The Weakly Hobbyt #12

The Weakly Hobbyt #12

Cazzate e affini, numero 12. Weakly al sapore di picchiaduro a scorrimento, manga new-age, e pistacchio. E mostri di gomma. E robot inventati da bambini delle elementari. Il tutto guarnito con abbondante cinismo, nerdaggio et similia. Bon apetit! ^^

-Heavenly Sword + Darksiders

-Aria

-Godzilla VS Megalon

-Lie To Me

-Kick-Ass

Spade divine inc. (A cura di Wise Yuri)

Beat ‘em up, beat ‘em up….. Un genere videoludico che si focalizza sul mazzuolare nemici di diversa foggia e natura, con un parco di mosse più o meno vario, con qualche piccolo puzzle/enigma per farti prendere fiato tra un massacro e l’ altro, e per variare un pò. Un genere ignorante, ma soddisfacente, e non poco. Questa generazione di console ha visto una vera e propria invasione di titoli di questo tipo, ma la qualità media di questi si è alzata parecchio, e sebbene si sia imposto come modello “guida” quello di God Of War (che a sua volta deve qualcosa a Rygar: The Legendary Adventure per Ps2, ma non divaghiamo), molti titoli hanno provato, chi riuscendoci (Darksiders e Castlevania: Lords Of Shadow) e chi no (Brutal Legend sarebbe stato magnifico se le sezioni RTS fossero state meno caotiche e incontrollabili, quelle da metà gioco in poi sono al limite del giocabile).

Vorrei parlarvi del discusso Dante’s Inferno, ma ne leggerete una recensione a parte, oggi parliamo dell’ acclamato Darksiders e di un’ esclusiva PS3 molto valida e ingiustamente snobbata, Heavenly Sword. Non andrò nel dettaglio, ma vi darò una panoramica su entrambi i titoli.

Partiamo con il pargolo Vigil Games, Darksiders. Vi piacciono i beat ‘em up, vi piace Zelda? Bene, non cercate oltre, perchè Darksiders fonde i due stili di gioco in maniera stupenda: da una parte avete molti combattimenti contro orde di nemici, infernali, paradisiaci, e non, e dall’ altra un’ esplorazione non lineare del mondo di gioco, con templi ed enigmi che strizzano molte volte l’ occhio a Zelda (le citazioni  al capolavoro Nintendo, tra quelle più evidenti e quelle più subdole, sono tantissime). il tutto condito da una trama decisamente ottima e ben costruita.

C’è una buona varietà di artefatti utili sia per l’ esplorazione che per il combattimento, un bel pò di oggetti da collezionare, tra potenziamenti per armi, pezzi di armatura, e così via. Il gioco comunque va oltre il semplice mash up dei due stili di gioco, comunque molto diversi, in quanto fornisce sia grandi boss, nemici da tritare, ma ha anche un comparto di enigmi e sezioni esplorative degno di tale nome.Mi spiego facendo l’ esempio di God Of War: in questa serie, e nei beat ‘em up in generale, la parte “puzzle” è condensata nel cercare di azionare una leva, mentre qualcosa ve lo impedisce. Per essere più chiari, solitamente, quando cercate di azionare una leva, ci sono dei nemici che si sparano da lontano, impedendovi di azionare il marchingegno, il che è un pò una barbonata.

Darksiders invece vi fa pensare su come utilizzare gli artefatti/strumenti ottenuti per avanzare nelle varie ambientazioni che visitate, ed è difficile non fare nuovamente il nome di Zelda. Il gameplay ne beneficia in varietà, e credetemi, questo genere ne ha bisogno, visto che tendenzialmente è un pò monotono. Il gioco vi vede nei panni di Guerra, uno dei quattro Cavalieri dell’ Apocalisse, invischiato in un gioco di potere tra Paradiso, Inferno e Concilio, quest’ ultimo garante dell’ ordine tra i vari regni, e costretto a riprendersi i suoi poteri per evitare una guerra ancora peggiore. Lo stile fantasy non è esattamente originale, ma è fatto da dio, e la trama è ottima. C’è un pò di backtracking, ma è ampiamente sopportabile, visto un sistema di teletrasporto nei vari posti comodo ed utile, e cosa incredibile per un beat ‘em up di questa generazione, non abusa i Quick Time Event.. Ciliegina sulla torta è la longevità, che vista la struttura del gioco, è superiore a quella di maggior parte dei beat ‘em up, senza bisogno di allungare la broda.

Personalmente credo sia uno dei migliori beat ‘em up di questa generazioni, assieme a Bayonetta, ed uno dei migliori giochi di questa generazione. Visto che ormai viene venduto a 10 euro e poco più sui siti inglesi, sarebbe un crimine non prenderlo.

Passiamo ora a Heavenly Sword, gioco dei Ninja Theory (dietro anche ad Enslaved e all’ imminente reboot di Devil May Cry) esclusiva PS3, che come più grosso difetto ebbe quello di uscire su PS3, ed essere preso come “antipasto” a God Of War 3, che l’ utenza della console Sony senza dubbio attendeva con trepidazione. Il gioco, seppur utilizzasse una buona dose di quick time events (quando un pulsante od una serie di pulsanti appare a schermi e voi dovete premerli come indicato) e avesse alcune inquadrature lunghe sullo scenario che mi hanno ricordato God Of War, le similitudini finiscono qui, come se poi nessun’ altro gioco del genere uscito in questi anni avesse preso qualcosa dalla serie epica Sony. (sì, Dante’s Inferno, dico a te)

Heavenly Sword affronta le vicende di Nariko, una giovane di un clan che eredita forzatamente la omonima spada, contraddicendo la profezia secondo la quale doveva nascere uomo e impugnare la spada per respingere le orde del crudele re Bohan. L’ intreccio non è malaccio e nel complesso la trama è molto ben fatta. Il setting è da antico oriente, più precisamente su quello di clan guerrieri che abitano nevose montagne allenandosi nelle arti marziali. Il sistema di combattimento vi fornisce di 3 modalità d’ uso della spada, quella base con potenza media, quella leggera per gli attacchi rapidi, e quella per gli attacchi lenti e potenti, tra le quali potete passare con rapidità.

Il gameplay è rapido, forsennato, e utilizza il Sixaxis per modificare la traiettoria delle freccie (nelle sezioni sparatutto) e degli oggetti lanciati, come spade, palle di cannone, etc. Ruotare il controller per deviare oggetti lanciati è una piccola chicca che funziona molto bene, dimostrando che non c’è bisogno di sviluppare controller apposta per inserire queste cose di motion control. La grafica è ottima per un gioco PS3 del 2007, la colonna sonora è buona, la longevità obiettivamente non è il massimo, ma chi si aspetta più di 8/9 ore da un beat em up rimarrà spesso deluso. É un buon beat em up moderno, senza tanti fronzoli, rapido e dal ritmo forsennato, con un gameplay tutt’ altro che una copia carbone di quello di God Of War, con una buona trama e senza riempitivi. Ora ve lo tirano dietro, lo potete trovare usato a 10 €, gli vale tutti. Un peccato che non abbia avuto molto successo, non vedo cosa avesse in meno rispetto alla concorrenza.

Sebbene non c’ entri niente con quanto scritto fin’ ora, vorrei approfittare per ringraziare la Rising Star Games, la casa di distribuzione che ha portato qui molti lavori della Grasshopper (come i No More Heroes e altri giochi partoriti dalla mente malata di Suda Goichi, un grande), a riguardo della questione delle colonne sonore fallate presenti in alcune confezioni di Deathsmiles, primo bullet hell della Cave (la maestra del bullet hell) ad uscire dalle lande nipponiche. molto probabilmente  vi state chiedendo “ecchè un bullet hell?” Beh, potrei dirvi cos’è, o potrei mostrarvi un video di gameplay di Mushihime-sama, sempre della Cave. Le parole sono vuote e non hanno significato di fronte a roba del genere, non so veramente cosa commentare, guardate il video e chiedetevi se un’ essere umano è capace di giocare a questa roba. XD

Presumo che Deathsmiles sia un pochino più facile, ma lo scoprirò appena ci giocherò, non sono ancora pronto a un tale stupro mentale, almeno per ora. XD Ma tornando in argomento, ci sono stati dei casi (tipo il mio) in cui il CD della colonna sonora, contenuto nella versione limitata, sia stato messo come file dati, invece che come CD Audio. Nulla di che, dettagli, ma poi ho scoperto che la Rising Star era disposta a spedire la colonna sonora “corretta” a chi lo avesse richiesto. Questo è decisamente un atto che dimostra che alla Rising qualcosa gliene importa del consumatore, cosa che non si può dire molto spesso nell’ ambito dell’ elettronica ed affini. Quindi, pollice in alto per la Rising Star Games! (anche se la traduzione italiana di NHM era orrida, non ho giocato quella americana, in certi punti non torna neanche in italiano, proprio come significato XD)

New age su Marte, con contorno di gondole (A cura di Wise Yuri)

 

 

Celebandune vi parla di comics, io vi parlo di manga, che volete di più? Avevo pensato di parlarvi di Tokyo Red Hood, un manga davvero malato e perverso, ma siccome io vedo/leggo/parlo fin troppo roba del genere, ho pensato di bissare con un’ altro manga del genere slice of life (avrò comunque modo di parlarvi di roba malata in Camera Oscura, prima o poi XD), simile di genere a Yotsuba, ma diverso da quest’ ultimo: Aria.

In un futuro non molto distante, Marte è abitata e piena d’ acqua, e per tale caratteristica è stato rinominato Aqua. In questa nuova Marte, ci sono diverse isole, e tra queste c’è Neo Venezia, costruita basandosi, appunto, sulla vera Venezia, con società di gondolieri che trasportano turisti ed isolani. La protagonista, Akari Mizunashi, si trasferisce dalla Terra per diventare un Undine, ovvero un’ esperta gondoliera.

Il manga racconta delle varie vicissitudini quotidiane di Akari e degli altri abitanti di Neo Venezia, ed è una della cose più rilassanti che abbia mai letto. Con tutte le puttanate su demoni, apocalissi, gente che si scaracchia laggi laser a vicenda per 5 volumi, presenti nel panorama manga, Aria è decisamente qualcosa di diverso: ha un’ atmosfera calma, tranquilla, ottimistica verso il futuro, e sebbene con questo setting molto new age rischia di diventare fin troppo positivo (e in alcuni punti lo è), non riesco a vedere questo ottimo come forzato. Le cose succedono, cambiano, le devi prendere per come diventano e per come saranno, senza deprimerti.

Il disegno è molto, molto bello, e dalle fedeli riproduzioni dei vari monumenti (come il famoso leone di San Marco) e luoghi dell’ antica Venezia sono fantastiche, si vede che l’ autrice, Kozue Amano, rimase affascinata, come altri mangaka giapponesi, dalla città dell’ acqua. I personaggi vengono molto ben caratterizzati durante i 14 volumi che compongono l’ opera, sia i principali sia le comparse.

Un peccato che, come per molti slice of life, Aria non sia mai diventato molto famoso et proficuo, ma d’ altronde non è una sorpresa. Molti lettori di manga, come molti frequentatori di cinema, non reagiscono bene se ti trovano davanti qualcosa che non corrisponde a certi canoni o stereotipi. Si chiedono dove sono i combattimenti a colpi di laggi laser, pugni sonici e cazzi vari, dov’è il supercattivo pronto a far terminare il mondo, dove sono le scene di fanservice utili ad attirare l’ arrapato e numeroso pubblico maschile.  Non che ciò sia una novità, ma non è che chi legge manga è per forza più aperto ad idee diverse, basta vedere quanti shonen escono ogni mese e quanti soldi vengono fatti con adolescenti in tutina che aspettano che il cattivo abbia finito di parlare per colpirlo.

Se cercate qualcosa di rilassante e positivo, date una sfogliata ad Aria, se non cercate qualcosa del genere, pure. C’è anche un’ anime, chiamato Aria: The Animation, ma ne vidi due episodi, e non mi ricordo se fosse fatto bene o no.

Morale della fabula: take it easy. Tanto hai tutta la vita per incazzarti. 🙂

Tute di gomma e robot ridicoli a-go-go (A cura di Wise Yuri)

Comicità pura, contro ogni legge della fisica

Sì, esatto, è il momento di parlare di Godzilla, più precisamente di Godzilla VS Megalon, che apparentemente è uno dei peggiori film della serie, dico apparentemente perché è il primo film di Godzilla che vedo, scelto appositamente perchè guardai la Godzillathon del signor James “Angry Video Game Nerd” Rolfe. E perchè c’è Jet Jaguar, il robot più ridicolo che abbia mai visto. XD

la trama non è nulla di che, e il riassunto della trama sul retro della confezione (quella del DVD) è pure sbagliato, non hanno manco visto il film, ma basicamente c’è della gente che vive in un continente sotterraneo, e incazzata per i continui esperimenti atomici fatti in superficie, decide, invece di battere la scopa sul soffitto e dire di smetterla con questo casino, decidono che è il caso di mandare Megalon, uno scarafaggio con trivelle che sputa pezzi di Lego esplosivi dalla bocca, a rompere le reni alla gente “di sopra”. E già che ci sono, decidono di rubare Jet Jaguar, invenzione di uno scienzato, per evitare di sprecare tempo a fare un’ esercito, e fare una telefonata ad un’ altro mostro, Gigan, un pollo con una motosega sulla buzza e uncini per mani, nel caso il bacarozzo non bastasse.

I costumi sono ridicoli, le battaglie coi mostri pure, le battute quoque, ed è per questo che Godzilla VS Megalon spacca, perché non ha paura di essere un film in cui i mostri combattono e si muovono come idioti, facendo balletti, volando, e roba del genere. XD

 

Io non mi fido di un robot orribile e con quel ghigno malefico.

Godzilla poi è veramente ridicolo in questo film, sia per il costume veramente datato, sia per il fatto che, dopo un’ ora di film, entra in scena agitando le braccia che neanche Rocky Balboa ad entrare sul ring. XD Poi c’è il calcio volante di Godzilla, uno dei migliori momenti di tutto il cinema, la cui immagine è in cima all’ articolo, io stavo piangendo dal ridere. Jet Jaguar basta guardarlo per ridere, e ci sono tantissime altre chicche di pura ilarità, come quando Megalon cerca di chiappare Jet Jaguar, e per farlo salta come se avesse le braccia legate, agitando poi la testa come un headbanger, e lo fa di continuo per un minuto buono. La cosa più esilarante è che dopo questi salti ridicoli, si mette a volare, non poteva farlo prima?  XD Potrei andare avanti altri 3 paragrafi a far notare i tremila piccoli e grandi errori/minchiate presenti nel film, ma mi fermo qui. Solo che potevano lasciare la canzone di Jet Jaguar, mi sbuzzai dal ridere quando la sentii per la prima volta, ma non si può avere tutto dalla vita.

Scaricatelo, chiamate un’ amico o più, tirate fuori qualche liquore, e preparatevi ad avere i crampi alla mascella e le lacrime agli occhi dalle risate, perchè Godzilla VS Megalon supera ampiamente qualsiasi recente commedia.

 

Un telefilm sulle bugie (A cura di Dunther)

So che sembra insolito da parte mia, ma questa volta ho deciso di cambiare argomento e parlare di un telefilm che sto seguendo di recente. Tale telefilm risponde al nome di Lie to Me, consigliatomi da un amico, e che mi ha appassionato oltre le mie aspettative.

Premetto che non sono un grande cultore di telefilm, perché solitamente non riescono a soddisfarmi appieno, anche per via del budget spesso relativamente limitato di cui dispongono. Ma non è questo il caso.

La serie è incentrata sul Lightman Group, un’associazione fondata dal Dottor Cal Lightman, esperto di microespressioni; Lightman ed il suo team vengono assoldati da diversi enti, privati e non, per smascherare le bugie. Infatti, tramite l’analisi del linguaggio del corpo, psicologia, intuito ed un pizzico di tecnologia (che non guasta mai), essi riescono, con un margine di errore minimo, a capire quando una persona dice la verità o sta mentendo, e non solo. Capita spesso infatti che si ritrovino a leggere le emozioni che gli atteggiamenti degli individui lasciano trasparire, capendo quindi se hanno intenzioni violente, se provano vergogna, paura, e così via.

Cal Lightman

In ogni puntata, solitamente sono presenti uno o due casi che vengono risolti prima della fine della stessa, ma nonostante questa struttura più o meno fissa, la varietà non manca, ed ogni volta ci si chiede con curiosità in che genere di situazione si troveranno i protagonisti nell’episodio successivo.
I personaggi sono molto curati, non solo quelli principali, ma anche i comprimari ed i vari individui che si presentano di volta in volta; oltre a questo, la recitazione (per quanto non sia un esperto in materia) mi è sembrata di ottima fattura, anche perché le varie microespressioni che il Dr. Lightman analizza, devono ovviamente essere riprodotte dall’attore. Inoltre, Tim Roth (che sono sicuro di aver già visto in diversi film, come ad esempio La leggenda del pianista sull’oceano, nel quale interpreta il protagonista) contribuisce non poco nel creare il personaggio complesso e carismatico che è Cal Lightman.
Anche come regia e tutto siamo su alti livelli, con il giusto numero di effetti speciali quando necessario, e notevole varietà di ambientazioni.

Purtroppo, per via della sua natura tipica da telefilm, si tratta di episodi separati tra loro, senza una storia principale che prosegua di puntata in puntata. Ci sono comunque, di tanto in tanto, degli elementi di collegamento, perlopiù relativi a personaggi minori che ricompaiono o diventano presenze stabili. Non capita troppo di rado comunque che gli eventi portino a più o meno lunghe digressioni che ci faranno scoprire qualcosa di più sul passato dei protagonisti.

Personalmente ho già terminato di guardare la prima stagione, ed attualmente sto piacevolmente visionando la seconda. Se siete incerti, il mio consiglio è di guardare quantomeno i primi 3-4 minuti della prima puntata; se la premessa vi ispira, allora questa serie fa per voi.

Kick-Ass (A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Kick-Ass

Si conclude (almeno per ora) col secondo numero il viaggio nell’universo di Kick-Ass. Spoilers ahead.
Dopo la strage di Hit-Girl, Dave ha tenuto un profilo basso, e nel frattempo è sorto un nuovo “supereroe”, tale Red Mist, che si è fatto un nome in fretta consegnando numerose bande di narcotrafficanti alla polizia. Dave è irato da questo cambiamento, che vede Red Mist scalzarlo dal trono di miglior supereroe in vista della città, e chiede di incontrarsi: inaspettatamente, però, i due stringono amicizia e fanno dei “Team-Up”, scorrazzando in giro con la “Mist-Mobile” del supereroe vestito di rosso.

Non tarda ad arrivare la prima emergenza, una casa in fiamme e una signora che dice di aver lasciato “il suo piccolo Charlie” a casa. Red Mist è titubante, ma Kick-Ass si butta nella casa in fiamme e sale i piani, fino a trovare Charlie. Un piccolo gattino.
I due imprecano e rischiano la morte prima di venire salvati dai Vigili del Fuoco, ma il pubblico esplode quando il gattino viene restituito alla signora.
E’ così che Hit-Girl e Big Daddy seguono Dave e gli chiedono di aiutarli nello stendere Johnny Genovese, un mafioso che, così racconta Big Daddy, ha ucciso sua moglie e madre di Hit-Girl. In flash back vengono raccontati periodi di allenamento e azioni del duo padre-figlia e di come sono arrivati a Dave. Il nerd è talmente preso da questa seconda vita che perde parzialmente il contatto con quella di tutti i giorni.

Una Pagina di Kick-Ass 2

Qui Mindy racconta parte della sua vita molto non convenzionale!

L’incontro con Big Daddy e Hit-Girl è un disastro. Dave scopre che Red Mist altri non è se il figlio del mafioso Johnny Genovese, ed è tutta stata una trappola per catturare il duo padre-figlia. Mindy (Hit-Girl) viene sparata e buttata fuori una finestra, mentre Dave e Big Daddy vengono torturati. Lì si scopre che Big Daddy è un nerd a sua volta, sua moglie non è mai morta, lui è scappato di casa con la figlia e ha scelto Genovese come nemico scegliendolo a caso come il cattivone da eliminare.
Big Daddy viene sparato in testa e muore, Kick Ass invece provoca gli scagnozzi di Genevose affinchè lo picchino. Così facendo, si rompe la sedia a cui è legato e grazie all’aiuto di Hit-Girl (evidentemente non morta) si riesce a liberare.
Così Kick-Ass e Hit-Girl, senza perdere un attimo, salgono nell’appartamento di Genovese e fanno strage di lui e tutti i suoi scagnozzi. Dave in particolare da una bella mazzata in testa a Red Mist, salva Hit-Girl nei guai evirando Genovese prima che la ragazzina lo finisca. Conclusa la loro vicenda, Dave stringe forte a se Mindy, in lutto per la perdita del padre.
I due tornano alle loro normali vite, Mindy si ricollega alla madre, Dave si confessa a Katie (Senza successo) e Red Mist (sopravvissuto) trama nel buio.
(Fine spoilers)

Mindy e Dave

Hit Girl e Kick-Ass vanno a spaccare gli uomini di Genovese!

Ho trovato questo secondo numero di Kick-Ass migliore del primo; da un lato, c’è sicuramente più azione “da supereroi”, dall’altro ci sta il grande colpo di scena di Red Mist, personaggio che mette davvero in moto il finale dell’opera, e infine la conclusione della mini-serie è, secondo me, riuscita e ben strutturata. Dave rimane quello che è, ma con un esperienza tutta sua nella pelle e con la certezza di avere cambiato il mondo, dimostrando a se stesso che i supereroi possono esistere anche quando non ci sono ragni radioattivi o mutazioni genetiche sovrannaturali. Mindy (Hit-Girl), invece, vive per la prima volta una vita normale e c’è anche spazio per un seguito con Red Mist tramante nel buio.
Rispetto a Millar e Romita Jr.
Settimana prossima, vi parlerò del film, che adesso è finalmente arrivato nelle sale cinematografiche italiane.

Voto Personale: 8,5/10

A settimana prossima allora! =)

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Una Risposta to “The Weakly Hobbyt #12”

  1. Dunther Says:

    -Spade divine inc.
    Di Darksiders avevo già sentito parlare parecchio, e sembra molto interessante. L’idea di fare un mix tra Zelda e un hack and slash non è di certo male, visto che negli ultimi Zelda che ho giocato ho trovato i combattimenti noiosi (poiché troppo facili). Spero di giocarlo prima o poi!
    Hevenly Sword invece l’ho sentito nominare poco, ma non sembra male. Se avessi una PS3 non sarebbe prioritario di certo, però un’occhiata gliela darei.

    -New age su Marte, con contorno di gondole
    Uhmm ehmmm sicuramente l’idea è originale, ma da come me l’hai presentato di certo non si adatta ai miei gusti.

    -Tute di gomma e robot ridicoli a-go-go
    Ahaha Godzillathon l’ho seguita anche io, ma mai avrei pensato di approfondirne le trashate. Magari prenderò in considerazione il tuo consiglio (peccato che io sia astemio XD ).
    PS: se vuoi vedere un film di Godzilla serio cerca il primo del 1954, a me è piaciuto alquanto.


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