The Weakly Hobbyt #46

The Weakly Hobbyt 46

Salve satolli lettori del Checkpoint Cafè, questo numero arriva un pochino in ritardo, e siccome non c’è bisogno di spiegarvi il perché (del ritardo), procediamo con quello che è l’ultimo Weakly dell’anno, ritorneremo a pieno regime e con uscita regolare il 7 di gennaio. Buon capodanno, cercate solo di non ammazzare il vostro portafoglio per una sola sera. 🙂

Sommario

  • Sherlock Holmes 1 & 2
  • Spider-Man Collection 29
  • Chains
  • Homunculus


Kicking ass and smoking pipe, porzione doppia

(A cura di Wise Yuri)

Recentemente sono stato al cinema, e i trailer di Sherlock Holmes: Gioco di Ombre (aka Sherlock Holmes 2), uscito nelle sale proprio da un paio di giorni, mi hanno ricordato che non ho mai visto per intero il primo film, il quale mi avevano sempre detto che era un bel film, e sinceramente mi incuriosiva vedere uno Sherlock Holmes tirare pizze, invece di vederlo fare anelli di fumo con la pipa mentre risolveva distinto il caso. E quindi ho deciso di colmare la lacuna.

Per prima cosa mi è piaciuto non sentire quel cazzo di “Elementare, Watson.”, che ritengo una frase molto stupida, non ho letto i libri sul personaggio di Sherlock Holmes, ma non mi pare qualcosa tipico di Doyle, probabilmente sarà stata associata al personaggio per via delle serie TV, presumo. Ad ogni modo, il film è basato su un fumetto a sua volta ispirato ai racconti di Conan Doyle, e la trama è pressappoco questa: Sherlock e Watson riescono ad impedire che il satanista Lord Blackwood sacrifichi una sesta vittima durante i suoi rituali, la polizia arriva ed arresta l’inquietante omicida, che viene condannato alla forca. Ma il caso è tutt’altro che chiuso, soprattutto quando iniziano a girare le voci che Blackwood sia resuscitato.

Il cast è eccellente, in primis Robert Downey Jr. nei panni di uno Sherlock Holmes geniale quanto folle, che è capace di passare la giornata a fare esperimenti su delle api usando uno strumento musicale,  o a dormire su dei giornali come un barbone, sarcastico ma non per questo privo dell’estremo acume, caratteristica imprescindibile del personaggio di Sherlock, che è capace di analizzare e comprendere situazioni complesse con una semplice occhiata. Ottimo anche il Watson di Jude Law, il più normale del gruppo, quello col buon senso del duo, che spesso deve “badare” ad uno Sherlock che delira senza casi e problemi da risolvere, e la ex-fiamma di Sherlock, Irene Andler (interpretata da Rachel McAdams), una ladra su commissione che è stata l’unica persona capace di infinocchiare mister Holmes ben due volte.

Devo ammettere che questa reintepretazione in salsa action dell’investigatore nato dalla penna di Doyle è riuscita molto bene, e propone un personaggio in linea con quello che effettivamente è Sherlock Holmes, ma lo modernizza, lo rende sarcastico, bizzarro, divertente, per quanto mi piaccia lo stile british, mi ha fatto piacere vederne una versione meno imbolsita. I personaggi sono divertenti e caratterizzati bene, l’humour funziona alla grande, e le scene d’azione sono coreografate e fotografate in maniera coerente (quest’anno ho visto di peggio, Dylan Dog il Film dice niente?) Ottimo uso della slow motion per sottolineare le scene d’azione e renderle spettacolari, sarà un pò tamarro, ma è un film d’azione, d’intrattenimento, mica un’opera introspettiva. Chi si aspetta qualcosa di diverso (poi su quali basi, basta guardare un trailer a caso per capire il tipo di film che è Sherlock Holmes) rimarrà deluso.

Parlando delle scene d’azione, va detto che alcune di esse, assieme all’intreccio, “tradiscono” le origini fumettistiche del titolo, ma sono godibili e divertenti anche perchè esagerate: per esempio tra gli avversari di Sherlock c’è un armadio di due metri francese, che viene picchiato e fulminato ripetutamente (esilarante quando Holmes lo sorprende fulminandolo con una specie di elettrodo, facendolo letteralmente schizzare via contro una porta) ma sembra indistruttibile; quando affronta  Sherlock in un cantiere navale, prende letteralmente tutto quello che trova, sfasciando tutti i supporti della nave con un martello gigante, ed addirittura sollevando un barile sopra la testa (come se fosse di cartone) per lanciare contro il geniale investigatore. (scena molto “Donkey Kong”)

Complessivamente è un film che intrattiene “abbestia”, un action divertente, leggero ma non insulso, che propone una versione più frizzante del famoso detective inglese, con personaggi divertenti, scenari e costumi di ottima qualità e con tono vagamente fumettistico. Certamente non rivoluziona il cinema o cerca di proporre novità nel genere action, ma la sua unica vera pecca è un finale che praticamente vi dice senza un pizzico di ritegno “continua in Sherlock Holmes 2”, ma sempre meglio di un cliffhanger che inzica (“ci sarà un sequel? forse sì, forse no, cioè sì, ma dobbiamo pensarci sopra i milioni fatti con il primo”) ad un seguito collegato male al film originale. Se siete in cerca di un film azione ben fatto, qualcosa di divertente su cui non arrovellarvi troppo le sinapsi, questo è un’ottima scelta.

Siccome ho visto pure il secondo film, tanto vale che ne parli, quindi  vi beccate due recensioni al prezzo di una. 🙂

Sherlock Holmes: Gioco di Ombre continua la storia del primo film, che poneva fine al caso di Blackwood, ma lasciava il professor Moriarty, il vero deus ex machina dietro tutto, di cui il sinistro Blackwood era solo una marionetta, ancora a piede libero. La partita mortale tra Sherlock Holmes e Moriarty, due menti geniali ma con ideali diametralmente opposti, ha inizio con il matrimonio di Watson, già pieno di insidie dall’addio al celibato, scelto come bersaglio dal professore per attaccare indirettamente Sherlock. La battaglia stavolta non ha luogo solo nella “Britannia”, ma si snoda in altri paesi europei, passando dalla Francia alla Germania e raggiungendo il suo culmine nella fredda Svizzera.

Il cast è lo stesso del primo film, con Robert Downey Jr., Jude Law e Rachel Mc Adams che riprendono i rispettivi ruoli di Sherlock Holmes, John Watson e Irene Andler, ma con due nuove aggiunte di rilievo. La prima è la nemesi di Holmes, il professor Moriarty (interpretato da Jared Harris), a dir la verità già presente nel primo film, ma solo come figura misteriosa dall’aspetto mai rivelato che tirava i fili della vicenda, un personaggio cinico e geniale, il nemico perfetto per il nostro detective; la seconda è la zingara Simza (interpretata da Noomi Rapace), che diventa la nuova “sherlock girl”, per così dire.

Ho visto il film da poco, e questa è un’impressione a caldo, ma Sherlock Holmes 2 è un’ottimo seguito, e personalmente credo sia meglio del primo: ovvio, cavalca sul successo del primo (è quello che fanno i seguiti d’altronde) e certe situazioni tendono a ripetersi, ma il film riesce ad essere più comico e divertente del precedessore, c’è maggior varietà di scenari, è stata curata un pò di più la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto di Watson (che nel primo film era una buona spalla, ma poco di più), e la relazione eroe-nemesi tra Sherlock e Moriarty è molto ben riuscita. Non è privo di clichè, ma per lo più si tratta di cose che tendete ad aspettarvi da un film d’azione e vi fa comunque piacere vedere, e in certi punti il regista Guy Ritchie abusa un pò della slow motion (per carità, sottolinea l’azione e tutto, ma viene da chiedersi se i passeri delle foreste tedesche vedeno spesso delle esplosioni e tizi che corrono in slow motion), ma nulla che rovina un’esperienza ancora una volta divertente ed estremamente godibile, con “classe” ma che non si prende troppo sul serio.

L’unica grossa lamentela che voglio muovere al titolo è il finale: avevano impostato il film in modo tale da poter chiudere il franchise, e bene pure, con il 2, ma l’ultima scena lascia chiaramente intendere che ne faranno un altro. Per carità, se è come questo ben venga uno Sherlock Holmes 3, ma non avrebbe comunque molto senso, visto che il secondo era “necessario” per far luce sul personaggio di Moriarty e continuare la storia iniziata nel primo. (ma non parlo di film divisi in due parti, come Harry Potter 7 e, sob, Twilight 4) Il terzo è veramente “solo per soldi”, ma in fondo per cosa fai un film d’azione, per  beneficenza ed elevazione del media “film” ad arte?  Penso di aver detto davvero tutto su quella per che ora è una bilogia di ottimi film d’azione con protagonista uno Sherlock Holmes reinventato come folle, sarcastico ed esilarante “detective d’azione”. See ya!

Spider-Man Collection 29
(A cura di Celebandùne Gwathelen)

Spider-Man Collection 29

Ultimo numero di Spider-Man Collection che verrà recensito quest’anno, ci troviamo davanti ad un albo contenente uno dei momenti più tragici della vita di Spider-Man. Andiamo subito a scoprirlo!

  • And Death Shall Come! da Amazing Spider-Man 90del 11/70: Quest’albo riprende esattamente da dove avevamo lasciato Spidey, ovvero in caduta libera, spinto giù dalle braccia di Doc Ock. Il giovane ha esaurito il fluido delle ragnatele e quindi non riesce a salvarsi in questo modo, al contrario di come avevo predetto alla fine dello scorso numero insomma, ma grazie ai tentacoli di Octopus riesce a frenare la caduta e inftrufularsi in un appartamento dove le armi di Otto non riescono più a raggiungerlo. Dopo che Ock è fuggito per la perdita di Spidey, il giovane torna in strada, dove sviene esausto dalla lotta nelle braccia di George Stacy. Risvegliato da Gwen, Pete si riposa a casa Stacy fino al giorno successivo quando torna a casa e inizia a miscelare un fluido di ragnatela speciale per la sua nemesi. Conclusa questa operazione, va in città a cercarla, sperando di rintracciarlo grazie alla sua ragnospia. Ma Ock invece gli tende una trappola e lo forza ad una lotta sopra un tetto di New York. Lì, dopo prendersele per un pò, Pete riesce finalmente a spruzzare il suo fluido sui tentacoli di Octavius, che iniziano ad impazzire, attaccando Ock stesso e non reagendo in generale più a nessun comando mentale del supercriminale. Spidey stesso viene buttato a terra da loro, poco prima che questi distruggano un camino, le cui macerie cadono verso il basso sulla folla di curiosi. E’ in quel momento che George Stacy, vedendo un bambino paralizzato dal terrore, lo spinge via e viene per questo investito in pieno dalle macerie. Spidey lo vede e incurante di Octavius, si precipita verso il basso, per cercare di salvarlo. Lì lo estrapola dai detriti e cerca di portarlo, da sopra i palazzi, da un vicino medico (mentre già alcune voci tra la folla lo additano come colpevole dell’uccisione del Capitano Stacy), ma George lo ferma e lo implora di ascoltarlo. Stacy, chiedendogli di prendersi cura di Gwen, che lo ama così tanto, gli rivela di sapere che Peter Parker e Spider-Man sono la stessa persona. Così l’albo finisce con Spidey che piange sul corpo del suo più stretto alleato di sempre.
  • To Smash the Spider! da Amazing Spider-Man 91del 12/70: In questo numero assistiamo direttamente alla sepoltura di George Stacy, e tutto il numero si concentra sul lutto di Gwen, e di come questo si stia trasformando in odio per l’Uomo Ragno. Così la giovane decide di supportare Sam Bullit nella sua campagna per diventare il prossimo sindaco di New York, non sapendo che costui promuove sì lo slogano “Legge e Ordine”, ma in maniera totalmente razzista ed estremista. Quando Jameson accetta la proposta di supportare Bullit col Daily Bugle, Roberston minaccia Jameson di lasciare il lavoro, e Peter stesso viene minacciato da alcuni scagnozzi di Bullit affinchè riveli come trovare l’Uomo Ragno. Ovviamente il ragazzo non se la fa piacere e, dopo un rapido cambio, li picchia e cattura con la sua tela, ma giusto quando stava tornando a casa, trova nel suo appartamento Gwen Stacy in compagnia di nessun altri che Sam Bullit stesso!
  • When Iceman Attacks da Amazing Spider-Man 92del 1/71: Cercando di depistarli dall’ovvio collegamento che poteva esserci tra Peter Parker e Spider-Man entrando nel suo appartamento, Spidey decide di rapire Gwen Stacy per togliere ogni dubbio dalle loro menti: inoltre il giovane spera di riuscire a parlare a Gwen della morte del padre. Giusto in quel momento, sotto di loro, passeggia Bobby Drake che vedendo il rapimento si trasforma in Uomo Ghiaccio e attacca Spidey per salvare Gwen. Il nostro eroe cerca di liberarsi subito dell’Uomo Ghiaccio, e fugge dalla scena. Sam Bullit cerca di prendersi il merito per l’azione di Iceman, e continua a promuovere la sua campagna elettorale a suon di “Legge e Ordine”, finchè Jameson non legge il rapporto di Robertson su Bullit e decide di smettere di supportarlo, anzi, di pubblicare tutte le cose che ha saputo sul suo conto nel giornale del giorno dopo. Bullit minaccia Jameson e Robertson di fargliela pagare, e poco dopo rapisce il secondo dei due. Peter li vede e li segue come Spider-Man, nonostante i tentativi dell’Uomo Ghiaccio di fermarlo e combatterlo. Quando alla fine i due arrivano a un magazzino abbandonato dove Robertson è prigioniero, Iceman si rende conto del suo errore e stringe alleanza col nostro eroe, dopodichè in poche mosse intrappolano tutti gli sgherri di Bullit e liberano Robertson. La sera stessa, mentre Bullit parla ad un suo comitato, i due irrompono con la polizia e lo catturano.
  • The Lady and…the Prowler! da Amazing Spider-Man 93 del 2/71: In questo numero Gwen, ancora distrutta dalla morte del padre, riceve una chiamata da suo zio Arthur Stacy, fratello maggiore di George, che vive a Londra, che le propone di venire a vivere da lei. La giovane ne vuole parlare pure a Pete, che le dichiara il suo Amore, ma decide che l’odio per Spider-Man contrasti troppo il futuro della coppia e dice di non poterle chiedere di rimanere. Gwendolyne lo prende per un rifiuto e si ritira a letto, lasciando Pete da solo nel suo appartamento. Altrove, Hobbie Brown legge di come Spidey sia incolpato di aver ucciso George Stacy e crede che sia stato usato da lui qualche tempo fa come complice per questo assassinio. Deciso a farla pagare all’Uomo Ragno, caccia ancora una volta il suo costume da Prowler e affronta Spidey mentre questo stava ritornando dopo essersi fatto un giro per New York per schiarirsi le idee da lei per confessarle la sua doppia-identità. I due iniziano a lottare davanti la finestra di Gwen e poi iniziano a spostarsi di tetto in tetto finchè Prowler non cade in un lucernario ed Spidey è costretto a salvarlo da morte certa portandolo in ospedale. Dopo essersi assicurato che il giovane stia bene, torna nell’appartamento di Gwen, dove però c’è già una nuova inquilina. Spaventato di perdere l’amore della sua vita, Peter volteggia fino all’aereoporto, giusto in tempo per vedere l’aereo di Gwen partire per Londra. Distrutto fisicamente e moralmente, Pete torna a casa mentre si compiange di aver perso la ragazza della sua vita.
Amazing Spider-Man 92

Copertina originale di Amazing Spider-Man 92 con Iceman in copertina!

Come detto in apertura, numero storico per via della morte di George Stacy. Il Capitano, più grande sostenitore dell’Uomo Ragno e di Peter, muore da eroe salvando un stupido bambino che era rimasto paralizzato dalla paura vedendosi crollare addosso i detriti del camino rotto da Octavius nella lotta con l’Uomo Ragno.
Questo numero, e l’inizio del numero successivo, sono fin troppo carichi di emozione, e realizzati piuttosto bene per l’epoca, nonostante ci siano alcune cose che proprio non riesco a sopportare. Anzitutto, non riesco a comprendere perchè Spidey viene sempre accusato di atti malvagi fatti dai suoi nemici, e perchè non prova mai a respingere tali accuse in maniera pubblica e ufficiale. Capisco la voglia di aumentare pathos e frizione tra Peter e il mondo che lo circonda, ma a volte si arriva a situazioni davvero paradossali. In una vignetta, mentre Peter è indeciso se confidare a Gwen la sua doppia identità e magari rinunciarvi o lasciar perdere, l’argomento che caccia è “Ho bisogno di emozioni… di azione… e di pericoli!”. Forse è un mio punto di vista, ma io tra azione e pericoli e perdere la ragazza che amo, andrei senza pensarci su un secondo a confessare ogni mio segreto pur di avere la donna della mia vita. Figurarsi poi una come Gwen!
Detto questo, le reazioni di Gwen sono più che giustificate alla luce delle azioni stupide ed egoiste di Peter Parker, e la sua partenza per Londra magari gli sta bene al giovane. Ma già so che la Marvel non ha certo un lieto fine per i due, quindi dovrei magari smettere di farmici pensieri sopra. Peccato, dato che Gwen, tra tutti i personaggi delle storie dell’Uomo Ragno, è uno dei personaggi meglio caratterizzati e più riusciti di tutti.

Sulle altre storie, ho poco da dire. La guest star Uomo Ghiaccio ha finalmente un bel motivo per combattere Spidey, e la loro non è un’azzuffata priva di senso come lo erano i precedenti crossover. Sam Bullit è un personaggio introdotto e uscito di scena troppo in fretta per aver davvero lasciato il segno, e per di più caraterrizzato piuttosto male, mentre l’azzuffata tra Hobbie Brown e Spidey è di nuovo una di quelle cose che poteva essere evitata se i due si fossero semplicemente seduti a tavolino a parlare.
Alla prossima! =)

Voto Personale: 8/10

Separate… Chains

(A cura di Wise Yuri)

Oggi vi parlo di un puzzle game piccolo ma interessante, Chains.

Il titolo, come intuibile dal nome, gira attorno alle catene, ovvero l’unire/allineare 3 oggetti uguali, la più semplice ed usata meccanica in un puzzle game. Ora starete pensando “ma sto qui vuole spiegarci come funziona un puzzle game? E chi è, Capitan Ovvio?”, e lo so che possa sembrare ridicolo stare a spiegare come funziona la meccanica degli allinea 3, che a dir poco elementare, ma c’è un motivo per questo.

Partendo dal semplice concetto di poter legare 3 o più bolle delle stesso colore per farle scomparire, Chains sperimenta ponendo obiettivi ed ostacoli diversi ad ogni livello, come eliminando un tot. di bolle, creare una catena lunga un tot. di bolle, eliminare tutte le bolle con poche catene, e così via. Ci sono diverse varianti, ed è molto piacevole partire da un concept semplice e strapazzarlo sperimentando, sicuramente offri più varietà di un Bejeweled a caso.

Tecnicamente e stilisticamente Chains è un titolo minimale, con grafica vettoriale e musica ambient, nulla di sfarzoso, ma funziona per un puzzle game. Nulla di che da dire a questo riguardo.

L’unico ma fatale difetto del titolo è che dura troppo poco, ci sono solo 20 livelli (che sono pochi pochi per un puzzle game), da sbloccare finendo il successivo (completando l’obiettivo del primo livello potrete giocare il secondo, e così via) e nessuna modalità di gioco alternativa (il gioco inizia e si ritrovate davanti la schermata postata sopra) o lista di trofei/obiettivi che vi spingono a rigiocare il titolo. Certo, a meno che non vogliate proprio tanto battere i vostri record, che non potete manco caricare in una classifica globale. (le cosiddette leaderboards)

è stato un puzzle game divertente e diverso dal solito, ma per tre ore di gioco e zero contenuto extra, il prezzo regolare su Steam (4 euro) è ingiustificato, spero vivamente che prima o poi se ne vengano fuori con un Chains Deluxe o roba simile, il titolo potrebbe dare molto, molto di più, ed una versione espansa potrebbe aiutarlo ad uscire dal baratro del “carino, ma dimenticabile”. Nient’altro da dire, passo il testimone alla mia collega Fall.

Soul Divers

(A cura di Fall)

Homunculus è un manga del genere seinen creato da Hideo Yamamoto. Sono previsti 15 tankobon di questa serie e per adesso ne sono disponibili 13. Personalmente ho letto fino al sesto volume e non vedo l’ora che queste feste finiscano presto per poter avere un minuto di pace e divorare i volumi che restano! Se siete sensibili o suscettibili a determinate tematiche pensateci bene prima di leggere questo manga.

La storia nasce dall’incontro fra due uomini dissimili fra loro per vita e carattere: Nakoshi di 34 anni e Manabu di 22. Nakoshi è un senzatetto legatissimo alla sua macchina. Manabu è il tipico figlio di papà;  studia medicina e pensa di poter ottenere tutto con i suoi soldi, persino la conoscenza dell’essere umano. Manabu è così ossessionato dal voler conoscere i misteri dell’uomo che propone a Nakoshi un esperimento molto particolare: la trapanazione. Questa tecnica prevede di bucare la calotta cranica in un piccolo punto, un foro di pochi mm, in modo da ossigenare maggiormente il cervello potenziandone le sue capacità. Con capacità non intendo solamente diventare più intelligenti bensì sviluppare il cosiddetto sesto senso, ecco cosa vuole ottenere Manabu. Nakoshi all’inizio rifiuta l’offerta categoricamente ma 700.000 yen diventeranno ben presto una buona argomentazione. L’intervento viene eseguito e nei giorni seguenti all’operazione Manabu mette alla prova Nakoshi con diversi test (visita di una casa dove è avvenuto un omicidio, chiaroveggenza, telepatia ecc). Per i primi giorni non accade nulla ma successivamente Nakoshi comincerà a vedere le persone attorno a sè in maniera differente. Camminando per la strada, qualcosa va nell’occhio destro di Nakoshi, che di istinto copre con la mano; alza lo sguardo e vede le persone come mostri.

Cliccate sull'immagine per ingrandirla

Manabu è riuscito nel suo intento: Nakoshi ha sviluppato un’attività “paranormale”. Guardando una persona solamente con l’occhio sinistro, Nakoshi è in grado di conoscere le sue paure, i suoi disturbi più profondi ovvero quello che viene chiamato homunculus.

Durante la lettura dei volumi Nakoshi “affronterà” diversi homunculus, con Manabu cercherà di capire le ragioni delle fobie/manie di queste persone e ben presto verrà ossessionato dall’idea di distruggerli.

Questo manga mi ha piacevolmente sconvolto. Per quanto a volte alcune scene siano crude o disgustose ne vuoi di più. Il protagonista Nakoshi è sempre schivo e misterioso, spero presto che tutti i suoi scheletri nell’armadio vengano alla luce.

La domanda che ovviamente mi frulla in testa da quando ho cominciato la lettura è: come vedrebbe me Nakoshi? Quali sono le paure nascoste nell’antro più oscuro del mio incoscio? Solitudine, paura di morire o qualcos’altro che neanche io conosco? A me vengono i brividi al solo pensarci.

Anche il pensiero di poter avere a disposizione l’intimo delle persone attorno a me è inquietante. Yamamoto ha creato una storia davvero geniale e terrificante al tempo stesso. Riuscirà Nakoshi a governare il suo nuovo potere e non cedere alla pazzia?

E così termina anche l’ultimo Weakly del 2011, è passato quasi un anno da quando abbiamo iniziato questa rubrica settimanale (il “lontano” gennaio di quest’anno, per la precisione), e dopo 46 numeri, eccoci qui, scrittori dalla mente e dalle dita rapide, che ci prendiamo una piccola pausa, per poi ripartire con il nostro chiacchericcio su vari media (videogames, soprattutto) nel famigerato 2012. Nella speranza che continuiate ad apprezzare il Weakly quanto piace a noi scriverlo. (altrimenti sarebbe una condanna alla scrittura forzata)

Un grazie a chi ci legge numero dopo numero, anche a chi apprezza ma non commenta mai, e un buon capodanno!

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2 Risposte to “The Weakly Hobbyt #46”

  1. Wise Yuri Says:

    homunculus devo continuarlo (seguo la pubblicazione della Panini/Planet Manga), è stupendo.

  2. Dunther Says:

    -Kicking ass and smoking pipe, porzione doppia
    Ho sentito parlare bene di questi film, ma non ho mai avuto occasione di vederli purtroppo. Cercherò di rimediare…

    -Separate… Chains
    Puzzle game che avevo già sentito nominare, ma non abbastanza da incuriosirmi.

    -Soul Divers
    L’idea è interessante, peccato che non mi interessi di manga…


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