The Weakly Hobbyt #44

The Weakly Hobbyt #44

Guten tag, o guten abend, a seconda di che ora state leggendoci. In questo numero controbilanceremo la dose eccessiva di articoli sul videogaming del precedente settimanale, con un altrettanto eccessiva dose di qualcos’altro.  A dir il vero no, ma ci sarà anche altra roba. In mancanza di ulteriori cazzate con cui riempire l’introduzione, buona lettura! 🙂 Scusate per il piccolo ritardo, btw.

Sommario

  • 25 Year Legend
  • Tokyo Godfathers
  • Spider-Man Collection 27
  • American Horror Story

25 Year Legend
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

25 Year Legend

Le mie avventure nel mondo di A Link to the Past non sono ancora concluse, mentre l’anno del 25esimo anniversario della serie Zelda arriva lentamente alla sua fine. Sono stato lento con questo gioco, in parte per la mia naturale avversione per i giochi portatili (non so perchè, non li riesco mai a giocare con la stessa frequenza con cui gioco qualcosa per console o PC), in parte perchè è un gioco che per ora è inferiore alle mie (alte) aspettative.

Per passare il tempo tornando a parlare di Zelda, non avendo ancora giocato Skyward Sword, credo che sia giusto parlare di questo progetto musicali iniziati dalle grandiose menti che compongono l’OC Remix Project.
Chiamato “25YearLegend”, il progetto include remix della serie di Zelda composti ed eseguiti da componisti dell’industria indie (e non solo) come Laura Shigihara (la conoscete da Plants Vs. Zombies), Jeff Ball (Monkey Island 2: Special Edition), Daniel Rosenfeld, in arte C418 (Minecraft), Magnus Pålsson, aka SoulEye (VVVVVV) e molti altri.

I brani sono 18 e trattati per lo più dalle più grandi avventure di Link, come il sopracitato A Link to the Past, Majora’s Mask, Ocarina of Time, Wind Waker e Link’s Awakening (ma non mancano altri capitoli della serie), ed il tipo di remix spazia da un genere all’altro: Classico, Trance, Rap e così via.

25 Year Legend Cover

Una delle Cover fatta dagli artisti di OCRemix.

Considerando che il tutto è scaricabile aggratis all’indirizzo http://zelda25.ocremix.org/index.html, direi che tutti voi dovreste tenere in considerazione l’idea di scaricarlo e ascoltarvelo per bene. Io che questo l’ho già fatto per voi, non posso che confermarvi che tutta la roba che presto avrete sui vostri dischi fissi è di ottima qualità.
Tra tutti i brani, vorrei giusto fare un pò di nomi di quelli che mi sono piaciuti di più, poi vi attendo nei commenti: Fushigina Forest di Laura Shigihara da A Link to the Past, Hoy, Small Fry! di HyperDuck SoundWorks da Wind Waker (con influenze da Ocarina of Time), Thunderstruck di Big Giant Circles con la partecipazione di Jeff Ball da Ocarina of Time, Ballad of the Wind Fish (Kaze no Sakana Mix) di Dong da Link’s Awakening e anche il gran finale, Zelda’s Graceful Nightmare di Matheus Manente, non è male, anche e forse soprattutto perchè implementa parti sonore dei miei tre Zelda preferiti di sempre, ovvero Ocarina of Time, Majora’s Mask e Wind Waker!

Ovviamente, tutti questi stupendi remix non avrebbero avuto modo di esistere senza le geniali menti creatrici delle melodie originali, e quindi con il riconoscere stupendi questi riarrangiamenti, è implicito un immenso “Grazie!” e “Continuate così!” a Koji Kondo e tutto il suo staff di creativi musicisti che da 25 anni dedicano la loro vita musicale a rendere più magico il mondo di Zelda.

Voto Personale: 9,5/10

Hobos’ Christmas

(A cura di Wise Yuri)

Parlando di film natalizi, solitamente si ricade su film come Una Poltrona Per Due, La Vita É Meravigliosa, Miracolo Nella 34°a Strada, Storia di Natale ed altri. A questo riguardo, consiglio di vedere un film stranamente poco visto o poco rammentato, il meraviglioso Rincomincio Da Capo (titolo originale Groundhog Day) con Bill Murray, di cui è stato fatto un remake italiano, É Già Ieri, con Antonio Albanese e Fabio De Luigi. Ad ogni modo, stavolta parleremo di un film natalizio un pò particolare, il lungometraggio anime Tokyo Godfathers.

Diretto e disegnato da Satoshi Kon (Paprika, Perfect Blue, Millennium Actress), Tokyo Godfathers tratta la storia di un gruppo di tre clochard, Hana, Gin e Miyuki, che la vigilia di natale, rovistando tra la spazzatura, trovano  un neonato, e decidono, dopo aver discusso un pò, di riportarlo ai genitori, ma la strada è lunga e la ricerca non è facile, soprattutto per gente considerata al pari della spazzatura in cui hanno trovato il bambino. Il trio di personaggi principali è curato da dio, ed è molto variegato: Hana è un travestito pederasta ed ex-drag queen, dal cuore di donna ma dalle spalle decisamente da uomo, Gin è un alcolizzato di mezza età dai toni bruschi ma dal cuore d’oro, e Miyuki è una ragazzina scappata di casa. Come indicato da una scritta del poster, sono come una famiglia disfunzionale. più o meno.

Il tema principale del film è decisamente quello delle coincidenze, quei casuali momenti in cui le vite delle persone si sovrappongono, e prendono luogo eventi imprevisti o impensati; ma non è il solo, in quanto sono molto importanti i temi della famiglia e del perdono. Nel complesso, è un film su sentimenti positivi, è pieno di momenti in cui sembra che il tutto debba finire male, ed alla fine tutto si sistema (più o meno), ma non è la solita mielosa lezione che i film di natale cercano di impartire, che essere buoni a prescindere sistemerà tutto: i personaggi sono complessi, e non degli stereotipi utili solo a veicolare il messaggio “fate i buoni!!”.

La trama è interessante e piena di colpi di scena ben ideati, si vede che non hanno preso il primo scemo per scriverla. Ed ovviamente non la rivelerò tutta, sapete, la mia politica verso gli spoiler. Decisamente in pari con le altre opere di Satoshi Kon. Il film riesce anche nell’alternare momenti introspettivi e tristi ad altri puramente comici ed “anime”, quest’ultimi derivanti in gran parte delle espressioni esilaranti di Hana, che è un bel personaggio, complesso, ma anche divertente come classica figura del travestito finocchio. (a questo proposito, se volete vedere un film esilarante con protagonista questo tipo di personaggio, consiglio Il Vizietto) Un’esempio qui sotto. XD

Una cosa che ho sempre apprezzato dei lavori di Kon (che pace all’anima sua, se n’è andato l’estate dell’anno scorso) è che dimostrano  che animazione giapponese non vuol dire per forza anime, voglio dire, questi sono film, e trattano anche di temi psicologici, sono opere molto distanti dalla serie televisive con minorenni che devono salvare il mondo, semi-nudità gratuite, humour infantile e/o stupido, od in generale dalla concezione tipica dell’anime. Non è stato il solo regista a fare cose del genere, figuriamoci, ma per me i suoi lavori sono un esempio di grande animazione giapponese, e non di episodio di un’anime allungato per 1 ora e 30. La cura grafica è come al solito eccellente, con personaggi colorati, scenari belli da vedere, lo stile sarà familiare per chi ha visto altri film del regista, e curioso per chi si avvicina per la prima volta ai suoi lavori, pulito e serio ma non per questo sempre imbolsito.

Che altro dire, se siete appassionati di animazione in generale, questa fiaba per adulti potrebbe essere una gradevolissima visione natalizia. 🙂

Spider-Man Collection 27
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Spider-Man Collection 27

Torniamo a parlare, anche questa settimana, del nostro amato tesiragnatele. Vediamo cos’ha in serbo questo numero per noi.

  • And Then Came Electro! da Amazing Spider-Man 82 del 3/70: Pete, come al solito senza soldi e col bisogno di averne per una festa di addio per Flash Thompson, pensa a come guadagnarne e si presenta ai produttori di un Talk Show come ospite di una loro puntata. I disperati accettano e ingaggiano Spidey, cosa che ovviamente manda in bestia Jameson, che tramite comunicati TV cerca di aggredirlo. Max Dillon, in arte Electro, casualmente lavora presso lo studio in cui Spidey deve fare il suo Talk Show, e propone a Jameson la cattura di Spidey in cambio di 5000 Dollari. Pete, intanto, tra i suoi mille problemi, ha anche quello di avere il costume sporco, e va a lavare il suddetto con il suo primo costume alternativo di Amazing, l’Uomo Sacchetto! XD
    Una volta giunta la gran serata, Spidey fa uno spettacolare ingresso in scena nel talk show, ma neanche arrivati alla seconda domanda, Electro attacca ed i due finiscono a fare a pugni (o meglio, a scariche elettriche) nello studio televisivo, che ovviamente viene del tutto distrutto dalla lotta. La stessa finisce senza nessun chiaro esito, poichè entrambi combattono fino allo svenimento e si ritirano dalla scena senza un chiaro vincitore. Pete torna a casa senza soldi e più a pezzi di prima.
  • The Schemer! da Amazing Spider-Man 83del 4/70: In questo numero incontriamo un uomo di nome Schemer, primo pretendente al trono di Zar del Crimine vacante da quando Spidey ha costretto Kingpin in ritirata. Il nuovo “supervillano” vuole sostituirsi al vecchio re, ed inizia a farlo con un’ondata di criminalità per le strade di New York, che Pete sfrutta per fare finalmente un pò di soldi con foto dell’Uomo Ragno da vendere al Bugle. Altrove, incontriamo Kingpin, che discute con la moglie della scomparsa del loro figlio che studiava in Europa. Kingpin non vuole crede alle notizie della sua morte in seguito alla sua scomparsa nelle Alpi, ma sua moglie, il cui nome Vanessa verrà rivelato più in là, si dispera e rattrista al pensiero che il marito si disilluda e ceda alla rabbia. Altrove, Pete e Gwen, che sono di ritorno dalla festa di addio di Flash, passeggiano lungo le strade di New York quando una macchina di Schemer urta un Camion che sfortunatamente finisce su Pete e Gwen. Pete butta di lato Gwen e la protegge col suo corpo mentre sopporta il peso del camion. In seguito prende un parchimetro spezzato dal camion per far sorreggere il peso e piazza una ragnospia sulla macchina, per poi inseguirla una volta che Gwen, svenuta dall’impatto, viene portata in ospedale. La macchina lo porta ad uno dei nascondigli di Schemer, che finalmente affronta con i suoi scagnozzi, ma che lo intrappolerà presto in una pressa idraulica da cui Spidey fugge per un pelo. Schemer fugge, e quindi Pete torna da Gwen, che però è offesa per la sua assenza al suo risveglio. Stanco e triste, Pete torna a casa mentre la neve scende su New York.
  • The Kingpin Strikes Back! da Amazing Spider-Man 84 del 5/70: Il numero inizia con Spidey che nota che dall’ultimo suo scontro con Schemer, sulla sua testa è stata messa una taglia di 5000 Dollari. Incentivato dalla sua mancanza di soldi, Spidey inizia a perlustrare la città durante la neve, purtroppo invano. Passando da casa Stacy, nota che Gwen è ancora offesa e che George Stacy si avvicina sempre più a scoprire l’identità segreta di Pete.
    Non molto dopo, Schemer torna in azione con la sua macchina speciale (più simile ad un carro armato travestito da macchina) e Pete lo nota in strada. Il supereroe cerca di combatterlo, ma invano, Schemer riesce a fuggire e raggiungere la villa di Kingpin, dove lo sfida davanti la moglie Vanessa, che lo guarda in modo strano. I due iniziano a lottare, ma non molto dopo vengono interrotti da Spidey che lottando con Kingpin permette a Schemer di fuggire. L’unica cosa positiva della battaglia, almeno per Pete, sono alcune foto che ha scattato ai due combattenti e se stesso.
  • The Secret of the Schemer! da Amazing Spider-Man 85 del 6/70: In questo numero vedremo come Schemer distrugge la sua stupenda macchina dopo la fuga da Villa Kingpin sbattendo contro un muro (…) e Pete pubblichi le foto della sua lotta, non dopo aver tentato di evitare una nuova spiacevola conversazione con George Stacy, che ormai è incredibilmente vicino a scoprire la verità su Pete e l’Uomo Ragno. Kingpin, intanto, letto il giornale vede come nelle foto è Vanessa a permettere a Schemer di fuggire, e la accusa di tradimento. Spidey, intanto, riesce di nuovo a scovare Schemer e lo riesce finalmente a sconfiggere in lotta. Chiama il numero per la ricompensa e scopre che è Kingpin ad averla messa sui giornali. Lo zar del crimine intrappola Spidey in una rete di ferro magnetizzata mentre dopo una breve lotta scopre che Schemer, in realtà, altri non è che il figlio Richard pensato morto sulle Alpi, che ha assunto questa identità per porre fine al regno del padre, che lo ha imbarazzato di fronte ai suoi compagni. Kingpin resta talmente shockato dalla rivelazione che il figlio lo odi così tanto da entrare in uno stato di catatonia, tale che anche quando Spidey si libera, rimane inerme sulla sedia. Sentendosi di troppo, Spidey volteggia fuori dalla finestra verso casa…
Amazing Spider-Man 82

Copertina originale di Amazing Spider-Man 82, con Electro che combatte Spidey!

Numero non male, anche se molto Kingpin centrico. Vediamo comunque come le dinamiche di alcuni personaggi si evolvono non poco, in particolare la storia tra Peter e Gwen è piena di alti e bassi, a volte Pete pensa di non meritarla ed è Gwen a tirarlo su, dicendogli di essere la cosa migliore che gli sia mai capitata, altre è Pete a voler dare il massimo per lei, e Gwen ad essere offesa e con un umore altalenante.
George Stacy è inoltre un “suocero” micidiale, che ad ogni albo si avvicina di più a capire che Pete e Spidey altri non sono che la stessa persona. I disperati tentativi di Peter di depistarlo non mi sembrano più affatto riuscire, e George in alcuni momenti sembra voler quasi far capire anche alla figlia che il rapporto tra Pete e Spidey è troppo particolare da non degnargli attenzione.
Alcune scene in questo albo non mi sono molto piaciute, in particolare quella in cui MJ e Gwen salutano Flash Thompson che parte per la guerra con un bacio con la lingua! Capisco il voler dare ai ragazzi americano dell’epoca un pretesto per arruolarsi, ma visto che di baci veri tra Pete e Gwen se ne vedono così pochi, trovo un pò strano il porre così tanta enfasi su questo bacio d’addio tra Gwen e Flash. Soprattutto dopo la storia di qualche albo fa, in cui Pete sospettava di una storia tra Gwen e Flash.
Inoltre anche alcuni modi di Pete di “sparire” dalla circolazione per sviare le domande del Capitano Stacy sono davvero ridicole.
La storia su Schemer e Kingpin non è malvagia nel complesso, ma anche qui ci sono delle scene da facepalm, in particolare quella in cui Richard fugge dalla casa del padre con la sua macchina e sovrappensiero per la reazione di Vanessa alla sua vista, sbatte con la sua super macchina contro un muro per un camion che ha svoltato all’improvviso. Capisco la neve e il ghiaccio, ma cavoli… Inoltre, per essere Schemer, la grande mente criminale che vuole sostituire Kingpin, i suoi nascondigli sono sempre troppo facili da trovare.
Insomma, come detto sopra, numero niente male, ma neanche eccezionale. Ci si rilegge settimana prossima! Almeno, spero! 😉

Voto Personale: 7/10

Horror U.S.A.

(A cura di Fall)

Gnam! Decisamente appetitosa questa nuova serie tv trasmessa dal 5 ottobre di quest’anno sulla rete statunitense FX. Dal titolo si capisce già di che cosa si sta parlando, ragion per cui sono stata un po’ riluttante a vederlo. Sono una cacasotto di medio livello, e ci tengo ai miei sogni corredati da unicorni e arcobaleni.

Ma veniamo a noi, vi racconto un po’ della trama. Come in ogni film horror che si rispetti ci sono i furboni a cui ne capitano di tutti i colori. I furboni in questione sono i membri della famiglia Harmon:  Ben, Vivien e la figlia Violet. L’unione familiare degli Harmon viene messa a dura prova da alcune sciagure quindi pensano bene di mollare tutto e ricominciare la vita da qualche altra parte. Tipo in una casa “stregata” dopo sono avvenuti un minimo di 10 omicidi. GENI.

Quando si dice "hai voluto la bicicletta? allora pedala!" - eccoli, quei poveri disgraziati della famiglia Harmon

Non vi fate ingannare dal mio sarcasmo, la trama base è semplice ma gli avvenimenti attorno ad essa la arricchiscono adeguatamente.

Fin dalla prima puntata lo spettatore si accorge dell’ effetto che fa la casa ai suoi nuovi abitanti. Il più colpito è Ben, che comincia a soffrire di sonnambulismo e di manie autolesionistiche. Lo stesso Ben viene avvicinato da un ex proprietario della casa, Larry Harvey, che cerca in tutti i modi di convincerlo a lasciare la casa per il suo bene e per quello della sua famiglia. Per dovere di cronaca vi informo che Larry Harvey in quella casa ci ha sterminato la famiglia, attraverso un incendio. Larry è libero solo a causa del suo tumore incurabile al cervello.

Il cuore della serie, l’avete capito oramai, è ovviamente la casa e il passato dei suoi inquilini. Assolutamente affascinanti i personaggi che ruotano attorno alla casa stessa, chi per un motivo chi per un altro. Abbiamo Constance Langdon, una vicina decisamente inopportuna e invadente, sua figlia Adelaide, affetta dalla sindrome di Down e molto molto legata agli spiriti della casa stessa.  Moira O’Hara è la governante della casa ed è interpretata da ben due attrici (e non vi dico nulla ihih). In cura dal padre di famiglia (Ben Harmon è uno psichiatra affermato) c’è Tate, un ragazzo visibilmente sociopatico che sogna massacri scolastici evocanti la tristemente famosa vicenda della Columbine High Scholl; Violet la primogenita stringerà con lui un rapporto d’amicizia- non so quanto sano.

Questi personaggi offuscano i protagonisti della serie; buoni o cattivi che siano (ancora non è chiaro) sono disturbanti al punto giusto. Interpretati con grande bravura, vi faranno divertire e angosciare nel corso della storia.

Nell'ordine Tate, Constance e Moira

Della serie mi sta piacendo molto la regia e le musiche usate. I flashback seppur frequenti non sconvolgono affatto il flusso degli avvenimenti, sono ben gestiti e ben raccontati. Ah, vi avviso: di sangue ce n’è, ma i momenti che mi hanno impressionato di più sono quelli di “terrore psicologico” , passatemi il termine. TOTALLY APPROVED

Vi lascio con la sigla invertita (la Fox non perdona)…. fate bei sogni 😉

piccolissimo PS. nella serie ci sono alcuni riferimenti cinematografici che potete ammirare qui, pena qualche spoiler: http://www.serietivu.com/american-horror-story-riferimenti-cinematografici-100235.html

ci si vede, come sempre, settimana prossima, con qualche piccola novità, stei tiuned! 🙂

3 Risposte to “The Weakly Hobbyt #44”

  1. Dunther Says:

    -25 Year Legend
    Da patito di OCR quale sono (un giorno dedicherò un articolo a quello che è il mio sito preferito) ho naturalmente sentito e risentito quest’album. E mi è piaciuto abbastanza, però per qualche ragione nessuna traccia mi è rimasta impressa, per ora. Grande iniziativa ad ogni modo, vedere tributi a Zelda da questi celebri (e non) compositori è senza dubbio parecchio piacevole.

    -THobos’ Christmas
    Interessante, non so se possa piacermi, lo aggiungo alla mia lista.

    -Horror U.S.A.
    Mmm chiamami blasfemo ma non mi ispira molto 😀


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