The Weakly Hobbyt #38

The Weakly Hobbyt #38

Benvenuti! Non ve l’aspettate un post già oggi? Beh, di tanto in tanto arriviamo in ritardo, perciò è anche giusto che ci siano le volte in cui arriviamo in anticipo! =P
Con Hallowe’en alle porte e un bel cielo azzurro in quel del Sud Italia da cui vi scrivo, spero stiate comodi per un’altra carrellata di temi (solo parzialmente Hallowe’en-osi) che abbiamo selezionato questa settimana, per un totale (per la seconda volta) di otto mani all’attivo!! 😉
Cancio alle Bande, ecco di cosa parleremo oggi:

  • Through the Wormhole
  • IGF Pirate Kart
  • Misfits
  • Spider-Man Collection 22
  • The Broker
  • Decap Attack

Through the Wormhole
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Through the Wormhole

Tra le tante cose che mi affascinano c’è anche la Fisica, in particolare tutti gli studi che riguardano ciò che siamo, le Forze che si esercitano tra noi, il Big Bang, il cosmo, il multiverso, e così via.
Grazie ad un mio amico qui all’università in Germania, Karthik, sono venuto in contatto con la serie TV “Through the Wormhole”, condotta da Morgan Freeman, in cui si provano a spiegare al pubblico televisivo le più recenti scoperte della fisica e le più accolte teorie sul cosmo uscite negli ultimi cinquanta anni o giù di lì. Di solito su questo blog non parliamo di “cose così serie”, nè mi riesco a immaginare che parleremo mai in maniera approfondita di Documentari à la History Channel o Discovery Channel. Tuttavia la serie (composta di soli otto episodi) ma ha lasciato un’impressione così positiva che mi sento di spezzare una lancia in favore.
Inoltre, dopo che ho parlato in dettaglio del film-inchiesta “Inganno Globale” nel Weakly Hobbyt dell’11 Settembre, perchè non aprire le porte a questo tipo di media?
Vediamo anzitutto le puntate con un pò di dettaglio.

  1. Is there a Creator? è la prima puntata della serie, in cui ci si chiede se l’esistenza dell’Universo sia solo un fortuito caso, quasi uno scherzo cosmico, o se c’è un disegno di qualche tipo divino dietro l’esistenza di tutto ciò che conosciamo e che non conosciamo.
  2. The Riddle of Black Holes fa un’analisi molto chiara di quelli che alcuni credono ancora essere dei buchi nello spazio-tempo presenti da qualche parte nella galassia. Inoltre si parla di Buchi Neri Super Massicci (Supermassive Black Holes) e di come questi probabilmente si trovino al centro di alcune super-galassie, inclusa la nostra Via Lattea.
  3. Is Time Travel Possible? è la solita puntata in cui si analizza il perchè non è possibile viaggiare indietro nel tempo fisicamente, e di come invece è chiaramente possibile fare viaggi del tempo nel futuro.
  4. What Happened Before the Beginning? cerca di capire cosa ci fosse prima del Big Bang, e in generale se è davvero esistito un prima e cosa implica questa affermazione dal punto di vista del flusso temporale inteso per l’universo.
  5. How did we get here? è una puntata molto interessante in cui si analizza la vita e di come essa si sia evoluta in molteplici modi, da ambienti normali fino ad ambienti incredibilmente ostili. Inoltre si cerca di capire se i mattonicini fondamentali per fare la vita siano sempre stati sulla terra e venuti dal cosmo.
  6. Are We Alone? ovviamente analizza lo status quo delle ricerche che concernono la vita extraterrestre: a che punto siamo? Esistono pianeti al di fuori della terra su cui è possibile che si sia sviluppata la vita? Se si, è possibile contattarli, e come?
  7. What are we Really Made of?, penultimo episodio della serie, si chiede quali sono i materiali di cui la materia, inclusi gli esseri viventi, sono composti, e scopriremo che sono una varietà infinita, molto più di quello che la scienza comunemente ci insegna.
  8. Dark Matter: Beyond the Darkness conclude la prima serie di questa serie documentativa spiegando in che relazione sta la materia che noi conosciamo alla percentuale totale di “roba” nell’universo. Scopriremo che solo il 4% dell’universo è materia, mentre il resto…sono cose totalmente sconosciute!
Un buco nero

Una nebula che si forma intorno a un buco nero...o qualcosa di ugualmente complicato da spiegare!

Ogni puntata cerca di focalizzare l’attenzione su qualcosa di diverso e che presenta un numero sufficiente di domande da farne un episodio di 45 minuti circa. Ogni argomento è esposto con una chiarezza disarmante, e per questo non posso che inputare “colpevole”, oltre agli sceneggiatori e scrittori del programma, anche Morgan Freeman, che riesce sempre a trovare un esempio incredibilmente semplice e banale per spiegare cose molto difficili da spiegare come la forza nucleare debole o la teoria delle stringhe. In generale la performance di colui che ritengo essere tra i migliori attori di Hollywood è molto buona e convincente, probabilmente anche perchè lui stesso è patito di questi temi scientifici e si nota la passione con cui adora mettere in dubbio teorie e conoscenze date per certe con interrogativi non sempre dalla risposta ovvia.
Anche per chi è molto dentro a questi temi, come io ritengo di essere, la serie proprio per questo non è mai davvero risultata noiosa e c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e apprendere. Sono convinto che se una persona non molto interessata allo studio della vita e del cosmo vedesse questa serie, non solo cappirebbe gran parte di ciò che viene spiegato, ma si appassionerebbe anche agli argomenti.

Per quel che riguarda l’aspetto grafico della serie, mi è piaciuto pressochè tutto ciò che ho visto. Le riproduzioni al computer di stelle, galassie ed avvenimenti cosmici sono veramente impressionanti, nulla di nuovo, ma neanche di noioso o riciclato. Le piccole scenette a cartoni animati che invece la serie usa per spiegare, ad esempio, cosa succede se si oltrepassa l’Orizzonte degli Eventi in prossimità di un buco nero, sono semplici, ma ugualmente curate e molto esplicative.
Le intervista con i diversi scienziati sono incredibilmente ben fatte anch’esse, e non di rado vi sfuggirà qualche risata quando vi renderete conto che anche gli stessi geni delle università di tutto il mondo hanno difficoltà a spiegare concetti come il Bosone di Higgs e altri.

Through the Wormhole, with Morgan Freeman

Ragazzi, pensateci: è DIO che vi spiega tutto ciò! Fonte più attendibile di questa? 😉

Che dire? In conclusione credo che questa serie meriti di essere vista, indipendentemente dal fatto che siate o meno degli appassionati di scienza. Le teorie sulla vita, su chi siamo, su da dove veniamo sono interessanti e riguardano un pò tutti noi eterni curiosi mai soddisfatti al 100% delle risposte che il mondo prova a darci. Se avete mai avuto il pallino delle stelle, della vita sulla terra, sugli alieni o sui viaggi nel tempo nella realtà, Through the Wormhole fa decisamente per voi!

Voto Personale: 8,5/10

Tanti giochi pirata, ma legali
(A Cura di Dunther)

Quest’oggi farò un intervento molto breve, e vi parlerò del 2012 IGF Pirate Kart. Si tratta di una compilation di oltre 300 giochi, a cui hanno partecipato più di 100 sviluppatori diversi.

logo L’idea era di creare in fretta e furia giochi indie in flash di serie B, da rilasciare free, sulla falsariga delle vecchie cartuccione come Action 52 (se non l’avete già visto, vi invito a guardare l’episodio dell’AVGN ad essa dedicata). Difatti, questi giochi sono tanti, ed uno più inutile dell’altro, ma perfetti per chi ha letteralmente tempo da buttare.
Vanno scaricati (tramite torrent o direct download) tutti in un unico pacchetto, che comprende il launcher tramite il quale possiamo filtrarli in diversi modi, ed ovviamente è presente l’opzione per lanciarne uno a caso.
Come detto prima l’iniziativa è free, ma siete ovviamente liberi di donare qualcosa se vi va.

Nient’altro da aggiungere, se non che si prospetta un update del pacchetto per il 31, quindi se vi interessa meglio aspettare tale data.
Potete trovare tutto il necessario sul sito ufficiale.

Misfits
(A Cura di Fall)

Alla vigilia della terza stagione (che inizierà il 30 ottobre nel Regno Unito), mi va proprio di parlarvi di Misfits, serie tv inglese ideata da Howard Overman. Misfits è uno dei telefilm che più mi ha stupito e rapito durante lo scorso anno. Ho divorato le prime due stagioni e non vedo l’ora di gustare la terza.

Misfits ha un sapore nuovo, aspro e travolgente, soprattutto perchè ha origini inglesi. Dissacrante e condito di umorismo nero, è riuscito a convincere il Times e il Guardian. Nel 2010, la serie ha guadagnato il premio BAFTA (British Academy Television Awards) come miglior serie televisiva drammatica.

La trama base è questa: Nathan, Kelly, Simon, Curtis e Alicia sono cinque ragazzi alle prese con il servizio sociale- per reati minori che scopriremo in seguito. Durante il loro primo giorno, una tempesta colpisce i ragazzi e la città. Successivamente i nostri eroi (tranne Nathan, che dovrà aspettare gli ultimi episodi della prima stagione) scopriranno che il temporale gli ha donato dei poteri, cambiando le loro vite per sempre. Simon riesce a diventare invisibile, Kelly legge i pensieri altrui, Curtis va indietro nel tempo e Alicia manda in frenesia sessuale le persone anche solo sfiorandole. Anche il loro sorvegliante pare cambiato – e in peggio! Trasformato in un mostro-zombie attacca i ragazzi e questi ultimi, per leggittima difesa sono costretti a ucciderlo. Sotterrato il cadavere e spazzate via alcune prove, i ragazzi devono vedersela con la nuova sorvegliante Sally, manco a farlo apposta fidanzata con l’ormai defunto sorvegliante precedente. La polizia classifica il caso come una semplice scomparsa, quindi Sally, armata di un certo presentimento, decide di indagare da sè. Molto presto i ragazzi si accorgeranno di non essere i soli ad avere poteri speciali.. la tempesta è stata grande e non tutti sono rimasti gli stessi!

I personaggi sono tutti ben delineati, e grazie a Dio non rientrano in nessun preciso stereotipo!

A partire da sinistra: Alicia, Curtis, Kelly, Nathan e Simon

L’osannato della serie è Nathan, un ricciolone magrissimo, fonte di irriverenza e battute politicamente scorrettissime. Stima assoluta per l’attore che lo interpreta, Robert Sheehan! Ancora mi chiedo come abbia fatto a girare alcune scene senza morire di imbarazzo. Personaggio a cui sono molto legata, Kelly, una ragazzotta robusta con una parlata molto particolare. Kelly sa essere dura nelle risposte che da, ma è decisamente il cuore del gruppo, nei momenti critici è lei la colla. Simon è la testa del gruppo, timido-asociale nonchè il bersaglio preferito delle battutacce di Nathan. Il suo comportamento ambiguo e schivo non lo fa risultare una buona compagnia, appena verrà inserito meglio all’interno del gruppo si scoprirà amico leale e saggio. Alicia all’inizio mi stava antipatica. Bellissima e arrogante, spezza i cuori con grande facilità. Far scoprire a poco a poco la sua fragilità e sensibilità è stata una bella mossa da parte degli autori. E’ il personaggio che più si evolve tra la prima e la seconda stagione. Curtis, l’atleta che viaggia nel tempo, è un bravo ragazzo, sicuro di sè e allegro; peccato che ancora oggi non mi dica nulla! Spero che nella nuova stagione possa sentirmi più interessata a lui. Non penso sia colpa dell’attore, è proprio il personaggio che non mi incuriosisce.

Nota numero uno:

Sappiate bene che questa serie è ad alto contenuto di volgarità, sesso e droghe. Se abitate con gente sensibile, vi consiglio di andare a comprare un bel paio di cuffiette!

Nota numero due:

Lo so sono una gran rompiballe.. ma vi prego, se riuscite guardate la serie in lingua originale! Alcune battute e soprattutto il personaggio di Kelly (con il suo forte accento) perdono chilate e chilate di senso se sradicate dalla lingua madre. Detto questo vi faccio un esempio. Il primo giorno di servizio sociale i ragazzi si conoscono e sentono per la prima volta come parla Kelly. Il magico dialogo è questo:

Kelly: Ehm, what makes you think that you’re better than us?

Nathan: What is that?!

Curtis: Is that for real?

Kelly: What are you trying to say something, yeah?

Nathan: It’s a- are you- that’s just a noise! Are we supposed to be able to understand her ?!

Kelly: Do you understand that?

E con questa perla non posso che chiudere e sperare di aver stuzzicato i vostri animi, alla prossima!

Spider-Man Collection 22
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Spider-Man Collection 22

Secondo albo in cui sono contenuti Cross-over con altri supereroi, Spider-Man Collection 22 è un numero che ho trovato già più gradevole rispetto allo scorso. Vediamo quali albi contiene:

  • The Sandman Strikes! da Strange Tales 115 del 12/63: in questo racconto, a dire il vero, l’Uomo Ragno compare in una sola vignetta, se si escludono Flashback e Uomo Ragno finti. Fatto centrale dell’albo è la fuga dell’Uomo Sabbia dalla prigione, voglioso ovviamente di vendicarsi dell’Uomo Ragno e incurante di ogni altra cosa. Al punto che la Torica Umana, messa sulle sue tracce da Reed Richards, viene totalmente ignorata dal supercriminale. Johnny Storm è così costretto a travestirsi da Uomo Ragno per attirare l’attenzione di Sandman, e una volta ottenuala i due lottano muovendosi per diversi initerni di edifici New Yorkesi. A un certo punto in uno si aziona il sistema di anticendio, che costringe alla Torcia Umana di combattere a fiamma spenta e all’Uomo Sabbia di combattere in uno stato fangoso di difficile controllo. In questo stato è Johnny ad avere la meglio e a stordire Sandman al punto che la polizia lo riesce di nuovo ad arrestare. Spidey appare giusto nella scena finale, pensieroso che la Torcia si stia intromettedo troppo nei suoi affari. Fine.
  • Mike Murdock Must Die! da Daredevil (vol. 1) 27 del 4/67: In questa storia si riprendono un pò i fili narrativi lasciati in sospeso nello scorso Spider-Man Collection, con riguardo alle storie 16 e 17 di Devil. Matt Murdock ha dovuto inventarsi di avere un fratello gemello Mike, che è in realtà Devil, per depistare Foggy Nelson e Karen Page riguardo la sua vera identità. Alcuni numeri (di Devil) addietro inoltre si è scontrato con Stilt-Man, senza riuscire però a catturarlo, poichè il supercriminale ha ricevuto l’aiuto di Marauder, ancora a piede libero. In questa storia, Devil chiede a Spidey di catturare Stilt-Man se dovesse vederlo, mentre l’uomo di latta si allea con Marauder per distruggere l’uomo senza paura. Il piano dei due malvagi va a segno quando catturano Matt Murdock, Karen e Foggy, e Matt per salvare gli altri rivela a Marauder che è “suo fratello Mike” ad essere Devil. Così Marauder, ottenuta l’informazione richiesta, manda Stilt-Man a cercare Mike Murdock e butta Matt dall’elicottero. Lui si salva agganciandosi alle cuffie e si cambia in Devil, tornando in scena a combattere il super criminale di cui scopre l’identità e che butta, alla fine di una lunga lotta, dall’elicottero in un campo di forza che sembra ucciderlo. Intanto Spidey incontra Stilt-Man per strada (in cerca, senza fortuna, dell’indirizzo di Mike Murdock) e i due lottano finchè il supercriminale non è costretto a fuggire. Devil mette in corto la sua armatura quando questi sta per aggrapparsi all’elicottero, e affonda nel fiume Hudson. Fine.
  • Along Came a Spider… da X-Men (col. 1) 35 del 8/67: Questa storia degli X-Men si svolge in un periodo in cui Charles Xavier era scomparso e i suoi pupilli, in particolare Banshee, erano alla sua ricerca. Casualmente Peter si trova nel Westchester per una gita in moto, dove viene attaccato da un Gigantesco Ragno Metallico, che dopo una breve lotta infruttuoso si autodistrugge. Contemporanemanete gli X-Men vegono avvertiti da Banshee di stare attenti a “ragni”, e quando i mutanti con i loro radar captano Spidey, credono che lui c’entri con la scomparsa del Professor X. Il gruppo inizia una lotta col nostro tesiragnatele finchè Jean Grey non li avvisa che la minaccia individuata prima è in realtà scomparsa già da un pò. Gli X-Men si rendono conto del loro errore e chiedono scusa a Spidey, che però non ne vuole sapere. Il numero si conclude col gruppo in cerca di Banshee, anch’esso catturato dalla misteriosa organizzazione responsabile della scomparsa di Charles Xavier.
  • The Flames of the Battle… da Fantastic Four (vol. 1) 73 del 4/68: Altro Cross-Over totalmente frivolo tra Spidey, i Fantastici Quattro (con Sue Storm assente perchè in gravidanza), Thor e Devil. Reed e soci, dopo alcune recenti disavventure in cui il Dottor Destino si era impossessato del corpo di Devil, credono che l’Uomo senza Paura sia ancora un burattino del loro arcinemico. Questo, d’altro canto, vuole andare ad avvisarli del pericolo di un prossimo futuro attacco di Destino. Spidey incontra Devil dopo che lui ha messo temporaneamente fuori gioco la Torcia Umana buttandola in una cisterna d’acqua. Spidey, convinto della causa del più stretto dei suoi alleati, chiede aiuto a sua volta a Thor. Segue un combattimento di proporzioni bibliche, con Thor che combatte la Cosa, Devil contro Mr. Fantastic e Spidey che cerca di tenere impegnato l’appena ripresa Torcia Umana. La lotta prosegue senza quartiere, finchè non interviene Sue Storm che separa i lottanti con i suoi campi di forza. La moglie di Reed spiega loro che Destino è in Latveria, i fessi si rendono conto dei loro errori e fanno pace. Fine.
X-Men 35

Ecco la drammatica copertina originale di X-Men 35

Forse si nota già da come riassumo le storie, ma personalmente non mi piacciono molto i Cross-Over in cui supereroi si combattono a vicenda senza reale motivo. Tra tutte queste storie, l’unica ad essermi veramente piaciuta è “Mike Murdock Must Die!”, in cui Devil e Spidey fanno coppia contro Stilt-Man e Marauder. Le altre sono stupide lotte senza ragione di esistere, che erano evitabili se solo la gente prima di menar mani avesse avuto il buon senso di parlare. Nella prima, poi, Spidey non compare che in Flash-Back e una sola vignetta.
Conclusioni? Sono contento che con questo albo si concludono i Team-Up degli anni sessanta e si riprende la narrazione principale di Amazing Spider-Man. Alcune storie erano carine, ma per lo più i Cross-Over degli anni sessanta erano scaramucce senza ragion d’esistere tra supereroi che dovrebbero collaborare piuttosto che combattersi. Per quanto i disegni siano buoni, l’albo viene redento solamente per la presenza di Devil 27.
Passiamo avanti…

Voto Personale: 6,5/10

Il Broker
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

The Broker

Unico libro di John Grisham a cui per ora mi sono avvicinato, il Broker è un thriller in piena regola.
Protagonista del libro è Joel Backman, un lobbysta incarcerato a seguito di una strana vicenda di furti industriali a scapito di un governo sconosciuto a cui erano stati rubati i piani di un super-satellite in grado di spiare ogni luogo del pianeta. Quando il presidente uscente degli stati uniti d’america concede l’amnistia a tutti i maggiori incarcerati, Backman è tra questi. Prima di poter sapere qualsiasi cosa però, viene prelevato di forza dal carcere dall’FBI e portato a Bologna. Qui, secondo i loro piani, deve fungere da esca per scoprire quale governo era riuscito a costruire quel satellite. A sentire l’FBI, infatti, quel governo avrebbe fatto di tutto pur di uccidere Backman, che aveva ancora, da qualche parte, i dischi su cui era contenuto il codice sorgente dell’unico programma in grado di controllare il Satellite. A Backman non viene spiegato, ovviamente, nulla di tutto ciò: l’unica cosa che a lui viene rivelato è che l’FBI sa che ci sono assassini sulle sue tracce e lo hanno trasferito a Bologna per proteggerlo, e camuffarlo da italiano (insegnandogli la lingua, gli usi e costumi e così via). Gran parte delle vicende ruotano a come Backman, però, col tempo diventa sempre più sospettoso e meno fiducioso nei confronti dell’FBI, e alla fine tramite alcune conoscenze che si fa a Bologna (tra cui un Professore Universitario e una Guida Turistica di nome Francesca) riesce a contattare suo figlio in America (Neal Backman) e fuggire da Bologna.
Tornato negli USA, ricatta il governo Americano tramite la CIA, da loro i dischetti in cambio di protezione e libertà e diversi passaporti falsi per permettergli di ricominciare una nuova vita. Contemporaneamente l’FBI scopre che erano stati i cinesi a creare il satellite e cattura un assassino mandato a uccidere Backman. La vicenda finisce con Joel che torna in Italia per rivedere Francesca, della quale si era ovviamente innamorato nel frattempo.

Ho letto il racconto un pò di tempo fa, quindi perdonate eventuali inaccuratezze. La trama era un pò annacquata, gran parte della vicenda si focalizzava su come Backman si stesse integrando a Bologna, nella descrizione di ristoranti e locali Bolognesi e solo all’inizio e alla fine la trama s’infittiva per poi chiudersi in maniera quasi troppo improvvisa.
Non sono un fan dei thriller di mio, e questo libro di certo non è riuscito a farmi cambiare idea. Ciononostante, non mi è dispiaciuta la lettura: le descrizioni di Grisham sono fatte bene e i personaggi molto ben caratterizzati, da Backman stesso, uomo sulla cinquantina, un pò fifone ma che al contempo sa guardare in faccia al rischio, fino a Francesca, donna a cui è da poco morto il marito, sola e in cerca di un pò di sollievo, passando per i vari personaggi secondari della vicenda, di cui ho ancora in mente in maniera piuttosto nitida il carattere (alcuni non li dico per non spoilerare troppo). Ciò che ancora una volta mi ha tolto la totale soddisfazione è stato il finale, un pò strano, sicuramente non uno di quei finali che a libro chiuso ti hanno esclamare “Ah, come sono contento di aver letto sto libro.”
In conclusione: niente male. Ma non sono fan dei thriller.

Voto Personale: 7/10

Getahead
(A cura di Wise Yuri)

Titolo originale: Magical Hat

Genere: Platform

Giocatori: 1

Piattaforma: Sega Mega Drive, PS3, PS2, Steam, PC, PSP, X-Box 360

Halloween è abbastanza vicino, quindi ecco a voi un dolcetto a 16-bit, Decap Attack per il Sega Mega Drive.

In questo platformer dovrete sconfiggere il malvagio Max D. Cap, colpevole solo di essere ritornato dall’inferno portandosi con sè un’armata di mostri, e di aver diviso in pezzi l’isola a forma di scheletro in cui prende luogo il gioco. L’eroe di turno è Chuck D. Head, una mummia senza testa con una faccia nel torso, creata dal professor Frank N Stein, il quale praticamente gli ordina di muovere il culo e andare a sistemare sto casino. Questi stupidotti giochi di parole sono in un certo senso una tradizione per i platform del tempo, e non solo, visto che anche nei Crash Bandicoot ce n’erano parecchi. (in primis l’isola di N Sanity del primo Crash)

Il titolo della Vic Tokai, ironicamente, è frankensteiniano quanto il suo protagonista. Nel senso che il titolo originale giapponese era un gioco basato sulla serie animata Magical Hat, e siccome i diritti per l’occidente non vennero mai concessi, gli sviluppatori dovettero cambiare completamente la grafica, il level design ed i personaggi. Il gameplay non cambiò di una virgola, ed a questo proposito, Decap Attack è una versione migliorata non di uno, ma ben due titoli della stessa compagnia, Psycho Fox per il Sega Master System e Kid Kool per il NES. Ed io pensavo che la Ubisoft fosse una software house pigra.

Qui sotto un video della versione originale di Decap Attack, intitolata Magical Hat no Buttobi Tabo! Daibōken:

Sebbene il design sia passato da quello “tenerello” dell’originale a quello halloweenesco delle versioni occidentali, la transizione non è riuscita in maniera perfetta, in quanto ci sono parecchi nemici che sembrano davvero fuori posto. Alcuni ci possono stare, ma se rifai il design, puoi trasformare quella “temibile” papera in corvo, non so, qualcosa più adatto al setting. Questo è un esempio, ci sono parecchi refusi del genere, il problema non è lo stile cartoon (che anzi ci azzecca con l’atmosfera di Halloween), ma il fatto che il design non è stato uniformato benissimo, guardate il video di Magical Hat, poi cercate un video di gameplay di Decap Attack, capirete che intendo.

Parlando di gameplay, il titolo a questo riguardo è incredibilmente normale, il classico attraversare un tot di livelli divisi in aree, ed in quella finale affrontare un boss, evitando ostacoli come pozze di lava, puntoni, terreni scivolosi, piattaforme che scompaiono, ed uccidendo i nemici prendendoli a colpi di pancreas, o saltandoli sopra come il buon vecchio Mario. Rompendo degli specie di totem potrete trovare pozioni dai vari effetti, monete per il bonus game di fine mondo, od un teschio che potete lanciare contro i nemici, il quale gentilmente torna sempre da voi, ma che scompare se venite colpiti. Tornando nuovamente sul discorso nemici, il respawn (ovvero il riapparire dei nemici in aree che avete già esplorato ed in cui avete già ucciso i mostri) poteva essere curato meglio, spesso basta tornare indietro e far scorrere lo schermo per farli riapparire, il che diventa un pò idiotico quando dovete per forza tornare sui vostri passi. (spiegherò meglio questo aspetto nel giro di qualche riga)

Ecco a voi il nostro eroe, Chuck "faccia di pancreas" D.Head.

Ci sono 7 mondi, ed ognuno è composto da 3 livelli; in quello finale, oltre a battere il boss, dovrete trovare un’oggetto che, secondo il dottor Frank N Stein, è indispensabile per riunire le parti dell’isola, evidentemente il dottore è talmente bravo da poter unire le terre con un microscopio trovato in un totem, boh. Nei primi mondi non è fastidioso fare eventuale backtracking, ma negli ultimi è un pò una rottura attraversare il livello con successo, battere il boss, per poi vederti mostrare un metaforico dito medio perché non hai cercato in ogni angolo del livello. I boss offrono un livello di sfida non male, tipico per i platform del tempo, ma il gioco in sè non è molto difficile.

Controlli, controlli. Chuck può (oltre a muoversi senza inciampare, ovviamente) saltare, abbassarsi, colpire i nemici con la sua faccia-stomaco, usare le pozioni che raccoglie, e mentre siete in aria, premere continuamente il tasto del salto lo fa sgambettare, rallentando la caduta. Tra le tante cose che ho visto nella mia “carriera” videoludica, una mummia che plana mi mancava seriamente. La risposta agli input è buona, ma il personaggio tende a scivolare un pò troppo, ed a volte, invece di semplicemente cadere (sapete, la gravità) verso il basso, agita le gambe come Wily E. Coyote quando corre sull’aria, e poi si accorge che non ha niente sotto i piedi. 3 volte su 4 è solo una cosa fastidiosa, ma morire perché Chuck vuole inseguire Bip Bip è una cazzata.

Decap Attack non è un brutto platform, i difetti ci sono e gli ho elencati, ma il vero “peccato” del titolo è solo quello di essere un gioco decente, non è tra i migliori titoli che il Mega Drive possa offrire, anche nell’ambito platform, ma è divertente. Ho giocato roba molto, molto, peggiore. Inoltre, a meno che non cerchiate la cartuccia per Mega Drive, il titolo non costa molto, sia che lo prendiate in una delle tante raccolte, come la recente Sega Mega Drive Ultimate Collection per Ps3 e X-Box 360, sia che lo prendiate su Steam. Io l’ho preso via il servizio Valve, viene 2,50 €, un prezzo giusto per una copia digitale di un vecchio gioco. Il prezzo è obiettivamente giusto.

Un titolo perfetto per l’imminente festività capitalis… celtica, divertente ma nulla di speciale, nè di orrido.

Se dovessi dare un voto (e in questo caso potrebbe servire), direi un sufficiente pieno, 6 su 10.

A vederci molto presto. 🙂

3 Risposte to “The Weakly Hobbyt #38”

  1. qarion Says:

    Beh, mi serviva una conferma che la serie valesse qualcosa, e ringraziando Celey mi dedico senza remore a Through the Wormhole (che suona un filino più autorevole di “The Morgan Freeman Science Show”).

  2. Dunther Says:

    -Through the Wormhole
    Bhe hai di certo attirato la mia attenzione, Morgan Freeman mi è sempre piaciuto, e sono vagamente interessato agli argomenti trattati. Questa serie c’è in italiano, almeno con sottotitoli?

    -Misfits
    Non ne avevo mai sentito parlare prima, però da come lo descrivi sembra interessante. Ci farò un pensierino…

    -Getahead
    Uhm, è la prima volta che sento nominare sto gioco. Credo passerò, non stravedo per il Genesis anche se comunque i titoli più importanti intendo farmeli 😀 .


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