Top Ten – Videogiochi

Salve a tutti e benvenuti al mio tanto atteso appuntamento con le Top Ten sui VideoGiochi. Considerando i contenuti che ultimamente pubblico su “The Weakly Hobbyt” non risulta, ma il mio interesse verso il medium videogioco non è mai diventato meno; semmai il tempo che gli dedico è sceso un pò. Questo non mi nega, tuttavia, di avere nuove entrate in questa Top Ten di tanto in tanto, anche se noterete che molti di questi giochi non sono poi così recenti (ma questo non vuol dire che non li abbia giocati di recente!). Le regole le conoscete bene, ormai. Un solo gioco per franchise, in questo caso, e le espansioni contano come facente parte del gioco in questione. Vai che si va’!

10 – Half-Life 2

Half Life 2 cover

La scelta, se preferire il prequel oppure questo è stata davvero ardua, ma come vedete l’ha vinta Half-Life 2 e questo per un paio di motivi che ritengo davvero illuminanti. Anzitutto, HL2 è stato il primo gioco in cui la fisica ha iniziato a far parte del gameplay. E con fisica intendo le leggi fisiche, come elettro-magnetismo, forza peso, e così via. Per la prima volta per superare un ostacolo, magari un ponte che è troppo basso per essere d’aiuto, o una rampa che al vostro passaggio cambia inclinazione, dovevate osservare non solo l’ambiente che vi circondava, ma utilizzarlo in maniera costruttiva, bilanciando, per esempio, la rampa che al vostro passaggio diventava troppo bassa con massi e mattoni per permettere un passaggio.
Artefice di gran parte di questi favolosi modi di divertirsi con la fisica era un’arma che è di per sè rivoluzionaria: la Gravity Gun. Con quest’arma viene dato al protagonista, Gordon Freeman, la possibilità di creare cambi gravitazionali repulsivi (che non esistono in fisica!!) o attrattivi a comando, e in questo modo ogni cosa intorno a voi diventa un’arma, sia questa una sedia scagliata a 900 km/h contro un avversario o siano delle macchine che buttate sui vostri nemici.

Half-Life 2

Gli zombie non possono quasi nulla contro la Gravity Gun!

Oltre a queste meccaniche davvero niente male, c’è il gioco in sè: bei livelli lunghi e curati, una coprotagonista di tutto rispetto (Alyx Vance, forse una delle migliori donne dei videogiochi di sempre), una grafica (powered by Source) niente male e una storia affascinante e misteriosa che si dipana livello dopo livello. Se riuscita a giocare al prequel, reperibile su Steam a pochi €, bene, ma il gioco che davvero non dovete farvi sfuggire è Half-Life 2!
PS. Il finale di Half-Life inoltre non mi è mai piaciuto granchè.
PPS. Meritano anche tanto i seguiti di Half-Life (Lost Coast, Episode I, Episode II), con la speranza che prima o poi sentiermo parlare di nuovo di Episode III!

9 – Rome: Total War + Barbarian Invasione + Alexander

Rome: Total War cover

In quanto unico gioco della serie Total War ad aver ricevuto non una, ma ben due espansioni ufficiali, Rome: Total War è già qualcosa di speciale per se. Ma il grande merito di questo gioco è stato quello di staccarsi dall’esere una versione elettronica e altamente sofisticata di Risiko, all’essere un vero e proprio simulatore strategico completo al 100%, con tanto di micro- e macro-gestione del proprio impero.
In Rome: Total War siete un capo di stato di una potenza dell’antichità: come il nome suggerisce siamo nell’epoca romana e potete sia scegliere una delle tre famiglie romane che hanno fatto parlare di sè all’epoca (I Giuli, I Valeri e I Bruti) che andare con una delle tante altre fazioni che hanno reso incentevole l’epoca antica, come Gli Egizi, I Galli, I Bretoni, I Seleucidi, Le Città Greche e altre ancora. Il vostro compito è quello di far crescere il vostro impero arrivando a conquistare il mondo antico. Per questo ci sta una grande cartina dell’Europa (che include parti del Vicino Oriente e dell’Africa del Nord) su cui potete spostare le vostre armate e flotte e da cui amministrare le vostre città. Ogni regione, difatti, ha una capitale, nella quale potrete costruire Caserme per addestrare nuove truppe, ma anche edifici che rendono la vostra popolazione più felice o che puliscono a vostra città dalla sporcizia che una grande popolazione lascia dietro di sè quotidianamente.

Rome Total War map

Qui la cartina del Mondo vista da un giocatore al comando dell'Egitto

Se una delle vostre armate (create in vari tipi di Caserme), muovendosi per il mondo a vostro piacimento, incontra un’armata avversaria (o assalta una città), la cartina dell’europa viene zoomata fino ad arrivare alle dimensioni del campo di battaglia (che può essere vicino un fiume, nei pressi della città assediata, tra le montagne…a dipendenza di dove eravate nella cartina grande) e le due (o più) armate si scontrano in una battaglia in cui voi avete il completo controllo sulle vostre truppe e la vostra bravura strategica determina la vittoria o la sconfitta, volta dopo volta.
Rome: Total War è il terzo capitolo della saga Total War, ma il primo a portare la sostanziale innovazione di cui parlavo prima. Medieval: Total War e Shogun: Total War infatti erano ancora pensati come Risiko in salsa videogioco, e la loro grafica, sia della cartina del mondo, sia delle cartine tattiche, era molto rudimentale. Con Rome, la grafica dimenta completamente tridimensionale e incredibilmente le battaglie sono molto più fluide che nei due capitoli precedenti.

Rome Total War Barbarian Invasion screen

Due squadriglie di truppe romane accerchiano quelli che sembrano dei sarmati.

Le due espansioni, poi, non fanno che allungare la longevità del prodotto, già alta di suo. Con Barbarian Invasion vediamo crollare l’Impero Romano, dopo averlo visto crescere in Rome, grazie alle scorribande di popoli (giocabili) come gli Unni, i Vandali, i Goti e così via (ma possiamo anche giocare nelle difficili posizioni dell’Impero Romano d’Occidente o Impero Romano d’Oriente e riportare Roma alla sua antica gloria!), mentre in Alexander impersoniamo nientepopòdimenoche Alessandro Magno e ci viene chiesto, in soli 100 turni di gioco, di replicare le sue eroiche gesta e decimare con pochi falangi macedoni il potente Impero Persiano.
Uno dei migliori giochi di strategia di sempre.

8 – Sim City 4 Deluxe Edition

Se Rome: Total War è uno dei migliori giochi di strategia di sempre, allora Sim City 4 è indubbiamente il miglior gestionale che io abbia avuto la fortuna di mettere le mie mani addosso.
Mi innamorai della serie con Sim City 2000, giocato sul PC di un mio cugino tedesco troppi anni fa or sono. Quando uscì la versione 3000, me la procurai senza badare a spese e la installai sul mio PC in un battibaleno. Innamorato perso per anni. Poi…poi uscì il 4, e tutto divenne molte molte volte più intrigante.

Sim City 4 screen

E divertente essere Dio anche in Sim City 4, scatendando vulcani sui nostri ignari cittadini...

Sim City 4 Deluxe Edition (che contiene anche l’espansione Rush Hour) è semplicemente il gioco gestionale cittadino più completo che abbia mai provato. L’aspetto cittadino della simulazione è superbo, con tanto del calcolo delle rotte che i cittadini prendono per andare a lavoro dalla propria casa, una gestione del traffico superba, una gestione della distribuzione della domanda di lavoro in fabbrica e in ufficio incredibile, il tutto abbinato a un sistema di tassazione e gestione della costruzione degli edifici perfetta. Come sindaco avete a vostra disposizione tutti gli strumenti per far divengtare le vostre piccole cittadine grosse megalopoli, città culturali, comunità agricole o quant’altro. Dalle scuole alle università, dalle strutture santitarie a quelle religiose, passando per stadi, stazioni radio, aereoporti, uffici governativi e così via, tutto è sotto il vostro controllo; le entrate e le uscite sono completamente personalizzabili e la città va bene o male a dipendenza del vostro gioco.
A questa perfezione gestionale si aggiunge un aspetto terraforming niente male, in cui avete il controllo completo sulla modellazione del territorio sul quale andrete a costruire le vostre città. E, in più, potete divertirvi a giocare a Dio facendo piovere catastrofi (naturali e non) sulle città da voi costruite: da meteoriti a terremoti, da robot giapponesi ad alieni guerrafondai!

Sim City 4 screen

Le grandi metropoli sono solo una delle possibilità che avrete di fronte a voi nel costruire una città efficacie ed efficiente (nonchè remunerativa)!

Peccato che il gioco crasha un pò troppo spesso su Computer di recente fattura (non va d’accordo coi Dual Core, credo), sennò continuerei a giocarlo tutt’ora. Gigantesco!

7 – Grand Theft Auto III

Che dire del gioco che ha praticamente inventato il genere Sandbox? Cosa dire di un gioco su cui hanno scritto tutti, critici dei videogiochi e non?
Grand Theft Auto III è una pietra miliare nella storia dei videogiochi, sia per la schiettezza con cui affronta problemi come la droga, la prostituzione e così via, sia per il gameplay, che lascia il giocatore totalmente libero di scorrazzare per la città di Liberty City, con missioni primarie, secondarie e terziarie da affrontare in totale libertà.

GTA3 screen

Al vostro comando, si scatenerà l'inferno!

La storia, di per se, poi, non è malvagia, per quanto lontana da trame filmiche di spessore, e l’ho trovata interessante e non necessariamente scontata. La vostra vicenda, che interpretate il muto protagonista del gioco, è di quelle ricche di suspance, momenti di vendetta e sparatorie e inseguimenti, e tutto ciò è reso in maniera davvero eccelsa grazie a un motore di gioco che riesce a gestire centinaia tra pedoni e macchine contemporaneamente su schermo. La libertà, come implica lo stesso nome “Liberty City” è assoluta: potrete fare ciò che vi pare, scorrazzare per la città, ucciderne i cittadini, rubare un taxi e fare il tassista, rubare un camion dei pompieri e fare il pompiere, andare a puttane (ebbene, sì!), fare il poliziotto voi stessi, e così via.
La parte musicale del gioco è eccelsa, con colonne sonore degli anni ’90/2000, radio con veri DJ e anche un divertentissimo talk show lungo un’ora che, se lo ascoltate, è davvero esilerante. Il doppiaggio, poi, è veramente stellare, per l’epoca.
Da giocare assolutamente, e questo prima di ieri!

6 – Donkey Kong Country

Non troverete giochi di Super Mario su questa lista, e questo non perchè non li ritengo degni. Se avessi fatto una Top 25 (chissà, magari un giorno la faccio?), sicuramente sarebbe spuntato un Super Mario Galaxy, un New Super Mario Bros. o un Super Mario 64, ma con soli dieci posti a mia disposizione, a pari voto ho preferito i giochi a cui sono sentimentalmente legato su quelli tecnicamente ineccepibili.
Ecco perchè in sesta posizione trovate quello che, secondo me, è uno dei migliori platform 2D in circolazione. Donkey Kong Country è annata 1994, ormai siamo alla fine del ciclo vitale del Super Nintendo, e alla Rare (allora agli inizi del suo team-up con Nintendo) venne affidato il compito (non facile) di riportare in vita uno dei personaggi più vecchi di Nintendo: Donkey Kong. Nonostante i giochi di piattaforma siano dominati da Super Mario World, la Rare vuole fidare il predominio dell’idraulico italiano del bronx, e fa di Donkey Kong un gioco di piattaforme bidimensionali con una grafica (per l’epoca) paurosa. E non è l’unica cosa che merita rispetto di quel gioco.

DKC screen

Liane, giungle, rinoceronti...il mondo dei primati in tutta la sua gloria a 16-bit!

La bellezza di Donkey Kong Country, difatti, è molteplice. Per quanto le sessioni di platform non siano proprio all’altezza di quelle di Super Mario, sono fatte veramente bene, con un design pattern che richiede la memorizzazione di quello che succede; farete molte giocate di trial & error prima di arrivare alla fine di questo gioco, ma il sistema a punti di salvataggio non è troppo proibitivo e il gioco fa sempre essere alta la voglia di migliorarsi per andare avanti. Le ambientazioni del gioco, poi, sono davvero belle, sia da un punto di vista grafico, sia da quello artistico, con giungle realizzate a modo, zone subacquee davvero belle, tempi simil-aztechi, fabbriche abbandonate e una battaglia finale su un galeone realizzato davvero bene!
Dove Donkey Kong Country, però, vince a man bassa su gran parte dei giochi che ho giocato (inclusi diversi in questa lista) è nel comparto audio. La colonna sonora di Donkey Kong Country è, senza ombra di dubbio, tra le più belle che ho mai ascoltato in un videogioco. Potrei farmi un lungo elenco di canzoni memorabili, invece mi basta darvi un paio di link, e scegliete voi quale sia la canzone più bella del gioco. Io, personalmente, cambio la mia preferita ogni tre mesi. Talmente sono belle tutte.
Alcuni dicono che Donkey Kong Country 2 sia il gioco superiore, altri che lo stato dell’arte si è raggiunto con Donkey Kong Country 3. Per quanto siano tutti bei giochi, la mia infanzia l’ho passata con DKC, e la magia che mi ha affascinato all’epoca, mi tiene stregato tutt’ora. Capolavoro!

5 – ICO

Questo gioco è arte.

Potrei fermarmi qui a parlarne, perchè ritengo che il mio scarso lessico non sia mai in grado di descrivere la bellezza di questa opera artistica interattiva, ma al contempo non mi va liquidiare ICO con quattro parole e poi passare a un gioco che, per quanto l’ho messo in una posizione superiore in questa lista, non ha lo stesso valore artistico del prodotto del Team Ico di Ueda.

ICO & Yorda

Ico tiene per mano Yorda in una delle location più suggestive del gioco...

ICO è un viaggio emotivo, un racconto di un bambino imprigionato in un gigantesco castello vuoto che grazie all’amicizia con una ragazzina che non capisce la sua lingua prova a fuggire dalla sua morte certa. Ma il luogo in cui è racchiuso è un mortale labirinto, che per quanto architettonicamente sia superbo, è altrettanto disseminato di trappole e strane ombre che continuamente lo attaccano per rapire Yorda, la ragazzina grazie alla quale provate a fuggire. L’affetto che si crea tra voi e Yorda è di quelli unici nella storia dei videogiochi, mai ho sentito un tale attaccamento a un personaggio “secondario” prima di giocare ad ICO, e mai più questo attaccamento è stato superato. Il resto, come già detto, è un racconto, un viaggio, arte.
Giocatelo e dopo non guarderete più ai videogiochi nello stesso modo.

4 – Banjo-Kazooie

Questo è il miglior gioco di piattaforme a cui abbia giocato nei miei dieci anni e più di “carriera” videoludica. Uscito nel remoto e mai troppo lodato 1998, Banjo-Kazooie sta a Super Mario 64, come Donkey Kong Country sta a Super Mario World. La Rare (al suo apice in questo gioco) prendeva la lezione imparata da Mario 64 e la migliorava ovunque possibile. E per quanto il gioco magari non avesse la stessa longevità (le 120 stelle di Mario 64 sono tante e ardue da trovare, i 100 pezzi puzzle di BK non sono proprio allo stesso livello) o lo stesso numero di livelli (quasi una ventina in Mario 64, non arrivano a 15 quelli di Banjo-Kazooie) del suo “rivale” giapponese, il team britannico è riuscito (a mio parere) nell’impresa di battere l’idraulico come bellezza del gioco. I due protagonisti, Banjo l’orso e Kazooie la breegull, sono fantastici e simpaticissimi, il mondo vario, vasto e colorato e i livelli artisticamente superiori a quasi tutti quelli presenti in Mario 64.

BK screen

Banjo raccoglie le note in uno dei primi livelli di gioco: Mumbo's Mountain!

Il gameplay, per quanto basilarmente lo stesso di Mario 64, è esteso e più fine, la grafica ha fatto passi avanti e anche il comparto sonoro è niente male affatto (d’altronde il compositore di Banjo-Kazooie è lo stesso di Donkey Kong Country, e scusate se è poco!) e tutto il gioco è pervaso da un alone di giocosità e gioiosità di gran lunga superiore a quella di Mario.
Dalle spiegge di Treasure Trove Cove ai boschi di Click Clock Wood, il viaggio di Banjo e Kazooie è ricco di personaggi memorabili, luoghi stupendi, misteri da finale di gioco paurosi e tonnellate di divertimento genuino e spensierato.
Ripeto quanto detto in apertura: il miglior gioco di piattaforme 3D di cui ho fatto esperienza!

3 – Super Smash Brothers Melee

Ero indeciso fino all’ultima se preferire Melee o Brawl. Probabilmente la posizione vale per entrambi, ma Melee è stata la definizione di perfezione come picchiaduro divertente, e per quanto Brawl abbia saputo espanderlo in ogni direzione possibile, il perfetto equilibrio tra i combattenti e l’assegnazione dei punteggi c’era in Melee e non in Brawl. In Brawl, fin troppe volte capita che compiate un suicidio, e il punto della vostra morte viene assegnato a un giocatore magari per niente coinvolto nella vostra sconfitta. Inoltre, ritengo che i personaggi in Brawl non siano equilibrati tanto bene quanto in Melee.
Ma andiamo oltre questo; i due Smash Bros. sono esempi quasi perfetti di gamedesign innovativo portato all’apice; sono dei giganteschi cross-over tra tutti i personaggi creati dalla Nintendo in questi oltre 30 anni di attività ludica. Mai prima che in questi giochi Link ha sfidato Mario, o Mewtwo ha sfidato Ness, o ancora, Pikachu ha fatto Team-Up con Samus Aran.

SSBM screen

In questo screen piovono palate da parte di Captain Falcon!

Cosa c’è di bello in Smash Bros.? Boh, cosa NON c’è di bello? E’ un gioco singleplayer con un grado di difficoltà a volte mostruoso, al contempo è un picchiaduro incredibilmente tecnico, senza dimenticarsi di essere il re delle feste ogni volta che vogliamo pensare al divertimento piuttosto che al combattimento nudo e crudo. L’idea alla base è quella dei “Ring Out!”: non si vince azzerando i punti ferita dell’avversario (almeno, non nella modalità standard), ma scagliandolo fuori dall’arena bidimensionale nella quale ci si sfida. Arene interattive tra l’altro, con piattaforme che si spostano e terreni che cambiano totalmente forma da un momento all’altro dello scenario. Se poi avete Brawl, nonostante il sistema di lotta non è perfetto come in Melee e i personaggi non sono altrettanto equilibrati, avete una ricchezza di opzioni paurosa e una modalità singleplayer che da sola vale l’aquisto del gioco. Da avere. Entrambi.

2 – Eternal Darkness – Sanity’s Requiem

ICO è arte, Eternal Darkness è un’opera capace di trasportarti nel suo mondo e tenerti lì incatenato, talmente è bella e coinvolengte la trama che fa da sfondo agli eventi del gioco di punta di Silicon Knights. E’ quasi ironica la cosa; appena Nintendo vende una sua seconda parta (Rare, Silicon Knights), questa smette dopo un pò di produrre bei giochi. Per quanto la Rare sia riuscita ancotra a sfornare roba com Kameo – Elements of Power, Perfect Dark Zero, Conker Live & Reloaded e Banjo-Kazooie vari dopo la sua dipartita da Nintendo, nessuno di questi giochi ha mai bissato i successi di Banjo-Kazooie, 007 GoldenEye o Perfect Dark. Stessa cosa coi Silicon Knights: dopo Eternal Darkness, c’è stato il nulla assoluto, in quanto prodotti di qualità.
Cos’è Eternal Darkness? Un gioco ispirato ai miti dei Grandi Antichi di Lovecraft, in cui Mantorok, il Dio Cadavere morente chiede l’aiuto agli umani per allontanare le minacce di altri tre Grandi Antichi, Chattur’gha – l’Antico della Forza, Ulyaoth – l’Antico della Magia e Xel’lotath – l’Antico della Psiche. Combattendo attraverso i secoli, e narrando le loro gesta nel Tomo dell’Oscurità Eterna, il giocatore prende parte a questa eterna lotta tra l’umanità e forze al di là della propria comprensione.

EDSR screen

Ellia, una delle protagoniste del gioco, viene aggretiva da uno zombie di Xel'lotath e la sua sanità mentale cala di conseguenza!

Il gioco è qualcosa di davvero unico: ad un gameplay miglia oltre la legnosità di Resident Evil si aggiunge una trama singolare e coinvolgente oltre l’immaginabile. Con ben dodici personaggi, tenuti insieme da un filo narrativo sottile ma sempre presente, dovrete lottare in diverse epoche storiche e in diversi luoghi le trame che tessono i Grandi Antichi a vostre spese. La bellezza del gioco è anche il suo più grande punto di forza nonchè la più grande innovazione: i personaggi sono uomini comuni, pompieri, architetti, psicologi, guerrieri dell’antico impero romano, e come tali l’incontro con l’assurdo fa loro dubitare delle loro stesse capacità mentali. Per simboleggiare questo il gioco ha, oltre alla classica barra della vita e la mai troppo inutile barra della magia, anche una terza barra che misra la sanità mentale del vostro protagonista. Più questa scende verso il basso, più notate come impazzite: sentirete urla, vedrete sangue colare giù dalle pareti, avrete visioni e il gioco non dimentica il giocatore al timone del suo personaggio, presentandogli scherzetti niente male, che qui non ho intenzione di spoilerare. Si, il gioco è vecchio quasi otto anni ormai, ma chiunque non lo abbia ancora giocato, ha il diritto di goderselo appieno.

Alex Roivas

Alex Roivas, che fa un pò da narratrice della vicenda, trova per la prima volta il Tomo dell'Oscurità Eterna!

Chiunque lo ha provato, sa di avere davanti uno dei migliori giochi di sempre, che tra doppiaggio stellare e innovazioni di gameplay, ha portato avanti un genere (quello dei giochi di orrore) a tal livello, che nessun altro gioco è ancora riuscito nell’azione di avvicinarglisi umilmente e prendere spunto. Non farà paura come un Resident Evil, ma è una classe tutta per sè. Capolavoro.

1 – The legend of ZELDA – Majora’s Mask

Un solo gioco per franchise, ricordate? Si, Ocarina of Time è il re degli Zelda, e indubbiamente merita il suo titolo di “Miglior Gioco di Tutti i Tempi”, ma la Top Ten è mia e personale, e per quanto Ocarina of Time per me vale 10 su 10 possibili punti, Majora’s Mask, con lo stesso valore, lo supera.
Perchè?
Beh, indubbiamente c’è molto di personale in questo, e per quanto Majora’s Mask non è che il seguito del miglior gioco del mondo e quindi non ha qualcosa di innovativo al punto di OoT, ha un fascino e un carisma tutto suo. Non a caso definito il gioco più dark dell’intera serie, in questa storia Link (lo stesso Link che ha sigillato Ganondorf alla fine di Ocarina of Time) se la deve vedere contro l’apocalisse del mondo (parallelo?) di Termina, minacciato dalla sua Luna, destinata a crollare sulla pacifica e laboriosa città Clock Town. Link, per salvare la città, ritrovare Epona (rapita a inizio gioca da uno Skull Kid posseduto dai poteri della titolare maschera di Majora), far felici più abitanti possibili delle terre e ritornare a Hyrule ha solo tre giorni. Tre giorni, che, ovviamente, non sono abbastanza per fare tutte queste cose. E’ per questo che grazie alla sua Ocarina del Tempo, Link può tornare indietro nel tempo per tentare e ritentare di succedere nella sua quest più difficile di sempre.

Skull Kid

Occhio! Lo Skull Kid non è da sottovalutare!

Le meccaniche di Majora’s Mask sono queste: fai il possibile durante l’arco dei tre giorni a te concessi, e poi riavvolgi indietro il nastro del tempo con la tua Ocarina. Incontra personaggi, rendili felici, ottieni maschere che contengono le loro essenze, i loro ricordi, i loro desideri, eventualmente la loro forma, e ritenta.
A fare da filo narrativo e narratore a tutta la vicenda è il Venditore di Maschere di Ocarina of Time, che in questa avventura scopriamo essere ben più di un comune venditore porta a porta, capace di seguire Link al di fuori del tempo, e dargli assistenza insegnandogli una delle canzoni più belle della serie: la Canzone della Guarigione (Song of Healing in Inglese). E’ anche grazie a questa melodia che link riuscirà a liberarsi da una maledizione iniziale che lo costringeva a vestire i panni di un Deku, ad assumere le forme di uno Zora o un Goron e liberare tanta altra gente dalle proprie maledizioni.
Ciò che rende bello Majora’s Mask, e che a mio parere lo eleva oltre Ocarina of Time, è il mondo di Termina, uno dei più vivi della serie Zelda in assoluto. Si, la Hyrule di Twilight Princess era gigante, e i mari di Wind Waker ancora di più, ma per quanto il primo gioco era grande, era anche spoglio, e per quanto grande lo fosse anche Wind Waker, la compattezza di Termina riesce ad essere un millimetro al di sopra del più bello dei Zelda in Toon-Shading. Il mondo di Termina è sfaccettato e vario, e in particolare Clock Town è un posto che brulica di personaggi curiosi, molti dei quali bisognosi di aiuto in un modo o nell’altro. Vi stupirete ancora di più quando inizerete a capire che aiutando uno, non necessariamente aiutate un altro, oppure che solo aiutando un certo personaggio in un determinato momento dei tre giorni, sarete in grado di fare felici altre tre persone.

Link

Il tempo è uno dei vostri più grandi avversari e uno dei più strani alleati, in questo gioco!

Oltre questi aspetti “secondari” del gioco (e metto le virgolette, perchè cercare di rendere vivo e credibile un mondo per me non è affatto un aspetto secondario di game design), Majora’s Mask è anche uno Zelda coi controcazzi. Pur non avendo tanti dungeon quanti ne ha Ocarina of Time, ha tantissimi luoghi da visitare, tante zone curiose e alcuni tra i dungeon più difficili e labirintici dell’intera serie. Aggiungete a questo una colonna sonora bellissima, che sa prendere alcune tra le tracce più belle di Ocarina of Time, e mischiarne in mezzo di nuove o remixarne di vecchie. Aggiungete una grafica oltre gli alti standard imposti da Ocarina of Time. Aggiungete una giocabilità rifinita e sublime e, andando al di là di aspetti puramente tecnici, una personalità di tutto rispetto, che sa stare sui suoi due piedi anche senza prendere in prestito roba da OoT, e avrete all’incirca un’idea del perchè Majora’s Mask è il mio personalissimo numero uno tra le esperienza ludiche vissute.
Ma, come ho detto, l’idea è solo abbozzata e accennata. Per scoprirla per interno, dovete giocarci a Majora’s Mask. E non ve ne pentirete, visto che questo Zelda è davvero epico!

E così siamo arrivati alla fine di anche questa ultima (per ora) Top Ten! Cos’altro dire? Come menzioni d’onore un paio di “giochetti” li avrei. Anzitutto le illustri mancanze di questa lista, dovute alla presenza di un solo gioco per franchise, cioè giochi come Half-Life, Grand Theft Auto – Vice City, Shadow of the Colossus, The legend of ZELDA – Ocarina of Time, The legend of ZELDA – The Wind Waker e, massì, mettiamoci anche The legend of ZELDA – Twilight Princess.
A questi si accodano gli ovvi Super Mario Galaxy, New Super Mario Bros., Perfect Dark, 007 GoldenEye, Age of Empires II (ve ne parlerò in dettaglio presto!), Pokémon Oro & Argento, The legend of ZELDA – Link’s Awakening, Resident Evil Rebirth, Resident Evil Zero, Pikmin, Luigi’s Mansion, Metroid Prime, Sonic Adventure 2 Battle, F-Zero GX, Tales of Symphonia, Star Wars – Knights of the Old Republic, Soul Calibur II, Crysis, la trilogia di Prince of Persia, Prof. Layton, Phoenix Wright – Ace Attorney e i meno ovvi Castlevania (N64), Shadowgate – Trial of the Four Towers, Spider-Man (PSOne), Plants Vs. Zombies, Beyond Good & Evil, Tales of Legendia, Ar Tonelico – Melody of Elemia e Star Fox Adventures. Tutti giochi che meritano di venire giocati da capo a coda, che per via della mia restrizione di una classifica a 10, hanno loro impedito di venire citati in pompa magna.

Okay, io ho finito, sapete ora quali sono i miei metri di giudizio in film, libri, cartoon, fumetti e videogiochi. Col tempo analizzerò tutto un pò più a fondo, ma, come avete notato, siamo quasi a settembre, e presto riprendono le nostre pubblicazioni settimanali sul Weakly Hobbyt! Aspetto i vostri commenti, e vostre Top Ten e poi…ci vediamo di là! 😉

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3 Risposte to “Top Ten – Videogiochi”

  1. Dunther Says:

    Una top ten senz’altro molto…personale, come tuo solito!

    10 – Half-Life 2
    Senz’altro un capolavoro, e forse hai ragione a preferirlo al primo. Uno sparatutto con i controcazzi, che consiglierei a tutti.
    PS: Lost Coast non è un seguito dai! XD È praticamente una tech demo…

    9 – Rome: Total War + Barbarian Invasione + Alexander
    Come già detto non sono molto portato per gli strategici, però la serie di Total War mi attirava. Certo però che personalmente punterei a Shogun…

    8 – Sim City 4 Deluxe Edition
    Ah i gestionali, un altro genere con il quale non sono granché capace, ma che già mi prende di più degli strategici. Credo che il mio primo approccio con SimCity fosse col primo episodio, ma poiché ero molto molto piccolo l’unica cosa che ricordo distintamente era il poter far apparire Godzilla.
    In seguito, mi prestarono il 3000, e ci giocai un po’, ma anche in quel caso ero troppo piccolo per giocarci decentemente, quindi mi ci annoiai in fretta.
    Il 4 l’ho preso di recente su Steam, ma non l’ho ancora provato; sono contento che tu l’abbia messo in lista, evidentemente è fatto bene. Mi auguro che la versione Steam non dia i problemi da te menzionati.

    7 – Grand Theft Auto III
    Lo ammetto, non sono un gran fan di GTA, sebbene lo trovi divertente, e non ne ho mai finito uno. L’unico che ho giocato davvero a fondo è il secondo, ma devo dire che il terzo mi aveva fatto una buona impressione poichè sembrava “semplicemente” un GTA in 3D, prima dei cambi di stile dei sequel. C’è da dire però, che se me ne dovessi giocare uno ora, non sarebbe di certo questo, bensì un altro “pezzo” del 3 (Vice City, San Andreas), o il 4, o magari direttamente il 5 che secondo me annunceranno l’anno prossimo.

    6 – Donkey Kong Country
    Ora cominciamo a ragionare, uno dei miei giochi preferiti di sempre. Io amo questa serie, ci sono cresciuto, ma il secondo episodio è senza dubbio quello che mi è piaciuto di più, mentre il terzo mi è sembrato un po’ sottotono. In ogni caso niente da dire, capolavoro.

    5 – ICO
    Bhe ero sicuro che l’avresti messo, ma come ti ho già detto non ha avuto una gran presa su di me; in ogni caso non metto minimamente in dubbio la qualità del titolo, che è veramente eccezionale.

    4 – Banjo-Kazooie
    Senza dubbio un gran gioco, anche se nel periodo in cui l’ho affrontato c’era il boom dei platform 3D, e l’ho quasi giocato controvoglia. Non mi è rimasto impresso come Super Mario 64, ma alcune trovate erano geniali e simpatiche; ogni tanto ricordo ancora i vari versi dei personaggi durante i dialoghi, e il bellissimo filmato di Game Over.

    3 – Super Smash Brothers Melee
    Uno dei miei giochi, anzi no, una delle mie serie preferite. Questi tre videogame sono stati importantissimi nella mia carriera, che ho cominciato a prendere sul serio quando mi sono reso conto che non conoscevo molti dei personaggi Nintendo presenti nel primo episodio. Smash è Smash, se smetto di giocarci è solo perché è uscito il successivo (difatti non capisco perché hai messo il Melee, ma compensi in parte con tutti i riferimenti al Brawl).
    Ah e parlare di bilanciamento in un gioco dove è il caos a predominare è un po’ insensato a mio parere 😀 .
    PS: lo screen che hai messo mi porta alla mente tanti ricordi *-* era uno dei primissimi distribuiti quando Melee era in sviluppo.

    2 – Eternal Darkness – Sanity’s Requiem
    Questo è inaspettato. Certo, è un gioco bellissimo, ma non credevo ti fosse piaciuto così tanto. Sicuramente un survival horror molto originale, e come hai detto tu, più divertente da giocare di Resident Evil et similia. Sicuramente una vera perla, e l’idea della sanità mentale era fantastica, che io sappia solo Amnesia l’ha ripresa di recente.

    1 – The legend of ZELDA – Majora’s Mask
    Anche questo è un po’ inaspettato, ma anche qui ti devo in parte dar ragione. Majora’s Mask, pur essendo un capitolo secondario, è ben fatto, e originale. È senza dubbio il Zelda più oscuro di sempre, che pur riciclando i modelli poligonali di Ocarina, riesce a creare un’atmosfera unica, piena di personalità grottesche ed inquietanti; basti pensare a Link quando scopre di essere diventato un Deku, una scena che ammetto mi abbia un po’ turbato all’epoca.
    Nonostante la soundtrack non mi piaccia quanto quella di Ocarina, ci sono alcuni brani degni di nota, ed è da menzionare il fatto che nel Termina Field si possa sentire il classico tema di Zelda, assente in OoT.

    • Celebandùne Gwathelen Says:

      10 – Si, Lost coast è una Tech Demo, ma è squisita e merita di venire giocata!
      9 – Non ho giocato Total War: Shogun 2, quindi non posso esprimermi.
      8 – Lo spero pure io, anzi, fammi sapere, magari me lo ricompro per poterlo giocare in santa pace e senza paura continua di crash!
      7 – Ti dirò, Vice City mi è piaciuto molto come storia e ha un protagonista niente male, ma la città stessa in cui avvengono i fatti non mi piace, è molto meno navigabile di Liberty City, e San Andreas è trooooppo vasto e molte fasi sono solo tediose. Il quattro non l’ho giocato ancora tutto, per questo non mi sono espresso.
      6 – A me il secondo episodio mi è piaciuto, ma è stato troppo frustrante coi punti di salvataggio a pagamento che in parte mi hanno rovinato il divertimento. Ecco perchè il primo DKC per me vince sul 2 e stravince sul 3!
      5 – Io ancora non riesco a capire come non ti abbia preso, anche se ho un forte sospetto che la causa sia la tua travagliata vicenda personale. Mi spiace tanto…
      4 – Il finale del Game Over di BK è stupendo, e per quel che mi riguarda Super Mario 64 è inferiore quasi in tutto a BK.
      3 – Si, l’ho screen l’ho scelto di proposito, anche per me è stato uno dei primi che ho visto in assoluto. Secondo me il bilanciamento dei personaggi è importante anche in un gioco così caotico, in Brawl i personaggi dell’Universo Kirby sono troppo forti, in particolare Meta Knight, e poi ha uno strano sistema di come attribuisce i suicidi. E questo è un forte malus che da solo gli ruba lo scettro di essere superiore a Melee.
      2 – Non ho giocato Amnesia, ora che lo hai detto lo metto più in alto nella lista dei giochi da giocare! =D
      1 – La colonna sonora è senza dubbio leggermente inferiore a OoT (e il ritorno del tema di zelda nel Termina Field mi tange ben poco, mi è piaciuto anche tantissimo il brano presente a Hyrule), ma ciò non toglie che per me, per come la vedo ora, Majora’s Mask è lo Zelda più bello di sempre.

      • Dunther Says:

        10 – Come sarebbe a dire “squisita” e “giocata” °-° ?
        8 – Ti farò sapere senz’altro ma non ho idea di quando troverò la voglia di provarlo.
        6 – il secondo è più hardcore 😀 ma per niente frustrante…
        5 – No è che è semplicemente troppo “sentimentale” per me mi sa…
        3 – Anche tu con st’idea di Meta Knight fortissimo XD a me sembra scarso invece…il sistema dei suicidi lo ignoro, non gioco mai a punti.
        2 – Amnesia è un gran gioco indie, dalla demo mi ha convinto ma a me girava malissimo quindi non l’ho preso. È in prima persona e non ti puoi difendere, solo nascondere.


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