The Weakly Hobbyt #10

The Weakly Hobbyt #10

E siamo arrivati a toccare la decina, segno che in un modo o nell’ altro, non ci manca la voglia di scrivere e di portare avanti la rubrica (per la cronaca, sto lavorando alla Metal Slug-A-Thon ma è un lavoro più difficile del previsto, e ho meno tempo da buttar via di quanto mi immaginassi, strano), e/o di scrivere stronzate, le cose spesso coincidono. XD

Stavolta pochi pochi articoli, causa anche il venticinquesimo compleanno (e relativo poco tempo da spendere per il Weakly) del prode Celebandune, a cui facciamo gli auguri (e glie li avremo fatti anche se non scriveva nulla XD)!

Inoltre ho modo di condividere con voi la recensione dell’ originale Wolfman, promessa per settimana scorsa ma pronta solo ora. Ma ciancio alle bande, iniziamo!

  • The Wolfman
  • Il Sogno Eretico
  • Age of Empires

 

Lupi mannari D.O.C. (A cura di Wise Yuri)

É ora di togliersi il cattivo in bocca derivato dal remake, parlando dell’ originale Wolfman, e questo sì che è un signor film, un classico horror che vi farà crescere  il pelo pure sugli occhi! Potrei fare il nome di Lon Chaney Jr. e dirvi di andare a vederlo senza porvi altre domande, ma preferisco darvi dei motivi per vedere l’ originale monster movie Universal, è veramente un classico che non risente dei 70 anni che ha sul groppone. Ovviamente, alcune cose sono tipiche del tempo, come la concezione dell’ indecente, che è molto bigotta comparata a quella di oggi, la donna considerata meno importante dell’ uomo, ma la trama e i personaggi sono affascinanti ora come allora. É curioso notare come spesso, valga il detto “meno è più”, ovvero che non c’è bisogno di inserire per forza qualsiasi stronzata per rendere un film più interessante, una pellicola non è un tacchino, e riempire questo metaforico volatile di cose a caso giusto per fare ripieno, è pessimo. E più o meno questo è quello che è successo con il remake, c’è da ammettere che almeno hanno provato a cambiare un po’ le cose, rifarlo uguale uguale non ha senso, ma il risultato è stato una fantozziana cagata. Vabbeh, inutile stare a parlarne ad oltranza, proseguiamo.

Della trama ho già fatto un sommario senza spoiler nella recensione del remake, e visto il fatto che il lupo mannaro è parte della cultura popolare, non vedo motivo di parlarne ancora, se la descrivessi bene finirei per spoilerarla, e potrà sembrare inutile evitare di raccontare nel dettaglio la trama di un film così vecchio, ma non so quante persone abbiano visto l’ originale. Probabilmente avete visto Un Lupo Mannaro Americano a Londra, grande horror/commedia, forse Wolf con Jack Nicholson, ma presumo non molti abbiano visto IL film sui lupi mannari per eccellenza (non sarebbe il primo, qualche anno prima la Universal fece Werewolf Of London, e dovrebbero esserci un paio di film usciti prima, ma sono vecchissimi e sono probabilmente pellicole perse), per cui preferisco che scopriate da soli l’ intreccio. ( visto poi che dura poco più di un’ ora, non mi venite a dire che non avete tempo da dedicare ad un classico)

 

Bela Lugosi nel ruolo del personaggio zingaro omonimo.

La bellezza del film risiede nella sublime interpretazione di Lon Chaney Jr. (figlio di Lon Chaney, “l’ uomo dai mille volti”), nell’ originalità del mostro, nella nebbiosa e tetra ambientazione, ed ad un intreccio ancora ottimo e funzionale dopo 70 anni. Gli effetti speciali potranno sembrare antiquati al giorno d’ oggi, ma al tempo non c’ era molta scelta, la scena in cui si trasforma in lupo mannaro non la potevano certamente fare col computer, Jack Pierce dovette applicare il make up sulla faccia di Lon Chaney in maniera graduale, utilizzando la cara vecchia tecnica della stop motion, un lavoraccio per 10-15 secondi di film.

Parlando di Lon Chaney Jr., è la sua interpretazione del personaggio di Lawrence Talbot ciò che rende il film veramente bello: potete comprendere il suo tormento, destinato a trasformarsi in una belva feroce ogni notte di luna piena, senza memoria di ciò che ha fatto la notte precedente (anche se non c’è bisogno di essere licantropi per vivere queste situazioni XD), ma giudicato dalla gente dal paese come messo di sciagura, indeciso se credere alla improbabile storia sui licantropi raccontatagli dalla zingara o se credere di stare semplicemente impazzendo. Riuscite a sentire le sue emozioni ed a compatire un personaggio costretto a diventare bestia, contro la sua volontà, e costretto a soffrire per questo, basta guardarne il volto per capire come sia turbato. Del Toro invece quest’ espressività non ce l’ aveva proprio, non è una questione di movimenti dei muscoli facciali, è una questione di quello che riesci a communicare visualmente, con il solo sguardo in questo caso.

Accennavo alla parziale originalità del mostro: il lupo mannaro, assieme agli altri mostri classici, come Dracula, La Mummia, il mostro della laguna nera, la creatura del dottor Frankenstein, fa ormai parte della cultura popolare, e perciò si tende a pensare che questi mostri siano tutti uguali (sebbene molti di essi siano, in un certo senso, variazioni dello zombie, non quello Romeriano); il licantropo però non è un malvagio non-morto, un collage di cadaveri, è la personificazione della bestia che abbiamo dentro, dell’ istinto animale, non è malvagio “perchè sì”.

 

Larry "Lon Chaney Jr." Talbot, straniero nel suo stesso villaggio.

Infine, l’ intreccio. Il film, come molti horror del tempo (e come il genere stesso impone) è semplice, nulla su cui arrovellarsi il cervelletto, ma funziona ottimamente anche perchè non è troppo complicato, semplice non significa idiota. Se vi aspettate un film horror che punta sullo psicologico, beh, in un certo senso lo avrete (il perché è spiegato due paragrafi sopra), se volete un film con un sacco di gore e violenza, beh, lasciate perdere, L’ Uomo Lupo non ha sangue e membra che schizzano dappertutto come punti forti, sia perchè la poca violenza che c’è oggi appare molto poco “violenza” (beh, è ovvio che gli standard del tempo siano diversi dagli odierni), sia perché il film non ne ha bisogno, permeato da un grande atmosfera e da scenari sfumati e nebbiosi della contea gallese.

 

Se siete stati svezzati a slasher e cacchi vari, provare a guardare un vecchio classico del genere, ancora meritevole poi, potrebbe essere una gradita diversione dai continui assalti dell’ assassino psicotico di turno. E alcune cose che vi sembrano ovvie , se non scontate per un film di lupi mannari, non le troverete proprio.

9 gallesi superstiziosi e menagrami su 10.

 

Piccole eresie di stile (A cura di Wise Yuri)

A 3 anni di distanza dall’ ottimo Le Dimensioni Del Mio Caos (2008), il “Capa” ritorna sulla scena musicale con Il Sogno Eretico. Incominciamo facendo una piccola rassegna delle domande ovvie alle quali si aspetta una risposta.

Oppure no. Il Sogno Eretico è uno degli album che mi ricorda quanto la concezione del rap in italia sia distorta, il rap è una risposta al disagio sociale, un commento e critica ai problemi presenti (quelli veri, alti e bassi che siano), non i belati di una mezzasega che non ha abbastanza soldi per fumarsi 3 chili di bamba al giorno, pagarsi una puttana o riempirsi il caricatore, in continuo lamento su come la vita sia difficile per i “tosti” come lui, che lottano contro “da system” facendo però contratti con major e diventando star.

Caparezza, assieme al grande Frankie Hi-Nrg Mc, sono gli unici rimasti a fare vero rap quiggiù nella banana republic, altro che Fibra Intestinale e degni compari. è un disco con testi caustici, pungenti, ironici (e autoironici), in puro stile Caparezza, e devo dire che le basi, già ottime ne Le Dimensioni, sono migliorate e più varie a questo giro.

Probabilmente avete già sentito il singolo Goodbye Malinconia, e non è la classica tecnica del mettere in radio la traccia migliore di un album scrauso, il cd è composto da 14 tracce (2 fungono da intro) ottime e consistenti, non c’è un’ alternanza continua tra tracce ottime e tracce peggio e/o pessime.  Se qualcuno si chiedesse il perchè di questa collaborazione tra Caparezza e il frontman/cantante degli Spandau Ballet, beh, è perché caparezza rappresenta la corrente generazione di giovani, in fuga da un paese morto che non ha sbocchi di sorta su nulla, mentre Tony Hadley rappresenta la generazione 80’s (infatti la canzone mischia sonorità rap  a quelle tipiche del synth pop), da qui il titolo “Malinconia”.

Parlando di collaborazioni, la traccia reggae “Legalize The Premier” è stata fatta, seppur a distanza,col Alborosie, un ex membro dei Reggae National Tickets. La cosa più esilarante però sono state alcune critiche, cito questa, la migliore ” il disco perde un pò per l’ inserimento del tema politico”. Questa gente probabilmente crede anche al concetto della merda pulita, probabilmente, visto che la politica, nonostante in italia sia considerata qualcosa di simile ad un Pantheon greco, influenza il modo in cui si vive, e non è un’ allegato a Panorama, una cosa scindibile dalla vita di noi “plebei”. Quante (amare) risate. XD

In conclusione, Il Sogno Eretico riconferma Caparezza come uno dei pochi veri rapper presenti sul suolo italiano, e pare (dico pare perchè non ho avuto ancora modo di verificare con i miei occhi) venga venduto a 10/11 euro, il che da solo merita un’ applauso, perché cose del genere (ovvero fare il prezzo giusto e onesto di qualcosa) non capitano molto spesso.

Metterei un voto, ma preferisco dirvi di spolparlo se vi piace Caparezza e se avete adorato il precedente album, e se non vi siete mai avvicinati al rapper pugliese, dico che vale la pena perlomeno di provare a sentire Le Dimensioni e questo nuovo. Alla prossima!

 

Age of Empires (A cura di Celebandùne Gwathelen)

Age of Empires

Avevo previsto tutto, ma non che avrei scritto di questo gioco questa mattina. Però visto che di Zelda (che, come me, quest’anno compie 25 anni) abbiamo già parlato qualche articolo fa, non potevo di certo fare subito il bis!
Quindi, sfogliando la mia lista enorme di giochi giocati di cui voglio parlare, mi è caduto l’occhio su Age of Empires. Non ha senso, ma la vita non sempre ha un senso! =)

Mi imbattei in Age of Empires in seconda media, quando presi a frequentare e studiare insieme a un mio carissimo amico, che ora studia a Roma. Aveva la demo sul suo PC nuovo di zecca e tra una sessione di studio e l’altra ci giocammo, ben presto totalmente ammaliati dalla bellezza del gioco, e totalmente stregati dal suo fattore “Sucks-you-in”! =)

Scena di Costruzione da AoE

Raccogliere risorse è fondamentale in Age of Empires, per fortuna questi Yamato ne sembrano ben forniti

Solo tempo dopo, con l’aquisto del mio primo PC, mi procurai in maniera illegale il primo Age of Empires (e la sua espansione, di cui parliamo un’altra volta).
Age of Empires è un gioco di strategia in tempo reale, e segue la scia di giochi illustri come Warcraft, dipingendo i suoi scenari di una certa pennellata di eventi storici (anche documentati abbastanza bene nel briefing prima delle mappe della campagne).
Il gioco presenta fondamentalmente due tipi di gioco: la campagna e le mappe casuali (con diversi sottotipi).
Nella campagna seguirete gli albori di alcune civiltà dell’europa, africa e asia, in particolare gli Egizi (con una campagna tutorial, che non tarda però a farsi ostica), i Greci, i Babilonesi e gli Yamato. Nella demo invece era presente una mini-campgna degli Ittiti, non ripresentata nel gioco completo, ma le mappe sono state riutilizzate in diversi punti dello stesso.
Le mappe casuali sono presenti con diversi obiettivi: vincere eliminando tutte le fazioni avversarie in una battaglia all’ultimo sangue, o vincere tramite la costruzione di una meraviglia che resista per 2000 anni! Mentre nella campagna giocherete fondamentalmente con solo quattro civiltà, ovvero egizi, greci, babilonesi e yamato (anche se singole mappe possono presentare eccezioni), nella modalità di mappa casuale o death match potrete scegliere di impersonare anche quelle civiltà che nella campagna spesso sono presenti come nemici, ovvero: minoici, fenici, assiri, sumeri, persiani, ittiti, shang e choson.
Inutile dire che ogni civiltà ha alberi tecnologici diversi, che quindi rendono ogni civiltà unica da giocare, sia per la presenza e assenza di edifici, tecnologie o unità (avere corazze migliorate o meno fa grande differenza in battaglia, così come avere elefanti da battaglia o meno) sia per bonus di vario genere che rende la costruzioni di edifici o il reclutamento di unità più o meno costoso, più o meno veloce, e così via. La campagna, in questo senso, è solo un unico grande tutorial per apprendere come vincere le mappe casuali contro giocatori della CPU o contro giocatori in carne ed ossa via LAN o via internet.

Peccato che il servizio di gioco via internet sia al momento spento e sia incredibilmente complicato creare una partita LAN, al punto che io e mio fratello ci abbiamo speso due giorni interi per poi lasciar perdere senza risultati.

Scena di Age of Empires

I Blu stanno riducendo in macerie questo insediamento Rosso, con catapulte e unità d

Ciononostante, Age of Empire è un must-play! Anche se la grafica è ormai vecchia, continua a non essere brutta da vedere e l’aspetto sonoro del gioco è considerevole, tant’è che considero la colonna sonore di Age of Empires tra le migliori per giochi di strategia in assoluto. I brani sono piacevoli da ascoltare, sono d’atmosfera e rendono spesso l’azione su schermo più eclatante, più riflessiva, più tattica, a dipendenza di che fase del gioco state attraversando.
Il gameplay è diventato standard per la base dei giochi di strategia odierni, almeno quelli con formula simile, e lo ritengo invecchiato bene. La collezione di risorse, costruzione di nuovi edifici, esplorazione e lotta sono dei cicli che, ripetuti in giuste dosi e se fatti bene, portano sempre alla vittoria contro una IA ostica, ma quasi “umana”, che stimula al punto giusto il voler trovare strategie mano mano migliori.

In conclusione, giocateci, anche se state giocando capolavori odierni come Total War o Starcraft o Civ V, giocateci. Su Windows Seven, nonostante l’età, è stabile come una roccia, le campagne durano il giusto e la modalità di Mappe Casuali è virtualmente infinita. Quasi quasi me ne sparo una adesso. Un classico!

Scena di Age of Empires

I Rossi hanno fatto strage di molti contadini o abitanti dei Blu. Lottare per sopravvivere è essenziale.

Voto Personale: 8/10

PS. Giusto per dovere di cronaca, alla fine ho preso Age of Empires Collector’s Edition originale in Germania due giorni fa.
A 10 € ne stra-valeva la pena tornare in regola!

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7 Risposte to “The Weakly Hobbyt #10”

  1. Dunther Says:

    * Lupi mannari D.O.C.
    Sinceramente non ho mai visto film sugli uomini lupo, in parte per mancanza di occasione, in gran parte per mancanza di interesse. Non sono un fanatico dei mannari, sarà per la mia passione per la specie rivale: i vampiri.
    Boh, magari lo guarderò, giusto per curiosità.

    *Piccole eresie di stile
    Anche se detesto il rap e a stento lo considero musica, CapaRezza mi ha sempre fatto simpatia, forse perché il suo, proprio rap puro non è. Tuttavia, mi sono fermato ai primi tre album, quindi non ho idea di come siano questi ultimi due, chissà…magari prima o poi gli darò un ascolto, ma per il momento mi sento più incentivato verso altri generi.

    *Age of Empires
    Mi sono ritrovato spesso a giocare ad Age of Empires, anche se probabilmente si trattava sempre del più famoso secondo episodio. Mai fatto grossi progressi comunque, gli RTS non sono proprio un genere per me, credo di non averne mai finito uno. Oltretutto, di AoE non mi attira per nulla l’ambientazione, come potrebbe forse accadere per altri titoli come Starcraft o magari Red Alert. Sicuramente un gioco storico, ma che non mi tocca minimamente.

  2. lordbad Says:

    Penso che la malinconia sia dare voce a un silenzio, affermare il proprio diritto di essere umano ad essere umani!
    Non parlo ovviamente della malinconia che afflige lo stato politico del paese come il grande Caparezza (a mio giudizio miglior cd di quest’anno già)
    Non un semplice stato dell’essere, ma la sua sostanza, o, quantomeno, la sua materia…

    Domande, domande…!
    🙂

    Comunque mi è piaciuto, ti invito a ricambiare la visita sul nostro blog Vongole & Merluzzi 🙂

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/03/25/malinconia/

  3. Aserbeth Says:

    beh… da buon amico del carissimo celey non potevo non aggiungere un commentino sul mitico Age of Empires!!!
    Ovviamente (e se non lo era lo è adesso) l’amico col quale ci giocava ero io!
    Questo è un gioco che tuttora continuo a giocare senza mai essermi evoluto… (parlo delle successive al secondo )
    proprio 1 mese fa ho fatto una partita e come ha detto celebandune ne rifarei una molto volentieri…
    Spesso mi trovo a sfifdarmi via lan con mio fratello (che si è appassionato del gioco poco dopo che cominciammo io e celey) e vi assicuro che il divertimento non manca….!!!!
    devo, tuttavia, ringraziare la casa o chi, all’epoca, caricò quel gioco in versione demo sul mio, ormai atavico, Pc!!!

    per chi non lo avesse mai provato posso solo consigliare di giocarlo!!! senza farsi fermare da quella, che una volta, era un’ottima grafica (carichissima di poligoni)!


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