The Weakly Hobbyt #15

The Weakly Hobbyt #15

Se state leggendo queste parole, vuol dire che siete presenti al 15° appuntamento con il nostro settimanale, e molto probabilmente avete in corpo una dose superiore alla norma di cioccolata pasquale, quindi approfittate del Weakly per trovare lo stimolo. ^^

Edizione pasquale ridotta, ma spero capirete. Tanti auguri al consumismo, e buona scorpacciata di cocoa a tutti!

L’Ultimo dei Templari
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

L'Ultimo dei Templari

Si, vado troppo spesso al cinema da quando sono in Germania. Non ci voleva molto, quindi, prima di beccare un film davvero dimenticabile. Eccoci qui, quindi, dopo aver visto un ottimo Nicolas Cage in Kick-Ass, mi sono sorbito un mediocre Nicolas Cage nel film sopracitato.
Prima di andare a vedere perchè L’Ultimo dei Templari (titolo originale: Season of the Witch) sarà presto dimenticato, parliamo brevemente della storia del film. Dopo una scena iniziale in cui tre streghe vengono impiccate e la notte dopo l’impiccatore viene ucciso dalla forma risorta di una di queste streghe, che lo brucia insieme al libro da cui legge formule in vicinanza dei loro corpi pronti a venire seppelliti, veniamo improvvisamente catapultati nel Medio Oriente dove Behmen von Bleiruck (Nicolas Cage) e il suo compagno d’armi Felson (Ron Perlman) combattono nelle crociate. Dopo battaglie su battaglie sono stanchi e disertano, venendo condannati dalla Chiesa come disertorti. Tornano in Europa lungo i Balcani e vedono per la prima volta gli effetti della peste, di cui rimangono inorriditi.
A un certo punto nei loro viaggi, a Marburg vengono riconosciuti e imprigioniati come traditori di causa divina dal Cardinale D’Ambroise. Questo (interpretato da Christopher Lee) propone loro di liberarli se in cambio scortano una strega (detta la causa della peste) a un lontano monastero dove c’è l’ultima copia di un libro che, se letto, dovrebbe annullarne i poteri malvagi e far finire le malattie.
Behmen acconsente al patto che la ragazza, che lui ritiene innocente, subisca un giusto processo. Col sì della chiesa il gruppo (composto oltre che dai due disertori e un prete Debelzaq, anche di un ex-cavaliere, Johann Eckhart, un truffatore di nome Hagamar che fungerà da guida e Kay, un giovane ministrante) si mette in viaggio.
Nel viaggio diviene sempre più chiaro che la ragazza possiede effettivamente poteri sovraumani, al punto che evoca lupi e provoca visioni letali ai componenti del gruppo, e stesso Behmen arriva a volerla uccidere, quando arrivano al Monastero del processo. Lì tutto diventa chiaro; la ragazza non è una strega, ma è posseduta da un demone intento a distruggere tutti i libri che contengono formule per esorcismi, e ora sta al gruppo di Behmen (già privati della guida e di Eckhart) riportare il demone negli abissi infernali.

La ragazzina

Tranquilli, non sono una strega. Davvero! Solo un demone... (ed evocherò dei lupi crudeli per uccidervi mentre dormite, bwahahaha!)

Il film si propone come un mix tra un film storicizzante ambientato nel medioevo e un fantasy-horror, ma senza riuscire a decollare nè nell’una tanto meno nell’altra direzione (nel film c’è una sola scena leggermente da spavento, il resto non contiene neanche suspance). La trama ha qualche idea carina, ma stenta a diventare incisiva sempre poco prima di diventarlo; invece di far incuriosire lo spettatore con la domanda se la ragazzina sia davvero dotata di poterei magici o no, il film sputtana abbastanza in fretta ogni dubbio lasciando su di lei solo il vago dubbio sui suoi veri scopi e le sue vere intenzioni. Ma anche lì il lungometraggio gioca male le sue carte, invece di presentare idee originali, va di “possessione da demone”, e spiega che banalmente questa “strega” era veramente la causa della peste nera. Insomma, oigni volta che pensavo che il film migliorava, non lo faceva.

Nulla contro il doppiaggio tedesco, e anche quello che si vede dell’interpretazione di Cage, Perlman e comprimari vari non è poi così male, ma oltre a dipingere un bel paesaggio, il film non racconta davvero nulla. I costumi sono fatti bene e le inquadrature non sono male, l’azione però è un pò generica e, soprattutto nelle scene inziali nelle Crociate, i combattimenti sanno tutti di già visto, anche tra loro. I colpi di scena sono pochi e alcuni più che telefonati, alcuni ruoli fin troppo stereotipati (che di per sè non è un male, ma a una trama sottile come un filo di seta non fa bene) e il finale è altamente ridicolo, pieno zeppo di clichè e semplicemente da facepalm.

Cage, Perlman e Stephen Campbell Moore

Cage: - Come ho fatto a finire in un film così pessimo? Perlman: - Non so, ma mi viene voglia di spaccare tutto a testate!

Siete fortunati, in italia il film ancora non è uscito (esce il 29 Aprile, secondo le ultime notizie che ho letto): evitatelo come la malattia causata dalla “strega” nel film!

Voto Personale: 4/10

PS. Perchè tradurre il titolo da “Season of the Witch” (Stagione della Strega) in “L’Ultimo dei Templari?”! Non me le spiegherò mai ste cose… -_-‘

Dove va il videogioco?
(A cura di Wise Yuri)

Non buttate i vostri franchise, si possono sempre riprendere, guarnire di due spezie diverse e voilà, riproposti come novità indispensabili.

Capire in che direzione va il mercato videoludico è un’ impresa non facile, visto poi che non sono un’ azionista, nè studio il mercato per lavoro, o roba del genere. Però, giocando e osservando i trend, qualcosina penso di averlo capito, e dall’ alto di.. un bonsai, vi dico la mia sulla possibile direzione che intraprenderà il mercato.

Una cosa certa è che nella prossima generazione di console vedremo il mercato casual diventare una parte sempre più importante dell’ industria, la Nintendo ha dimostrato, col Wii e col il DS (più con il Wii, obiettivamente), che esistono anche queste categorie di persone, alle quali, per un qualsiasi motivo, non interessano molto i videogames, che non cercano il gioco tosto e superhardcore, ma che hanno voglia di farsi una partita ogni tanto. è un pezzo di mercato “nuovo ed inesplorato”, a cui basicamente puoi imboccare qualsiasi stronzata, tanto che ne sanno loro. Il motion control, lanciato con il Wii, è il trend di questa generazione, ma oltre a portare ondate di fuffa su PS3 e 360 con il Move e il Kinect (che in realtà è una cosa diversa, ma i titoli appositi per questa periferica sono tutti indirizzati verso un pubblico casual, quindi cambia poco),  non è stata sta gran rivoluzione, a livello di gameplay. (a livello di mercato, per i motivi detti sopra, sì)

Senza nulla togliere ai buoni giochi che ci sono su Wii (perchè ci sono, ma presenti in numero assai inferiore rispetto a quelli per PS3, 360 e PC), il 90 % di questi potevano benissimo essere fatti anche sulle altre console, in quanto o l’ uso del motion controller è limitato o è messo lì giusto perché agli sviluppatori sembrava uno spreco non usarlo, anche se solo per piccolezze. Certo, la Nintendo ha tirato fuori il motion control, e Sony (soprattutto sony, il Move è esattamente un Wiimote ma con il logo Sony) e Microsoft hanno deciso di fare il caro vecchio “copia e incolla”, ma almeno su PS3 e  360 ci sono anche i giochi importanti, oltre alle cazzatine.

É un dato di fatto, è pieno di fanboy che sarebbero pronti a perdere un braccio per dimostrare che la “nintendo è l’ unica che innova, il resto è noia e deve morireeeeh!”, come se la Nintendo fosse una fonte inesauribile di novità, ormai riciclano sempre i soliti tre brand Mario-Zelda-Pokèmon, sempre uguali a sé stessi. Con ciò non voglio dire che la Sony e la Microsoft lo siano, perché non lo sono. Se si vuole parlare di originalità e idee fresche, si deve parlare di giochi, perchè alla fin fine, forse ce lo stiamo dimenticando (complice il fatto che assomigliano sempre più a computer, cosa che comunque sono), le console servono a questo, a giocare.

E parlando di giochi, va detto che in generale, i concetti originali e le idee fresche scarseggiano parecchio, visto poi che il mercato, ancora più che nella scorsa generazione, è saturato principalmente da due generi, ovvero lo sparatutto in prima persona di guerra, e il picchiaduro a scorrimento con protagonista più o meno tamarro. Le poche “anomalie” che non vi vedono imbracciare il fucile per difendere la bandiera da arabi, cinesi o russi cattivi, o agitare spade, mazze, katane, etc. su orde di mostri di varia foggia, sono spesso molto poco proficue, e difficilmente rischiano di vedere un meritato seguito. Un esempio perfetto è quello di Mirror’s Edge, al cui seguito EA ha praticamente tolto la spina, per le poche vendite. Sì, c’è obiettivamente bisogno di finanziare l’ ennesima guerra simulata. (la EA ha poi a messo a lavorare la DICE, che ha sviluppato Mirror’s Edge, sul reboot di Medal Of Honor)

Mirror’s Edge, per la cronaca, è un platform in prima persona che invece di varie icone, usa un sistema cromatico per fornirvi informazioni (detto in maniera pratica, se vedete un’ oggetto colorarsi di rosso, sapete che è essenziale per procedere). Nei panni di Faith, una Runner, ovvero una specie di corriere, agilissimo, che balza tra tetti, tubature, recinzioni e piattaforme inusuali, dovrete cercare di scoprire la verità dietro la ingiusta accusa di omicidio portata alla sorella della protagonista. Prima ho detto platform, perché praticamente non fate altro, a volte ci sono dei nemici, ma visto che spesso sono molti e armati, vi conviene o essere silenziosi o scappare, il che è realistico, non siete mica dei Rambo. La maggior parte del tempo siete a saltare di tetto in tetto, ad arrampicarvi su tubature, ad evitare nemici ed ostacoli di vario genere, cercando il percorso che vi eviterà di fare “splat” sulla strada sottostante. Se siete curiosi, scaricate una demo, e se vi piace la demo, comprate il gioco, oramai si trova usato più o meno dappertutto a 10 euro.

come stroncare un concept fresco, grazie EA.

Terminata questa disgressione, vorrei dire che indubbiamente, se vogliamo vedere idee fresche ed interessanti, dobbiamo guardare la scena indie, se aspettiamo il miracolo da case come EA o Capcom, potremo fare un paio di figli nel frattempo. La scena indipendente sta traendo enorme beneficio da servizi come Steam, che permettono agli sviluppatori indipendenti una pubblicità efficace, spesso aiutate dalla Valve a promuovere i loro prodotti, tra pacchetti offerta e offerte varie per stimolare il videogiocatore a rischiare sul nome meno conosciuto. E forse il futuro del videogame (non quello immediato) sta nel download digitale, so che ne ho già parlato, ma è indubbio che se vogliamo vedere più giochi particolari/originali, è ben più realistico sperare nella distribuzione di essi in forma digitale, non so quante case vorrebbero rischiare il soldo pubblicando roba di nicchia come visual novel, bullet hell (anche se con Deathsmiles la Cave è uscita dal guscio nipponico) o generi relativamente nuovi all’ utenza occidentale. o anche idee un pochino più originali di “picchia quello, spara questo”.

Nella prossima generazione, molto probabilmente tutte le tre console avranno un sensore di movimento come accessorio di default, oltre ad un controller classico (ma nel caso Nintendo, non ne sono sicuro), per poter fare sia i giochi normali sia le compilation di mini-games e altra roba per un pubblico casual, senza costringere a comprare ulteriori periferiche. le funzionalità online saranno ancora più preponderanti e indispensabili, il che vuol dire che le differenze tra console e pc si assottiglieranno ancora di più, e personalmente la cosa mi lascia un pò basito, visto che le console SONO computer. Mah.

Parlando di giochi, propendo per una minore infestazione  di action, visto che molto probabilmente il pubblico ne dovrebbe avere un pò le palle piene, ma temo che il “morbo” degli shooter di guerra continuerà imperterrito. E sinceramente, non mi aspetto molto altro, ci saranno senza dubbio una dose sufficiente di picchiaduro 2D e 3D, la EA ci propinerà ogni 6 mesi l’ ennesimo Need For Speed, i soliti 3000 reboot, remake, e ogni tanto qualche seguito, ma il resto è una grande incognita, la Capcom potrebbe decidere di fare un vero survival horror (invece di mungere la struttura di Re 4/5), ma ergo, o qualcuno decide di riprendere il genere e farlo tornare ad essere survival e non “sparatutto/horror” (un pò come fatto da Dead Space), o ciccia. i GDR hanno bisogno di una piccola grande rivoluzione, ma se si concreta nelle puttanate tipo FF XIII e relativi seguiti fatti in fretta e furia dalla Square-Enix, direi che conviene lasciar perdere.

Una caratteristica che di sicuro verrà ulteriormente schiaffata da tutte le parti sarà il 3D,  come ha già fatto la Nintendo con il 3DS, prepariamoci. In chiusura, direi che il futuro del videogame sta nell’ indie e nei canali di distribuzione digitale, quest’ ultimo opzionale ora come ora, ma potrebbe diventare lo standard tra due generazioni di console. Non ci resta che attendere per vedere se il videogame continuerà a “miagolare nel buio” della solita minestra riscaldata. In ogni caso, penso che sia più utile evitare di lamentarsi e fare le crociate “nel nome del videogioco originale only”, per poi comprare comunque il gioco che tanto disprezziamo. Se non ci piace, non si supporta, alla fin fine, il videogioco è divertimento, è giusto lamentarsi se c’è un riciclo di idee, ma non significa che non possiamo giocare solo a roba “true et original”, a volte bisogna buttare sti discorsi nel cesso e divertirsi, senza stare a cercare implicazioni o una forzata originalità.

Per ora è tutto, buona pasqua da parte di tutto lo staff e alla prossima!

Una Risposta to “The Weakly Hobbyt #15”

  1. Dunther Says:

    -L’Ultimo dei Templari
    Premessa poco interessante e recensione decisamente scoraggiante, non lo cagherò di striscio.

    -Dove va il videogioco?
    Meglio che non mi esprima, non voglio rischiare di essere bollato come fanboy (lol).


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