The Weakly Hobbyt #43

The Weakly Hobbyt #43

Bentornati, Benvenuti! =)
In questa giornata del secondo di Avvento vi terremo di nuovo un pò di compagnia con i nostri articoli, che in questa settimana tratteranno, come al solito, di fumetti e videogiochi, e con il nostro usuale quaqquaraqquà! =)

Sommario

  • Limbo
  • Spider-Man Collection 26
  • Poker Night At The Inventory
  • Play Station Vita
  • Alcol, Pupe & Pallottole

LIMBO: breve ma intenso
(A cura di Dunther)

Se vi interessate di indie game, o di videogiochi in generale, è probabile che abbiate già sentito parlare di LIMBO. Questo platform puzzle 2D si è fatto notare non poco grazie al suo art-style in bianco e nero, che cattura subito l’attenzione di chi vi entra in contatto visivo.
Inizialmente esclusivo all’Xbox Live Arcade, è stato poi convertito per Windows e PlayStation Network, con una versione Mac dietro l’angolo. Ero impaziente riguardo la sua uscita su Steam, ma alla vista del prezzo (10€), ho deciso di aspettare un’offerta più conveniente, visto che mi è stato da tutti definito molto corto. Nel frattempo, provare la demo non ha fatto altro che fomentare l’attesa.
Essendo intenzionato a spenderci non più di 5€, non ho potuto metterci le mani prima di quattro mesi, al termine dei quali è stato messo nello Steam Autumn Sale a 5€ esatti; ulteriore pazienza mi ha permesso di approfittare di uno sconto maggiore, pari al 75%, ossia pagandolo 2,50€; meglio di così non poteva andare.LIMBO - cover artwork Di giochi indie ne ho visti un bel po’ e, specialmente dopo Braid, ho la presunzione di sentirmi decisamente troppo “tarato” per sorprendermi facilmente, ma ero comunque parecchio ansioso di esprimere un mio giudizio. E devo dire che LIMBO l’ho gradito davvero parecchio.

Per quei pochi che non lo sapessero, LIMBO è un puzzle-platformer 2D, dal gameplay minimalista e basato su relativamente semplici ma funzionali regole fisiche. Oltre a camminare e saltare, potremo afferrare e trascinare svariati oggetti, siano essi casse, leve, o altre entità meno scontate.
Generalmente ci si ritrova a morire all’improvviso a causa di una trappola inaspettata, o semplicemente perché non si ha avuto il tempo di realizzare come venir fuori incolumi da una situazione rischiosa, ma tutto ciò è perfettamente normale; tramite un sistema di checkpoint frequenti infatti, LIMBO riesce a proporre una meccanica di gioco abbastanza nuova, ossia “imparare morendo”. Ritentando e sperimentando riusciremo inevitabilmente, anche grazie al solitamente basso numero di elementi interagibili a disposizione, a capire come proseguire. I puzzle non sono niente di estremamente originale, ma sono tutti molto intelligenti e piacevoli da risolvere, oltre che ben integrati nello scenario, ed il gioco si prende la libertà di riservarsi per ultimi quelli che coinvolgono le meccaniche più particolari, come per esempio quelle relative alla gravità.LIMBO - screenshot 1Ciò che attira di questo videogame è fondamentalmente lo stile artistico, che fa ampio uso di sfocature, diverse tonalità di grigio ed elementi dei fondali; il tutto non è solo eccezionalmente bello a vedersi, ma da proprio la forte sensazione di star affrontando un viaggio in un luogo onirico e misterioso, di cui spesso riusciamo solo ad intuire le fattezze. Ciò che mi ha sorpreso è il fatto che le località siano tutte differenti l’una dall’altra, per cui nonostante il bianco e nero, l’abbondanza di dettagli non cessa mai di stupire visivamente. A questo aggiungeteci il fatto che la fisica è saggiamente usata per rendere il tutto (compresi i movimenti del protagonista) decisamente più realistico e naturale.
Anche i suoni sono parecchio curati, e la colonna sonora è un quasi impercettibile agglomerato di suoni ambient, che riesce nell’apparentemente impossibile intento di rendere l’atmosfera ancor più agghiacciante.
Nel complesso, anche solo a vedersi, LIMBO è un’opera d’arte al 100%, ed in ciò è davvero riuscito a sorprendermi.LIMBO - screenshot 2Inutile parlare della trama, che viene spiegata nel “manuale” con una semplice frase: “Incerto del fato della sorella, un ragazzo entra nel LIMBO”. Tutto il resto è da interpretare.
Parliamo invece del grosso difetto di questo gioco, la sua longevità. Infatti, in molti si sono lamentatati del fatto che sia perfettamente finibile in tre ore, specie visto il prezzo a cui viene venduto. A questo proposito, rettifico che, nonostante sia effettivamente così breve, e che ci siano pochi extra da scovare, ogni singolo secondo di gameplay è godimento puro, quindi non posso che consigliarlo a tutti, purché si sappia a cosa si va incontro e ci si regoli di conseguenza; a mio parere 5€ per tre ore di gioco è, in questo caso, un acquisto accettabile, vista l’alta qualità dello stesso.

Detto questo, ora posso dire di comprendere la fama di LIMBO, che senza dubbio è meritata appieno.

Spider-Man Collection 26
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Spider-Man Collection 26

Con questo numero finalmente ci lasciamo alle spalle gli anni sessanta per avventurarci nel decennio successivo! Altre quattro storie di Amazing Spider-Man sono contenute in questo albo, andiamo a vedere quali sono e cosa accede in esse:

  • The Night of the Prowler! da Amazing Spider-Man 78del 11/69: Dopo tutto il trambusto della storia dell’Antica Tavoletta, Pete ha finalmente un pò di tempo libero, e decide che non sarebbe un’idea malvagia riprendere i fili lasciati in sospeso della sua vita sociale. Purtroppo però Gwen è “impegnata” e Harry al telefono con MJ, e visto il misterioso impegno di Gwen, Pete nonostante ci provi in tutti i modi, non riesce a concentrarsi sullo studio. Così il ragazzo esce e scopre che Gwen è al Coffee Bean con Flash Thompson! Pete, rabbioso di gelosia (che non sa che Gwen è semplicemente preoccupata per lui e cerca consigli tra i suoi amici, tra i quali appunto Flash), se ne va passando casualmente sotto Hobbie Brown, un ragazzo afro-americano con un impegno da lavavetri, che frustrato che le sue invenzioni idraulico-meccaniche non vengano riconosciute e la sua ragazza lo abbia lasciato, decide di costruirsi un costume da supereroe. Per qualche motivo però pensa che sia più facile arrivare alla fama da supercriminale, e dopo che ha finito di lavorare alla sua tuta, decide di derubare J. Jonah Jameson al Bugle. Giusto in quel momento passa di lì Peter, che aveva intensione di chiedere soldi a JJJ. Quando nota “Prowler” (questo il nome che si è dato da solo Hobbie), cerca di fermarlo in abiti civili, ma poco prima del suo pugno, arriva JJJ, davanti al quale Pete ovviamente non può rivelarsi!
  • To Prowl No More! da Amazing Spider-Man 79del 12/69: Peter, cercando di salvarsi dalla pessima situazione, finge di perdere l’equilibrio durante la lotta con Prowler e precipita dal Bugle. Sfruttando la notte senza luci, si attutisce la caduta e torna in scena come Uomo Ragno proprio mentre Prowler, totalmente shockato della “morte” del ragazzo, fugge. I due lottano sul tetto del Bugle, e per quanto Prowler riesca a mettere Spidey in difficoltà, Brown sa che non può affrontare un supereroe di quel calibro. Così gli lancia contro un gas tossico che stordisce il nostro supereroe, al punto che ciascuno si ritira dalla battaglia. Pete si fa vedere al Bugle, dicendo che lo ha salvato Spidey, mentre Hobbie torna a casa disperato, e pensa che catturando Spidey può pulirsi la coscienza. Il giorno dopo, Pete si è quasi del tutto ripreso, ma si mostra freddo con Gwen e le dice che l’ha vista insieme a Flash. Il pomeriggio Prowler rapina una banca, e Spidey è sul luogo del delitto mentre accade. I due lottano, ma a sto giro Spidey non lascia chance al giovane superessere in erba, e lo cattura e smaschera. Spidey riconosce in Hobbie un coetaneo e si fa raccontare la sua storia, al che decide di lasciarlo scappare, purchè si rimetta sulla diritta via perchè, in fondo, ancora non aveva fatto nulla di grave.
  • On the Trail of… the Chameleon! da Amazing Spider-Man 80del 1/70: In questo racconto, Harry Osborn e Flash Thompson vanno a parlare con Pete, che ovviamente scatta furioso quando vede Flash (perchè è ancora convinto che ci abbia provato con successo con Gwen), ma in poco tempo i due amici spiegano a Pete il vero motivo di quell’incontro tra i due al Coffee Bean (ovvero la preoccupazione di Gwen per le innumerevoli scomparse di Peter) e gli danno il consiglio di farsi vivo da Gwen e smettere di fare il Mr. Diffcile con lei. Il giovane fa così e chiama la giovane Stacy, organizzando un’uscita al Museo locale dove c’è un esposizione per la quale George Stacy è garante della sicurezza. I due s’incontrano e si divorano con gli occhi finchè non passa George Stacy, che però li oltrepassa senza notali e si dirige verso la sala esposizioni. Poco dopo un urlo, e i quadri sono rubati. Ovviamente è Stacy il primo a venire accusato del furto, scomparso e com’era dalla mostra, e quando JJJ, Gwen e Pete si dirigono a casa Stacy, vi trovano il Capitano confuso e shockato della notizia. Però ben presto a Pete è chiaro che non è affatto stato il capitano ad eseguire il furto, bensì il Camaleonte. Cerca così di cacciarlo allo scoperto con la notizia del trasferimento di obbligazioni da 1.000.000 di Dollari messa sul Bugle da Joe Robertson, e si intrufola nella riunione cercando di smascherarlo, ma fallisce. Fugge quindi e cerca di attenderlo all’uscita dell’edificio, dove lo smaschera poichè il Camaleonte ha assunto l’idetità di Peter Parker. Dopo una breve scazzottata, il super-criminale è sconfitto e Spidey lo manda in prigione, crogiolandosi della sua bravura nello smascherarlo.
  • The Coming of the Kangaroo! da Amazing Spider-Man 81 del 2/70: In questo numero torna “finalmente” zia May dalla Florida, giusto con lo stesso treno con cui arriva a New York l’australiano Kangaroo, un semplice umano che per anni si è allenato coi Canguri e ora riesce a saltare come loro. Quando Pete, tutto sudato poichè avviatosi in ritardo, incontra May, questa crede che il nipote sia malato e lo porta subito a casa per sdenderlo a letto. Ovviamente, nello stesso momento Kangaroo riesce a liberarsi dalle guardie della polizia che lo scortavano (poichè immigrato illegalmente in America) e fugge per New York. Il criminale così deruba delle guardie che trasportano un letale virus in fiala, credendolo denaro o diamanti, e tocca a Pete recuperarli; cosa non facile poichè zia May gli sta addosso tutto il tempo. Così crea un pupazzo di ragnatela sotto le coperte ed esce a cercare Kangaroo, che riesce a battere dopo una delicatissima e complicatissima scazzottata. Nel frattempo però zia May torna in camera di Pete e vede il pupazzo (che lei crede Peter), e sviene dallo shock. Quando il supereroe torna, si dispera per la vista che lo attende e cerca di far pensare a zia May che era solo un’illusione, sentendosi al contempo in colpa di far credere alla zia di iniziare di soffrire di senilità.
Amazing Spider-Man 80

Copertina originale di Amazing Spider-Man 80

Numero non male, anche se privo di veri e propri scontri degni di nota. Prowler è uno dei primi super-esseri di colore della Marvel (e non posso dire di ricordarne molti al giorno neanche d’oggi), ma non lo ritengo un vero e proprio personaggio rilevante; è un ragazzino confuso come Peter, che come Peter cerca in qualche modo il suo posto nella società. Invece che venire punto da un ragno, lui cerca di inventare attrezzatura fantascientifiche, e invece di ricevere l’amara lezione della responsabilità di zio Ben, soffro lo shock di aver “ucciso” Peter Parker. Fondamentalmente uno dei primi personaggi caratterialmente quasi grigi della Marvel, che non fa mai male.
La storia del Camaleonte non è malvagia, ma il finale mi lascia veramente perplesso, con uno Spider-Man che dice ad alta voce che il motivo per cui sapeva che Camaleonte si era travestito da Peter Parker, era un suo personalissimo segreto. Ma quanto ci vuole per fare due più due? Qualsiasi cosa era migliore di dire quello!
Alcune sceneggiature mi lasciano davvero perplesso!
Due parole su Kangaroo: supercriminale che non mi ha impressionato per niente, il solito forzuto avido senza cervello, che non è davvero una minaccia per Spidey. Possibile che quando mancano all’appello i grandi (Doc. Ock, Goblin), il Ragno non ha nemici davvero degni di una lotta come si deve?

Bella la mini trama con Gwen Stacy e Flash Thompson, in cui vediamo un pò della dimensione umana di tutte le vicende ragnesche, con Harry fedele amico, e Flash Thompson che si avvicina sempre di più ad una figura amichevole nei confronti dell’ex-“Pavido Parker” (che in uo scatto di rabbia lo solleva da terra quasi tradendosi davanti ai suoi compagni). Gwen è un personaggio che mi piace sempre più, e già temo il momento in cui dovrò dirle addio per sempre.
Piccola chicca contenuta nell’albo: le pubblicità che la Marvel faceva negli anni 60/70 sull’ultima pagina. Incredibilmente kitch, ma niente male! 😉
Alla prossima!

Voto Personale: 7/10

Chips & Flush

(A cura di Wise Yuri)

Una settimana fa circa su Steam ci fu l’Autumn Sale, e ne approfittai per prendere Poker Night At The Inventory della Telltale. Se non mi sbaglio, il mio collega Dunther ne parlò tempo fa in un articolo sulla Telltale in generale, e devo dire che beh, a livello di gameplay c’è ben poco da aggiungere, è poker nella variante texas hold ‘em contro il computer. Non un grande sforzo per la Telltale, visto che nel 2005 avevano già fatto un gioco di poker, chiamato semplicemente Telltale Texas Hold ‘Em, il quale è anche il loro primo gioco in assoluto. Ma perlomeno non ci sono errori con le regole di gioco, funziona tutto bene, mettiamola così.

Ad ogni modo, dopo che il mozzo di Guybrush da Tales Of Monkey Island (non mi ricordo proprio il nome, sorry) vi introduce all’Inventario (presumo sia da Team Fortress 2, boh), iniziate a giocare contro Max della serie Sam & Max, Strongbad dell’omonimo videogioco (ovviamente della Telltale), Heavy Weapons Guy del famoso FPS Team Fortress 2 (cortesia di Valve, visto che il gioco è presente solo su Steam), e Tycho dal webcomic Penny Arcade (qui in versione cel-shaded). Ogni tanto uno dei quattro personaggi non avrà soldi e si giocherà un suo oggetto personale, ad esempio il distintivo di poliziotto freelance e luger di Max, e se farete uscire dalla partita il personaggio vincerete il suo “trofeo”. Un escamotage non proprio originale, ma perlomeno vi da un motivo per continuare a giocare, assieme ai vari mazzi e tavoli da gioco sbloccabili vincendo e una ventina circa di achievements.

tecnicamente è ok, avrei preferito non vedere quelle bruttissime ombre sui personaggi (si notano soprattutto guardando Heavy Weapons Guy), soprattutto per un gioco del 2010, ma questo era chiaramente un progettino low budget, e i giochi Telltale in generale non sono famosi per una grafica “supar”. A questo riguardo, lessi un’articolo su Tales Of Monkey con la risposta della compagnia stessa “non facciamo giochi con grafica HD perchè la maggior parte dei giocatori di punta-e-clicca non hanno un computer sempre aggiornato e potente, e perché così è più facile fare i porting su console ed altre piattaforme” (o qualcosa su queste linee), il che è vero, voglio dire, solitamente le persone appassionate di punta-e-clicca non sono anche quelle che si pompano il pc per giocare Crysis (o roba del genere) alle massime prestazioni possibili.

La cosa che vende realmente il titolo è però un’altra, il continuo scambio di battute tra questo quartetto di personaggi provenienti da “ambienti” e serie diverse è veramente divertente, anche se non avete giocato a tutte le serie videoludiche rappresentate (che comunque aiuta a capire le varie battute ed apprezzarle meglio): tra battute che frantumano la quarta parete, non sense a profusione, auto-ironia, pubblicità interna spudorata per quale la Telltale si auto-punisce, e discorsi deliranti, sembra di essere in punta e clicca loro. 🙂 Uno dei momenti più esilaranti & inquietanti è quando Max accenna ad un episodio accadutogli riguardante ippopotami, e Tycho passa a parlare di colli di giraffe, con tono da maniaco sessuale, e poi si spegne con “No? Non è quel… Okay.” E far venire i brividi a Max, un personaggio che solitamente se ne esce con discorsi tipo “toccare è la terza cosa che mi piace fare di più. …. Per chi se lo stesse chiedendo, la seconda è leccare”, non è facile. XD sotto il video nella sua “magnificenza”.

Personalmente il gioco mi ha soddisfatto, per carità, non è nulla di speciale, affatto, ma faceva al caso mio, ho pochissime occasioni di giocare a poker “live”, e non ho proprio voglia di buttare soldi anche nel poker online, e poi c’è il fatto che sono un pò fanboy Telltale, quindi per 3 euro mi son detto “e prendiamolo”. Non c’è veramente nient’altro da dire, solo che una modalità online, con trofei o cazzabubbole da collezionare (senza dover cacciare fuori soldi veri), sarebbe stata molto, molto gradita.

Vergogna

(A cura di Wise Yuri)

Namco Bandai ha tenuto una conferenza stampa in Giappone, per far dare un’occhiata ai propri titoli in arrivo su PlayStation Vita. Il prezzo giapponese del titolo, ovvero 3950 Yen (circa 35 €) per la versione retail e 3580 – scontati a 2980 (circa 25€) fino a marzo – per la versione PSN, è più basso di quelli degli altri giochi presenti nella lineup.

Il motivo può essere presto spiegato: Ridge Racer per PSV, infatti, conterrà soltanto 5 vetture e 3 circuiti giocabili, ovvero Harborline 765, Highland Cliffs e Southbay Docks. Le piste possono essere giocate in modalità speculare, ma niente di più, esse sono inoltre riprese da capitoli precedenti della saga, e non hanno subito modifiche.
La software house ha confermato che da dicembre rilascerà notizie (e prezzi) sugli immancabili DLC per il gioco, scaricabili direttamente accedendo al PSN dal menu principale.
La ragione “ufficiale” per il prezzo, tuttavia, è che gli sviluppatori sperano che più giocatori possibili partecipino alla Planetary League, modalità in cui giocatori di tutto il mondo competono per salire in vetta alla classifica, sfidandosi in missioni lanciate ogni 24 ore.

fonte: GoPSP!

É proprio vero che non c’è limite al peggio: quando pensavo che fosse pietoso il trovare i DLC per Lost Planet (non mi ricordo se per l’1 od il 2) sullo store MESI prima dell’arrivo del gioco nei negozi, o che fosse patetico dover comprare il finale per Prince Of Persia 2008, ecco che la Namco supera perfino la Capcom sul fronte DLC e vendere i giochi a pezzi. Solitamente trovo un pò fine a sè stessa la sola idea di offendere persone che non conoscono per un videogame, ma qui dire che la situazione è imbarazzante è usare un eufemismo. No, seriamente, 35 euro per 5 vetture e 3 circuiti? ho visto giochi per cellulari vecchi con più roba, sono sicuro che se prendo l’iPhone e giro 10 minuti sull’AppStore trovo un gioco di una software house uzbeca sconosciuta con più contenuto, e gratis.

Penso sia venuto il momento di linkare il famoso video fantozziano sulla corazzata Potemkin, anzi no, sapete che vi dico, non ne vale la pena, rievocate la scena e pensate più volte “è una cagata pazzesca”. Perché questo è il nuovo Ridge Racer, una cagata pazzesca, ancora prima di arrivare sugli scaffali. E c’è gente che è stata pagata, è questa la cosa terribile. Di peggio c’è solo la consapevolezza che nonostante tutto, qualcuno lo comprerà, “giustificando” sto ladrocinio. “That’s bullshit.”

Alcol, Pupe & Pallottole
(A cura di Fall)

Finalmente riesco a trovare il tempo per leggere questo fantastico fumetto, opera di Frank Miller (devo commentare??). Alcol, pupe & pallottole è un numero “oneshot”, raccoglie undici storie che riconducono tutte al fumetto madre “Sin City”. Purtroppo -shame on me- di Sin City conosco solamente il film, spero quanto prima di recuperare tutti i numeri della serie perchè sono tante piccole perle. I fumetti di Frank Miller non si leggono. Questo perchè di parole lui ne usa pochissime, per esprimere un’emozione, un sentimento basta il disegno. Anzi, basta il nero.

Ecco perchè adoro quest’autore. I disegni sono assolutamente grezzi, eppure la violenza delle azioni e l’intensità di alcune scene ti arriva dritta al cuore – come una pallottola sparata da Marv (faccina pucciosa random). Oltre al bianco e al nero, compaiono sporadici rosso (sangue e labbra), blu (grazie al personaggio di Delia, occhi e vestito azzurri) e altri pochi colori. Chi ha visto il film di Sin City sa bene di cosa sto parlando. Questa colorazione “selezionata” è perfetta visto il tono noir e pulp della trama; il contrasto accresce di gran lunga il pathos.

Gli undici racconti sono:

Un sabato notte come tanti, Palla di Lardo e Bamboccetto, Il cliente ha sempre ragione, Notte silente, E dietro la porta numero tre, Occhi azzurri, Ratti, La cocca di papi, Deviazione sbagliata, Binario sbagliato e La pupa vestiva di rosso.

Non vi starò a parlare di tutte le storie, non voglio spoilerare nemmeno.

Vi parlo dei racconti che mi hanno colpito di più:

Palla di Lardo e Bamboccetto: due mentecatti dalla parlata forbita in missione per il loro boss, eletto l’aneddoto più spassoso!

Il cliente ha sempre ragione: tre pagine di assoluto romanticismo, la storia di un sicario e di una bellissima donna

Notte silente: pura poesia sotto la neve, ci sono Marv e una bambina protagonisti, solamente tre nuvolette di “spiegazione”.. per il resto tavole e tavole di suggestività.

La pupa vestiva di rosso: vai a trovare un amico e lo trovi impiccato in soggiorno. Nel bagno c’è un assassino che ti aspetta e nella doccia -nascosta- c’è Mary, fantastica ragazza vestita di rosso che non hai mai visto. Per vendicare il tuo amico comincia una lunga scorribanda per le strade di Sin City!

I racconti che non mi hanno coinvolto più di tanto sono quelli che ho fatto davvero fatica a capire. Molto spesso vieni catapultato direttamente in una situazione: non sai chi è il protagonista, non sai dov’è e non conosci il suo obbiettivo. Un’esempio è l”episodio “Ratti”, racconto potrebbe essere volutamente il delirio di un matto. Di questa storia ricorderò sicuramente il modo di comunicare! , Miller in questo caso abbandona le tipiche nuvolette; le parole del protagonista sono scritte in grande, l’effetto delle parole è ancora più accentuato.
Insomma ragazzi, 10 euro davvero ben spesi.

E con questo abbiamo finito, alla prossima e fate i bravi! =)

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8 Risposte to “The Weakly Hobbyt #43”

  1. Stian Says:

    Bè, non posso che confermare ciò che Wise Yuri ha scritto riguardo Limbo!
    anche a me è piaciuto molto!
    Un bel gioco, l’ atmosfera che trasmette è esattamente quella che dal titolo e dalle immagini si può intuire… L’idea del gioco è smplice, a tratti richiede più impegno che in altri… avrei preferito più ambientazioni nella foresta… ma non importa..!
    Bel gioco!
    🙂

    Riguardo Sin City invece:
    anche io, Fall, ho purtroppo visto solo il film, ma ho intenzione di recuperarlo o in ogni modo di trovare un modo di leggermelo!
    Se lo recupero io stesso Sin City poi vedrò di recuperare anche questo volume..!

  2. Dunther Says:

    Chips & Flush
    Hai scordato di nominare il fatto che vincendo gli oggetti dei personaggi puoi usarli in Team Fortress 2!
    PS: l’Inventory è un luogo creato appositamente per il gioco.


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