Time Travel in Japan

Salve, qui il “solito” Wise Yuri, ormai mi conoscete. Oggi, prendendo spunto da questa news pubblicata sul sito Siliconera, voglio parlare un pò di visual novel, e su che ruolo potrebbe avere Stein’s Gate in una possibile apertura del mercato americano/europeo a questo genere molto particolare e “giapponese”.

Quello che si può ricavare dalla news (totalmente in inglese, lo dico giusto per la cronaca) è che la Nitroplus, la software house dietro giochi come Chaos Head ed il disgustoso, viscerale e repellente Saya No Uta, sta appunto considerando di portare anche nei territori occidentali Stein’s Gate (sviluppato assieme alla 5bp), e si parla di una release via Steam, che sarebbe un compromesso eccellente, per due semplici motivi:

1)Darebbe maggiore esposizione al titolo, il caso di Recettear dimostra che questi titoli particolari possono vendere, alle giuste condizioni.

2)Quale videogamer non ha un PC su cui installare il client di Steam? Non tutti hanno ogni console uscita, ma tutti hanno un pc.

Ed in secondo piano, la via del digital delivery permette di eliminare costi di packaging e distribuzione, e per le software house piccole e/o di nicchia, vuol dire meno rischio di fare un tonfo e perderci un sacco di soldi. Un’altro fattore che mi rende ottimistico sulla release occidentale del titolo è che ora come ora, tra conversioni per Ps3, X-Box 360 e PSP (ovviamente solo in giappone), una versione anime di successo (e che dovrei riuscire a trattare a breve), merchandise, e manga, Stein’s Gate sia quella che in gergo si definisce “una cazzo di miniera d’oro”, almeno in Giappone, e certamente è meglio esportare qualcosa che può avere successo anche al di fuori del Sol Levante, invece, di, che ne so, un dating sim a caso.

E se il titolo viene ricevuto bene qui in occidente, è molto probabile che vedremo altre visual novel ben fatte apparire, il genere è particolare, ma sono aperto a provare qualcosa di diverso (oddio, ad essere onesti la prima visual novel mai arrivata da noi è lo spin-off di Disgaea, Disgaea Infinite, ma anche se non è brutta, non è certamente eccelsa). Siccome qualcuno potrebbe chiedersi, giustamente, “di che parla sto Stein’s Gate?!”, ecco la premessa del gioco (ed a quanto ho capito, anche dell’anime): ad Akihabara un gruppo di amici ha modificato il loro microonde, facendolo diventare per puro caso un dispositivo capace di mandare messaggi testuali (aka SMS) attraverso il tempo, che utilizzano per vari esperimenti, ma c’è un’organizzazione chiamata SERN, che sta facendo i propri esperimenti sul viaggio temporale, e che incomincia a rintracciare i ragazzi, i quali dovranno evitare di farsi catturare dall’organizzazione.

L’unico vero ostacolo all’uscita del gioco, però, da quello che ho capito, è la stessa JAST, che a quanto pare è famosa per ritardi mostruosi nella distribuzione. Ma d’altronde pazienza per roba di nicchia come questa mi sembra normale, non è che la gente si ammazza per comprare le visual novel, almeno in occidente.

Uno screen di Saya No Uta, robetta pesante e repellente, direi. Non vedo l'ora che esca tradotto. ♥

Entro l’anno JAST USA dovrebbe pubblicare almeno in america il sopraccitato Saya No Uta ed un altro titolo, Hanachirasu, che onestamente non so cosa sia e poco mi interessa scoprirlo, e a tal proposito voglio dire che apprezzerei se rimuovessero presunte scene zozze, dai commenti su Siliconera pare che ci sia qualcosa del genere in Stein’s Gate, una scena in doccia; non me ne frega una cippa, è superfluo, e il titolo non ha assolutamente bisogno di questi “stimoli all’acquisto”. Per quanto riguarda Saya No Uta, stesso discorso, voglio solo il gore, non ho bisogno di “incentivi”, a volte mi chiedo se gli sviluppatori giapponesi pensino mai che magari non c’è bisogno di inserire fan-service o contenuto quasi-porno per vendere un gioco. Ma poi penso a qual è il tipo di clientela che fai i numeri in giappone (almeno parlando di videogames), e lascio perdere.

Un peccato perchè spesso molti titoli che si rifugiano dietro “specchietti per allodole” o uno stile “stra-otaku” per vendersi sono ben fatti, un esempio è il picchiaduro 1 vs 1 Arcana Heart 3, letteralmente straboccante di stereotipi anime femminili, ma divertente e con un ottimo sistema di combattimento. A questo riguardo, pare che un altro fighting game con grafica “stra-anime”, Phantom Breaker della 5bp, arriverà in america come esclusiva X-Box 360, e avrà un cameo della protagonista di Stein’s Gate, Kurisu, mi pare. Il gioco non sembra brutto ma neanche nulla di eccezionale, a dirla tutta. I fondali potrebbero essere meglio, ad esempio.

Speriamo che, seppur estremamente di nicchia, queste produzioni particolari riescano a vedere una release occidentale e guadagnarsi l’apprezzamento meritato (se c’è spazio per tutti sti FPS ed action, perché non anche per questi? Ovvio che si parla di nicchie, non del grande mercato), per ora il sottoscritto si accontenta dell’ondata di bullet hell che la Cave sta rilasciando su X-Box 360 e iRoba. Signing out, ci si legge domenica!

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Una Risposta to “Time Travel in Japan”

  1. Dunther Says:

    Beh, se il prezzo è basso ed il gioco è valido, perché no? Più si allarga Steam meglio è 😀


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