The Weakly Hobbyt #48

The Weakly Hobbyt #48

Oggi il Weakly Hobbyt compie ufficialmente un anno, se guardate a ritroso nel tempo, difatti, il Weakly Hobbyt #1 venne pubblicato, ancora se senza nome definitivo, dal sottoscritto proprio il 16 Gennaio 2011! Quandi, facciamoci gli auguri e vediamo cosa abbiamo in cantiere per voi questa settimana! =)

  • Spider-Man Collection 31
  • Black Mirror: The National Anthem
  • Dracula
  • Majin And The Forsaken Kingdoms

Spider-Man Collection 31
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Spider-Man Collection 31

Altro Weakly, altro Spider-Man Collection! Questa volta torna in “grande stile” la nemesi per antonomiasia del Ragno, e la sua comparsa ancora una volta viene associata ad un problema allora molto dilagante in america: quello delle droghe. Non perdiamo altro tempo, questi sono gli albi presenti in SMC31!

  • In the Grip of the Goblin da Amazing Spider-Man 97del 6/71: In questo numero riprendiamo la narrazione da dove è terminata in Spider-Man Collection 30, con Spidey e Goblin che se la battono di nuovo tra di loro. Goblin, pieno di nuovi trucchi, riesce prima a stordiere Pete con una bomba zucca dagli strani vapori, e poi gli impedisce la fuga con boomerang a forma di pipistrello (già!). Infine lo fa precipitare da un grattacielo e crede di averlo ucciso, volando via mentre Pete in realtà si cambia e va a trovare Harry, che non se la passa benissimo a causa di MJ. Il giorno dopo i tre (Pete, Harr ed MJ) si incontrano all’ESU, ma MJ ignora Harry e ci prova ancora con Peter, che non le da chance. Harry però, distrutto, se ne va e si fa regalare da un venditore di strada delle pillole, ovviamente droghe. Quando Harry, fattosi, cerca di parlare con MJ, la giovane gli dice che lei non è la ragazza di nessuno, e vuole stare sola e libera così com’è. Harry ovviamente da la colpa di questo a Peter, ed i due arrivano a litigare plurime volte. Alla fine Harry si accascia sul letto, stordito e strippato per via degli effetti allucinogeni delle pillole. Pete, incerto sul da farsi, cerca Norman, padre di Harry, ma scopre che non è passato dall’ufficio per giorni e non lascia messaggi, per non isospettire Goblin di essere sopravvissuto. Quando torna all’appartamento, Harry sta in uno stato pessimo a letto e Pete è costretto a chiamare il dottore, quando da fuori l’appartamento risuona la spregevole risata di Goblin. Pete, tra Harry delirante e Goblin alla finestra, non sa cosa fare…
  • The Goblin’s Last Gasp! da Amazing Spider-Man 98del 7/71: Riprendendo qualche secondo dopo la fine del precedente albo, Pete chiama Goblin dentro la sua stanza, solo per fargli vedere Harry Osborn, svenuto e sofferente tra le sue braccia. La visione provoca sentimenti confusi dentro Goblin, che dopo un pò riconosce suo figlio e fugge dalla stanza, incapace di affrontare Peter davanti ad Harry. In questo modo Pete riesce a ricoverare il suo amico e compagno di stanza, lasciandolo poi nelle mani dei dottori, mentre torna a pensare a Gwen (che, a sua insaputa, a Londra lo sta pensando vicendevolmente). Mentre passeggia per le strade di New York, incontra il tizio che ha venduto ad Harry le pillole, ed inconrante della possibilità che i teppisti si facciano pensieri sul perchè uno così riesca a far fuori tre bulli armati, Pete sfoga la sua rabbia su di loro e li malmena di santa ragione. Altrove, Jameson e Robertson parlano a loro volta della droga e dei problemi ad essa legati, e Robertson decide di pubblicare un articolo sul Bugle su Harry Osborn, descrivendo quindi come la droga sia un problema non solo del ghetto, ma anche dei ricchi. Frattanto Peter, deciso di affrontare Goblin, si cambia in Spidey e cerca la sua nemesi per la città; inutile dire che i due si incontrano e iniziano a darsele di santa ragione, con Goblin capace anche si colpire Spidey con un nuovo raggio, che annulla (temporaneamente) la sua capacità di aderire sui muri. La lotta si fa disperata per Spidey, finchè non riesce ad atterrare sulle spalle di Goblin e dirigerlo verso l’ospedale, dove i ricordi di Norman vedendo Harry ricoverato e sofferente, hanno la meglio sulla sua Gobliniana pazzia e l’industriale sviene. Pete lo riporta nella sua villa e brucia il custome di Goblin, sperando che la nuova amnesia dia a Pete il tempo di occuparsi del suo amico sofferente. A fine numero, appena uscito dall’ospedale, Pete incontra Gwen, appena di ritorno da Londra, ed i due innamorati, felicissimi di riversi, concludono questo bel numero con un bacio.
  • A Day in the Life of– da Amazing Spider-Man 99del 8/71: Pete e Gwen sono finalmente di nuovo insieme, e Peter le accena di volerla sposare, che riempie il cuore della bionda di immensa felicità. Prima di ciò, però, Pete vuole trovare un lavoro serio, e non ritenendo saggio tornare da Norman Osborn per questo, decide di chiedere Jameson finalmente un posto fisso nello staff. Grazie anche alle insistenze di Robertson, Pete riesce a firmare il contratto e va subito in azione nella sua prima missione: scattare foto della rivolta in prigione che sta avvenendo in quel momento. Cambiandosi nei panni di Spidey, il nostro giovane scopre che i prigionieri sono capitanati da un certo Turpo, che sfruttando la scusa della manifestazione contro le pessime condizioni della prigione, cerca di evadere. Spidey, intervenendo e stendendo Turpo e i suoi pochi fedeli, fa aprire gli occhi al resto dei prigionieri in rivolta, che capito l’inganno del loro compagno, tornano nelle loro celle, non prima che il direttore della prigione conferma loro di aver richiesto al Sindaco più soldi per migliorare la situazione dell’ufficio penitenziario. A fine giornata, a Spidey viene proposta l’apparizione in un talk show in cambio di denaro, che ovviamente a Pete fa più che comodo, considerando la sua situazione con Gwen. Purtroppo per lui, dopo una breve intervista, appare in studio la polizia, probabilmente poichè il nostro è ancora ricercato per l’omicidio di George Stacy. Pete è costretto a fuggire senza neanche ricevere i soldi. Deluso di essere al verde a fine giornata, Pete va da Gwen dicendole per una volta la verità, ovvero di non avere un soldo. Gwen sorride e gli dice che non aveva intenzione di uscire, poichè avrebbe voluto Pete per se tutta la serata a casa sua. Se non è fortuna questa! 😉
  • And Spidey Makes Four! da Marvel Team-Up 2 del 5/72: Secondo numero di Marvel Team Up, questo è un numero ancora una volta slegato dalla serie Amazing, e narra di come Spidey e la Torcia, ancora una volta, combattano e combattano insieme per New York. Deluso per una storia d’amore non finita bene, la Torcia chiede conforto a Spidey che, però, dimostrando la sua solita sensibilità da rinoceronte, non riesce a dargliene alcuno. Johnny torna al Baxter Building deluso, solo per notare più tardi come Spidey abbia suonato al campanello degli F4. Aspettandosi scuse, Johnny gli apre, per notare solo dopo che dietro Spidey ci sono Wizard, Trapster e l’Uomo Sabbia, che in qualche modo sono riusciti a ipnotizzare Spidey per farlo combattere contro la Torcia mentre loro s’impadroniscono delle invezioni di Richards, al momento assente dall’edificio. Dopo essere riusciti a intrappolare la Torcia, Wizard cerca di sfruttare il portale verso la Zona Negativa per impadrinirsi della sua incalcolabile energia, ma qualcosa va storto e dal portale esce Annihilus, uno dei nemici degli F4, che tenta di entrare in questa dimensione per conquistarla. La Torcia, però, riesce a liberarsi dalle sue catene e libera Spidey dalla sua ipnosi, e insieme i due riescono a sconfiggere sia Wizard, Trapster e l’Uomo Sabbia, che a impedire ad Annihilus di entrare nella loro dimensione. Felici del loro nuovo lavoro di squadra, Spidey e Torcia si stringono la mano per l’ottimo lavoro compiuto.
Marvel Team Up 2

Copertina Originale di Marvel Team Up 2!

In questo numero, come avrete intuito, si è parlato molto di droga, un problema allora molto molto attuale (a ben pensarci, lo è ancora oggi!) e per il quale Stan Lee fece storie con l’allora vigente Comics Code Authority (CCA) senza l’approvazione della quale, di solito, i fumetti non venivano ammessi sul mercato. I numeri 96, 97 e 98 di Amazing Spider-Man furono i primi fumetti dall’istituzione della CCA a vendere milioni e milioni di copie senza l’approvazione della stessa. Inutile dire che la cosa causò tanto tumulto quanto l’argomento stesso trattato nei fumetti, e da allora, questo lo si può dire per certo, il mercato del fumetto in America cambiò per sempre.
Venendo al tema stesso, la Marvel lo trattò coi guanti, e oggi giorno, con roba come sesso, prostituzione e ultra-violenza nei fumetti, viene quasi da ridere che le poche pagine spese a trattare la droga causarono così tanto scandalo. In ogni caso, il fumetto condanna l’uso di stupefacenti in ogni dove, sia con Pete che da borghese e non Spidey (simbolica come cosa!) malmena tre spacciatori, sia con Jameson che per una volta è super razionale e prega Roberston di condannare la droga in ogni suo aspetto nel suo articolo. Personalmente, non vedo perchè la CCA non abbia voluto dare il suo consenso a questi albi.
Tornando a Goblin, i due racconti che lo contengono qui presenti non sono malvagi, ma la storia dell’amnesia di Norman Osborn per salvare la doppia identità di Spidey inizia a scocciare: quante altre volte Norman dovrà tornare Goblin e poi avere una nuova amnesia prima che la Marvel capisca che la cosa deve andare avanti? Gwen e Pete tornano finalmente insieme, MJ ed Harry sembrano avere non pochi problemi, al punto che MJ si considera single e non legata a nessuno, e le condizioni di Harry stesso sembrano davvero critiche.
Le ultime due storie dell’albo sono okay, in particolare quella contenuta in Amazing Spider-Man 99, (che ovunque veda si chiama “Panic in the Prison!”, tranne nell’albo stesso!), che finalmente porta avanti il rapporto tra Pete e la sua amata. Marvel Team Up 2 invece, pur essendo okay, ha dei punti che non mi piacciono molto, in particolare l’ipnosi di Spidey è un pò troppo gratuita, sia perchè non viene mostrata nell’atto, sia per l’ennesima stupida lotta tra Spidey e la Torcia, a sto girò un pò più motivata, ma comunque messa lì solo per vendere!
E con questo è tutto, alla prossima!

Voto Personale: 7,5/10

Black Mirror: The National Anthem
(A Cura di Fall)

Ben ritrovati ragazzi, questo è il primo articolo che scrivo per il 2012. Ho pensato bene quindi di cercare qualcosa di nuovo e testarlo per voi. E ho così scovato Black Mirror, una serie tv inglese creata da Charlie Brooker e trasmessa su Channel 4. La serie è molto diversa da quelle che siamo abituati a vedere infatti come ha spiegato lo stesso Brooker

” […] each episode has a different cast, a different setting, even a different reality. But they’re all about the way we live now – and the way we might be living in 10 minutes’ time if we’re clumsy.”

Attirata da questa dichiarazione mi sono tuffata a vedere il primo episodio “The National Anthem“, 45 minuti circa di drammaticità e assurdità. Vi spiego in parte la trama. E’ notte, la scena si apre sulla camera da letto del Primo Ministro inglese, i cui sogni verranno ben presto disturbati da una telefonata molto importante. A quanto parte un membro della famiglia reale è stato rapito ed è stato trovato un video uploadato su youtube con la richiesta di riscatto. E già qui si comincia a percepire quanto internet e compagnia bella abbiano ormai la loro influenza sulle vita nostra e degli altri e addirittura nella storia che stiamo seguendo. La richiesta è frutto della mente di uno psicopatico e riguarda in prima persona il Primo Ministro: avere un rapporto sessuale in diretta televisiva con un maiale pena l’omicidio della principessa.

Ve lo giuro io non ci potevo credere, pensavo fosse tutta una stronzata. Ma quando vedi che nel telefilm sono tutti seri, le luci sono soffuse e l’atmosfera sempre più grave ti rendi conto che stanno parlando sul serio e che Charlie Brooker è un pazzo. Ovviamente con un botto del genere la puntata non può che incollarti alla sedia e tu sei costretto a vedere come finisce l’episodio.

Per quanto l’equipe del PM tenti di mettere a tacere le voci sul video e il video stesso, youtube e twitter diffondono tutti i dettagli come una pandemia. E a questo punto anche i telegiornali più importanti ufficializzano la notizia.

La notizia è ormai nelle mani dei media e dei social network. Questo episodio è stato definito come “una contorta parabola dell’era Twitter”. Ho trovato l’episodio davvero originale e attuale, nonchè drammatico per le tematiche affrontate. Si capisce bene come l’opinione pubblica sia fondamentale per la vita di un politico e quanto sia logorante l’ascendente di media come tv e social network.

Salvare la propria dignità e il proprio prestigio e lasciare che un innocente muoia o sottomettersi alla richiesta di un pazzo e avere la coscienza pulita? The National Anthem fa una pippa all’enigma di Amleto.

La fantastica pubblicità dell'episodio.

Se in un primo momento il Primo Ministro viene appoggiato sia dal popolo che dai media a non compiere l’insano gesto succederà qualcosa che capovolgerà la situazione. Vi consiglio di vedere l’episodio proprio per la sua particolarità. Tra l’altro i dialoghi e la regia sono condotti egregiamente. Mi è piaciuta anche la fotografia! La situazione è surreale ma ci sono pochi pretesti per battute comiche, si percepisce innanzitutto l’aria pesante tipica del thriller. L’agitazione la fa da padrona, non c’è nulla da ridere immaginando un pover’uomo costretto a scoparsi un maiale in diretta. Il finale vi sorprenderà.

Alla prossima!

Dracula
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Dracula

Letto ormai due anni fa, e con una certa incostanza, sono tornato a rivisitare le pagine di questo libro di recente per un motivo che presto scoprirete.
Capolavoro che ha consacrato Bram Stoker all’eternità, Dracula è un libro scritto in maniera epistolare, ovvero utilizzando lettere e diari che i personaggi principali tengono come unico espediente narrativo. Questi sono diversi e molteplici, ma i principali sono: Jonathan Harker, giovane avvocato inglese, Mina Murray, sua promessa sposa, John Seward, dottore londinese per schizzofrenici e simili e Abraham Van Helsing, dottore e collega di Seward di Amsterdam, nonchè molto altro. Il libro è grosso modo suddiviso in tre parti: nella prima veniamo raccontati gli avvenimenti di quando Jonathan Harker si reca in Transilvania per incontrare il Conte Dracula, un nobile Valacco intenzionato a trasferirsi a Londra. Harker, in quanto avvocato, è stato inviato lì per concludere l’accordo che vede il Conte comprarsi una grande residenza a Purfleet, ma più passa il suo tempo lì, e più nota gli strani avvenimenti che accadono intorno a lui. Ben presto si rende conto di essere prigioniero del conte e di tre donne che cercano di succhiargli il sangue e sfruttarlo sessualmente notte dopo notte. I suoi tentativi di fuga o di uccidere il conte sono inutili e nonostante cerchi in tutti i modi di fermare le trattative, non gli riesce di fermare la dipartita di Dracula per Londra. Infine tenta di scappare dal castello, buttandosi giù dalle scogliere che lo circondano da tre lati.
Nella seconda parte torniamo leggermente indietro nel tempo e veniamo a conoscere Mina Murray, promessa sposa di Jonathan Harker, e Lucy Westerna, una sua cara amica. Dopo l’arrivo di una strana nave a Londra, Lucy viene sedotta e trasformata in un Vampiro da Dracula, con sommo dispiacere del suo fidanzato Lord Arthur Godalming, che la vede soffrire, morire e resuscitare come vampira. Contemporaneamente seguiamo John Seward fare appunti su appunti su un suo paziente folle, il Dottor Renfield, impazzito e ossessionato dal sangue di mosche, zanzare, gatti e simili animali. Presto si verrà a scoprire che gli scleri di Renfield e l’avvenuta di Dracula sono collegati in qualche modo, e Seward chiederà l’aiuto di Van Helsing per risolvere la situazione che è chiaramente al di là delle capacità del dottore londinese. Con il suo aiuto riusciranno a dare la pace eterna a Lucy Westerna e capiscono presto che il loro nemico non è nessun’altri che Dracula stesso, signore di tutti i Vampiri.
Nella terza parte del libro ritorna in scena Jonathan Harker, che è stato curato presso un convento di monache in Transilvania, dove Mina lo ha raggiunto e sposato. Con le forze unite, il gruppo formato da Jonathan, Mina, l’americano Quincey Morris, Abraham Van Helsing, Arthur Godalming e John Seward cercano di intralciare il cammino del Signore dei Vampiri e santificano e sigillano tutte le sue proprietà a Londra. Irato da questo, il conte seduce Mina Murray e inizializza la sua trasformazione in Vampira. Dopo che il suo ultimo rifugio però è stato sigillato da Van Helsing, è costretto a tornare in una bara in Transilvania. Il gruppo decide di seguirlo e ci riesce tramite un collegamento telepatico che si è formato tra Mina e Dracula, che permette a Dracula di sapere dov’è Mina, ma anche a Van Helsing di ipnotizzare la giovane moglie di Harker per farsi dare informazioni riguardo i dintorni di Dracula. Così il gruppo raggiunge il Castello di Dracula giusto mentre questi vi fa ritorno scortatovi da degli zingari. Davanti le porte del Castello, dopo che Abraham Van Helsing la mattina prima ha ucciso le tre vampire che hanno tormentato Jonathan, il gruppo attacca il vampiro e al costo della vita di Quincey Morris, riesce a porre fine alla sua esistenza. Il libro finisce con un epilogo di un anno dopo, in cui vediamo Jonathan e Mina felicemente genitori di un figlio chiamato come i quattro membri della spedizione contro Dracula.

Cosa dire di un classico del genere? Ci ho messo tanto tanto tempo a leggerlo, probabilmente a causa del fatto che l’ho inizato e letto per gran parte del periodo nel quale stavo per laurearmi. Il libro di per sè non è lunghissimo, con le sue 450 pagine scarse, ma molto denso e scritto in maniera estremamente meticolosa, soprattutto per quel che concerne i dettagli. Alcune scene vengono analizzate fin nei minimi particolari, cosa che al contempo rende le scena più viva e chiara nella mente del lettore, ma rallenta anche indicibilmente la lettura.
I personaggi sono ben caratterizzati, ma un pò stereotipati, in particolare Dracula e Mina, che sono l’uno il male assoluto, scaltro e malizioso, e l’altra la moglie perfetta e, nonostante sia sedotta da Dracula e quasi trasformata in vampira, rimane un personaggio positivo fino alla fine del libro. Allo stesso tempo Abraham Van Helsing, John Seward, Jonathan Harker e soci sono uomini assolutamente risoluti e pronti ad affrontare tutto pur di por fine alla minaccia vampira, che mi ricorda un pò lo stereotipo dell’uomo inglese onorevole e coraggioso classico dell’1800.
Il libro comunque rimane godibile nonostante questa leggera stereotipazione dei personaggi, e sono gli avvenimenti ad essere nel loro complesso interessanti ed estremamente godibili, nonostante il libro sia ormai vecchio e lo stile di scrittura ne risente a tratti. I luoghi in cui tutto si svolge sono resi molto vivi nella mente del lettore, e il modo in cui gli eventi vengono descritti, anche grazie allo stile personale con cui ogni personaggio scrive il suo diario o le sue lettere, è unico e molto raffinato.
Nel complesso, come era ovvio aspettarsi, il libro merita anche nel terzo millennio di venire letto ed adorato, non soltanto per venire a conoscere la vera storia (o almeno, come il suo autore se l’immaginava) di Dracula, il più famoso dei vampiri della letteratura, ma anche per cultura personale del genere horror.

Voto Personale: 8,5/10

C’era una volta un orco

(A cura di Wise Yuri)

Tanto tempo fa c’era una creatura mistica e potente, conosciuta con molti nomi, ma che gli uomini ricordano nelle leggende come il Majin. Ma questa è una storia vecchia, raccontata di generazione in generazione, fino a diventare, appunto, una leggenda. Per salvare un regno ormai corrotto da una misteriosa tenebra, un ladro senza nome, cresciuto solo nelle foreste e capace di comunicare con gli animali, dovrà liberare il Majin e con il suo potere eradicare la Tenebra dal regno.

Questa è la premessa di Majin And The Forsaken Kingdoms, un action adventure old school sviluppato da Game Republic (la software house dietro a Folklore e i Dragon Ball Origins, fallita nel giugno dell’anno scorso) e distribuito nel 2010 per Playstation 3 e X-Box 360. Sebbene afflitto da non pochi difetti, il gioco si è rivelato molto piacevole, tanto da farmi venir voglia di recensirlo in questa sede. Il che spero possa tornare utile ad eventuali indecisi, questo è un gioco un pò di nicchia, e in ogni caso non qualcosa che vedi e prendi a scatola chiusa. Che poi nulla vada preso a scatola chiusa è un altro discorso. Ad ogni modo, stavolta cercherò di fare una recensione un pò più organizzata rispetto ai miei standard.

GRAFICA, SONORO & STILE

A livello tecnico il titolo Game Republic si difende bene, nulla da far cadere la mascella, ma i modelli poligonali sono puliti, sufficientemente curati e ricchi di dettagli. Ho sentito gente definire la grafica di questo gioco da PS2, il che spiega in maniera chiara che saper muovere delle dita su una tastiera non vuol dire per forza avere un cervello che le organizza. Modelli poligonali a parte, sono piuttosto gli scenari a sorprendere, sono ben realizzati, colorati e pieni di sfumature, e riescono a risultare piacevoli anche se sono i classici scenari del genere, visti milioni di volte: foresta/giungla, deserto, rovine, castelli, cascate, miniere, etc. La musica mi ricorda molto Zelda, è il tipo di musica che vi aspettate di sentire in un videogame fantasy, nulla che vi rimane impresso, ma è un buon accompagnamento alla vostra avventura, e fa il suo lavoro.

Se dovessi descrivere il gioco in una parola, direi “piacevole”: è un avventura vecchio stile, con un ritmo di gioco calmo e pacato, rilassato, direi, un tono fiabesco, il che è un miracolo, giochi d’avventura come questi, che ti prendono e raccontano una storia senza dover tirarla via per far finire il gioco prima, sono in via d’estinzione, mosche bianche in un panorama videoludico dominato da FPS (quasi tutti uguali) e beat ‘em up che sono divertenti ma durano poco e non sono poi sto slancio di creatività, anzi. I personaggi sono pochi, a parte il duo principale Tepeu-Majin, non ce ne sono molti altri (e non dico altre perché senno dovrei rovinare la trama), solo soldati della Tenebra che sorvegliano le rovine di un mondo ormai arido e vuoto. Parlando del duo di protagonisti, Tepeu onestamente non è nulla di particolare (ne ha nulla di particolare da dire), ma non è neanche odiabile, quindi può andare, mentre il Majin è di carattere gentile ed amichevole, una creatura potente che però vuole la pace, con una parlata da bambino che rispecchia l’animo innocente che ha.

GAMEPLAY

Una volta liberato il Majin nella parte iniziale del gioco, il vostro obiettivo è di recuperare i quattro poteri del vostro GGG (vi ricordate la fiaba di Dahl, vero?), sconfiggere i quattro Generali Neri ed infine affrontare il Re, e con lui eliminare la Tenebra dal regno. Il che significa esplorare diverse regioni del regno, combattere nemici, superare ostacoli e risolvere puzzle, come nei vari Zelda, ma questo titolo si differenzia dalla saga Nintendo e dai vecchi action adventure per l’utilizzo simbiotico e completare dei due personaggi sia per i combattimenti sia per l’esplorazione e la risoluzione dei puzzle.

Voi, il giocatore, controllate Tepeu, che essendo un ladro è molto agile ed utile a saltare, arrampicarsi o scivolare in posti inaccessibili per il grande e grosso Majin, che è invece il tipo tosto del duo, quello con più forza, e una volta recuperati gli appositi frutti, diventa anche capace di usare gli elementi come vento, fulmine, etc. Il Majin è controllato dalla CPU, ma potete impartirgli ordini (interagire con un’oggetto/meccanismo, attaccare un bersaglio, fermarsi, seguirvi) in ogni momento. Tepeu può saltare, attaccare con il bastone, interagire con meccanismi, leve ed oggetti vari, rotolare, muoversi abbassato, e lanciare pietre. C’è da dire che il combattimento è davvero fin troppo semplice, Tepeu ha una combo da 4 colpi ripetibile a iosa, un attacco in volo, ed un attacco penetrante, e basta. Sì, può effettuare dei colpi finali (anche in combo con il Majin) per eliminare del tutto i nemici (se non esorcizzati dopo un tot. di tempo si rialzano) e effettuare un uccisione silenziosa se riuscite ad avvicinarvi ad un nemico senza farvi vedere, ma è un pò poco. Il Majin è più prestante a questo riguardo, anche grazie ai suoi poteri. (uno dei quali è la capacità di ripristinare la vostra salute e resuscitarvi in battaglia, a patto di fare in tempo)

Fortunatamente il gioco si focalizza di più sui puzzle e l’esplorazione, e il più delle volte c’è un modo per evitare i combattimenti. (far cadere delle bombe, uccidere silenziosamente, usare un masso per schiacciare una fila di nemici) Parlando di puzzle, le meccaniche sono molto classiche, come “sposta la cassa, usa la leva”, ma c’è sempre da pensare un pò su come arrivare alla leva che chiude il portone (sto gioco è pieno di portoni e leve da tirare), o su come aprire o accedere le parti bloccate da vari ostacoli, e qui il gioco dimostra che si può fare qualcosa di buono con meccaniche già viste. Alcune di esse sono strane, però, come quelle che riguardano i salti, mi spiego subito. Essendo un gioco con una componente platform non indifferente, mi aspettavo che Tepeu fosse un pò più agile, che perlomeno si sapesse aggrappare alle sporgenze, potevano evitarmi di rifare la strada e riprovare i salti da capo. O meglio, Tepeu sa aggrapparsi, ma si aggrappa solo a specifiche sporgenze, spesso indicate da una lucertola sul muro. (le quali indicano che lí potete far abbassare il majin ed utilizzare la sua schiena per raggiungere posti elevati)

Il gioco presenta dei leggeri elementi RPG, con la possibilità per Tepeu ed il Majin di salire di livello raccogliendo l’esperienza che lasciano i nemici. Quella blu è per Tepeu, ed ad ogni level up aumenta la salute e la difesa, mentre quella rossa è per il Majin e permette al docile orco di imparare nuove mosse combinate per finire i nemici. Tepeu inoltre può equipaggiare degli abiti (trovati negli scrigni nascosti nelle varie ambientazioni, o come ricompensa per aver raccolto un tot. di pezzi di memoria del Majin, globi arancioni che appaiono solo quando è notte nel gioco), che forniscono power-up vari, oltre ad un cambiamento puramente grafico. Il Majin può essere ulteriormente potenziato raccogliendo e donandogli frutti per potenziare la salute, la forza, od un potere elementale ottenuto. Raccogliendo tutto e potenziando tutto il potenziale è inoltre possibile vedere un finale diverso.

C’è una sufficiente varietà di nemici da intrattenervi, ma nulla di che. Carino però il design, che prevede maschere particolari per ogni nemico. I boss non sono nulla di stupefacente, carini, ma la meccanica generale è la stessa degli Zelda vecchi (e non se non sono errato, anche dei più recenti), cioè “trova un modo per stordire/indebolire il boss, aspetta che mostri il punto debole, e stupra il tasto d’attacco finché ne hai modo, trova il modo di indebolirlo dopo il cambio di pattern d’attacco/movimento, etc.”

CONSIDERAZIONI FINALI

Majin and The Forsaken Kingdoms, pur non proponendo (per la maggior parte) meccaniche particolarmente fresche, e soffrendo di alcune scelte strane relative alle suddette meccaniche, propone una componente esplorativa ben riuscita e divertente, con puzzle ben fatti che vi fanno pensare sempre un pò alla loro soluzione, con scenari belli e che dei quali vorrete esplorare ogni angolo in cerca di tesori e segreti. Il punto forte del gioco sta appunto nella componente puzzle, che sfrutta bene le diverse possibilità offerte dalla ben pensata meccanica di collaborazione tra i due personaggi principali, e risulta sempre piacevole. Il titolo colma in parte una lacuna enorme dell’attuale panorama videoludico, cioè quello delle avventure pure, senza pesanti elementi shooter o contaminazioni action, ed è destinato alla nicchia di videogiocatori che vogliono perdere una quindicina e più di ore in un mondo fantastico, a risolvere puzzle, trovare il modo di superare ostacoli e nemici, e seguire una storia. Se come il sottoscritto attendete il seguito del fantastico Beyond Good & Evil, questo titolo (pur lontano dall’eccellente gioco Ubisoft) fa per voi, e ad un costo contenuto vale la candela per ogni appassionato di action adventure dal gusto retrò.

Siccome in questo caso potrebbe aiutare, darò un voto numerale. Onestamente penso che il voto giusto sia 7,5/10, magari aggiungeteci un mezzo punto se vi piace molto questo tipo di giochi.

In chiusura, vorrei parlare brevemente del falllimento della Game Republic: anche se non era una software house capace di capolavori, anzi, parecchi titoli loro, come i Genji, il recente Knight’s Contract e Clash Of The Titans (gioco su licenza del remake del vecchio Scontro fra Titani), sono stati tagliuzzati dalla critica, ma Folklore e Majin sono buoni titoli, e dovrebbero esserlo anche i due Dragon Ball Origins per DS. (ovviamente sviluppati da loro) Dispiace comunque che della gente abbia perso del lavoro, ma vedere software house e studi chiudere così non è una novità nella situazione attuale. Ironicamente accedendo alla statue di salvataggio, c’è la voce “Contenuto Scaricabile”, DLC che visti i fatti non credo arriveranno mai.


E anche per quest’oggi è tutto, gente! =) Grazie per averci fatto arrivare a questo bel traguardo, un’anno è passato in fretta, i 48 numeri sono stati tutti sudati, ma tutti ci hanno dato un’enorme soddisfazione! Ai prossimi X Weakly Hobbyt, e a settimana prossima! =)

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3 Risposte to “The Weakly Hobbyt #48”

  1. qarion Says:

    Proprio quando mi inizio a interessare sul romanzo di Stoker, ecco che me lo trovo recensito qui. 19 anni su questa terra sono abbastanza per capire che queste coincidenze vanno sempre sfruttate 😀

    Tra l’altro stando a quanto trovo in recensione (di cui ho letto però solo la seconda parte, per tenermi all’oscuro dal districarsi di quel poco di fabula che posso non conoscere, visto quanto è famoso il libro) dev’essere scritto in quello stile positivista / pedante tipico dell’epoca, che personalmente ADORO. Presto sulla mia scrivania, grazie della dritta!

  2. Dunther Says:

    -Black Mirror: The National Anthem
    Molto interessante, considererò senz’altro questa serie, sembra nei miei gusti!

    -C’era una volta un orco
    Avevo visto qualcosa su sto gioco, sembrava bellino, ma come hai detto tu non eccelso; nella mia wishlist non c’è posto per lui 😀


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