The Weakly Hobbyt #95

The Weakly Hobbyt #95

Ben ritrovati. Oggi è un giorno importante poiché è la prima volta che vi introduco alla lettura di un Weakly Hobbit. Ma bando alle ciance, quest’oggi vi porteremo tra le stelle dove il buon Celey vi farà scoprire il nuovo capitolo della celebre saga di Alien: Prometheus;  rimarremo sempre nello spazio profondo con un mio articolo su Gemini Rue, un’interessante avventura grafica vecchio stile; mentre Wise ci riporterà un po’ più indietro nel tempo con la sua recensione dell’horror Night of the Ghouls. Infine Celebandùne ci riporterà nuovamente nella Gallia dell’epoca romana con una nuova avventura del fumetto firmato Goscinny/Uderzo.
Non mi resta che augurarvi una buona lettura.

Prometheus
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Prometheus

E siamo infine arrivati al motivo per cui ho iniziato a vedermi la serie Aliens, in seguito i Predator, e come colpo di grazia gli Alien vs. Predator (e che colpo di grazia!). Prometheus. Me lo sono perso al cinema, ma ho modi per recuperare film (e non c’è nulla di misterioso in questi metodi) e infine a poco più di mezzo anno dalla sua uscita, eccomi a parlarne. Nè è valsa la pena? Ne parliamo più sotto! 😉

Il film inizia con un alieno umanoide bianco che bevendo un liquido nero si dissolve e il cui codice genetico va a a finire nella cascata su un pianeta simile alla terra.
Probabilmente millenni dopo, nel 2089, un duo di archeologi (Elizabeth Shaw e Charlie Holloway) scopre una mappa stellare in una caverna, non dissimile da molte altre mappe stellari scoperte in altre civiltà non legate tra di loro, separate geograficamente e/o temporalmente. I due credono sia una mappa che indichi una pianeta importante per la storia umana, e la loro idea di una missione tra le stelle per scoprire da dove proveniamo viene presto finanziata dalla Weyland Corporation. Una squadra che comprende oltre ai due anche un biologo (Millbourne), un geologo (Fifield), la rappresentante della Weyland Meredith Vickers (interpretata da una bravissima Charlize Theron) e il capitano della nave Prometheus sulla quale viaggiano Janeck (interpretato da Idris Elba) viene mandata in stasi verso il pianeta LV-223, monitorata dall’androide David (Michael Fassbender).

Prometheus

Anche agli ingegneri piace drinkare…con effetti fatali, purtroppo!

Quando vi arrivano, scoprono una gigantesca struttura piena di cunicoli e grotte sotterranee. Dopo un pò di randomica esplorazione, vi scoprono una cadavere alieno, un immagine holografica 3D che li vede “fuggire” verso la stanza davanti la quale il corpo è morto. Incuriositi, alcuni di loro entrano nella stanza, mentre Millbourne e Fifield decidono di tornare indietro spaventati. Nella stanza aperta, il team trova diversi contenitori che quando loro entrano, iniziano a sudare una strana sostanza liquida densa e nera. La direttiva è di non toccare nulla, ma David se ne porta una con sè sull’astronave Prometheus. Nella stanza c’è anche una grande statua con una grande faccia, e diversi basso rilievi che sembrano indicare che la cultura conoscesse Regine Aliene. Una tempesta forza il gruppo a rientrare, ma Millbourne e Fifield si perdono, e tornano nella stanza in cui i contenitori cuneiformi hanno ormai riempito la stanza con la strana sostanza nera. Alcuni vermi che vi erano, sono “mutati” in strani alieni cobra-formi. Millbourne ne tocca uno affascinato, e poi viene attaccato dallo stesso, mentre Fifield cade faccia in giù nella sostanza nera.

Prometheus

Ecco la nave che da il nome al film!

A bordo della nave, l’androide Davide analizza il liquido nero e ne da una goccia ad un depresso Charlie Holloway. Poco dopo Charlie va da Elizabeth e i due fanno sesso. In seguito Elizabeth analizza la testa di un alieno morto trovato lì e scopre che il genoma loro è identico a quello umano. Tornano alla struttura in cerca di Millbourne e Fifield, e trovano il primo dei due morto. David esplora la struttura da solo e trova un ingegnere ancora in stasi e una mappa che evidenzia la terra; inoltre si vede anche un altro “filmato” holografico, in cui sembra che gli ingegneri non abbiano certo intenzioni buone verso la terra. Nel frattempo lo stato di Holloway peggiora, e il gruppo decide di protarlo sull’astronave per guarirlo. Vickers però non vuole e Holloway chiede di venire bruciato vivo con un lanciafiamme. Vickers esegue. Elizabeth, distrutta dal dolore, scopre di essere incinta nonostante sia sterile. Sospettando il peggio, si dirige verso una capsula medica per estrarre dalla sua pancia uno strano alieno a forma di polpo.

Prometheus

Charlie, Elizabeth e David esplorano la struttura aliena.

Intanto si scopre che a bordo dell’astronave c’è anche Peter Weyland, il fondatore della Weyland Corporation, ritenuto morto. E’ volato con loro in stasi, sperando che gli ingegneri possano prevenire la loro morte. Scoperto l’ingegnere, David porta il “padre” verso la struttura aliena, per parlare con l’ingegnere e convincerlo a donare a loro i segreti della vita e della morte. Elizabeth è contro questa “gita” pericolosa di Peter Weyland, soprattutto dopo che un mutato Fifield ha attaccato il gruppo ed è stato ucciso a fucilate e lanciafiammate a sua volta. Il fondatore della spedizione non ne vuole sentire e si dirige verso la struttura. David risveglia l’alieno, ma non sembra felice dell’evento, e decapita David, uccide Peter Weyland e inizia a mettere in moto la struttura che in realtà era tutto il tempo un’astronave. Elizabeth fugge, e convince Janeck a far schiantare la Prometheus contro l’astrovelivolo in partenza. Janeck e ciurma si sacrificano per il bene maggiore, e l’astronave dell’ingegnere viene fatta precipitare. Vickers muore stupidamente nello schianto, solo Elizabeth riesce a scappare. A schianto ultimato, con loro alcune parti, ovvero le capsule di salvataggio della Prometheus intatte, David, ancora funzionante, avvisa Elizabeth che l’ingegnere è sopravvissuto allo schianto e sta venendo ad ucciderla. Elizabeth si rintana nella capsula medica, dove però scopre che il polpo è mutato fino ad assumere proporzioni enormi. Elizaeth esce dalla stanza, viene attaccata dall’ingegnere, che però poco dopo si sente venire intrappolare dalla creatura immonda, che piano piano se lo “mangia”, e introduce un tentacolo nella sua gola.
Elizabeth, invece, recupera David e scopre che sul pianeta esiste un’altra struttura simile, nella quale si avventura e che avvia, per scoprire le vere intenzioni degli ingegneri.
Nella capsula medica, dal petto dell’ingegnere esce una creatura simile ad uno xenomorfo.
Fine.

Sul film in realtà ci sarebbero da esprimere due pareri, invece che uno.
Il primo è l’impressione che si ha del film durante la visione e immediatamente dopo la fine, quando il coinvolgimento nelle scene appena vissute è ancora alto. Un secondo lo si vive quando, una volta passata l’emozione, si prova a ripensare a quello che il film aveva come promesse, prima e durante il suo svolgimento, e di quante poche in realtà ne mantenga!

Prometheus

Ecco il proto-xenomorfo…o comunque vogliate chiamare questo tease di Alien!

Parliamo del primo. Durante la visioe del film, la storia è narrata in maniera “confusa e incompleta”, tipica di Damon Lindeloff (i più lo conoscono da Lost), che però al contempo intriga lo spettatore a voler vedere di più, per scoprire le risposte agli interrogativi che si aprono. L’azione è bella e concitata e le ambientazioni del pianeta rese bene. Gli ingegneri sono pieni di mistero e tutta la struttura sembra essere un’inno all’esplorazione, che il team svolge o pare svolgere solo in maniera estramemente lacunosa, nonostante tecnologie che ricostruiscono tridimensionalmente la struttura.
Ma durante la visione del film a queste cose uno non bada; lo spettatore (o almeno, io) ero preso dallo svolgimento dei fatti e intrattenuto dai strani colpi di scena, da David che “avvelena” Holloway, è contro la rimozione del “polpo alieno” nella pancia di Elizabeth a Weyland a bordo della Prometheus se da inizio film viene creduto morto. E poi, tra serpenti alieni e Fifield mutato, il “cervello” dell’audience è per il momento silenziato, nella speranza che le risposte ed alcuni interrogativi arrivino, sicuro, prima della fine della pellicola. Più però questa si avvicina alla conclusione, e più uno si rende conto che probabilmente queste verranno risposte in un eventuale seguito che, conoscendo Lindeloff, aprirà più domande di quante di risponda. Ma, per ora, la cosa non importa perchè l’azione è niente male, la storia intricata ma stimolante e la regia e le sceneggiature davvero ispiratrici. Quindi quando i credits iniziano a calare, si pensa “Bah, proprio un bel film!”.
Il guaio viene dopo, quando uno analizza più approfonditamente il film.
In rete circolano una serie di filmati sulle “domande non risposte” dal film, di cui forse il più iconico e al contempo esagerato è questo. Molte delle domande sono sicuramente esagerate, e alcune, ne sono certo, verranno risposte in un sicuro sequel di questo lungometraggio. Ma ci sono altre cose che sono davvero “stupide” all’interno del film stesso, al di là di risposte date o non date. Perchè un biologo ha paura di un cadavere di un alieno, ma non di un serpente alieno vivo? Perchè Fifield e Millbourne si sono persi nella struttura nonostante fossero in contatto con l’astronave Prometheus e questi avevano una mappa 3D della zona con tanto di posizione dei membri della spedizione? Perchè Vickers (e anche Elizabeth, se è per questo), quando l’astronave precipita su di loro e “rotola” in linea retta, corre via da essa in linea retta? Queste le prime che mi vengono in mente in maniera spontanea. Domande a cui non c’è davvero una risposta sensata, secondo me, e le varie cose che pure si trovano su internet, sono solo “scuse” per giustificare scelte registiche strane. Ci sono molte di queste inconsistenze nel film, secondo me, che durante la visione vengono mascherate perchè il film è semplicemente rapido e pieno di cose che succedono, che il cervello benpensante non se ne rende conto.

Prometheus

La performance di Michael Fassbender è stellare per tutta la durata del film!

Cosa dire dunque del film di per sè? Beh, sono convinto che in molti hanno premiato e pluri-premiato la performance stellare di Michael Fassbender nel ruolo di David, e non posso che associarmi a queste voci. Il personaggio dell’androide è quello più interessante del film, e di molto, e Fassbender si rende protagonista di una recitazione stellare, che in parte mi ha ricordato quella di Brent Spiner come l’androide Data di Star Trek. Prima o poi dobbiamo davvero anche parlare di Star Trek, mi sa! 😉
Anche Noomi Rapace, nel ruolo di Elizabeth Shaw, convince, sicuramente molto più di un pò anonimo Logan Marsshall-Green nel ruolo di un fin troppo depresso Charlie Holloway. Guy Pearce interpreta bene il ruolo di Peter Wayland, anche se avrei preferito che riprendessero Charles Bishop-Wayland del primo Alien vs. Predator, per legare un pò i due film che forse più sono vicini alla nostra epoca. A meno che non vegono relegati come spin-off, e amen, cosa che, considerando il secondo dei due AVP, è anche meglio. Altra buona interpretazione è quella già accennata di Charlize Theron nel ruolo di Vickers, e di Idris Elba nel ruolo del coraggioso Capitano Janeck.

C’è poco altro da dire sul film. Colonna sonora niente male, “hint” ad Alien accettabili, ma per di più, film che da solo riesce comunque a regalare emozioni e divertire. Lo consiglio a chiunque, fan o meno della saga che rese famoso Ridley Scott.

Voto Personale: 8/10

Gemini Rue

(A cura di Alteridan)

Se qualcuno mi chiedesse quale sia l’opera cyberpunk per eccellenza risponderei con una relativa sicurezza Blade Runner, e di conseguenza il romanzo di Philip K. Dick “Il Cacciatore di Androidi”. Il capolavoro cinematografico di Ridley Scott ha avuto il merito di imprimere nell’immaginario collettivo i punti cardine dello stile cyberpunk: un futuro distopico e decadente in cui vive una società fortemente influenzata dalla criminalità organizzata e dalle multinazionali. E la pioggia. Tanta pioggia.

L’angelo della morte

Gemini Rue inizia con una sequenza interattiva in cui controlleremo Delta-Six, prigioniero in un centro di detenzione e riabilitazione in un posto sperduto della galassia. L’avventura non inizia nel modo migliore per Delta-Six: legato ad una sedia in una sala operatoria potrà fare ben poco e dopo una rapida e dolorosa operazione la sua memoria verrà cancellata.

Il gioco non inizia nel modo migliore per Delta-Six…

Successivamente l’azione si sposta sul piovoso pianeta Barracus, nel sistema Gemini. Questa volta però controlleremo Azriel Odin, un ex assassino al servizio dei Boryokudan, una potente organizzazione malavitosa in pieno controllo del sistema. Azriel è ora un poliziotto e la sua missione è di trovare ed evacuare Matthius Howard, suo vecchio “collega” ricercato dai Boryokudan.

Queste le basi di una storia che si farà via via sempre più affascinante, che riprende alcuni temi trattati in Blade Runner (quali starà a voi scoprirlo).

Punta, clicca e spara

Parlando del gameplay, Gemini Rue si presenta come un’avventura grafica classica in due dimensioni; con il pulsante sinistro del mouse si controllano i movimenti del protagonista mentre con il destro si interagisce con gli oggetti e le persone scegliendo tra cinque azioni possibili: osservare, usare, parlare, usare i piedi, oppure utilizzare uno degli oggetti dell’inventario.

Nel corso del gioco potremo controllare sia Azriel che Delta-Six, tramite un pratico tasto situato nell’angolo superiore destro dello schermo potremo selezionare quale dei due personaggi controllare e di conseguenza quale delle due storie giocare (sarà comunque necessario giocarle entrambe).

Nonostante una grafica non proprio al passo con i tempi, i fondali realizzati a mano offrono scorci dettagliati.

C’è però un’aggiunta al classico gameplay punta e clicca: sono infatti presenti alcune fasi shooter. Nulla di particolarmente elaborato, ma soffrono di una realizzazione tecnica poco ispirata; sono comunque semplici da superare e non inficiano in alcun modo l’esperienza complessiva del titolo.

Un’opera artigianale

Particolare di rilevante importanza è la cura riposta in ogni minimo dettaglio: a partire dai fondali realizzati a mano, proseguendo fino ad una colonna sonora dalle tinte noir perfettamente azzeccata. Da notare anche il doppiaggio completo, rigorosamente in inglese, di ogni linea di dialogo anche se non proprio entusiasmante: il voice acting è decisamente sottotono ma è comprensibile data la natura a basso budget del titolo.

Nel corso del gioco potremo imparare a sparare tramite una sequenza di allenamento.

Nonostante sia un titolo dalle poche pretese, Gemini Rue riesce comunque ad appassionare attraverso un intreccio narrativo semplice ma efficace, dei dialoghi ben scritti e per nulla pesanti, e una longevità breve (siamo intorno alle sei ore) ma intensa. Gemini Rue è quindi una meravigliosa avventura grafica, semplice ma mai banale, in grado di regalare emozioni che solo poche opere possono vantare di offrire.

Voto personale: 8,5/10

Night Of The Goulash

(A cura di Wise Yuri)

night of the ghouls

Devo ammetterlo, avrei pagato per vedere un film horror/comico in stile b-movie su una pentola di goulash assassino, ma siccome non esiste (e non ho i mezzi nè le conoscenze per girarmelo io stesso), oggi vi beccherete il mio stufato in salsa Edward Wood, ovvero la recensione di Night Of The Ghouls, ultimo film di quella che è considerata una sorta di trilogia (Bride Of The Monster, Plan 9 From Outer Space -già recensiti dal sottoscritto nel numero 75 e numero 81 del weakly-, e quest’ultimo, appunto).

Per quanto riguarda il discorso della trilogia, beh, è una cosa un pò assurda, visto che Bride of the Monster e Plan 9 non avevano nulla che gli legasse direttamente (a parte l’avere entrambi Lugosi – o un surrogato- e Tor Johnson), mentre questo Night Of The Ghouls è una specie di seguito di Bride Of The Monster, in quanto ritorna Lobo (con la faccia arsa per metà) e i personaggi parlano della casa in cui abitava il dottor Vornoff (appunto, di Bride Of The Monster), ucc….. eliminato in qualche modo in uno dei finali più sconvolgenti della storia del cinema. XD Quindi non è una trilogia, ma tutti i film hanno Tor Johnson, lo psichico Criswell (e le sue introduzioni allucinate, che iniziano con lui che esce da una bara) e Paul Marco nel ruolo del poliziotto fifone Kelton che dice sempre “sissignore”, sono pressapoco nello stesso genere, quindi… boh, considerato il livello di coerenza dei film di Wood, potrebbe trattarsi davvero di una trilogia, chi può dirlo con certezza? XD

La trama di questa trashata è la seguente: un medium ciarlatano, il Dr. Acula (nome che si commenta da sè, nulla da aggiungere), sta spennando un pò di gente inscenando sedute spiritiche coi loro cari defunti, aiutato da due assistenti e da Lobo (l’aiutante dello scienziato pazzo Vornoff, sfigurato ma sopravvissuto alla fine di Bride Of The Monster), trovato dallo stesso Dr. Acula nella casa dove si rifugiava (appunto) il dottor Vornoff. La polizia (tra cui il solito Kelton) indaga e cerca di prendere Acula sul fatto, ma a sorpresa di tutti, appaiono dei veri fantasmi, invocati dallo stesso Acula (che è ignaro di avere davvero dei poteri paranormali), che infuriati di essere stati presi in giro, uccidono il medium ciarlatano, prima di tornare da dove vengono.

Come sempre nei film di Wood, tra l’idea e la realizzazione ce ne passa, tra stock footage, effetti speciali incredibili (nel senso “non ci posso credere”, ovvio), attori di pastafrolla, e un ciclo giorno/notte che se ne fotte di tutto e tutti, con notti graziate dalla luce del sole e giorni neri come la pece. Ed il “tocco Wood”, ovviamente. 🙂

night of the ghouls dr. acula e lobo

Ma questa volta (e lo dico un pò deluso) ci troviamo di fronte ad un film stranamente più competente, specialmente rispetto ai film precedenti, ma – attenzione – è come dire che ho pestato una cacca di cane piccola e che non puzza, invece di una grande e “fresca”, devo comunque pulirmi le scarpe dopo. XD Per esempio, in questo caso c’è molto meno stock footage, ma ciò non ha impedito a Wood di riciclare suo materiale, come la scena della zuffa al bar, presa da un progetto mai finito chiamato Rock and Roll Hell (chiamato anche Hellborn), e poi riusata più avanti nel suo The Sinister Urge (avevo visto la scena lì, ed a prescindere dal film è sempre fuori posto, fantastico XD), o l’esplorazione di alcune stanze, presa da un’altro progetto mai terminato di Wood, Final Curtain. A parte ciò il resto è tutta farina del sacco di Ed, farina di color amaranto, ma farina sua. XD

Inoltre qui abbiamo una narrazione (fatta da Criswell, che fa anche il “fantasma” nella scena finale) che cerca di dare un briciolo di coerenza al tutto (ad esempio le scene di Rock N Roll Hell che proprio si vede non ci azzeccano nulla con il film), e fornire esposizione sui personaggi, con risultati a dir poco risibili e sghembi (come l’insistenza nel dire che il tenente protagonista del film fosse familiare con la casa dell’ex-scienziato pazzo, quando invece il suo personaggio NON ESISTEVA in quel film XD). Devo dire, con la narrazione il film diventa un “normale”  b-movie anni ’50 di bassa bassa lega fatto con un budget assai povero, in cui invece di mostrare scene o avvenimenti, è “meglio” avere una monotona e onnipresente voce narrante che vi “racconta” il film, che si risparmia anche qualcosa facendo così.

night of the ghouls seduta spiritica

Ah, gli effetti “speciali”, con le triple virgolette in questo caso. Già normalmente gli effetti speciali nei film di Ed Wood sono ridicoli, ed infatti gli amanti del caciarone saranno deliziati a vedere i soliti oggetti da due lire tenuti su con fili ampiamente visibili, ma in certo senso qui Eddie si è superato, perchè già le cose che dovrebbero essere credibili sembrano finte nei suoi film, immaginate quando DEVONO essere posticce. XD Ed infatti è in queste finte sedute spiritiche che si raggiunge lo zenith della goffaggine, con trombe che suonano (e volano nell’aria sorrette da fili facilmente visibili), co… cosi che volteggiano nell’aria, scheletri per uso medico (quelli che si vedono nelle classi scolastiche nell’ora di anatomia) con parrucche seduti al tavolo, tizi di colore con cappelli da vigile che fanno facce da idioti, e tizi con un lenzuolo bianco addosso che si agitano come imbecilli. Il tutto tagliato di continuo  a scene con il Dr. Acula congelato in un’espressione a metà tra il disperato ed il rassegnato, della serie “guarda che mi son ridotto a fare”. XD

Altri momenti esilaranti sono quelli con una coppia di anziani dentro una macchina, con questo vecchio panzone che si agita girando il volante come un’ossesso, nel disperato tentativo di far sembrare che siano davvero dentro una macchina in movimento. XD A sorpresa non è malaccio la maschera facciale di Lobo, per carità, di qualità mediocre, ma molto meglio di quello che ci si tende ad aspettare da un film di Wood.

Stavo per scrivere che gli attori qui sono un pò meglio rispetto ai precedenti film della “trilogia” (tante virgolette in questo articolo, lo so, ma con registi come Wood meglio abbondare a questo riguardo), ma non so, mi sembra eccessivamente permissiva come affermazione.

Nel senso, è vero che il cast in generale è leggermente più competente rispetto ai film precedenti, ma sempre di attori legnosi e noiosi parliamo, il che pesa ancor di più viste le poche papere presenti nel film (meritevole di nota però una vecchia che manca poco scoppia a ridere fragorosamente davanti alla telecamera XD), che invece avevano caratterizzato (viste quante erano) Plan 9. Stavolta abbiamo il signor Wood stesso, il quale recita nei panni del fantasma femminile nero (ovviamente riportato nei crediti sotto falso nome, cosa che era una sorta di tradizione per il genere horror) che vaga nella foresta attorno alla casa del Dr.Acula (in quella che è obiettivamente una delle sequenze migliori del film) e in quelli di una specie di statua bianca vestita allo stesso bizzarro modo del fantasma. Inoltre sullo sfondo vediamo un’immagine di Wood al naturale, messa a mò di poster segnaletico nella stazione di polizia. L’unico attore che non proviene dai precedenti film del regista (e che si vede ha lavorato un pò nel settore ) è Kenne Duncan, che comunque non ha molto da dare o dire nei panni del Dr. Acula, e che (pace all’anima sua) ma poteva finire la sua carriera in maniera migliore (il suo ultimo film sarà infatti il sopraccitato The Sinister Urge).

Il regista, siore e siori.

Il regista, siore e siori.

Alla fin della fiera, Night Of The Ghouls è un altro film di serie Z in pieno stile Ed Wood, “talmente brutto che è bello” ma in maniera minore rispetto a Bride Of The Monster o Plan 9 From Outer Space, che guadagna qualcosina in competenza ma ne perde in divertimento generale, comunque una trashata con tutti i crismi che non mancherà di divertire e soddisfare tutti gli amanti del cinema spazzatura, una visione obbligata per chi ha visto gli altri lavori di Edward Wood Jr., la cui carriera continuerà con The Sinister Urge (titolo che Rob Zombie userà per uno dei suoi album, per quanto strana sia la cosa), una specie di film drammatico/criminale contro la pornografia, prima che la carriera di Wood scivoli sulla buccia di banana finale, portandolo a dirigere proprio film pornografici, fino alla sua morte (avvenuta nel 1978).

Piccola commento sull’edizione Drive-In Cult del DVD: è praticamente identica a quella di Bride Of The Monster e Plan 9, cioè qualità video ed audio passabili, ma extra davvero miseri (il trailer del film, e basta), e sottotitoli italiani con un certo numero di errori (sia piccoli che veri e propri errori di traduzione), non vale il prezzo di listino (ancor più visto che anche questo film di Ed Wood è di dominio pubblico, potete scaricarlo e vederlo su youtube in piena legalità).

Molto probabilmente ritornerò a parlare di questi film in maniera più approfondita, ma per ora sono (a sorpresa) soddisfatto di come sono venute fuori queste recensioni, quindi per ora è davvero tutto, grazie di cuore Eddie per le tante risate, anche se non era questa la tua intenzione. 😉

Asterix e il Giro di Gallia
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Asterix e il Giro di Gallia

Siamo al quinto albo della serie Asterix, questo datato 1965, e la storia è, per così dire, una diretta conseguenza dell’incontro ravvicinato tra i Galli e Cesare nello scorso excursus del duo eroico a roma. Inoltre, compare per la prima volta un noto terzo protagonista della serie…

Irato che tutta la gallia si comporta in maniera pacifica, tranne il villaggio in aremorica, Cesare manda Lucius Fiordilotus come prefetto straordinario per espugnare una volta per tutte il villaggio gallico. Inutile dire che l’attacco diretto va malissimo, ed è in quel momento che il prefetto decide di erigere una barricata intorno al villaggio gallico, per tagliarli fuori dal resto del mondo. Asterix nota la barricata e propone un patto a Fiordilotus; essendo loro galli, nonostante la barricata faranno un viaggio per le terre galliche e porteranno da ogni città visitata una specialità del luogo. A fine viaggio inviteranno il prefetto romano da loro a saggiarne, come prova della riuscita del loro viaggio. Se riusciranno nell’impresa, Fiordilotus se ne dovrà tornare a roma sconfitto. Il romano accetta.

Asterix

I romani erigono la palizzata…

Così, Asterix e Obelix iniziano il loro viaggio. Mentre il villaggio attacca la barricata a sud, il duo gallico se ne fugge da nord. Il giro iniziano con Rotomagus (Rouen), dove però notano che i romani già sono sulle loro tracce. Il duo fugge, sfruttando anche il labirinto della città gallica. Arrivano a Lutetia, dove prendono un prosciutto, e dove iniziano a venire seguiti da un piccolo cagnolino bianco con il naso e le punte delle orecchie nere. Lì per fuggire alle truppe romane, comprano un carro usato, che però ben presto si rivelerà una sola tremenda. Per fortuna incontrano un carro attrezzi che rubano e col quale fuggono fino a Caramacum (Cambrai), dove prendono delle caramelle chiamate “Sciocchezze”. Fuggendo e ingannando i Romani, arrivano poi a Durocortorum (Reims), dove comprano diverse Amphore di Champagne, tutte bontà che mettono nel loro sacco giallo delle specialità. Dopo un pò Obelix ha fame e i due vengono attirati dal suo naso verso una casa di un gallo che li tradirà e venderà ai romani. Asterix viene catturato, ma Obelix era fuori per cacciare un altro cinghiale. Il gigante gallico si dirigerà quindi, dopo aver “esterto informazioni” dal traditore, verso la vicina Divudorum (Metz) in cui libererà Asterix e da cui i due continueranno il loro viaggio. Dopo un lungo viaggio in carro, i due arrivano a Lugudunum (Lione), dove aiutati dalla popolazione, semineranno i romani e verrà solo regalato salame e chenelle.
La loro prossima tappa li vede giungere a Nizza (con tanto tanto traffico lungo le autostrade), dove comprano insalata e da cui vanno, via mare, fino a Massilia (Marsiglia). Qui comprano della bouillabaisse che mettono in un amfora, e di nuovo fuggono dai romani con l’aiuto della popolazione. Il duo torna in viaggio, si addormenta in una pianura e quando si sveglia si trova circondati di un accampamento romano. Prima li prendono a schiaffi, poi decidono di farsi “imprigionare” per farsi portare da essi fino a Tolosa. Una volta comprata della Salsiccia lì, con un carro romano si dirigono verso Aginum (Agen), dove vengon accolti con gran clamore. Vengono invitati nella taverna di un compatriota, che però ha messo del veleno nei loro cinghiali. Asterix è sospettoso e fa mangiare prima il taverniere, che crolla a terra “morto” di sonno. Su Obelix, il sonnifero starnamente non fa alcun effetto. I due prendono le prugne secche offerte loro dal taverniere, e si avviano con dei cavalli. Inutile dire che il cavallo di Obelix, tra lui e il sacco con le specialità, crolla dopo mezza giornata di viaggio. I due si coricano per dormire, ma di notte vengono derubati da due ladri casualmente loro sosia, di nome Sinus e Cosinus. I due vengono condannati come se fossero Asterix e Obelix, finchè questi non si presentano a Burdigala (Bordeaux), dove recuperano il loro sacco con le specialità e dopo aver fatto a palate coi romani comprano vino bianco e ostriche. Lì si imbarcano con una nave (incontrando e mazzolando pirati nel frattempo) per arrivare a Gesocribate (Le Conquet), ultima tappa da cui si avviano verso il loro villaggio.

Asterix

A Marsiglia, i compatrioti del duo dell’armorica fanno di tutto per fermare i romani. Punti extra a chi riconosce questi personaggi! 😉

Lì giunti, invitano Fiordilotus al loro banchetto e come ultima specialità, Asterix offre al prefetto una “castagna” gallica, con la quale lo manda all’aria, sotto le risate generali.

Cosa dire di questo quinto albo? Siamo di fronte ad una bella storia che esplora con satira e anacronismi, esagerazioni ed estemporazioni la francia come non era stato fatto fino ad ora in alcun albo del duo franco-belga. Avevamo già visto Parigi, nel Falcetto d’Oro, e anche in quell’occasione i problemi della metropoli “odierni” venivano travisati nella rappresentazione dell’epoca; ora vediamo come la stessa procedura viene usata per “ridicolizzare” anche città come Rouen, Nizza, Marsiglia e così via. In particolare, ho apprezzato il “traffico” verso le località marittime della provenza e la labirinticità di alcune località come Reims.

Asterix


Asterix e Obelix vengono accolti dai francesi come eroi.

Inoltre in questo albo viene introdotto Idefix, che in futuro sarà il fedele compagno cagnolino (in miniatura) di Obelix. Per quanto qui ancora privo di nome, il duo gallico se lo tira dietro per gran parte del loro tour francese. Sembra, però, seguire più Asterix che Obelix in questo numero, e questo cambio di padrone è probabilmente dovuto al non centralizzare troppo gli albi solo sull’eroe che ne da già il nome.
Tutto sommato, i disegni si mantengono buoni durante l’intera vicenda, e vengono parodiate diverse figure di spicco della vita politica, culturale e sociale in genere francese. In particolare nella scena di Marsiglia, che vi ho messo come immagine più in alto.
Verdetto breve: un altro albo da leggere con piacere, lo standard di Uderzo e Goscinny si mantiene più che alto!
Alla prossima, quando si andrà in Egitto! =)

Voto Personale: 8/10

E di ritorno dalla Gallia vi saluto e vi rimando al prossimo Weakly, tra una settimana, sperando che nel frattempo non rimanga intrappolato dalla neve che sta iniziando a fioccare copiosa proprio in questi minuti.

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7 Risposte to “The Weakly Hobbyt #95”

  1. qarion Says:

    Peccato per Prometheus. Ancora non l’ho visto, ma peccato davvero perché come ambientazione, stile e atmosfere prometteva un sacco, e invece recensori in ogni dove concordano nel descrivere una concoction da blockbuster senza troppe pretese oltre il MISTERO. Tra l’Honest Trailer e questa recensione non mi sono fatto una buona idea del film. Sarà anche buono da altri punti di vista, ma vai a vedere sono giusto quelli che non mi interessano. Meh.

    Molto più contento per Gemini Rue. Sarà poco spettacolare ma ha uno stile grafico che, secondo me, è azzeccatissimo per un’avventura grafica cyberpunk “low tech” come questa qui. Poi vero, tante cose migliorabili, ma chiudiamo volentieri un occhio visto il tipo di produzione.

    • Alteridan Says:

      Più che altro l’atmosfera distopica in Gemini Rue è ricreata benissimo: sarà anche merito della pioggia e dell’assenza di un sottofondo musicale durante le fasi in cui si interpreta Delta-Six (per far immedesimare meglio il giocatore nella condizione del prigioniero). Sono questi piccoli particolari che fanno apprezzare maggiormente la trama e rendono trascurabili i difetti, che pure ci sono. Alla fine è uno dei pochi giochi che mi ha lasciato dentro qualcosa, un po’ come Spec Ops di cui ho parlato un po’ di settimane fa e To the Moon di cui parlerò sicuramente più avanti (forse proprio nel prossimo Weakly).

    • Celebandùne Gwathelen Says:

      Si, Prometheus prometteva qualcosa e poi invece è stato un nulla di fatto. Cioè, un buon action sci-fi movie, ma nulla di horror e nulla che ricordi Alien più di tanto, se non gli ultimi minuti e il tema generale del film.
      Diciamo che si poteva fare sicuramente di peggio, ma anche di molto meglio! =)

  2. Wise Yuri Says:

    L’umanoide bianco di Prometheus ad inizio articolo sembra Silver Surfer (quello del film dei Fantastici 4) sbiancato.
    mi sa che ho ancora quei volumi di Asterix & Obelix, sicuramente mezzi rovinati, ma dovrei averceli ancora… mi hai fatto venir voglia di rispolverarli, cele, sappilo. XD

    • Celebandùne Gwathelen Says:

      Hai ragione su SilverSurfer, ci ho pensato solo adesso! XD XD
      Hahahaha, sono contento che coi miei articoli ispiro qualcuno e rigodersi le vecchie perle del passato! =) Io non ho di certo intenzione di smettere qui di parlare delle storie del duo franco-belga! 😉 Magari alla fine farò una Top Ten dei numeri di Asterix! 😉

  3. News Checkpoint #02 | Checkpoint Café Says:

    […] Proseguiamo con il WadjetEye Games Bundle: come suggerisce il nome, questo bundle comprende gran parte delle avventure grafiche sviluppate da WadjetEye Games, tra cui l’ottimo Gemini Rue di cui ho parlato in un Weakly Hobbit passato. […]


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