The Weakly Hobbyt #85

The Weakly Hobbyt #85

Benvenuti (again) al Weakly Hobbyt, come sempre implacabile, inossidabile, in… qualcosabile. Torna anche il sottoscritto Wise Yuri dopo una breve assenza, ma come sapete, non sono un tipo bravo con le intro, per cui smetto subito di scrivere capperate e vi auguro (again) buona lettura!

Extra-senses

(A cura di Wise Yuri)

Fresco dalle sale cinematografiche (che frequento sempre di meno, tra un cacchio e l’altro) ho per voi la recensione del nuovo thriller sovrannaturale (con qualche pizzico di horror) Red Lights, una coproduzione USA-Spagna, con un cast americano che presenta volti assai noti, ma diretto da un regista spagnolo, Rodrigo Cortés.

La vicenda del film ruota attorno alla figura di Simon Silver (Robert DeNiro, uno psichico che dopo 30 anni di silenzio torna sulla scena, ed i cui poteri sembrano davvero tali, al contrario di quelli ostentati da moltissimi ciarlatani e sensitivi da strapazzo che la professoressa Margaret Matheson (ricercatrice ed esperta del paranormale) ed il suo assistente Tom Buckley smascherano di continuo. Silver si rivela come un mistero, e come l’unica vera sfida per il duo, che continua a trovare buffoni il cui unico potere supernaturale è ingannare polli, ma appena Tom cerca di indagare, inizia anche una serie di eventi inaspettati.

Devo dire che del film non ne avevo manco sentito parlare, ho visto il trailer in tv e vedere De Niro levitare mi ha incuriosito, non sono cose che si vedono tutti i giorni! 😀 Parlando seriamente, non sapevo molto di questo film (oltre a quello mostrato nel trailer e nelle breve sinapsi della trama), ma sono contento di avergli dato una chance, perchè si è rilevato decisamente piacevole e interessante, anche considerando che i temi e gli elementi trattati, di per sè, non brillano di originalità, in nessun modo. Ma il modo in cui sono trattati è interessante, e dà al sottogenere dei film sul sovrannaturale/paranormale una dose di dignità, che non fa male visto che il maggior film famoso con “paranormal ” nel titolo, quella sottospecie di schifezza che al confronto fa sembrare un episodio di Scooby Doo l’Esorcista. Ma di questo ne ho già parlato tempo fa, procediamo con il film.

Al centro dell’intreccio narrativo abbiamo questo duo particolare, che studia eventi paranormali, o presunti tali, e conduce lezioni nelle università, spiegando per esempio come i medium riescano a infarloccare gente convinta di avere fantasmi in casa (per esempio, come sollevano “magicamente” il tavolo durante la seduta), ed è interessante sentirli spiegare queste cose, anche se come me non siete particolarmente interessati al paranormale. Fortunatamente il film ha un buon ritmo ed una certa varietà, e non è al 90 % esposizione, ma neanche un film d’azione (non che lo dovesse essere, sia chiaro), ma c’è un certo equilibrio tra backstory, momenti comici, sviluppo dei personaggi, suspense, e il regista riesce anche ad infilare qualche colpo di scena non male. Il cast è molto noto, e non grossi appunti da fare su De Niro e la Weaver, che sono molto competenti in questo film, ma devo dire che mi ha sorpreso Cillian Murphy nei panni di Tom, non conoscevo molto l’attore, e questo sguardo un pò vacuo mi aveva fatto temere di trovarmi di fronte ad un allievo della scuola di recitazione di Keanu Reeves, ma sono stato subito smentito, perchè il signor Cillian è tutt’altro che “monofaccia e monoespressione” in questo film, anzi.

L’intreccio di per sè non è nulla di speciale (come già accennato sopra), ma non è affatto banale, è sviluppato bene e permette allo spettatore di non prevedere fin da subito come andranno a finire le cose, ma ha molto scene, che una volta visto il finale, sembrano un pò tirate via e rimangono dei buchi. Lo so che è un film sul paranormale, ma se scegli di fare un film con tono prettamente realistico, beh, sii coerente. Sì può perdonare come cosa, perchè comunque la maggior parte delle eventi si può spiegare anche in seconda analisi, e alla fin fine non inficia così tanto sulla visione del film, ma un film non dovrebbe (a prescindere) richiedere che lo spettatore abbozzi e passi sopra. Ma d’altro canto, come diceva Johnny Depp (nei panni di Edward Wood Jr.) in Ed Wood (anche se non concordo in toto): “i film non si basano sui piccoli dettagli, ma sul grande insieme”.

Nel complesso, Red Lights è un buon film, che forse non brillerà particolarmente per originalità, ma che riesce ad utilizzare bene un canovaccio non superlativo, con buona recitazione, buoni personaggi, momenti di suspence e colpi di scena non male davvero. Ultima ma non ultima una buona regia che usa ma non abusa l’utilizzo di fuori focus volontari e movimenti repentini della telecamera.

Se volete un voto…. direi 3/5 De Niro levitanti. Ma vi ricordo che il voto è un semplice numero, purtroppo molti guardano solo quello, e da recensore so che non è bello vedere il proprio lavoro ignorato in preferenza di una valutazione in stelle, decimi, etc. che non dice niente, ma niente davvero. Potrebbe essere un film o videogioco decente e basta, ma potrebbe fare al caso vostro, od il contrario, potrebbe essere un titolo eccellente ma che non fa proprio per voi. Sembra paradossale, ma moltissimi ancora si basano sul giudizio numerico dato a fine recensione, ignorando quasi tutto il resto della recensione. Mi scuso per la disgressione, ma volevo far capire perchè in linea generale io non dia voti in decimi, perchè voglio che le recensioni vengano lette, ed evitare che i lettori corrano come conigli in calore verso il x/10 a fine articolo.

E con ciò vi lascio agli articoli dei miei colleghi, buona lettura!

Predator 2
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Predator 2

La saga Predator non ha molti film, considerando o non considerando i film rilasciati dopo l’inizio del terzo millennio, ne ha comunque sempre due in meno della saga Alien. Per questo non mi è dispiaciuto vedermi Predator 2. Bello o non bello, i film della serie sarebbero finiti con lui (per ora) e sarei passato, in seguito, ai due Alien vs. Predator. Ciononostante il film…beh, ne riparliamo più sotto.

Predator 2 si svolge diversi anni dopo il primo. Siamo a Los Angeles, e di preciso nel bel mezzo di una gang-war tra spacciatori di droga Colombiani, Jamaicani Voodoo e la polizia cittadina. Protagonista del film è il Tenente Harrigan, che da inizio film viene osservato da un Predator apparentemente a caccia di trofei nella città degli angeli. Durante una prima sparatoria, Harrigan salva eroicamente due colleghi poliziotti e ricaccia i colombiani in un loro nascondiglio. Mentre Harrigan prepara, con i suoi uomini (tra cui Danny e Leona) l’irruzione, il Predator fa piazza pulita dei colombiani. Quando Harrigan quindi entra, trova il posto già irrotto e pieno di cadaveri. Il modo in cui li ritrova uccisi, lo fa pensare ai Giamaicani. Le sue indagini però vengono ostacolate dagli uomini della DEA guidati da Peter Keyes, che vogliono escludere Harrigan dalle indagini in maniera sospetta.

Predator 2

Il Predator è arrivato a LA, ed è pronto a cacciare!

Presto muore anche un gruppo di Giamaicani che fanno irruzione e uccidono il capo del cartello colombiano, sempre ucciso dall’alieno. Unica superstite, una prostituta che stava col capo dei colombiani. Di nuovo Harrigan viene escluso dalle indigini da Keyes, ma manda Danny ad infiltrare il luogo. Il giorno dopo viene trovato morto. Per Harrigan la cosa ora è personale, e con la nuova recluta Jerry Lambert cerca di venire a capo della faccenda. Così contatta King Willie, re della droga giamaicano e capo del culto, che lo informa che l’uccisore del suo amico è un essere sovrannaturale. Poco dopo, anche King Willie viene ucciso da Predator. Quando, durante un’assalto in metropolitana, insorge una sparatoria, compare di nuovo il Predator che prima uccide Jerry e poi risparmia Leona quando vede con il suo visore termico che questa è incinta. Irato oltre ogni ragione, Harrigan insegue il Predator nella metropolitana e viene preso e catturato dagli uomini dei Keyes. Questi gli spiegano dell’incidente della squadra di Dutch nell’america latina e gli spiegano che cercano il Predator per la sua tecnologia. Gli tendono una trappola pensando che l’alieno possa vedere solo con visori termici, ma questa fallisce quando si vede che il PRedator ha anche visori sonori, radar, eco e fotonici. Grazie a questi riesce a evitare la trappola e uccidere Keyes ed i suoi uomini, nonostante il tentativo di Harrigan di salvarli. Harrigan riesce quindi a ferire gravemente l’alieno, prendigli un’arma discoidale e a smascherarlo, ma questo si rialza e fugge. Inizia un inseguimento tra i tetti che finisce in una specie di astronave dei Predator, dove Harrigan e l’alieno si affrontano in un duello all’arma bianca che porta alla morte del Predator. Quando la sua morte è evidente, all’improvviso appaiono molteplici Predator che prendono il loro compagno deceduto e lo portano via. Infine il capo dei Predator lancia a Harrigan una vecchia pistola del 1715, come trofeo di guerra, per così dire. Harrigan viene risparmiato ed i Predator partono a bordo della loro astronave.

Predator 2

Harrigan smaschera il Predator.

Inutile dire che Predator 2, come trama, è decisamente più complesso del primo film. Lì era una “semplice” azione di vendetta inscenata da estrazione che si trasforma in fuga dal Predator, qui in mezzo ci sta un sub-plot dedicato a questa guerra della droga tra il cartello colombiano e i voodoo giamaicani. In questo mix, viene buttato un personaggio come Michael Harrigan, detective spaccone, che alla fine riesce a fare un lavoro migliore di Arnold Schwarzenegger nel ruolo di Dutch nel primo film, cosa che mi ha stupito non poco come direzione scenografica del film.
In generale, però, gli attori sono allo stesso livello, se non inferiori. Danny Glover esagera alcune scelte, seppure in molte sia generalmente accettabile nel suo ruolo, ma chi proprio non mi hanno convinto sono Marìa Conchita Alonso nel ruolo di Leona (pessima!) e Bill Paxton nel ruolo di Jerry Lambert. La prima in particolare fa una scena esagerata dopo l’altra, con una fiera dell’overacting davvero poco convincente.

Anche il Predator non è, come personaggio e non come recitazione, ovviamente, a livello di quello del primo Predator. Appare meno convincente, meno pericoloso e, ovviamente, molto meno misterioso, nonchè confusionario su cosa vuole fare. Possibilità di uccidere Harrigan ne ha diverse, ma alla fine soccombe alla propria indecisione o per averlo sottovalutato diverse volte di fila. Le uniche note davvero positive del film, alla fine si riferiscono al fatto che iniziamo a conoscere un pò meglio i Predator. Hanno diversi visori, non uno solo, e a quanto pare hanno già avuto a che fare con gli alieni della serie Alien: nella loro astronave, infatti, Harrigan vede diversi teschi messi lì come trofei, e tra questi anche quello di un alieno di Alien, o come vengono chiamati dagli appassionati della saga, gli Xenomorfi. Non è il primo segno di un crossover tra i due franchise, ma il primo su pellicola e fu il primo indizio al prossimo venturo Alien vs. Predator. E il modo in cui viene introdotto è proprio niente male.
Inoltre col Predator hanno fatto qualche grave errore di effetti speciali, facendo sembrare che anche a maschera tolta, esso possa vedere con un visore termico, quando invece nel primo film vedeva tutto in sfumature di rosso (cosa che ritengo, tutt’ora, davvero ridicola!).

Predator 2

Il teschio di uno xenomorfo nell’astronave aliena!

In breve: pessime recitazioni (eccetto i due protagonisti), idee non convincenti, errori di scena, troppi personaggi inutili, ma segni di cross-over. Merita di venire visto? Hmmm….no, direi di no.

Voto Personale: 5/10

La Rivoluzione Umana

(A cura di Alteridan)

Prima di iniziare a leggere vi avviso che questo articolo contiene spoiler sulla trama del gioco.

C’è una serie che per me rappresenta il culmine del cyberpunk in ambito videoludico, questa è la serie di Deus Ex. Per molti il primo Deus Ex viene considerato un capolavoro, ed io sono uno di questi, per la maggior parte di questi giocatori il primo Deus Ex è il miglior Deus Ex in circolazione, ed io non sono tra questi.

Per quale motivo? Ce ne sono molteplici, il primo è senza ombra di dubbio il protagonista dell’ultimo gioco della serie.

Chi è Adam Jensen? Adam è un personaggio molto difficile da categorizzare, il protagonista al centro delle vicende di Deus Ex: Human Revolution ha un passato che lo tormenterà durante l’intero corso della storia e tale passato avrà ripercussioni sulle scelte che dovremmo prendere per suo conto. Ma il passato è un mistero anche per Adam stesso, la sua storia personale ha molti punti oscuri che saranno determinanti per lo sviluppo del suo percorso e sono legate a filo doppio con le vicende del gioco.

Adam è un uomo con dei valori in un mondo che sembra non dare molto peso ai sentimenti del singolo, nel 2027 infatti tutto ciò che conta è il profitto: i governi sono sempre più deboli e corporazioni e multinazionali si rafforzano cibandosi di questo vuoto di potere. Questa condizione sarà alla base delle vicende a cui parteciperà il nostro avatar, e saranno proprio i valori di Adam, in palese contrasto con il mondo attuale, a fare la differenza.

Come Adam Jensen, anche Rick Deckard, il protagonista di Blade Runner, agisce secondo i suoi valori e per questo non è molto apprezzato.

Adam Jensen è un ex SWAT, sebbene in molti credano che sia stato cacciato dalle forze speciali, così come citato nel suo fascicolo, egli in realtà è andato via di sua spontanea volontà dopo aver rifiutato di eseguire un ordine che, stando al suo sistema di valori, non avrebbe potuto compiere. Successivamente grazie alla sua esperienza diviene il capo della sicurezza di un’azienda di Detroit che si occupa di potenziamenti cibernetici, la Sarif Industries. Il suo ruolo è quello di proteggere gli scienziati e in particolare Megan Reed, una scienziata con cui intrattiene una relazione amorosa.

Proprio durante il suo lavoro un gruppo di terroristi irrompe nel quartier generale delle Sarif Industries e attacca gli scienziati, Adam fa di tutto per salvare loro e soprattutto Megan ma fallisce. Creduto morto dal commando che ha attaccato le Sarif Industries, Adam viene salvato da David Sarif, capo della compagnia, il quale decide di salvargli la vita innestandogli le migliori protesi biomeccaniche prodotte dalla sua azienda. Il corpo di Adam verrà completamente stravolto, le ferite sono così gravi che si renderà necessario sostituire quasi tutti gli organi e gli arti con gli equivalenti cibernetici, persino i suoi occhi e il suo cervello verranno potenziati. Anche se alcune di queste modifiche non erano necessarie, Sarif decide ugualmente di dare il via libera senza il consenso di Adam.

Adam contempla il suo pugno:“Lo sferro o non lo sferro?”

Una volta ripresosi dall’operazione, Adam scopre che Megan e l’intero team di scienziati sono stati uccisi durante l’assalto, e i documenti della ricerca a cui stavano lavorando sono stati distrutti.

Quindi chi è Adam Jensen in realtà? Adam, nonostante tutto, è ancora un individuo in bilico tra la sua umanità e ciò che Sarif e il mondo vorrebbero che sia. Molti uomini del suo tempo hanno scelto di potenziarsi, di sostituire un debole braccio di carne con un più performante arto meccanico; per Adam non c’è stata nessuna scelta tuttavia è determinato ad utilizzare le sue nuove capacità per scovare coloro che hanno ucciso Megan. Se sia la vendetta o la redenzione ciò che cerca starà a noi deciderlo, poiché noi saremo Adam ed ognuno, come Adam stesso, agisce in base al proprio sistema di valori.

Ma Human Revolution non è solo Adam Jensen.

In Human Revolution una parte fondamentale la gioca il transumanesimo: tutto ruota attorno al concetto di miglioramento della condizione umana. I vari attori del gioco avranno fondamentalmente tre visioni della questione.

Primo fra tutti vi è il rifiuto categorico ai potenziamenti cibernetici. Il gruppo dei Purity First è formato principalmente da gente che crede che sia sbagliato e disumano sostituire parti perfettamente funzionanti del proprio corpo con protesi biomeccaniche. Spesso diversi membri dei Purity First violano la sicurezza delle compagnie produttrici degli innesti e compiono atti di vandalismo ai loro danni.

Al contrario, David Sarif ritiene che gli innesti possano dare vita ad un mondo migliore in cui l’uomo sia più di ciò che è attualmente. Un mondo in cui il progresso scientifico segni la via da percorrere per elevare la razza umana.

In una posizione intermedia si trovano gli Illuminati, un ristretto gruppo di persone che vogliono tenere sotto controllo il progresso scientifico per controllare di riflesso l’intera umanità. Credono nel principio dell’effetto Icaro: secondo la mitologia greca, Icaro aveva costruito delle ali di cera e volando, nonostante gli avvertimenti del padre Dedalo, si avvicinò troppo al sole, così le ali di cera si fusero facendolo precipitare. Per gli Illuminati il progresso tecnologico senza controllo rischia di destabilizzare l’ordine mondiale, ordine che gli stessi Illuminati hanno creato nel corso dei secoli, pertanto faranno tutto il possibile per avvicinare il sole ad Icaro e ricreare lo status quo.

Il riferimento al mito di Icaro non è casuale, nel primo Deus Ex infatti le intelligenze artificiali create dagli Illuminati si chiamano proprio Daedalus, Icarus e Helios.

Il mondo illustrato in Human Revolution non è ancora distopico come quello degli altri capitoli della serie ma rappresenta sicuramente il punto di svolta.

Per raffigurare questo punto di svolta viene scelto un concetto molto semplice: il Rinascimento. Così come nel periodo storico a cavallo tra ‘400 e ‘500, anche nel 2027 l’umanità si ritrova in un periodo di grandi sconvolgimenti politici, economici e culturali: come già detto gli organi politici e governativi perdono sempre più potere, sul fronte economico la massificazione del mercato delle protesi biomeccaniche porta nuova ricchezza e cambiamenti sociali.

Adam nel 1500?

La rivoluzione quindi è iniziata, e se nel 1500 l’uomo iniziò ad accantonare il concetto della religione per sdoganare il libero pensiero principalmente attraverso l’arte, in Human Revolution si assiste ad un periodo di grande incertezza poiché nessuno conosce fin dove si spingerà il transumanesimo. L’uomo inizia a chiedersi qual è il significato di umanità e quale sia il suo confine, dove finisce l’uomo e inizia la macchina.

Deus Ex: Human Revolution è quindi un’opera estremamente varia, verrebbe spontaneo asserire che sfoggia la complessità di un’opera d’arte ma preferisco evitare di spingermi in una discussione sul videogioco come forma d’arte, magari in un altro articolo potrei approfondire la questione.

Ciò che intendo dire è che Human Revolution non ha nulla da invidiare a capolavori cyberpunk del calibro, ad esempio, di Blade Runner. I personaggi sono degni di un’opera hollywoodiana, mentre il setting offre svariati spunti di riflessione su cosa ci potrebbe riservare il futuro.

Ah, se tutti i giochi fossero come Human Revolution…

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