Grind Café # 3

Bentornati, ghouls e curiosi dell’orrore. Stavolta parleremo di purulenti film nostrani dedicati ad un mostro classico ma più che mai attuale, il caro vecchio zombie, il non-morto antropofago stampato a fuoco nella memoria collettiva da i film di Romero. Il sottogenere dello zombie movie conta moltissimi esponenti, ed é forse la branca più importante del genere horror, perché molti dei mostri classici alla fin fine sono morti che tornano in vita (come il vampiro e la mummia). In generale, il tema della resurrezione é uno di quelli che ha caratterizzato il genere fin dai suoi albori, ma ci sono state molte interpretazioni diverse. Per esempio, l’idea dello zombie che mangia carne, guidato da una fortissima ed infinita fame, é molto più recente di quanto si possa credere. Ma approfondiremo il discorso via via, è tempo di degustare dei non-morti D.O.C.!

Tema: Zombie D.O.C.

Anno: 1979

Titoli Alternativi:

| Zombie | Island of the Living Dead | Zombie Island |

| Zombie Flesh Eaters | Woodoo |

Nazione: Italia

Durata: 1 ora e 31 minuti

Regia: Lucio Fulci

Zombi 2, siore e siore, zombi e… zombe.

Forse alcuni di voi si stanno chiedendo dov’è “Zombi 1”, ma semplicemente, Zombi 1 non è mai esistito. Permettetemi di spiegare: quando L’Alba Dei Morti Viventi arrivò da noi, fu modificato in fase di montaggio e fu lanciato nelle sale con il titolo di Zombi. Posso confermare che poi è stato riproposto in versione integrale e con entrambi i titoli, il DVD infatti riporta sulla cover “Zombi – Dawn Of The Dead”.

Solo che questo non è un film di Romero, ma del nostrano Lucio Fulci, fatto appunto per cavalcare l’onda Romeriana. All’estero questa scelta generò un pò di confusione, perché in america non esisteva nessuno Zombi, e chiamarlo “Dawn Of The Dead 2” sarebbe stato sbagliato, perché il film, a parte l’esser venuto fuori sulla scia dei film di Romero, ha molto poco a che vedere con le opere del regista americano. Fu un casino a livello di titoli, ma presumo che agli italiani del 1979 non importasse molto sapere il titolo originale dei film che andavano a vedere, voglio dire, a meno che non foste degli appassionati hardcore di film horror, cosa vi impediva di pensare “cacchio, mi è piaciuto un botto Zombi, andiamo a vedere il 2”?

Ma basta con la lezione sulla confusione generata dai titoli dei film,  parliamo di sto benedetto Zombi 2. O come conosciuto in inghilterra, Zombie Flesh Eater. 🙂

Zombi 2 inizia con un corpo avvolto in un sudario, che tenta di rialzarsi e riceve un proiettile in testa.  Poi passiamo al ritrovamento di una barca nel porto di New York, senza nessuno a bordo, ad eccezione di un non-morto mangiacarne un pò sovrappeso. La polizia sequestra la barca, ma l’incidente arriva alle orecchie di Anna Bowles, visto che la barca appartiene al padre della stessa, uno scienzato di cui nessuno sente parlare da mesi. Aiutata da un reporter, Peter West, Anna entra nella barca e trova delle note del padre, che parlano di strani avvenimenti avvenuti nella fizionale isola di Matul, nei Caraibi. I due quindi partono per Matul, alla ricerca di risposte, ma quello che trovano è un’isola deserta, non contando i moltissimi indigeni che si rialzano dai loro letti di morte, guidati da una fame viscerale….

Il film di Fulci è spesso considerato un classico dello zombie movie, ed a ragione: sebbene la premessa abbastanza standard (comunque sufficiente per far partire gli eventi), la narrazione è efficace, il gore eccellente, i personaggi sono sorprendentemente gradevoli e più intelligenti della media di questo genere, e il rimando alle origini haitiane degli zombi è affascinante. Prima di proseguire, vorrei aprire una piccola parentesi sull’ultimo punto.

Sebbene quando oggi si dice “zombie” si pensa al non-morto Romeriano, quello che mangia la carne dei vivi, nel folklore haitiano lo zombie non era un non-morto, ma una persona viva posta in uno stato di trance con la magia voodoo, che diveniva priva di volontà e veniva utilizzata come schiavo. A questo riguardo consiglio la visione di White Zombie (conosciuto quà come L’Isola degli Zombies), film del 1932 con Bela Lugosi nei panni dello zombie master, il primo film della storia sulla figura dello zombie, che si rifà appunto alle origine haitiane dello stesso, con persone poste in stato di morte apparente e controllate con la magia. Il film è interessante da vedere, ma è più la sua importanza storica che l’effettiva qualità dell’opera, che cerca di rifarsi alle pellicole impressioniste tedesche, con risultato un film che cerca molto di essere artistico ma spesso aliena lo spettatore con scene prive di senso o estremamente lente. In ogni caso vale la pena per le facce di Lugosi e per il fatto che è di dominio pubblico, quindi è gratisse.

ottima locandina fanmade (non esiste locandina ufficiale del film fatta così) di White Zombie.

Tornando a Zombi 2, per quanto riguarda gli zombi, quelli di Lucio Fulci si rifanno al modello di Romero, ma senza la satira sociale intrinseca, ed in minor parte anche al folklore haitiano. Una cosa che gli differenzia da quelli di Romero è certamente l’aspetto: quelli di fulci non sono “puliti e ben vestiti”, ma sporchi, decadenti, con volti scarnificati, orbite vuote colme di vermi. Esemplare per la bontà degli effetti speciali (che per il tempo erano fantastici, ormai sono antiquati ma rimangono di buona fattura) è la famosa scena dell’occhio, in cui vediamo un’occhio venir trafitto con un pezzo di legno scheggiato. Ancora oggi fa la sua porca figura, ve lo posso confermare. 🙂

Parlando di scene, come non citare la surreale lotta squalo vs zombie? decisamente una delle scene più uniche del cinema horror, che resta difficile da commentare: o vi piacerà o vi farà alzare le sopracciglia interdetti. Bella in ogni caso la fotografia subacquea.

Onestamente non c’è molto altro da dire, Zombi 2 è uno zombie movie di ottima fattura, solido, con ottimi effetti speciali (complice anche un budget non esiguo in questo caso), ottimo gore, personaggi con cui potete simpatizzare (cosa rara, visto che solitamente sono odiosi coglioni, e non aspettate altro che gli zombi se li pappino), buona azione, interessante ispirazione all’origine magico/tribale degli zombie, il tutto accompagnato da una colonna sonora bizzarra (reminescente da quella fatta dal gruppo Goblin per Dawn of The Dead) che unisce sonorità caraibiche a effetti elettronici. E come da tradizione in un film horror italiano (e non solo), una scena osè completamente gratuita, in cui una donna (incontrata da Anna e Peter assieme al fidanzato della stessa mentre cercano di arrivare a Matul) va a fare scuba diving e decide che, per sviare gli squali, non mettersi il pezzo di sopra del costume da bagno sia una mossa indispensabile.

Nel complesso, un must see per gli amanti dei film con zombi, forse più avanti faremo Zombi 3, ma per ora basta con le produzioni interessanti, spegniamo le luci e godiamoci Le Notti Del Terrore (Godiamoci per modo di dire, eh)!

screen preso dalla versione originale italiana, ed il titolo è in inglese, boh.

Anno: 1981

Titoli Alternativi:

| Zombie Horror | Burial Ground | Burial Ground: The Nights of Terror |

| Nights Of Terror | The Zombie Dead | Zombie 3 |

Nazione: Italia

Durata: 1 ora e 35 minuti

Regia: Andrea Bianchi

Dopo Zombi 2, vi presento Le Notti Del Terrore, conosciuto anche come Zombie Horror, e mai titolo fu più appropriato.

Questa, a dir la verità, non è una mia “scoperta”, ma un consiglio da parte di quello stronzo di Andrea, che alla domanda “Conosci qualche vaccatona siderale?” ha risposto sardonico “Prova a vederti Le Notti Del Terrore, potrebbe fare al caso tuo”. Un sincero grazie per la pazienza ed il supporto che mi da, aiutandomi a tirare giù film infimi che mai avrei immaginato di vedere, ed a riderci sopra con piacere.

Ad ogni modo, non lo avevo mai sentito nominare sto film, nè sapevo di cosa parlasse, solo che era sugli zombie, e devo ammettere che è stato leggermente diverso (e molto più bizzarro) di quello che potevo aspettarmi da un film del genere, non che la cosa debba però essere vista per forza con accezione positiva. XD “diverso” vuol dire “diverso”, non per forza vuol dire che è meglio o peggio.

Le Notti Del Terrore inizia con un tizio (la cui barba farebbe invidia ad ogni eremita che si rispetti) che osserva strani simboli scritti in un libro, scende in delle cave/catacombe etrusche e lì, dopo aver farfugliato qualche mezza frase ed un paio di “no”, viene attaccato da degli zombie. La prima impressione è di una cazzatona con la C maiuscola, anche solo per le maschere da zombie sponsorizzate dai migliori produttori nostrani di pongo. Poi veniamo introdotti alle persone che risiedono in una villa per il weekend (il vecchio era un archeologo ospite della villa, btw), e che dovranno cercare di sopravvivere all’improvviso attacco degli zombie usciti dalle necropoli etrusche, le quale ovviamente sono a 2 metri dalla villa.

Prima impressione confermata, infatti è questo Le Notti Del Terrore, uno zombie movie italiano ridicolo, low low budget, con effetti poco speciali e una trama “copia e incolla”. Il film ha comunque trovato il modo di sorprendermi, non in maniera del tutto positiva, va detto, ma perlomeno c’è qualcosa di cui parlare. Ora andiamo a dissezionare il titolo, cercando qualcosa… di meno marcio possibile in questa schifezza.

I personaggi si possono subito buttare nella raccolta differenziata, sono fatti con lo stampino “zombie movie”, l’unica utilità è quella di farsi ammazzare come degli imbecilli dagli zombie, e visto quanto sono stupidi se lo meritano. L’unico personaggio degno di nota (diciamo così) è quel bambino/uomo inquietante, la prima volta che lo vedete è mentre sbarra gli occhi svegliandosi, facendovi davvero cagare addosso. Chiedo scusa in anticipo per l’immagine che metterò sotto, ma altrimenti è difficile capire quanto sia inquietante sto tizio, che non si capisce se sia un ragazzino od uomo (il che di per sè É inquietante), e dovrebbe essere il bambino di uno dei personaggi.

Io so solo che mi fa venire i brividi, anche considerando che non si capisce se sia un ragazzino o no, e questa ambiguità è resa ancora più disturbante dal fatto che ha anche un complesso di Edipo: quando più avanti la madre lo consola (dopo aver evitato di farsi ammazzare da un pongo zombie)…. non so cosa dire, è disgustoso, la tocca in quel modo, diciamo, e si prende (mi pare il minimo) un ceffone capace di spaccare la pietra. Ho visto tante cose oscene nei film horror, ma questa sottointesa relazione incestuosa è veramente disgustosa e malata, non sto scherzando, e non vedo perché dovrei. Per coronare questo “disgustorama” verso la fine del film il bambino diventa uno zombie e stacca un capezzolo alla madre, era veramente necessario?!! Se l’idea era disgustarmi, beh, il regista c’è riuscito, ma secondo me aveva qualche problema mentale lui, ed avrei evitato che lo condividesse con altri attraverso questo film… Bluargh.

Il fratello illegittimo delle sorelle di Shining.

Ma basta parlare di questo (avrei evitato, ma purtroppo è una delle poche cose che non fanno addormentare di questo film). I dialoghi sono banali, le battute sono prese dal bestseller “cose ovvie che più ovvie non si può da dire in uno zombie movie”, fosse stato un film muto sarebbe cambiato poco, anzi, forse sta cagata ne avrebbe guadagnato qualcosa, e già ho scritto troppo sui dialoghi, pensate alle frasi più ovvie possibili e ci azzeccherete sempre. XD E come da tradizione italiana, se in un film ci metti degli zombie, mettici anche un pò di tette e scene osè, che fa brodo, nulla di pesante per fortuna (e nulla di scandaloso).

A parte il bambino incestuoso (scavando su internet si scopre che in realtà l’attore era un nano di mezza età, il che spiega molte cose), l’unica altra cosa di vagamente interessante di questo film sono gli zombi, per cui parliamo di loro, i veri attori.

C’è da dire che sebbene siano i soliti zombi “ti mangeremo le budella appena possiamo”, lenti come il sistema giudiziario italiano, sono meno stupidi del previsto: si arrampicano su pilastri, e per uccidere usano anche degli strumenti come falci, asce ed altra attrezzatura agricola (agrico-zombies, signore e signori). Non mi aspettavo di vedere degli zombie decapitare da pianoterra una cameriera sul bancone utilizzando una falce, devo dire. Un’altra cosa è che hanno tutti una tunica, sia perché vengono da una necropoli etrusca (a me la cosa fa molto contadini, ma vabbeh, sono zombi etruschi), sia perché non sarà costato un cazzo usare dei pezzi di stoffa, probabilmente rubati da una tessitura, non lo so.

Il make up degli zombie è patetico, sembra che l’addetto agli effetti speciali abbia rubato la scorta di Play-doh (e di pastelli) del figlio (e la scorta di bigattini da pesca del regista, visto che in alcuni punti usano veri vermi) per fare le maschere facciali. E quando non siete a spezzarvi dal ridere per i pongo zombie potete vedere lo “schifume” passato per effetti speciali, in alcuni punti sono riuscito a vedere chiaramente cosa hanno usato fare le maschere degli zombie, mettendo una specie di sacco di stoffa nero sulla testa, e poi mettendo la pongo-maschera sopra (o disegnando occhi su alcuni pezzi di stoffa per fare gli occhi della maschera). Anche lo Sphalman della canzone di Elio E Le Storie Tese avrebbe fatto un lavoro migliore! Lasciando da parte che quando riesci a vedere come hanno fatto gli effetti speciali di un film (senza essere esperti di queste cose, sono pezzi di stoffa e pongo purulente, voglio dire), beh,  ti trovi davanti ad una cazzata non indifferente, il poco budget sarà stato speso in erba, certamente non negli effetti speciali. XD

Pongo zombie, presto nelle migliore cartolerie!

C’è poco altro da dire, il film è una cazzata mostruosa, e (immagino la vostra sorpresa) alla fine muoiono tutti, circondati senza uscita anche da una confraternita di frati zombie. Nel disinteresse generale dello spettatore verso la sorte di questi idioti, il film termina con la Profezia del Ragno Nero (completa di errore di scrittura, la ciliegina sulla torta) scritta a schermo per farcela leggere. Nel complesso, è uno zombie movie italiano di serie Q, come tanti altre cagate del genere uscite al tempo (che a quanto pare non sono poche), e se non fosse stato per il make up osceno e il personaggio del “bambino” incestuoso, non mi sarei degnato manco di prenderlo per il culo questo film. Stavo per scrivere che avrei preso a cazzotti Andrea per avermi sottoposto a una cazzata più devastante del previsto, ma so come ha sofferto quanto ho sofferto io a vederlo, e conservare questo film nella memoria non fa bene, ha già sofferto abbastanza a scoprirlo involontariamente. XD No, seriamente, è un film horror del sottogenere zombie fatto con lo stampino, horror ma  per i motivi sbagliati (davvero sbagliati).

Poi ci sono piccoli grandi momenti come uno zombie ucciso a colpi di palmo (dove hanno imparato a fare a cazzotti, Star Trek?), una microcandela che illumina un’intera stanza, zombie riciclabili, zombie cattolici, zombie etruschi, ed una decapitazione “volante” di cameriera. Ma in tutta onestà non ve lo consiglio manco se amate questo tipo di film o avete voglia di qualcosa di estremamente dozzinale e perciò divertente da sfottere,  ci sono molte altre cazzate di questo tipo  che intrattengono meglio, questa è dimenticabile in tutto e per tutto, e dovete proprio aver finito la lista di exploitation movies (più info sotto) da vedere per considerare la visione de Le Notti Del Terrore. O dovete volervi un pò male. XD

Se vi state chiedendo cosa sono gli exploitation movies, sono quei film degli anni 70/80, spesso mostrati nei cinema in double feature (cioè 2 film assieme), spesso filmacci che si vendevano basandosi su due semplici e classici elementi, ovvero sesso e violenza, senza nessuna velleità artistica, ed in ogni caso non ricercavano la qualità. Ci sono stati diversi tipi di exploitation movie, molti erano horror di vario tipo (tipo film sugli zombie o sul cannibalismo, splatter vari), ma il termine non si riferisce ad un genere, piuttosto al modo di farli: infatti abbiamo anche la blaxploitation, film fatti da gente di colore per gente di colore su temi stereotipicamente afroamericani, o la Bruceploitation, ovvero tonnellate di film fatte per cavalcare il successo dei film di Bruce Lee. Ce ne sono diversi tipi, googlate se vi interessa. E molto probabilmente conoscete il tributo di Tarantino e Rodriguez a questo genere di film, Grindhouse, ovvero la double feature Planet Terror e Deathproof. I film sono stati poi rilasciati al cinema e per home video singolarmente, ma da poco è disponibile il Blu-Ray di Grindhouse, ovvero tutti e due i film assieme, così come era previsto che uscissero al cinema. Probabilmente non vi interessa, ma io aspettavo questa riedizione e non credo di essere stato l’unico. 😉

Tornando in argomento, una cosa buffa è che pure questo film è connesso in qualche modo alla serie Zombi di Lucio Fulci,  più che altro perchè uno dei titoli alternativi con cui è conosciuto, state a sentire, è Zombie 3. No, scusatemi, il film di Fulci si chiama “ZOMBI 3”, non “ZOMBIE 3”. Dev’essere proprio una tradizione per questo tipo di produzioni avere tremila titoli diversi, spesso identici a quelli di altri film, ironicamente dello stesso tipo e con titoli a loro volta generici, giusto per causare una confusione enorme nel capire che film è quello o che film è quell’altro.

Ed è tutto anche per questo Grind Cafè, mi scuso se è passato così tempo dall’ultimo numero, ma nonostante le uscite irregolari, la rubrica continuerà, su questo posso garantire. 🙂 Alla prossima!


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