The Weakly Hobbyt #8

The Weakly Hobbyt #8

Ben tornati e benvenuti nel mio mese di nascita! =)
Questa settimana parliamo di:

  • Uscite Videoludiche di Marzo
  • Æon Flux
  • The Wolfman
  • Spider-Man Collection 3
  • Un Nome da Torero



Uscite videoludiche marzo 2011 (A cura di Wise Yuri)

 

Lancio europeo del 3DS
Nintendogs + Cats (3DS)
Pilotwings Resort (3DS)
Pro Evolution Soccer 2011 3D (3DS)
Okamiden (NDS)
Phantom Brave: The Hermuda Triangle (PSN)
God Eater Burst (PSP)
Hyperdimension Neptunia (Ps3)
Top Spin 4 (360, PS3)
Ar Tonelico Qoga: Knell of Ar Ciel (PS3)
Homefront (360, PS3, PC)
Crysis 2 (360, PS3, PC)
F.3.A.R. (360, PS3, PC)
Yakuza 4 (PS3)
Boulder Dash XL (XBLA)
Monster Jam: Path Of Destruction (360, PS3, WII, PSP, NDS)
AC Brotherhood: La Scomparsa di Da Vinci (DLC 360, PS3)
Halo Reach – Defiant Map Pack (DLC 360)
Shogun 2: Total War (PC)
Dragon Age 2 (360, PS3, PC)
Dissidia 012 Final Fantasy (PSP)
Dynasty Warriors 7 (360, PS3)
Ghost Recon Shadow Wars (3DS)
Naruto Shippuden: Kizuna Drive (PSP)
Yoostar 2 (360, PS3)
LEGO Star Wars III: The Clone Wars (360, PS3, WII, PSP, NDS, 3DS)
Ms. Splosion Man (XBLA)
Pokémon Nero (NDS)
Pokémon Bianco (NDS)
Ghostbusters Sanctum of Slime (XBLA, PSN, PC)
Rayman 3D (3DS)
Super Street Fighter IV 3D Edition (3DS)
The Sims Medieval (PC)
Tomb Raider Trilogy (PS3)
Nascar 11 (360, PS3, WII)
Fantastic Pet (360)
Islands of Wakfu (XBLA)
Strania (XBLA)
Asylum (PC)
SHIFT 2: Unleashed (360, PS3, PC)

 

Mese ricco d’ uscite questo marzo, complice anche il lancio europeo del 3DS (console che mi sembra l’ ennesima gimmick Nintendo, che decanta il 3D quanto il DS decantava le caratteristiche touch). La line up di lancio della console Nintendo comprende Pro Evolution Soccer 2011, Nintendogs + Cats, Rayman 3D (ennesima riproposizione di Rayman 2, anche Rayman DS era una conversione del 2, che sforzo Ubisoft), Pilotwings Resort, Lego Star Wars III, Super Street Fighter IV 3D Edition e Ghost Recon Shadow Wars.

Non è proprio sta grande line up, ma d’ altronde perchè mai la Nintendo dovrebbe mettere dei giochi belli al lancio, quando sa che venderà milioni di unità comunque? Il 3DS sarà disponibile nei negozi dal 25 marzo.

Il DS si avvicina al pensionamento, ma nonostante ciò la Capcom e la Nintendo regalano ai suoi possessori Okamiden, sequel del gioco Clover Studio, e la consueta doppia infornata di mostri portatili con Pokémon Nero e Pokémon Bianco.

Marzo è anche il mese in cui la NIS porta nel vecchio continente alcuni GDR: Phantom Brave: The Hermuda Triangle, versione PSP del titolo PS2 uscito anni fa, arriva in Europa, come altri titoli PSP della compagnia (Prinny 2, Z.H.P., Cladun, Disgaea Infinite), solo in versione digitale (meglio di non averlo proprio); Hyperdimension Neptunia, GDR di stampo classico e veramente “hypergeek” che parodia la console war; Ar Tonelico Qoga: Knell of Ar Ciel, terzo e ultimo episodio della serie Ar Tonelico.

Per i possessori di PSP c’è il seguito di Dissidia, picchiaduro con personaggi dei vari Final Fantasy, Dissidia 012 duodecim, un gioco d’ azione/avventura per i fan del ninja biondo, Naruto Shippuden: Kizuna Drive, di cui è disponibile una demo, e la risposta Namco-Bandai alla serie Monster Hunter, God Eater Burst (la versione migliorata e rivista dell’ originale God Eater)…. oh, già, scusate, Gods Eater, a quanto pare agli americani bigotti dà fastidio anche il titolo di un videogioco, che ci volete fare. (detto tra noi, questo titolo mi sembra migliore della serie Capcom, anche perchè ha una modalità storia molto preponderante, e visto che Monster Hunter Portable 3 non avrà l’ online)

Ma i titoli più attesi sono altri, tipo Crysis 2, seguito multipiattaforma del FPS esclusiva PC (personalmente non capisco perchè fare il primo episodio esclusiva e il secondo no, in questa generazione in cui tutto è multipiattaforma, poi), F.3.A.R., il terzo episodio della serie di sparatutto F.E.A.R. (che si poteva benissimo chiamare F.E.A.R. 3, ma forse a chiamarlo così pensavano di essere originali), Homefront, ennesimo FPS che stavolta vi vedrà combattere contro i Coreani in un 2027 in cui un’ esercito delle Forze armate della Corea del Nord dotato di armi nucleari invade gli Stati Uniti, Dragon Age 2, seguito del fortunato gioco di ruolo Bioware, e Yakuza 4, quarto episodio dell’ action/adventure Sega ambientato nel mondo della mafia giapponese.

Per i servizi di download digitale sono previsti Islands of Wakfu, action/adventure esclusiva XBLA dagli sviluppatori di Dofus, Strania, shooter con robottoni molto anni ’80, anch’ esso solo per XBLA, Ms. Splosion Man, seguito del platform Splosion Man, e come il primo esclusiva XBLA. Inoltre è previsto per XBLA, PSN e PC Ghostbusters: Sanctum Of Slime, che è una sorta di seguito di Ghostbusters-Il Gioco, ma che con esso pare condividere poco a parte la recluta acchiappafantasmi, in quanto questo titolo sarà uno shooter con molta enfasi sul multigiocatore in cooperativa, sia off che online.

Tra le altre uscite ci sono titoli come Top Spin 4, SHIFT 2: Unleashed, Yoostar 2, Nascar 11, Dynasty Warriors 7, Fantastic Pet, un titolo per Kinect simile a Kinectimals, Tomb Raider Trilogy, una collection hd per PS3 contenente Legend, Anniversary, e Underworld, Shogun 2: Total War, strategico per PC ambientato nel giappone del Periodo Edo, Asylum, action adventure esclusiva PC, un pacchetto mappe per Halo Reach e un DLC per AC: Brotherhood intitolato “La scomparsa di Da Vinci”.

è tutto per le uscite di questo mese, ci si rivede ad aprile!

Æon Flux (A cura di Celebandùne Gwathelen)

Aeon Flux

Ho visto un paio di settimane fa Aeon Flux (si, si scrive Æon Flux in realtà, ma passatemela buona) e devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito.

Nel 2011 un virus uccide il 99% della popolazione umana finchè uno scienziato (Trevor Goodchild) non scopre una cura che salva 5 milioni di soppravvissuti, che da quel momento vivono sotto il dominio della famiglia Goodchild nell’utopica città di Bregna. 400 anni dopo, alcuni cittadini sono stanchi del governo della famiglia Goodchild e formano i Monican, un gruppo di ribelli dediti a rovesciare il governo.

Protagonista del film è la titolare Aeon Flux, facente parte dei ribelli, che vive una doppia vita, tra quella casalinga e quella in missione per i Monican. Quando sua sorella viene uccisa dal governo per essere sospettata di essere lei una Monican, Aeon si inasprisce ancora di più e cercarà con ogni mezzo di detronizzare Trevor Goodchild. Ma ben presto Aeon si rende conto di venire sfruttata dal fratello di Trevor Goodchild, Oren, in un personale tentativo di mantenere intatta la dinastia dei Goodchild manipolando i capi dei Monican. Inoltre prova una profonda e inspiegabile attrazione verso Trevor Goodchild stesso.
Da lì, i suoi punti di vista cambiano totalmente, specialmente quando viene a scoprire che ogni cittadino di Bregna è in realtà un clone di se stesso…

Sexy Aeon Flux

Aeon Flux se sveglia a prima mattina e si chiede perchè si è vestita così la sera prima

Personalmente, ho trovato il film piuttosto divertente; probabilmente la trama non è la prima del suo genere, ma è interessante e degna di un film di sci-fi! Gli attori fanno un buon lavoro e anche se a tratti non tutto viene spiegato, il film si riesce a seguire. Le scene d’azione sono ben fatte, e al contempo non invasive e il finale mi ha lasciato soddisfatto! 🙂

So che il film in realtà è un adattamento di una serie a fumetti e un cartone animato o un anime, molti lo criticano perchè rispetto alle sue fonti non è all’altezza, ma non avendo nè visto la serie, nè letto il fumetto, ho trovato il film soddisfacente!

Voto Personale: 7/10

The Wolfman (2010) (A cura di Wise Yuri)

 

 

Il classico monster movie della Universal subisce un make-up, nel tentativo di catturare i fan del genere horror, aggiornare il film agli standard odierni e fare un po’ di quattrini con un concept vecchio, secondo la logica che finché la mucca non schiatta, si può mungere.

Il risultato è un film con problemi di personalità, che tenta contemporaneamente di rimanere fedele al genere dei monster movie anni 50 e di aggiornare la trama e i personaggi per renderli appetibili al pubblico odierno, non riuscendo in nessuno dei due intenti e finendo per essere né carne, né pesce. Sebbene il film in sé sia prettamente scarso, prima di andare ad analizzare nel dettaglio i difetti, andiamo ad elencare ciò in cui il film riesce.

Per esempio, è mantenuta l’ ambientazione dell’ originale, la nebbiosa Blackmoor (anche se l’ originale era ambientato in Llanwelly, nel Galles, la differenza è minima), con i suoi superstiziosi cittadini, le carovane degli zingari, la tetra foresta; la scenografia è magnifica e ricrea perfettamente l’ atmosfera dell’ originale. Ma a parte questo e una buona interpretazione da parte di Anthony Hopkins del padre dell’ uomo-lupo, il film non eccelle o si distingue in qualsiasi altro settore, ma allo stesso tempo non tocca nuovi livelli di bassezza, è semplicemente mediocre.

Andiamo ad esaminare il film nel dettaglio.

Trama-

Credo che tutti sappiano cosa succeda, ma ricapitoliamo: Lawrence Talbot torna dopo molto tempo alla casa del padre, situata in Inghilterra, quando viene a sapere della morte del fratello, e là viene assalito e morso da un licantropo, e in tale il giovane Talbot si trasformerà ogni notte di luna piena. Questo remake, pur mantenendo lo scheletro narrativo dell’ originale intatto, apporta molti cambiamenti ai personaggi e alla storia, nel tentativo di rendere più elaborato un film dalla trama e struttura semplice, tipica dei film horror. Ma il risultato finale consta in 30 minuti e più di puro filler, parti noiose e/o inutili inserite per mettere più carne sul fuoco, ma che fanno solo fumo e zero arrosto. L’ intreccio non è veramente nulla di che, abbastanza prevedibile e poco intrigante.

Personaggi-

Sia chiaro, non cerco assolutamente di paragonare Benicio Del Toro a Lon Chaney Jr., anche perchè sarebbe come paragonare una lampada ad un baobab, ovvero è inutile cercare un confronto forzato tra due attori diversi e distanti diverse generazioni l’ un l’ altro. Ad ogni modo l’ interpretazione dell’ attore portoricano non convince, perché Del Toro avrà sì questa faccia da tormentato, ma nel film dimostra un’ espressività quasi nulla, ricordandomi attori con la monofaccia tipo Jean Renò. Come ho già detto, non cerco un confronto tra due attori molto diversi, ma è innegabile che l’ interpretazione di Lon Chaney Jr. nell’ originale portasse lo spettatore a simpatizzare col protagonista, cosa che non accade con Del Toro. Inoltre non trovo sia molto adatto al personaggio, capisco perchè l’ abbiamo preferito ad altri per il ruolo, ma semplicemente non funziona, è un’ interpretazione decente, ma veramente nulla di che.

Il resto del cast è altrettanto dimenticabile, in quanto si tratta di interpretazioni molto “d’ ufficio”, decenti, ma nulla di che. L’ unica eccezione, come ho già accennato, l’ abbiamo con Anthony Hopkins, che pur avendo poco su cui lavorare, riesce a essere sufficientemente incisivo nel ruolo di John Talbot. Degli altri personaggi non ve ne fregherebbe niente se venissero divorati da una mandria di lupi mannari nei primi minuti del film.

Effetti Speciali-

Come ci si può aspettare da un film horror moderno, l’ uomo lupo è in parte computer grafica e in parte make-up (obiettivamente ottimo). Per quanto riguarda questo aspetto, il film è quello che gli americani chiamano mixed bag; sebbene in alcune parti, soprattutto la scena in cui Talbot si trasforma in licantropo davanti agli psichiatri che lo osservano, la computer grafica è veramente ben realizzata, e altri in cui sembra una palla di pelo senza peso, come quando salta sui tetti della città. Se da un film sui lupi mannari vi aspettate una buona dose di gore, con persone dilaniate e sangue, beh, The Wolfman ve ne imbocca la dose giusta. Il gore c’è, ma non troppo da far diventare il film un insulso tripudio di membra staccate e sangue che schizza da tutte le parti.

Non per mettere la mano nella carcassa, ma visto che almeno questo elemento non è “iniettato” nella pellicola in dosi eccessive, poteva essere un pò più consistente, ci sono momenti in cui è ben fatto e altri in cui sembra fatto con software di 10 anni fa. Ma ora stiamo andando a cercare il pelo nell’ uovo, non sono due errorini che rovinano il film.

 

Tirando le somme, The Wolfman è un film scadente, esteticamente stupendo, ma dal ritmo lento e soporifero, che cerca di contentare sia l’ horror fan sia il cinefilo della domenica, finendo per deludere il primo e annoiare l’ altro. Un remake dimenticabile di uno dei classici Universal. Un lupo con poco pelo e zanne smunte. 4,5 /10

 

Guardate così chi vi chiede di guardare The Wolfman.


Settimana prossima parleremo dell’ originale, questo sì un film degno del vostro tempo.

 

 

Spider-Man Collection 3
(A cura di Celebandùne Gwathelen)

Spider-Man Collection 3

Ecco in breve le storie presenti nel terzo volume del fumetto che sto leggendo al momento:

  • Spider-Man Tackles the Torch! da Amazing Spider-Man 8 del 1/1964: questo è l’unico numero di Spider-Man disegnato da Jack Kirby, co-creatore dell’universo Marvel, in questa storia Spidey cerca di impressionare la ragazza della Torcia Umana;
  • The Enforcers da Amazing Spider-Man 10 del 3/1964: prima comparsa dei Duri e del Grande Uomo, primo re del crimine contro il quale Spidey dovrà imporsi. I duri sono tre tirapiedi del Grande Uomo – tali Montana (abilissimo col Lazo), Bue (un gigante tutto muscoli) e Fancy Dan (un esperto di judo e karate) – contro i quali Spidey dovrò sfidarsi prima di poter affrontare il Grande Uomo. Alla fine la polizia riesce a identificarlo (come Frederick Foswell, giornailsta di punta del Bugle) e arrestrarlo. Compaiono anche i primi problemi di salute di Zia May, tema ricorrente di molte storie degli anni 90!
  • Turning Point da Amazing Spider-Man 11 del 4/1964: in questo numero Doc Ock viene rilasciato di prigione e Betty, che nello scorso numero ha lasciato il Bugle, lo accompagna a Philadelphia costretta a fare così per conto di Blackie Gaxton, un malvivente del luogo. Spidey li segue e lotta contro i tirapiedi di Gaxton e Doc Ock, ma nel combattimento viene ferito a morte il fratello di Betty, Bennet Brant, avvocato di Gaxton. Betty da la colpa all’Uomo Ragno, mentre Doc Ock sfugge.
  • Unmasked by Dr. Octopus da Amazing Spider-Man 12 del 5/1964: Spidey viene per la prima volta smascherato in questo numero, e tutti vedono che c’è Peter Parker sotto la maschera del tesiragnatele di quartiere: ma poichè era malato, Doc Ock non crede che sia veramente lui Spidey, essendo stato troppo facile da sconfiggere e coinvolto per il rapimento di Betty Brant! Di seguito, nessun altro crede che Pete sia veramente Spidey e Doc Ock va via deluso, solo per essere più tardi sconfitto dall’alter ego di Peter una volta ripresosi dalla malattia.
  • The Menace of Mysterio da Amazing Spider-Man 13 del 6/1964: prima comparsa di uno dei più misteriosi avversari di Pete: non tanto per chi sia e come faccia a fare le cose che fa, ma per gli sviluppi che ha subito nelle storie post-2000! Ci arriveremo (forse?)! In questa storia vediamo Mysterio imitare Spidey e commettere furti, al punto che Peter crede di avere una doppia personalità o di stare impazzendo, facendo furti senza rendersene conto! Alla fine Mysterio sfida Spidey sul Ponte di Brooklyn e lo butta nelle acque sottostanti, credendolo sconfitto e venendo acclamato eroe della città da Jameson! Pete però è stato tutto fuorchè sconfitto, avendo capito che era Mysterio a fare i furti a suo nome ora è più determinato che mai a mettergli i bastoni tra le ruote e lo sconfigge in una lotta in uno studio cinematrografico, luogo iconico visto che Mysterio alias Quentin Beck altro non è se un esperto di effetti speciali al cinema, e ha usato questi trucchi per sconffigere Spidey la prima volta.

E’ evidente come, mano mano che si va avanti, le storie si fanno più complesse e interessanti, anche se di strada da fare per arrivare ai capolavori moderni ce ne passa. In questo numero compare la prima avventura a due puntate, con Doc Ock presente in due numeri consecutivi poichè non sconfitto al 100% nel primo, e fanno la prima comparsa anche le Ragno-Spie, con le quali il Ragno traccia Betty Brant e Doc Ock fino a Philadelphia. La love story tra Peter e Betty arriva a un punto cruciale, in cui tra Pete e Betty le cose diventano più affiatate, ma Betty odia l’Uomo Ragno perchè gli da la colpa della morte del fratello; questa tecnica verrà usata più volte dalla Marvel, l’esempio più plateale sarà Harry Osborn, che fin’ora non è ancora comparso in Spider-Man Collection, ma manca poco fino alla sua prima apparizione.

Amazing Spider-Man 13

La prima teatrale apparizione di Mysterio su Amazing Spider-Man 13

Per il resto, le solite “robe anni 60” fanno oggi ridere e capire quanto Spidey e il fumetto si sia evoluto. Alcuni esempi:
-Tutta la storia disegnata da Kirby, in cui l’UR lotta la Torcia Umana solo per farsi vedere dalla sua ragazza;
-Spidey spaventa un tirapiedi del Grande Uomo con un ragno gigante fatto di ragnatele;
-Questa fantastica conversazione telefonica tra Betty e Peter: “Betty! Stai Bene? Voglio chiederti una cosa!” – “No, Peter… non ora! Parliamone domani! Ti prego!” Fine conversazione;
-Spidey che descrive le sue azioni ad alta voce mentre le fa;
-Degli animali dallo zoo liberati da Doc Ock che combattono Spidey come se avesse dei feromoni addosso. Animali veri fuggirebbero!
-La polizia che scorta Doc Ock da un incendio in fiamme, senza che lui tenti di liberarsi, quando invece potrebber farli a pezzi, i poliziotti;
-Gran parte dei congegni di Mysterio, in particolare le scarpe con mollette per saltare e un “congegno sonar che annulla il senso di ragno” di Spidey. WTF?!?

E’ ovvio che questo fumetti sono figli della loro epoca, gli anni ’60, e alcune annotazioni non sono che tecniche narrative, ma questo non mi priva di farmi un sorriso ogni volta che succedono.

Voto Personale: 7/10

Un Nome da Torero (A cura di Celebandùne Gwathelen)

Un Nome da Torero

Venerdì sera, dopo quasi due settimane di lettura, ho finito il primo libro dai tempi di Blade Runner.
Un Nome da Torero è un libro di Luis Sepùlveda (quello di “La Storia della Gabbianella e del Gatto che li insegnà a Volare”) che parte come un thriller e finisce come un romanzo di avventura.
La storia segue Juan Belmonte e Frank Galinsky, due agenti dai passati da spia, mercenari e soldati che vengono ingaggiati per recuperare sessantatre monete d’oro dal valore inestimabile. Frank Galinsky vive a Berlino ed è un tedesco della RDT, che dopo il crollo del muro di Berlino fa immensa fatica a rifarsi una vita senza le dure regole del socialismo; la moglie lo abbandona e per il suo passato da spia nessuno lo ingaggia per un lavoro fisso. Viene contattato da un uomo chiamato “Il Maggiore” per recuperare queste monete d’oro, con le quali poi rifarsi una vita vendendole al miglior offerente.
Juan Belmonte è un cileno esiliato/esiliatosi, la cui più grande pena è vivere ad Amburgo, lontano troppi chilometri dalla sua amata Vernònica, una desaparecida ricomparsa dopo 2 anni, ritrovata in una discarica, che da allora è colta da totale apatia. Lavora in uno strip club per uno stipendo che sfrutta quasi totalmente per finanziare le cure della sua amata. Una sera un uomo di nome Oskar Kramer, di una ditta di assicurazioni, gli chiede di tornare in cile, in particolare nella Terra del Fuoco, per recuperare le famose sessantatre monete d’oro citate già più volte.
Da lì inizia il viaggio dei due verso la punta sud del cile per trovare un rifugiato tedesco della seconda guerra mondiale e il suo inestimabile tesoro.

Ho letto il libro in due settimane scarse, ma non perchè fosse eccessivamente lungo, più perchè faticava a decollare all’inizio e quindi si leggevano i capitoli con fatica. Più avanti nel libro la lettura diventava più interessante, anche se ritengo che la trama non è mai del tutto decollata, fuorchè nella terza parte del libro (si, il libro è diviso in tre parti, anche con sole 174 pagine) dove entrambi gli agenti erano nella Terra del Fuoco a finalizzare le loro ricerche.
Nonstante la storia breve, i personaggi vengono caratterizzati piuttosto bene, ma d’altro canto sono solo due i fondamentali, e i personaggi di contorno sono poco interessanti, esclusi Franz Stahl/Hans Hillermann, il proprietario ultimo delle sessantatrè monete d’oro, la cui vita è parzialmente misteriosa, parzialmente intrigante e Carlo Cano, un ex-soldato, attuale cercatore di tesori che vaga per le acque polari con la sua nave la Perla del sur.
Considerata la brevità, il libro vale la pena di essere letto, lo stile di scrittura di Sepùlveda è niente male e la traduzione sembra buona (non posso confermarlo, non conoscendo lo spagnolo); ritengo però che il libro passi nel dimenticatoio presto, la trama è abbastanza priva di eventi che la stravolgono e quindi prosegue piuttosto lineare fino alla fine del libro.

Voto Personale: 6.5/10

E con questo, è tutto! Ci sentiamo il 13 Marzo! =)

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4 Risposte to “The Weakly Hobbyt #8”

  1. Dunther Says:

    * Uscite Videoludiche di Marzo
    Ovviamente il 3DS si ruba tutta la scena (e mi sembra anche giusto), però è bello vedere che ci siano 2 importante uscite anche per il predecessore: Pokémon Bianco/Nero e Ōkamiden. Peccato che mi sia perso il primo Ōkami, perché dalla demo questo sequel sembrava niente male, e oltretutto sembra fosse parecchio atteso. Purtroppo sono ancora troppo impegnato con SoulSilver (uscito un anno fa) per lanciarmi nella quinta generazione di Pokémon, ma vabè, recupererò forse in futuro, se uscirà una terza versione o comunque dopo che avrò terminato col Pokédex e compagnia.
    Shogan 2 mi ispirerebbe molto, la demo del primo mi piacque ed i successivi non li tenni in considerazione perché l’ambientazione del giappone feudale mi esaltava troppo. Peccato che richieda chissà che PC, e che comunque non sia un appassionato del genere.

    * Un Nome da Torero
    Ah ecco perché conoscevo Luis Sepulveda: Gabbianella e il Gatto, mi suonava familiare infatti. Lo lessi da piccolo, quando ancora leggere era nei miei hobby 🙂 .

    • Celebandùne Gwathelen Says:

      Nessun commento su Aeon flux, The Wolfman e SMC3? XD

      ShogUn 2 lo attendo con trepidazione anche io, ma ne passerà di tempo finchè lo giocherò, sto ancora combattendo nell’epoca romana, e non ha senso passare ai giochi successivi se non mi godo appieno Rome: Total War.

      Pensare che okami ce l’ho pure, ma ancora non giocato, in ogni caso anche a me Okamiden stuzzica tantissimo, molto più di Bianco/Nero!


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