The Weakly Hobbyt #67

The Weakly Hobbyt #67

Bentornati, benrivisti, spero ve la stiate spassando alla facciaccia del sottoscritto, che probabilmente starà studiando come un dannato mentre leggete questo articolo; almeno se lo leggete prima di Martedì 29 alle 11, data in cui ho un tostissimo esame universitario, per cui la vedo davvero nera. Cancio alle bande, quest’oggi vi alletiamo con alieni in vena di salvare il proprio mondo-asteroide, ragni, gemelli, ragazze in cerca di soldi e qualche antico da tenere addormentato. A buon intenditor, poche parole! Buona lettura!

From Sweden with Love (Part 1)
(A cura di Wise Yuri)

Nella scena indie sono ormai noti da un pò i ragazzi della Amanita Design, provenienti dalla pulita e fredda Svezia e dietro alcuni punta e clicca dallo stile particolare, come l’apprezzatissimo Machinarium ed il recente Botanicula. In questo articolo vi parlerò dei due Samorost, più avanti tratterò anche Botanicula e Machinarium, purtroppo non ho avuto modo di giocare a fondo quest’ultimo (leggesi anche “iniziato e poco altro”).

Nel primo Samorost, dovrete aiutare un piccolo gnomo ad impedire che una nave spaziale alla deriva vada incontro alla sua casa/pianeta e lo distrugga. Il gameplay è molto semplice ed immediato, si usa solo il pulsante sinistro del mouse per interagire con oggetti, persone e animali vari, e invece della classica struttura del genere punta-e-clicca alla Monkey Island, Sam & Max, etc.. Samorost è una successione di piccoli puzzle e rompicapo da risolvere nella stessa schermata in cui sono presenti, non c’è da tornare indietro per prendete oggetti che dovevate già avere o compiere azioni che dovevate aver già fatto, ancor più visto che non c’è inventario. Per risolvere i puzzle ed avanzare alle schermate successive dovete sperimentare e interagire, visto che il gioco non usa testo di sorta per comunicarvi indizi od obiettivi. É una formula semplice ma funzionale, e il fatto che i puzzle non siano criptici o difficilissimi rende il gioco un esperienza piacevole ed accessibile a tutti, che avanza senza problemi fino alla fine, la quale arriva presto, per giocatori con molta o discreta esperienza non ci vorrà più di una mezz’ora prima di vedere la parola “Fin”. Ma considerato che è un piccolo giochino in flash che potete giocare gratis dal sito degli sviluppatori (questo il link: http://amanita-design.net/games/samorost-1.html) non mi sembra il caso di lamentarsi, il mio (e vostro portafoglio) non ne ha sofferto.

Particolare lo stile grafico, un surreale misto tra organico e meccanico, con l’utilizzo di fotografie di persone ed oggetti, tagliate o sproporzionate volontariamente per dare alimentare il feeling surreale del titolo, sostenuto anche da una particolare e curata colonna sonora. La direzione artistica è molto ma molto ben curata. Nel complesso vale la “pena” perderci sopra una mezz’oretta, anche solo per il bellissimo stile grafico e la particolare scelta di far sì che il gioco “parli” con il videogiocatore senza l’utilizzo di alcuna comunicazione testuale.

Nel 2006, a tre anni di distanza dal primo episodio, i ragazzi dell’Amanita Design rincarano la dose con il seguito, Samorost 2. La prima differenza notabile sta nel fatto che il gioco venne messo in vendita, e non messo a disposizione gratuitamente sul sito ufficiale. Quindi vi aspettate che si vogliano far pagare per qualcosa di più curato e longevo (sarebbe stata una scelta suicida provare a vendere il primo, hanno fatto bene a farlo giocare gratis, anche solo per interessare i giocatori al futuro seguito a pagamento), e non vi sbagliate. Samorost 2 riprende lo stile del primo episodio, lasciando invariato (quasi del tutto) il gameplay ma costruendo un esperienza più lunga e più elaborata. La trama stavolta vi vede impegnato (nei panni del solito gnomo in pigiama) a recuperare il vostro cane da alieni che l’hanno rubato per farci chissàcosa.

Sebbene, come dicevo, a livello di gameplay non sia cambiato nulla, stavolta vi potrà capitare di dovervi muovere tra delle schermate per avanzare e potrete portarvi dietro alcuni oggetti, ma in ogni caso li userete con/su un oggetto a breve, quindi continua a non esserci un inventario, il che è meglio così, visto lo stile scelto dagli sviluppatori sarebbe stato inutile e lì solo per forma, per dire “è un punta e clicca, ci dev’essere per forza un inventario).

I tre anni passati dal primo episodio sono serviti agli sviluppatori per confezionare un avventura grafica piccola ma ben curata e con un stile amabile, accessibile a chiunque ma non troppo facile. La longevità è migliorata, nulla di superlativo ma passare da mezz’ora a 2/3 ore è un buon miglioramento, e la durata è giusta, per il prezzo e la natura del titolo Amanita Design. Personalmente l’ho preso con l’humble Botanicula debut, e nel complesso l’ho pagato 3 €, un prezzo giusto, ma anche se avete mancato questo specifico bundle non è che dovrete svenarvi, potete acquistare il gioco dal sito ufficiale per 5 € (e vi danno anche la colonna sonora, di buona qualità anche a questo giro), o comprarlo su Steam a 4 €. Volendo potete aspettare qualche sconto su Steam o altri bundle, ma in ogni caso il prezzo è contenuto ed adeguato all’offerta. Quindi pollice alto per il piccolo ma molto curato Samorost 2.

Ci risentiremo per parlare del celebre Machinarium e del recente Botanicula (e forse anche della bizzarria che è il loro Osada), ma prima di concludere voglio informarvi che Samorost 3 arriverà, ancora non si sa nulla, a parte che sarà un progetto più impegnativo e “grande” rispetto ai primi 2, e dovrebbe arrivare anche su console (a tal proposito Machinarium dovrebbe arrivare a breve anche su PS3 come titolo PSN).

Tornerò a parlare di avventure grafiche (svedesi e non), ma per questo weakly è tutto dal sottoscritto in ambito punta e clicca, quindi… state “svedesi” nel frattempo. 🙂

Spider-Man Collection 39
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Spider-Man Collection 39

In questo numero ci sta la riedizione delle storie di Spectacular Spider-Man 1, la breve seconda rivista dedicata all’arrampicamuri in cui Stan Lee e Romita volevano proporre storie più adulte del nostro Tesiragnatele preferito. A quanto pare, la storia ritenuta “adulta” allora, nel ’73 era diventata alla portata di tutti, e quindi con un pò di redesign, edita per tutto il pubblico di Spider-Man. Tuffiamoci nei racconti!

  • Suddenly…The Smasher! da Amazing Spider-Man 116del 1/73: Con Peter ancora sconvolto (per gli avvenimenti riguardanti zia May) e New York in una nuova corsa elettorale in cui il canditato principale sembra Richard Raleigh, il nostro eroe, volteggiando per la città, si trova ad affrontare un gigante che si chiama Frantumatore, che sembra odiare Raleigh al punto da distruggere ogni suo cartellone pubblicitario o simile. Spidey prova a combatterlo, ma distrutto e ancora alle prese con la sua ulcera, Pete batte presto in ritirata dopo aver salvato due operai che manutenevano i cartelloni. Col Frantumatore miracolosamente scomparso, Spidey va nell’ufficio del Bugle a riprendersi la maschera da J. Jonah Jameson e più tardim nei suoi panni civili, incontra Harry ed MJ, anche loro confidenti in Raleigh. I suoi amici lo invitano ad un convegno, e Pete prende quest’occasione per fare pace con la sua bionda, con lui ancora convinto che ci sia qualcosa tra lei e Flash e lei ancora che si sente colpevole per la fuga di May. Una volta al comizio però, Pete nota che c’è qualcosa che non và, e presto scorge il soffitto pieno di crepe che sta per crollare. Disperato, senza costume, stacca l’interruttore generale della luce e cerca di tenere il soffitto con la sua tela. Ma questa non sembra tenere.
  • The Deadly Designs of the Disruptor da Amazing Spider-Man 117del 2/73: Nonostante la situazione disperata a fine numero scorso, la sala viene evacuata in tempo e per quanto Gwen vede della ragnatela sulla giacca di Peter, la ragazza gli fa notare che di tela ne è caduta su tutti. Comunque sia, ecco che viene rivelato che dietro al soffitto di cemento cedevole c’è un figuro mascherato noto come Distruttore, che scopriamo essere il “capo” del Frantumatore del numero scorso, che altri non è se non un normale gangster potenziato geneticamente e mutato dal pazzo Professor Thaxton. A quanto pare, il Distruttore vuole che il Frantumatore sia all’altezza di combattere l’Uomo Ragno, e crea per questo un congegno mentale per controlarlo. Intanto al Club privato di Jameson, l’editore, Roberston e Osborn parlano di Raleigh, con Jonah convinto sostenitore, Osborn scettico e Roberston voglioso di indagare sul passato di Raleigh. Intanto Spidey nota dei ladruncoli ad una festa pro-Raleigh e li stende ed impacchetta per la polizia e, in seguito, assiste come Peter Parker ad un comizio di Raleigh, a cui partecipano anche Gwen, MJ ed Harry. Non appena finisce il comozio e Raleigh lascia il luogo in limousine, compare il Distruttore, che distrugge la festa. Pete si cambia rapidamente e combatte la nuova figura mascherata, ma viene distratto dai suoi sgherri e il boss riesce a fuggire. Altrove, la sera dopo, Jonah, durante un’intervista a Raleigh, gli svela che Robertson sta indagando sul suo passato. Non molto dopo, vediamo il Distruttore tornare da Thaxton e dal Frantumatore a ordinare la morte di Robertson.
  • Countdown to Caos! da Amazing Spider-Man 118del 3/73: A inizio puntata, vediamo come Robertson viene attaccato dal gigante Frantumatore, ed è solo grazie all’intervento di Spidey che la sua vita è salva. Il Ragno distrae il mostro senza cervello e lo conduce lontano da Joe, per poi svignarsela a sua volta. Più tardi, Pete si incontra con Gwen, Harry ed MJ a fare una nuova promozione a Raleigh (di cui lo stesso Pete sembra convinto). Il Frantumatore ricompare e vedendo la faccia di Raleigh sul loro furgone, lo distrugge. Nessuno rimane ferito, ma Pete lo insegue sperando di arrivare al suo nascondiglio. Il piano va in porto e lì incontra il Distruttore, che forza col suo marchingegno al Distruttore di combattere Spidey. A quanto pare le dosi di elettricità sono esagerate e il gigante impazzisce, uccidendo il Distruttore e seppellendo Thaxton sotto un cumulo di detriti. Spidey riesce a sconfiggere il Frantumatore e a lotta finita scopre che il Distruttore non era altri che Raleigh. Non volendo che la città perda uno dei suoi idoli, prende la roba dell’alter-ego del sindaco eletto di New York e le brucia. In questo modo, nessuno saprà mai del passato sporco del paladino della giustizia newyorchese.
  • The Man-Killer Moves at Midnight! da Marvel Team-Up 8 del 4/73: In questo Team-Up, Spidey incontra la Gatta (l’odierna Tigra), che gli propone di lavorare ad un suo caso. A quanto pare un’organizzazione criminale ha assoldato la cacciatrice di taglie “only-men” Man-Killer, una donna piena di rancore verso gli uomini, per i loro scopi criminali. I due hanno difficoltà a fermarla, in particolare quando la criminale entra in una centrale nucleare e ruba un prototipo di un elemento altamente radioattivo. Spidey la insegue mentre la Gatta cerca informazioni sui criminali che hanno ingaggiato la cacciatrice di taglie. Quando Man-Killer è alle strette per la lotta con Spidey, arriva la Gatta, che le rivela che la società per cui lavora viene finanziata da alcuni potenti magnati uomini. Man-Killer, schiacciata da questa realtà, si arrende, mentre Spidey e la Gatta riportano indietro il prototipo di elemento alla centrale.
Amazing Spider-Man 117

La Copertina Originale di Amazing Spider-Man 117!

Numero molto riciclaggio, in cui vediamo come la Marvel è riuscita a diluire la storia di un solo numero di Spectacular Spider-Man, in una saga in tre parti qui su Amazing. Cosa dire? La storia è ormai scontata per chi ha già letto il racconto precedente, e il caos che questo numero crea a livello di cronologia di Spider-Man è terribile, al punto che i cronisti del ragno dicono che la prima versione di questa storia altro non è che un sogno di Peter. Magari fosse un sogno anche ciò che è successo due anni fa sulla rivista regolare dell’Uomo Ragno…
Comunque sia, le storie sono fondamentalmente non male, nonostante la loro riedizione, ed è bello vedere di nuovo un pò di Peter Parker in queste storie, in particolare nelle scene con MJ, Gwen ed Harry ai comitati elettorali. Sparisce sempre in maniera sospetta, e la “stupida” Gwen non riesce ancora a fare due più due in questo strani avvenimenti, ma i due sono di nuovo uniti e vederli insieme fa sempre bene. 🙂
I disegni sono niente male, nonostante il riciclo riescono a stare col passo dei tempi, e come dico già da diverso tempo, lo stile dei disegni ha raggiunto una stabilità e una bellezza niente male. Ciò che manca è ancora un pò di tecnica di storytelling, ancora ancorata molto alle convenzioni dell’epoca, in cui le didascalie raccontavano dal punto di vista dei disegnatori gli eventi, ma arriverà anche quello…prima o poi!

Due parole sulla storia di Man-Killer: non mi è piaciuta granchè. Il personaggio è poco credibile, almeno oggigiorno, e le sue motivazioni miopi. Anche il modo in cui finisce la storia, con Man-Killer che rimane semplicemente ferma immobile al suo posto perchè sotto shock, ha del ridicolo. Peccato, se la storia fosse stata a livello con le altre tre, l’albo mi sarebbe piaciuto un pochino di più!

Voto Personale: 7/10

Please, Twins! – 2
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(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Onegai Twins!

La seconda puntata riprenda da dove ci eravamo separati settimana scorsa: la “terza gemella” è stata portata in casa da svenuta e messa a dormire. In attesa del suo risveglio, Miina dorme con la sconosciuta e Maiku, da bravo ragazzo, dorme altrove, senza coperte e cuscini, dato che vivendo solo, ne ne ha alcuno di riserva.
Scopriamo il mattino dopo che la ragazza si chiama Karen, ed ha una terza copia della foto in cui sono presenti Maiku e la sua gemella. La questione inizia a puzzare, e mentre le due iniziano già a fare comune comunella, Maiku le ricorda che l’unica conclusione è che tra di loro tre, c’è una persona che non è affatto consaguinea. Poi, notando l’orario, annuncia alle due di dover andare a scuola, che continueranno il discorso al suo rientro e che potranno restare lì nel frattempo, a patto di non uscire di casa, di non far entrare nessuno in casa e di non toccare il suo computer. Karen e Miina si conoscono meglio, e scopriamo che la prima ha una strano vizio di svenire se viene stressata troppo, mentre Maiku a scuola viene provocato da un suo compagno probabilmente gay. Scopriamo che il giovane ha lasciato la sua borsa a casa, e durante la pausa, Miina e Karen decidono di riportarglielo, con tanto di bento al riso e zucca. Nè la sua senpai nè la prof Kazami, che casualmente li stava osservando, apprezzano molto il sapere che Maiku viva con due donne, e Mizuho chiede ai giovani di venire nel suo ufficio per parlare. Nell’ufficio si presentano anche Ichigo, in quanto rappresentante studentesca, e la senpai di Maiku, in quanto sua vice. Maiku dice loro che sono parenti alla lontana, e nonostante Ichigo e la senpai capiscono subito che è una bugia, Mizuho ci casca e dice a Maiku quanto non sia un bravo ragazzo, e che se avesse bisogno di sostegno morale o materiale, potrà sempre fare affidamento su di lei. Miina capisce che la senpai è cotta di Maiku, tra l’altro.
Ovviamente la senpai, una volta fuori dallo stuidio della prof. Kazami, chiede più info, e Maiku le racconta che una di loro potrebbe essere la sorella gemella, ma non sa chi. Frattanto, Miina e Karen parlano a loro volta della possibilità che uno di loro sia un’estraneo, e Miina dice che per ora e meglio godersi questo stupendo luogo, farne quanti più bei ricordi possibili, e poi… Maiku, quando torna a casa, la trova deserta, e decide di fregarsene delle marachelle delle due e si mette a programmare al PC. Inizia a piovere e le due ragazze si riparano alla stazione, mentre Maiku guarda con fare pensieroso la foto appesa al muro della sua stanza, in cui sta in una piscina, vicino la casa nella quale adesso abita, con una ragazza non meglio identificabile.

Maiku va a scuola

Dopo aver dato delle istruzioni ben precise alle sue forse-sorelle, Maiku va a scuola…

Quando è sera, Karen bussa alla porta chiusa della stanza di Maiku. Non ricevendo risposta, dice che lei e Miina hanno deciso di andarsene, di ringraziarlo per l’ospitalità e di essere felice di aver incontrato qualcuno che potrebbe essere un suo parente. Non ricevendo ancora risposta, Karen entra nella stanza, per trovarla deserta. Il PC è in stand-by e il bento preparato da Miina è stato mangiato. E’ in quel momento che vede dalla finestra la forse-sorella andarsene, e scende al piano inferiore con l’intenzione di fermarla, che diventa presto intenzione di avvertirla che una moto sta arrivando a tutta velocità dalla strada. Miina viene quasi investita, ma il motociclista si ferma all’ultima e la evita. Quando Miina fa per sgridarlo, scopre che è Maiku, e il ragazzo nota la borsa con la quale Miina se ne sta andando. Il giovane si arrabbia, dicendole che non è un bel modo di andarsene così, dopo aver prima invaso casa, distrutto la quiete ed averlo messo in difficoltà a scuola. Miina si scusa di essersi forzata su di lui, e se ne và. Maiku la ferma, dicendole che da giovane si chiedeva sempre come mai la madre lo avesse abbandonato. Poi, un giorno, aveva smesso di chiederselo, poichè saperlo non avrebbe di certo cambiato chi era. Miina gli chiede che c’entra, lui dice che quello che conta è il presente. Se lei è sua sorella, non vuole abbandonarla. E la stessa cosa vale per Karen. Miina piange di gioia e lo ringrazia. Lui dice che è ora di tornare a lavorare, e chiede/obbliga le due a occuparsi della cena. Karen, frattanto, dice a Miina di aver visto il suo bento vuoto. Miina muore di gioia e va subito a rompere le palle a Maiku, della serie “Wow! L’hai finito! Non ne è rimasto niente! Non avevi detto che non ti piacevano le zucche?” Lui: “Le odio.” “Non era buono?” “Era terribile.” e così via… Karen, in cucina, se la ride.

Seconda puntata davvero carina, e mentre vengono rapidissimamente mostrati Matagu (l’amico nerd di Kei di Please, Teacher!) e quella che lui chiama sua sorella, veniamo soprattutto introdotti meglio ai protagonisti principali, alla debole e timida Karin, alla vivace ma al contempo dolce e ragionevole Miina e conosciamo meglio Maiku, coi suoi modi di fare un pò bruschi, ma al contempo gentili e affezionevoli. La parte più bella della puntata è al centro, quando Miina e Karin esplorano i bellissimi dintorni di Inao, e le immagini disegnate in questi frangenti sono davvero stupende, direi da opera d’arte.
Puntata positiva davvero, nonostante alcuni stupidi momenti da anime, ma quelli, temo, siano difficili da evitare.
Ci risentiamo settimana prossima! =)

Voto Personale: 7,5/10

Two Broke Girls – Pilot
(A Cura di Fall)

Si, “girls” è scritto in fucsia. Si, è una serie che ha come protagoniste due ragazze. Si, l’executive producer è quello di Sex and the City. ..non abbiate paura 😀

Il mio incontro con questa nuova serie della CBS è avvenuta in un momento in cui ero in preda al panico.. avevo appena finito di divorare le ultime puntate di “How I met your mother” e “The Big Bang Theory”. Il mio fisico ha bisogno di serie tv. Specialmente sitcom!

Two broke girls si svolge a New York e tratta di come due ragazze riescono a sopravvivere in questo periodo di crisi economica. La prima che conosciamo è Max, bruna e formosa, si fa rispettare grazie alla sua lingua tagliente e al suo atteggiamento spavaldo. E’ sarcastica e cinica, diffidente alle nuove conoscenze e con i piedi ben piantati per terra. Per mantersi ha due lavori, quello da cameriera in una tavola calda e quello da babysitter per una svampitissima e ricca signora. Le scene si svolgono soprattutto all’interno della tavola calda dove possiamo incontrare altri tre personaggi del tutto particolari:

– Han Lee (che si farà furbescamente cambiare il nome in “Bryce”) è il direttore della tavola calda; di origine coreana fa di tutto per poter aumentare gli introiti del ristorante.. anche assumere una bella biondina (la seconda ragazza in questione)

– Oleg, il cuoco della tavola calda, di origine ucraine, non risparmia battutacce a doppio senso e altri commenti ambigui con cui è convinto di far breccia nel cuore di Max

– Earl, un simpaticissimo vecchietto di 70 anni e passa che lavora come cassiere.

Un bel giorno viene licenziata una cameriera e alla tavola calda approda Caroline, con il suo vestitino Chanel e i suoi capelli biondi lucenti. Han la assume immediatamente per attirare più clientela, ignorando la disapprovazione di Max che vede in Caroline una ragazza viziata incapace di vivere nel mondo reale. Come è ovvio, sarà compito di Max spiegare alla nuova recluta come funzionano le cose alla tavola calda.

Max istruisce Caroline: “Non sorridere. Rischi di creare un clima troppo allegro. Poi sarei costretta a sorridere anche io e non posso. Mi viene mal di schiena.”

L’amicizia tra le due farà fatica a decollare, complici alcune bugie e equivoci. Caroline è in realtà la figlia di un famoso uomo d’affari di New York, è laureata in Economia ma non ha mai vissuto nel mondo “reale”. Quando il padre finisce in carcere per frode fiscale, perde tutti i suoi averi e scappa nei bassifondi per ricominciare una nuova vita -senza poter essere riconosciuta. Una volta avvicinate le due ragazze decidono di stringere un patto che possa unire l’abilità di Max nella pasticceria e le conoscenze di Caroline del mondo dell’economia.

Il cast al completo. Da sinistra Han, Oleg, Max, Earl e Caroline

Curiosità: ogni puntata si conclude con il resoconto dei dollari accumulati per poter aprire la pasticceria!

Voto pilot: 7 (non 6 perchè alcune battute mi hanno fatta ridere ad alta voce).

Dinamico, idea base banale che prospetta uno sviluppo originale nel tempo, dialoghi svelti e attuali ben articolati. Questa prima puntata crea aspettative medio/alte; spero davvero che gli autori non si perdano per strada lungo l’evoluzione della serie. Conto in una crescita dei due personaggi principali (devo dirlo mi spiace: ste ragazze sono nate stereotipate.. fatemele maturare!!).

Detto questo, ci aggiorniamo.. alla prossima ^^

Madness In The Woods
(A cura di Wise Yuri)

“Pensi di sapere la storia.” recita la tagline del film, ed infatti all’inizio la sapete la storia, la solita broda che viene raccontata da decenni nei film horror di questo tipo. Ma il film riesce effettivamente, contro ogni previsione, a prendere di sorpresa lo spettatore, illudendolo di trovarsi di fronte all’ennesimo slasher movie in cui un gruppo di giovani si reca in un luogo sperduto per sballarsi, e poi venire metodicamente uccisi ad uno ad uno da uno psicopatico o mostro che si aggira in quei luoghi. Cabin In The Woods piazza il formaggio sulla trappola con cura, ma lascia capire allo spettatore che c’è qualcos’altro in pentola, rendendolo curioso e poi sorprendendolo con assoluta (e graditissima) follia visiva. Potrei spiegare nel dettaglio cosa succede, ma vi rovinerei la visione ed il motivo di vedere il film, cosa che non mi sento di fare. Posso però dire che Cabin In the Woods è effettivamente qualcosa di diverso nel panorama horror, che prende le basi dei film splatter/slasher e ci gioca allegramente, satirizzando di continuo le stanche convenzioni del genere, non risparmiando nessun elemento, dalla banalità di questo tipo di film nel setting, ai personaggi e lo sviluppo della “trama”. La cosa curiosa (e geniale) è però il fatto che il film non è una parodia degli slasher, Cabin In The Woods É uno slasher movie a tutti gli effetti, ma è cosciente di esserlo, ed incredibilmente auto-ironico. É uno strano concetto, ma funziona, soprattutto quando è pieno di momenti esilaranti ma anche di alcuni riusciti shock moment, i quali vi ricordano che è pur sempre un film horror. In parte mi ricorda Hatchet per lo stile selvaggio e “me ne frego”, ma questo è meglio, in tutto e per tutto.

Pick Da Monster.

Ad essere onesti, parliamo di una cazzatona incredibile, ma che cazzatona. Voglio dire, avete buon gore, autoironia a-go-go, personaggi divertenti, mostruosità a paccate, comicità esilarante, ed un idea di fondo ridicola ma obiettivamente originale, che volete di più? E cosa che non è mai troppo apprezzata, Cabin In The Woods è un film onesto, profondamente onesto: nessuno aveva promesso una rivoluzione del sottogenere slasher (cosa intuibile anche dal solo trailer) o del genere horror in generale, ma Drew Goddard (già sceneggiatore di Cloverfield, che con Cabin In The Woods debutta come regista) è riuscito a fare un originale ibrido tra uno slasher movie ed una parodia dello stesso, con un continuo passaggio tra horror e commedia, ma con un tono divertito, che indica chiaramente “non prendetelo sul serio e divertitevi”. Buoni anche gli effetti speciali. Il genere horror è ironicamente in uno stato “zombico”, e le idee mancano, ma fa piacere vedere qualcosa di fresco, a metà tra il tributo e la dettagliata parodia satirica, come Cabin In The Woods. Consigliato ai fan dei film horror fuori di testa e col gusto dell’ auto-ironico, ed anche a chi ritiene gli slasher monnezza si divertirà non poco. Qualcosa di diverso, una volta tanto.

4 bong da automobile su 5.

E con questo ci salutiamo anche per questa settimana. Incrociate le dita per me, almeno se state leggendo prima della fatidica data citata in alto, e per il resto, divertitevi, che arriva l’estate! 🙂
PS. Kudos a chi indovina per primo la particolarità del banner di questa settimana! =)

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6 Risposte to “The Weakly Hobbyt #67”

  1. Stian Says:

    Vediamo.. la particolarità del banner potrebbe essere che è un collage di immagini e che allo sfondo sono stati aggiunti puntini bianchi che inizialmente mancavano (quest’ultima affermazione potrebbe essere errata)..
    Questo può essere determinato dal fatto che la navicella spaziale è visibile ben 3 volte all’interno del banner..
    Inoltre dopo questa mia supposizione ed una rapida ricerca tramite “Google” ho potuto verificare che le singole immagini sono ritrovabili, ma l’immagine così come è presentata qui no…
    quindi in conclusione direi che……. bè riflettendoci bene potrebbe anche non essere così:
    anzi è più probabile che tu abbia contattato i ragazzi della “Amanita Design” e chiesto loro di fare una illustrazione unica solo per te affinchè la gente non avrebbe mai indovinato e quindi mai ottenuto il “kudos”…!!
    Bazinga!
    🙂
    Quindi ovviamente io opto per la mia prima teoria..!
    🙂

    • Celebandùne Gwathelen Says:

      Sbagliato, anche se la seconda ipotesi mi piace un casino, avrei potuta farla, se non avessimo deciso all’ultimo momento di switchare il banner da Botanicula a Samorost. 🙂

      Comunque, secondo me, se ritenti, sarai più fortunato e capirai! 🙂

      • Stian Says:

        Vabè a primo impatto era impossibile indovinarlo allora!
        La risposta è: L’immagine è un collage di immagini fatto da voi e l’inquadratura si muove verso sinistra cambiando quindi col passare del tempo.

        • Stian Says:

          No, ok, ora che ho avuto la possibilità di vederla più volte devo dire che è più semplice…
          Semplicemente sono due immagini diverse tra quelle viste dalla pagina principale e quella dell’articolo stesso…
          (anche se la prima volta che son entrato in questa pagina all’ interno vi era la stessa immagine di “fuori”… per questo credevo inizialmente che avesse a che fare con l’ orario…)

  2. Dunther Says:

    -From Sweden with Love (Part 1)
    Mi fa piacere che tu abbia apprezzato i due Samorost, li ho trovati anche io molto godibili, e ne riascolto volentieri la soundtrack di tanto in tanto.

    -Madness In The Woods
    Ammetto che mi hai incuriosito, aggiunto alla lista dei film da vedere 😀 .


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