Grind Cafè # 4

Ancora una volta, è quel periodo dell’anno, la festività principe degli appassionati di film horror, ed ancora una volta sono passati più di tre mesi dall’ultimo numero, ed a mia discolpa dico solo che faccio quello posso. 🙂 Sinceramente sono felice che anche quest’anno Cinemassacre abbia fatto la classica Monster Madness, stavolta a tema 80’s, ormai è una tradizione per il sottoscritto. Io invece in questo numero farò qualcosa di diverso, ma allo stesso tempo perfettamente in linea con Halloween, infatti la parola chiave di questo numero è maschera. Un elemento più che iconico per il genere horror, e della tradizione recente di Halloween, ora una specie di secondo carnevale con zucche, dolcetti, maschere da mostro e costumi da strega, ma in origine una festività celtica in cui venivano eseguiti sacrifici (animali e forse anche umani) per invocare l’aiuto e/o il benvolere degli dei.

Stranamente ben pochi film del genere horror hanno utilizzato in qualche modo le origini sacrificali di halloween, Halloween III ci provò, ma fu odiato in maniera incredibile, tanto che con il 4 ° film fecero ritornare Michael Myers, e di fatto il pubblico ed i fan punirono una serie horror per avere le palle ed il coraggio di non reiterare la solita zuppa “omicida con maschera bianca e coltello che uccide babysitter”, ma invece provare qualcosa di nuovo. E poi ci si sorprende perchè vediamo pochi horror originali e/o che non sono seguiti o remake di qualcosa neanche troppo vecchio, se poi la maggior parte del pubblico vuole rivedere la solita vecchia sbobba. Alcune cose proprio non ce le meritiamo. XD

Detto ciò, prendete qualcosa dalle zucche piene di dolci che avete preparato per eventuali bambini pronti a porre la fatidica domanda, e buona lettura! 🙂

Tema: Maschere.

Anno: 2008

Titoli Alternativi:

Nessuno

Nazione: USA

Durata: 1 ora e 15 minuti

Regia: Bryan Bertino

The Strangers è esattamente su quello che il titolo indica: estranei. Una coppia di fidanzati, dopo un qualche evento andato male e un certo distacco dovuto a questo evento, decide di passare notte alla casa di famiglia del ragazzo, in mezzo ai boschi e praticamente isolata. E là vengono osservati, inseguiti ed attaccati da tre estranei, ognuno con il volto coperto da una maschera diversa, e senza sapere perchè queste persone stiano facendo questo.

La premessa è estremamente semplice, ma molti buoni horror si basano su formule semplici, sul non raccontare troppo allo spettatore, sul creare una buona atmosfera, e sul non abusare degli elementi che la gente dà scontati per il genere horror, cioè sangue, violenza e nudità. E The Strangers decisamente riesce a creare una buona atmosfera, a piazzare lunghi momenti di silenzio che permettono di creare una finta calma funzionale e riuscita (e d a non rovinarli passando ad eccessi di rumore superflui come sembra essere comune negli horror moderni), ed a tenere curioso lo spettatore sullo sviluppo della vicenda, sulle mosse dei silenziosi ed inquietanti estranei, che si muovono come fantasmi tra le ombre.

Strutturalmente, il film potrebbe sembrare uno slasher (ad esempio il classico setting della casa isolata nei boschi, individui armati che usano asce e coltelli, ed alcuni momenti sono tipici di questo sottogenere), ma il film è più un horror/thriller, che si basa sull’atmosfera, e non sul gore, sul far vedere un tizio mascherato fare a pezzi una persona nella maniera più esagerata e violenta possibile, e non presenta nulla di sovrannaturale (no zombi, no mostri con artigli lunghi che entrano nei sogni della gente, nessuno psicopatico con la maschera bianca che pare indistruttibile, ci siamo capiti). Anzi, usa un approccio realistico, secondo la breve narrazione iniziale è basato su fatti realmente accaduti (cosa non vera, l’ha detto lo stesso regista), ma il punto non è se ciò è realmente accaduto, è che potrebbe davvero accadere, è forse una situazione irrealistica che degli intrusi (ladri, omicidi, non importa) entrino in casa vostra con la violenza? No, ma fa un effetto particolare, sempre inquietante, perchè violano un posto “sacro”, diciamo, una fortezza in cui vi sentite al sicuro, in cui siete rilassati e vulnerabili. Non è affatto una situazione irreale.

Parlando dei personaggi, i due protagonisti (la coppia di fidanzati) sono ok, ma potevano essere fatti meglio (e non mancano alcuni dialoghi stupidi, tipo lui che torna a casa, lei che gli dice che qualcuno è entrato in casa, e lui che cerca in giro per la casa, volendo mostrare alla fidanzata che non c’è nulla di cui preoccuparsi, perchè mai lei gli dovrebbe mentire, così, per fare?). Decisamente riusciti meglio sono gli estranei mascherati, a partire dalle maschere (come potete vedere dall’immagine sopra, l’uomo con un semplice sacco con buchi per gli occhi ed un sorriso intagliato, e le due donne, una con una maschera da bambola, ed una da pin-up anni ’50), e dal loro modo di agire: si muovono silenziosi e agiscono con un piano di fondo, e quindi non vanno in giro con un’accetta e la agitano sperando di beccare qualcosa, ma agiscono con cautela e senso, cacciano in pratica.

Devo ammettere che sebbene sia ormai un aficionado del genere, The Strangers è riuscito a farmi genuinamente prendere paura in più di un’occasione, a sorprendermi, anche alcune situazioni che sembrano ormai viste e telefonatissime sono state fatte molto bene, tanto da risultare effettive, contro ogni previsione. Veramente pochi gli shock moment barboni (tipo quando vi aspettate che la mano che si avvicina silenziosa verso il protagonista sia quella dell’assassino, ed invece è quella di un altro personaggio amico), incredibilmente. La regia usa quello stile un pò traballante tipico degli horror moderni, ma è molto buona, ed altrettanto buona è la fotografia, con molti scatti e scenari colmi di ombre, di luce fioca e sfocata, di scenari naturali che appaiono come insicuri e pericolosi. Ottimo anche il comparto sonoro, colmo di tanti rumori creati dagli estranei per turbare ed inquietare la coppia, mai troppo banale e che aiuta a lasciare i personaggi (come lo spettatore) sempre attenti e curiosi. il finale è un pò clichè e ridicolo, ma ci si può passare sopra, visto che il resto del film è buono.

L’unico difetto vero è che i primi 20 minuti del film sono lenti, non molto lenti, ma visto che non scopriamo molto sui due protagonisti (per esempio non sappiamo mai il perchè i due protagonisti vengono lì), sembrano più pesanti di quanto sono. Ma alla fine sono piccolezze, il film non è privo di difetti e non è il capolavoro perfetto, ma nel marasma di film horror di merda sui soliti assassini psicotici, di remake e prequel inutili (spesso dei soliti slasher coi suddetti assassini psicotici), The Strangers è una piccola gemma, un tipo di film che il genere horror stesso necessita sempre di più, della serie “dovrebbero fare più spesso film così”. Decisamente uno degli horror moderni migliori, che non cerca di imitare nessuno (al massimo si ispira ai thriller degli anni ’70, ma non copia nulla), e ampiamente meritevole di un’occhiata.

Sicuramente una delle peggiori tagline che abbia letto/sentito quest’anno.

Anno: 2010

Titoli Alternativi:

Maskerade

Nazione: USA

Durata: 1 ora e 30 minuti

Regia: Griff Furst

Abbiamo finito con un film di classe, ora è tempo di fare uno di quei “merdosi film con gli psicopatici assassini”. Gli slasher sono decisamente il sottogenere “B movie” dell’horror, ma possono essere divertenti e gradevoli da guardare, soprattutto se gli vedete senza aspettarvi chissà cosa, solo gore, violenza gratis e adolescenti idioti di cui non ve ne frega nulla se vengono ammazzati, cose standard. Questa volta parliamo di Mask Maker, il cui titolo vi dice già quello che volete sapere del film (abbastanza ridicolo l’altro titolo del film, Maskerade), e che devo dire, è un pò una scommessa per il sottoscritto, nel senso che non ne so quasi niente del film, che ho scoperto da poco.

Ad ogni modo, Mask Maker è decisamente uno di quelli slasher che prendono un pò di quello, un pò di questo, un altro pò di codesto dagli esponenti maggiori del genere (quelli che hanno reso popolari molti clichè del genere), e con “prendono” si intende “scopiazzano senza pudore”, ed infatti questa è una ricetta i cui ingredienti sono molto familiari: un evento sovrannaturale/magico nel passato, dei teenager o studenti del college come protagonisti, che si recano in un luogo remoto in cui non dovrebbero andare (in questo caso…. una casa), e fanno qualcosa che non dovrebbero fare, cioè risvegliare accidentalmente un mostro/spirito/zombie con spiccata voglia di ammazzare qualsiasi persona si trovi davanti. Clichè è la parola giusta, e se questo film ne è saturo! c’è tutto, anche il tizio ringhioso che gli racconta la terribile storia dietro alla casa che gli altri abitanti del posto non vogliono dire, per aggiungerne un altro a quelli già citati. Sarebbe un bel gioco da fare tra appassionati di horror, il “conta clichè”, magari in versione alcolica, o forse no, perchè il rischio di morire per avvelenamento da alcol è un pò altino. Una cosa buona, però, è che il film non cerca affatto di nascondere questo suo essere fatto seguendo un manuale della collana “come fare uno slasher movies”, e si nota un pò di autoironia, che va sempre apprezzata secondo me.

Un esempio della bruttissima fotografia del film, sembra una ripresa amatoriale fatta di domenica.

C’è però qualcosa di buono da dire su questo film, anche qualcosina in più di quanto ci si poteva aspettare. Il cast (composto totalmente di sconosciuti) non è così male, ho visto tonnellate di attori peggiori in slasher più conosciuti (ma tanti), sia chiaro, sono migliori rispetto alla media del genere, ma non vuol dire molto. Ma devo ammettere che almeno il più delle volte le battute non sembrano forzate, non aiuta che il copione e i dialoghi siano belli mediocri, volgari e ridicoli, ma non sono poi COSÌ brutti, e perlomeno il più delle volte vengono fuori con una certa naturalezza, il che è già qualcosa in più rispetto a tante alte produzioni del genere, quindi un “pollicino” in sù a Mask Maker su questo lato.

la regia è decisamente dozzinale, con i soliti tremila “finti spaventi”, quando viene implicato che in quel momento l’assassino attacchi, mentre invece è uno che fa uno scherzo, o qualcuno che invece di dire “ciao!” o “salve!”, preferisce allungare silenziosamente la mano sulle spalle delle persone. Perlomeno si riesce a vedere cosa succede, quindi… può andare. A parte in alcuni momenti proprio brutti, tipo quando guidano e sembra quasi che ci sia un green screen (cioè uno sfondo proiettato), come nei vecchi film in cui lo sfondo non sembrava appartenesse alla stessa scena. Bocciata del tutto la fotografia, proprio pessima, tanto che vi domandate se è davvero un film.

Per quanto riguarda il mostro, il cosiddetto “mask maker” ha una backstory fatta benino, e non la racconterò, perchè davvero vi toglierei ogni motivo per vedere il film. Il look non è complicato, bende e bende che fasciano tutta la faccia a mò di mummia e coprono un volto senza pelle, ma può andare. Ed effettivamente fa quello che il titolo del film implica, cioè che crei maschere con le facce delle sue vittime (già sentita? infatti è copiata da Texas Chainsaw Massacre, noto da noi come Non Aprite Quella Porta), e che le indossi. Che ci crediate o no, ci sono anche film che non riescono a mantenere quanto promesso dal titolo, ad esempio immaginate un ipotetico film chiamato Zombie Galore, in cui non c’è manco uno zombi, una roba del genere. Per il resto, solita roba, un tizio col volto coperto che spezza colli come se fossero fili di ragnatela e usa accette. Ah, dimenticavo, oltre ad indossare le facce delle vittime, ne indossa anche i vestiti, per trarre in inganno gli altri ragazzi. C’è da dire anche che perlomeno non dovete aspettare 40 minuti o più (come succede spesso in roba del genere) per vedere il mostro/maniaco in azione, ma d’altro canto il film le uccisioni ve le fa sudare un pò, costringendovi a vedere… il resto del film con i ragazzi del college.

Ecco, avete appena visto la massima dose di sangue finto utilizzata nell’intero film, all’incirca.

Il gore ed eventuali nudità: il primo è stranamente meno selvaggio ed esagerato della media di questi film, per esempio non c’è sangue che schizza dappertutto di continuo (il che può deludere parecchio, d’altronde molta gente guarda questo tipo di film solamente per quello), e c’è n’è quasi di più nei flashback che nel film vero e proprio, ma può andare, anche per quanto riguarda gli effetti speciali ed il make up, non c’era sicuramente un grosso budget, ma abbastanza per un qualcosa di decente. Del secondo, nulla di che, il massimo è un paio di culi a caso e qualche tetta, lo so che non è…. un argomento di classe, ma neanche questo film (od il sottogenere degli slasher, se è per quello) lo è. Ad ogni modo, a meno che non siate una vecchietta del secolo scorso posta in criogenia e risvegliata or ora, non vi scandalizzerete. 😀 Ma è innegabile che il film non si fa troppi problemi a usare sti mezzucci per risollevare il livello d’attenzione generale, ma non ce n’era davvero bisogno.

Cosa dire, in conclusione? Poco, e tanto. Mask Maker è certamente uno slasher dozzinale, una produzione low-budget priva di originalità e fatta a tavolino come tante altre, ma perlomeno riesce ad intrattenere, e ha dei personaggi meno odiabili della media (per i quali un pochino vi dispiace, mentre generalmente vi basta la presentazione dei personaggi per volergli vedere morti subito), ma un gore sottotono rispetto a quanto ci aspetta da un film del genere. Personalmente ho visto tantissimi slasher peggiori, se ogni tanto ve ne vedete uno per sfizio, o vi piace il sottogenere e siete sempre in cerca di titoli che non avete visto, Mask Maker può andare, ma è davvero senza infamia e senza lode, un film slasher come tanti (che vi fa chiedere perché non fare qualcosa di diverso, invece di una roba dozzinale indistinguibile dalla massa), che se non ci fosse stato non sarebbe cambiato nulla. Dimenticabile, ma si può vedere una volta (dubito chiunque voglia rivedere questo film, ma vabbeh). Se invece amate più un gore totalmente folle consiglio Hatchet, di cui prima o poi parleremo, ma per questo numero è tutto, è sempre più una faticaccia mandare avanti questa rubrica ma ve lo voglio dire, non ho intenzione di arrendermi!  :->

Buon Halloween a tutti!

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