giornata. Con un motto molto importante: “Voi avete il Potere!”

Noi possiamo cambiare le cose. Consigliata a tutti, genitori inclusi.

7 – “Aladdin

Wallpaper della serie TV Aladdin

La serie di Aladdin mi ha fatto fare un sacco di risate. E’ ambientata tra il lungometraggio “Il Ritorno di Jaffar” e “Il Re dei Ladri” e narra varie e divertenti avventure di Aladdin con il classico stile Disney. Di questa serie ho sempre amato la figura di Genio, che in inglese è davvero memorabile, vociato e com’è da Robin Williams. In italiano come in tedesco qualcosa si va a perdere, ma lo spirito rimane intatto, per fortuna. 🙂

Approfitto dell’occasione per citare anche un altro paio di serie Disney che sono dei “sequel” di film animati da sala cinematografica, come Le Avventure di Timon e Pumbaa, la serie a cartoni della serenetta Arielle e quella della Ricreazione. Spassose tutte. Ma quella che più mi ha colpito è Aladdin. Adoro quel Genio! 😀

6 – “Ecco Pippo!

Logo di Ecco Pippo!

Posto separato, anche se sempre di Disney si tratta, va alla serie animata su Pippo e sui figlio Max. Risate infinite, spasso totale; Pippo è da tempo il mio personaggio preferito dei “classici” Disney. Lo preferisco di gran lunga a Topolino, troppo semplice e banale, e lo trovo più buffo di Paperino, spesso troppo incomprensibile per me. E poi, da bimbo ero spesso molto impacciato in quello che facevo, quindi c’è anche un pò di rispecchiamento in lui. 🙂

Questa serie era un mio appuntamento fisso del pomeriggio di Super RTL (sì, ho visto la serie solo in tedesco, ma credo che roba divertente come questa non si possa rovinare neanche con un eventuale pessimo doppiaggio). Tra tutti gli episodi mi viene in mente quello fantastico in cui il figlio di Pietro Gambadilegno ha il compito di matematica, Max lo aiuta con le ripetizioni minacciando un uovo in testa a ogni risposta sbagliata. Sfinito, PJ torna a casa convinto di non aver passato il compito e Max, temendo che Pietro uccida il proprio figlio per questo, gli chiede la lista delle 100 cose che vuole fare prima di morire…e poi inizia a metterla in atto! O_o

E’ un episodio esilerante, che davvero rappresenta il filo generale della serie. Pazzoide da tutti i pori…proprio come Pippo stesso! 🙂

Vedetela, è su YouTube in italiano!!

5 – “Esplorando il Corpo Umano

Immagine da Esplorando il Corpo Umano

I francesi dello studio Procidis nei primi anni novanta fecero una serie di cartoni che per quel che mi riguarda, possono entrare di diritto tra quei cartoon fissi da far vedere ai propri figli durante la crescita. Da Invenzioni e Inventori alla serie che spiegava con buon dettaglio la storia dell’umanità, la serie con protagonisti Pierrot, Maestro, Pierrette e soci sono state, ognuna a modo suo, instruttive e divertenti.

Forse la più famosa, e probabilmente la meglio fatta, è “Esplorando il Corpo Umano” che sono riuscito a rivedere di recente nella versione in cui io l’ho conosciuta, la tedesca. Più e più volte ho dovuto pensare a quanto quella serie sia stata fatta con dovizia di particolari e dedizione. Le animazioni sono ottime, i personaggi simpatici, e il funzionamento del nostro organismo è spiegato con dovizia di particolari. Adatto per bambini, ma anche per chiunque altro. Vedetelo!

4 – “Duck Tales

Logo dei Duck Tales

Tra i fumetti preferisco, tra i personaggi Disney di prima e seconda generazione, di gran lunga Zio Paperone e nipoti, come già ho detto nella Top Ten di Fumetti/Comics/Manga. Stessa cosa riguarda i cartoni animati; la serie di Zio Paperone era ricca di avventure in luoghi misteriosi, piena di personaggi eccezionali, con i giusti cammei al mondo reale che non guastavano mai. Scollegate quasi tutte le une dalle altre, le puntate di Duck Tales erano un continuo avventurarsi in castelli stregati, città fantasma del far west e deserti caldi con tombe perigliose. Il tutto, ovviamente, non solo per i tesori che vi si celavano, ma anche per rispetto dell’avventura vera e propria. Ora che ci penso, devo assolutamente riuscire a recuperare tutte le serie. Consiglio che passo anche a voi. 🙂

3 – “I Griffin” (o “Family Guy“)

Logo di Family Guy

‘Nuff said.

2 – “I Simpson

Banner dei Simpson

Pure qui…c’è bisogno di dire perchè?

1-  “Spider-Man – The Animated Series

Logo di New Spider-Man

Okay, qui il bisogno c’è. 🙂

Come sapete, per lo meno dalla mia top Ten su Fumetti/Manga/Comics, sono un fan sfegatato dell’Uomo Ragno, e lo sono da quando ero bambino. Cartoon ispirato al Tessiragnatele ce ne sono a bizeffe, da Spider-Man Unlimited a quello con Stella di Fuoco e l’Uomo Ghiaccio. Tra tutti, però, il mio preferito, e di gran lunga, è quello, purtroppo fermatosi alla quinta stagione, chiamato “New Spider-Man” oppure, appunto, Spider-Man – The Animated Series.

Il primo a fare uso di una, ormai vetusta, grafica 3D per rappresentare New York ed alcuni effetti speciali, Spider-Man fece capolinea nel mio cuore infantile per un paio di motivi molto chiari: rappresentava in maniera convincente il binomio Peter Parker/Spider-Man, e quindi il protagonista con i suoi problemi fuori e dentro il costume, era abbastanza fedele al fumetto (senza esagerare, era pur sempre un cartoon per giovani), i disegni erano chiari e puliti, con uno stile che non mi dispiaceva affatto, e presentava molto bene i personaggi che erano e sono tutt’ora il bagaglio culturale Marvel: da J. Jonah Jameson a Harry Osborn, da Goblin a Venom, passando per la Gatta Nera ed MJ, il Camaleonte e Kraven, Carnage, Doc. Ock e gli X-Men: c’erano proprio tutti, e in tutto questo anche alcune delle più belle saghe dell’Uomo Ragno sono presenti, dalla mutazione nel Ragno Umano, a un accenno alla Saga del Clone, alle vicende nelle altre dimensioni.

Peccato che alla fine della quinta stagione si rimane con un cliffhanger di proporzioni bibliche…ma, fidatevi, il viaggio ne vale la pena. Definitivamente e senza alcun dubbio il mio Cartone Animato preferito!

Menzioni d’onore: Ho dovuto escludere dalla lista dei cartoon Darkwing Duck, che non era affatto male come serie, e Le avventure degli Animali del Bosco Piccolo, pessimo nome per una serie che per due stagioni è veramente coinvolgente e che, come Captain Planet, aiuta ad apprezzare la natura e a difenderla dalla brutta bestia col nome “umanità”. Consigliate entrambe.

E ora tocca a voi: quale di queste serie conoscete e apprezzate? Quali sono i vostri anime/cartoon preferiti? E che ne pensate della nuova generazione di anime che invade l’occidente? Ci sono cartoon che odiate con tutto il cuore? Parliamone, i commenti esistono per questo! =)

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10 Risposte to “Top Ten – I Migliori Anime e Cartoon”

  1. Wise Yuri Says:

    parlando di anime, credo che Ouran si meritasse un posto più alto, solo per il cross-dressing e il fatto di essere una fantastica parodia del genere harem, con stereotipi maschili fatti da dio (il lolitino, il silenzioso, il dongiovanni, il freddo e calcolatore tipo con gli occhiali, etc), grandi momenti, ottimo umorismo, personaggi ben caratterizzati; Love Hina… mah, è un harem manga insulso come altri, con un’ assortimento di stereotipi femminili che roteano attorno al protagonista sfigatello, anche se devo dire che ho solo letto un pò del manga, l’ anime non l’ ho mai visto, ma sarà pressappoco uguale. per il resto o non li ho visti proprio o gli ho lasciati a metà (tipo Elfen Lied). Parlando di cartoni, l’ unico che ricordo veramente con nostalgia è Duck Tales, che era meraviglioso, e di cui c’ erano pure i videogames per il NES e il game boy, curati dalla Capcom e fantastici anch’ essi; i griffin… mah, se da una parte hanno un sacco di momenti non sense fatti da dio, per la maggior parte è umorismo americano, di quello più stupido, idiota ed ignorante, oltre che una copia carbone dei Simpsons. Inoltre è troppo costruito a forza “ti ricordi di quella volta che…” e conseguente spezzone/parodia. Va detto che però personaggi come Braian, Stewie, Joe e Quagmire sono stupendi, ma bastano Boe e l’ Uomo dei Fumetti per papparseli, i simpsons ne hanno a bizzeffe di personaggi secondari memorabili. Inoltre spesso, presumo per mancanza di idee, riciclano i tormentoni, Mc Farlane ha avuto il coraggio di mettere a schermo una delle tremila decrepite battute su Chuck Norris, il che è dire molto.
    Ha i suoi momenti, sì, ma è troppo americano.
    i classici Warner Bros sono stupendi, quelli di Willy E. Coyote poi sono veramente epocali, anche perché sono universali, puoi abitare in corea o in australia, riuscirai comunque a capirli e goderteli. Ah, la logorrea. XD

    • Celebandùne Gwathelen Says:

      Ouran è fantastico, concordo, e il posto in classifica non ritengo sia basso. Pensa che un sacco di anime non ce l’hanno fatta a entrare in classifica, eh! Gli anime che ho messo su di lui sono superiori: 12 Kingdoms è stellare, Love Hina, checchè ne dica tu, è uno spasso dalla prima all’ultima puntata, forse un pò stereotipato, okay, ma è fatto bene.

      Non parlo del manga, e se anche tu ne hai letto poco, potresti ricrederti leggendolo tutto; di Love Hina parlo dell’anime, e da quel poco che ho visto, per ora batte il manga (che sto leggendo, ne riparleremo).

      Elfen Lied finiscilo di vedere assolutamente!!

      Non penso i Griffin siano una copia carbone dei simpson, anche se partono sicuramente da situazioni simili. Solo Stewie di per se basta a differenziarli tantissimo, non c’è nessuno nei Simpson che è come Stewie!
      Senza nulla togliere ai Simpson, eh, ma secondo me sono due cartoon che vanno mano con la mano…

      A me non dispiace il suo essere americano, tra l’altro, anche i Simpson lo sono! 😉

      Concordo sui Warner Bros., se non fosse che a tratti sono banali e ricorrono spesso alla “cartoon violence” per far ridere, sarebbero ancora più fantastici!

  2. Dunther Says:

    Oh oh oh che mi tocca vedere 😀
    La tua top ten è…così abissalmente diversa da quella che potrebbe essere la mia!

    Parliamo degli anime prima; hai una sorta di fissazione per la roba adolescenziale XD e considerando che sei più grande di me la cosa mi fa un certo effetto, soprattutto vista la totale assenza di anime “sacri”, come ad esempio Neon Genesis Evangelion, ma comunque…
    10) Quest’anime non mi attira per niente, per un semplice motivo: “Niente poteri ESP, niente cyborg, niente dei e demoni. Semplice vita adolescenziale.”, l’unico incentivo che poteva spingermi a guardare un anime di questo genere, come è successo con Chobits per esempio, manca.
    9) Eccone uno che conosco. Chobits è un anime molto carino, dai bei disegni ed una premessa interessante, che però manca della componente realistica che mi avrebbe fatto letteralmente impazzire. In ogni caso si rivela simpatico, comico e porcheggiante, che tratta (seppur in maniera forse un po’ leggera) il tema del rapporto uomo-macchina, uno dei miei preferiti. Sicuramente sopra la sufficenza, ma di certo non potrei mai metterlo in una top ten.
    8) Questo boh, non mi sa di niente, passo avanti.
    7) Quest’altro sembra carino, potrei considerarlo prima o poi.
    6) Mmm già si parte male, per me è importante che una storia si concluda. A questo aggiungici che non sono un fanatico della roba fantasiosa.
    5) Ecco, questo l’ho sentito spesso nominare. Io la vita universitaria non l’ho mai annusata però, sarò in grado di apprezzarlo?
    4) Oh finalmente un altro che conosco. Un anime che riesce, anche se con uno stile di disegno che sembra uscito da un hentai, a proporre una storia originale e variegata. Un anime completo, che ho gradito molto.
    3) Erh…un anime ispirato a Peter Pan? La cosa non mi ispira per niente.
    2) Questo non sembra male, visto che lo hai piazzato così in alto me lo segno.
    1) Uhm, oddio. Stento a credere che tu abbia posizionato in cima l’ennesimo anime adolescenziale. Lasciando perdere l’esagerazione nella critica di Internet Explorer, che per quanto sia poco preferibile ormai è diventato, imitando Firefox, un buon browser. Fa piacere vedere comunque che ci sia una nuova versione, senza censure, non ci speravo. In ogni caso ricordo di aver carpito della simpatia quando da piccolo (per sbaglio) capitava che guardassi quest’anime in TV, quindi potrei considerare di vederlo.

    Pokémon è un anime abbastanza buono guarda, è anzi penso il miglior anime tratto da videogame che abbia mai visto; i film sono parecchio meritevoli in ogni caso. Su Sailor Moon non so dirti, ma mi hanno detto che oggettivamente non è così male come anime.
    Me la sento di consigliarti un paio di anime che potrebbero fare al caso tuo, lasciando perdere quelli famosi e amatissimi (spesso a ragione): Azumanga Daioh, FLCL e Karin. Poi nel complesso sai dove trovare il mio profilo MAL, con voti e tutto, per cui inutile dilungarmi oltre.

    Passiamo ai cartoon, qui la cosa è molto più facile considerando che alla fine è più una questione affettiva che di qualità oggettiva del prodotto.
    10) Niente da dire, l’ho visto qualche volta e l’ho trovato idiota e spassoso.
    9) Classici, li abbiamo visti e apprezzati tutti questi.
    8) Ehehe sorprendente che non sia l’unico a ricordarmene, ammetto però che l’unica cosa che mi ricordavo era che c’erano 5 ragazzi che si fondevano per creare un supereroe. Certo che ora che mi fai notare questa morale, non mi attira più molto XD
    7) Aladdin è una serie bellissima, di cui sono contento non si siano posti il problema di andare oltre il primo film. Questa serie televisiva la ricordo bene, l’avevo gradita non poco, anche se non saprei se più di Timon e Pumbaa (la cui comicità arrivava a livelli più estremi).
    6) Di questo mi ero quasi scordato; mi piaceva da matti. Il calare Pippo negli improbabili panni di padre, in un universo pieno, come quello Disney, di zii e nipoti, è stata una scelta davvero coraggiosa, considerando anche che, come personaggio, ha solitamente rappresentato la mancanza di serietà o l’idiozia pura. Inoltre il recontestualizzare Gambadilegno in un sottomesso marito e disonesto uomo d’affari risulta azzeccato e piacevole. Anche il film “In viaggio con Pippo” è notevole a mio avviso.
    5) Ah i cartoni educativi, dovrei avere tutte le VHS di questo qua. Non saprei dire se fosse un cartoon di qualità o meno, ma riusciva ad essere istruttivo e divertente, raggiungendo quindi il suo scopo. La cosa che più apprezzavo era il parallelismo tra la vita esterna e quella all’interno del corpo umano, con gli stessi personaggi ma calati in situazioni differenti. E quelle navicelle volanti monoposto erano bellissime.
    4) Altro cartoon che ricordo piacevolmente, insieme a Cip & Ciop Agenti Speciali e roba simile. Il mio personaggio preferito era Archimede Pitagorico, che occasionalmente dava una mano.
    3) Spassosi i Griffin, nel loro nonsense. Ultimamente però mi hanno stufato e mi sto dedicando a South Park.
    2) Difficile dire se siano migliori dei Griffin e di quanto, ma hanno comunque dato via al filone che ha permesso la loro nascita.
    1) Cartoon bellissimo, senza ombra di dubbio il migliore di Spider-Man. Ormai i disegni possono essere sgradevoli, però mi ha fatto conoscere tutti i principali cattivi dell’Uomo Ragno, e ricordo che era anche piuttosto maturo (anche se non ai livelli di Batman, ovviamente). Come dimenticare la computer grafica utilizzata nella sigla iniziale 🙂 . E mi sono innamorato di Venom guardando questa serie. Ti consiglio il videogame per SNES, che da piccolo mi prestarono e finii (non con pochi sforzi, vista l’assenza di save): http://www.youtube.com/watch?v=-cwyjudtpkg non farti ingannare dal logo LJN, era un bel gioco, o almeno a me è piaciuto, lo considero uno dei migliori videogame di Spider-Man.

    Darkwing Duck piaceva molto pure a me, anche se ora diciamo che mi è un po’ scaduto avendo scoperto che era pensato per contrastare l’italiano Paperinik.

    Uff la prossima volta fai due articoli separati, a leggere e commentare ci ho messo una vita! XD

    • Dunther Says:

      E dimenticavo di consigliare anche The Melancholy of Haruhi Suzumiya, come anime.

      • Celebandùne Gwathelen Says:

        Pensa che ho notato adesso che ancora non ho risposto a questo tuoi commenti!
        Perdonami!

        Anyway, mi piacciono molto gli anime romantico/drammatici e romantico/comici, sono vicini alla mia vita e vicino a quello che io ho vissuto o avrei potuto vivere avessi fatto scelte diverse, quindi ovvio che li adoro! Di contro non ho mai combattuto tra robot o sparato a persone, e per quanto di base non mi dispiacciono opere così, le sentirò sempre un pò più distanti da me di roba con cui riesco a relazionarmi.

        Non ho mai visto Neon Genesis Evangelion, ad esempio, nè vedo Naruto, nè Bleach e nè ho mai visto One Piece o Dragonball! Non li sento vicino e per quanto il concept di alcune serie mi intrigano, dopo un pò forse mi annoierei.

        Si, Chobits è interessante, se ne conosci uno che tratta i rapporto uomo-macchina un pò meglio, vai pure e dimmi! =)

        School Rumble è comico, veditelo, è molto godibile secondo me. Idem per Ouran Host Club!

        Love Hina…si, credo che sarai in grado di apprezzarlo, fa ridere abbastanza, anche se il manga che sto leggendo ora, è migliore. Come spesso accade! 🙂

        Peter Pan a me fa impazzire, e poi lo stile di alcune ambientazioni ricorda molto il Team Ico, anzi, ci sta un personaggio che comprare in un episodio che secondo me il Team Ico ha riproposto graficamente pari pari!

        Shuffle! e KOR vedili, Shuffle tutto prima di dare giudizio, KOR almeno una decina di episodi! E ne riparliamo! =)

        Ma come, Capitain Planet non ti attira più molto ora che sai che si deve salvare il pianeta terra? Vabbè che dove stai tu l’inquinamento è probabilmente minimo, ma dalle mie parti si sente, e ho molto a cuore la natura, quindi è ovvio che lo consiglio!

        Timon & Pumbaa, sono d’accordo, non è male, ma l’ho visto troppo poco per poter giudicare! Per questo ho messo Aladdin! 🙂

        In viaggio con Pippo non l’ho visto, devo recuperarlo! 🙂

        Concordo, voglio le astronavi monoposto di Esplorando il Corpo Umano! E non solo quelle! 🙂

        A me South Park non piace tanto, assai volgare e disprezzo lo stile di disegno, troppo semplicistico e male animato, secondo me.

        Si, era abbastanza maturo Spider-Man, tra la sparizione di MJ, i vari problemi di Pete e roba simile affrontava problemi non banali. Spesso era così, almeno.

        E sugli articoli separati, leggi la mia nuova proposta editoriale! 😉

        E ti ringrazio, ovviamente come sempre, dei tuoi consigli in campo anime e questa volta anche in campo VG! Apprezzo e annoto! 🙂

        E scusa ancora la risposta tarda!

        • Dunther Says:

          Bhe fino a prova contraria non ci si deve per forza rapportare con le storie narrate negli anime, anzi. Comunque Evangelion parla molto dell’adolescenza per esempio, non è propriamente un anime di robottoni.

          Per quanto riguarda Capitan Planet, non mi piacciono le storie con una morale, tutto qua. Poi dell’inquinamento mi importa, anche se non gradisco molto la “natura”.

          South Park è volutamente “male animato”, è fatto al computer ma ricalca lo stile delle puntate pilota che erano fatte con pezzi di cartoncino. Io lo trovo esilarante, nella sua irriverenza non risparmia nessuno.


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