The Weakly Hobbyt #113

The Weakly Hobbyt #113

Salve a tutti voi! Freschi della conferenza Pre-E3 della Konami, parliamo proprio quest’oggi, come pre-annunciato da Wise Yuri, di Castlevania – Mirror of Fate, secondo gioco della serie spin-off di Mercury Steam e prequel di Lords of Shadow 2, mostrato nell’anteprima Konami! =)

A parte questo, nei giorni che stanno precedendo l’E3 cerchiamo comunque di tenervi caldi con altri temi nuovi o più o meno classici, proponendovi le recensioni di Fast & Furious 6 (predecessore di Tokyo Drift e ancora presente in molti cinemi, andatelo a vedere!), Only God Forgives visto da Alteridan e Asterix Legionario letto dal sottoscritto e finalmente qui recensito! =)

Null’altro da dire se non che si preannuncia una settimana tutt’altro che pre-cotta, direi bollente! 😉

Ho finito! =)
Buona lettura! 😉

Mirrors and Monsters

(A cura di Wise Yuri)

castlevania lords of shadow mirror of fate logoC’è da dire che la Konami (o chi per lei) riuscì a far parlare molto di questo gioco poco prima dell’uscita, con le false news che in realtà fosse un progetto per PS3/X-Box 360 ridotto e infilato a calci in una cartuccia per 3DS, e che l’esclusiva per la console portatile Nintendo fosse in realtà temporanea, con le versioni espanse e “bettar” pronte ad arrivare a breve sulle home consoles. La balla funzionò visto che già si parlava della Capcom pronta a rilasciare Resident Evil: Revelations (non mi ricordo se erà già stato annunciato ufficialmente, ma in ogni caso nessuno aveva dubbi, sempre di Capcom parliamo), e se la Capcom lo faceva, cosa impediva di farlo alla Konami? Un minimo di rispetto per il termine “esclusiva”, credo, ma avete capito che intendo.

Piattaforma: Nintendo 3DS

Sviluppatore: Mercury Steam

Distributore: Konami

Genere: Action/Adventure

Giocatori: 1

Demo:

Detto ciò, parliamo del gioco (sviluppato sempre da Mercury Steam), un seguito diretto di Lords Of Shadows, di cui continua la storia (la quale è diversa da quella degli altri Castlevania, ci sono alcuni personaggi e nomi ricorrenti, ma è una cosa a parte), in “attesa” del seguito diretto, Lords of Shadows 2, e da questo Mirror Of Fate eredita parecchio, ma andiamo per gradi, partendo dalla storia.

Preparatevi a diversi paragoni con Lords Of Shadow, perché ce ne saranno non pochi. 🙂

Interviste coi vampiri

La storia, che risulta un’argomento molto difficile da affrontare (anche in maniera molto generica) senza spoilers. La conoscete la mia politica, ma in questo caso è davvero impossibile parlare della storia senza eventualmente spoilerare, quindi il mio unico consiglio è di giocare a Lords Of Shadow prima (che tra l’altro è un buon beat’ em up, un pò acerbo ma anche molto ben fatto) o beh, non leggere questa sezione (anche se molto probabilmente già sapete cosa non voglio comunque rivelarne senza un’avvertimento di spoiler) oppure passare alla sintesi molto stringata priva di spoilers, per l’occasione vi offro entrambe.

VERSIONE CON SPOILERS-

Dopo aver sconfitto i Signori dell’Ombra, Gabriel Belmont viene consumato dall’odio e dal risentimento e diventa Dracula, il nuovo signore del male. A sua insaputa, la moglie di Gabriel ha partorito suo figlio, Trevor, che cresciuto si avventura nel castello di Dracula per sconfiggere suo padre, fallendo nell’impresa. Una generazione dopo l’ingrato compito viene passato al figlio di Trevor, Simon, anch’esso in cerca di vendetta, cosa che andava molto di moda al tempo (e come ora, d’altronde).

FINE SPOILERS

castlevania mirror of fate

-VERSIONE SENZA SPOILERS-

Voi giocate (principalmente) nei panni di Simon Belmont che si avventura nel castello di Dracula per sconfiggerlo e vendicare suo padre, Trevor Belmont, che non è riuscito nell’impresa. Ma il castello nasconde molti misteri ed entità, ostili e non, ed un infinito numero di bestie e demoni abitano l’enorme magione….

Non è strettamente necessario aver giocato Lords Of Shadows per seguire la storia, ma non essendo questo uno spin-off, ovviamente vi sentirete un pò smarriti e non capirete alcune cose, d’altronde è come prendere un libro, e decidere di iniziare a leggere da pag. 254, voglio dire, cosa vi aspettate se iniziare a seguire una storia da metà (od un punto a caso)? D’altro canto, non è strettamente legata a quella del gioco precedente, quindi se volete potete andare su youtube o googlare per leggere la storia di Lords Of Shadow e poi giocare a Mirror Of Fate, ma va da sè che non è la stessa cosa (e personalmente la trovo un pò triste come cosa).

Di per sè, la storia non è male (la solita roba, vampiri, mostri, vendette, sacri ordini, etc.), anche se i presunti colpi di scena sono abbastanza prevedibili, ma in ogni caso alcuni sono interessanti e vi lasciano curiosi su cosa succederà in Lords Of Shadow 2, e su che scenari svilupperà. Ed in generale non è male, ma non è decisamente il punto forte del gioco.

Drac The Mash Up

La cosa che sorprende di Mirror Of Fate riguarda la curiosa scelta fatta sul gameplay, una davvero strana ma decisamente ambiziosa. Mirror of Fate cerca di unire gli stili di Lords Of Shadows, dei classici Castlevania per NES/SNES e dei Metroidvania, tutto insieme, il che è decisamente interessante. La domanda è: come si uniscono assieme tutti questi stili molto diversi? Andiamo a vederlo subito.

Va premesso però che se speravate questo fosse un Metroidvania come quelli per GBA e DS… beh, non ci avete azzeccato, non del tutto perlomeno. Principalmente il gameplay di Mirror Of Fate riprende quello già visto in Lords of Shadow, per quanto riguarda il sistema di combattimento stile God Of War, che in gran parte rimane identico, con le prevedibili riduzioni sia dovute all’hardware che alla struttura di gioco 2. 5 D (cioè grafica poligonale, ma gameplay 2D), ma anche in questa veste rimane di buona fattura e completo, con controlli responsivi, una buona varietà di mosse (anche se avrebbero potuto aggiungerne qualcuna nuova rispetto a quelle viste in Lords Of Shadows, ma divago) e ben strutturato, come dovrebbe essere in un beat ‘em up moderno. Se avete già giocato Lords Of Shadows, vi troverete subito a vostro agio, ed in ogni caso troverete tutto quello che vi serve, tra parate, contrattacchi, scatti evasivi, combo aeree, etc.

castlevania lords of shadow mirror of fate

La varietà di nemici è buona, ma si poteva tranquillamente fare di più, specialmente nell’atto finale qualche altro nuovo tipo di nemico sarebbe stato gradito, nulla che rovini realmente il gameplay o annoi, ma avrei preferito vedere un minor riutilizzo nella parte finale di nemici già affrontati prima. Le boss battle, come prevedibile, sono il punto forte del gioco, e sono tutte ben fatte, con mostri enormi e pattern che cambiano. Un’ altra lamentela è l’uso di QTE, che non è davvero orribile (considerato poi il buon sistema di checkpoint anche per le boss battle ed i QTE, che se fallite un QTE…. vi fà riprovare quello, invece di costringervi a rifare quella parte della boss battle da capo), soprattutto se non vi danno particolare fastidio nei beat’ em up, ma obiettivamente potevano esserci molte meno sezioni QTE.

Per quanto riguarda gli elementi da Metroidvania…. beh, sono ridotti all’osso, perchè sebbene il gioco prenda luogo nel castello di Dracula, che va esplorato e contiene molti segreti (spesso non accessibili prima di ottenere una certa abilità), la progressione è abbastanza lineare e diretta (il che ricorda gli originali Castlevania per NES, sidescroller diretti, feeling accentuato da vedere il ritorno dei classici cosciotti di pollo che ripristinano la vita), visto che vi viene sempre indicato dove andare sulla mappa, e non ci sono infinite ramificazioni o lunghe sessioni di backtracking da intraprendere per capire dove potete proseguire (ci sono però le zone di teletrasporto per spostarsi più facilmente tra luogo e luogo, una cosa più per il post-game e per la raccolta dei collezionabili, ma utili Ciò che rimane degli elementi gdr è che ottenete esperienza sconfiggendo i nemici e salite di livello, che in Mirror of Fate significa nuove mosse per il vostro personaggio ad ogni level up. Sono presenti anche alcuni puzzle da risolvere (che volendo potete facilitarvi pagando punti esperienza per indizi), alcuni dei quali vi vedono utilizzare la magia dell’ombra e della luce (come in Lords Of Shadow); le meccaniche dei puzzle sono classiche, ma ben eseguite, e questi non sono mai troppo facili.

Castlevania mirror of fate alucard in azione

Come potete immaginare, è una combinazione molto molto strana, ma ad essere onesti funziona, e bene. Ci sono alcune sbavature (che ho appuntato), ed il gioco non copre effettivamente tutti gli stili di Castlevania, preferendo concentrare il focus sul combattimento ed il platforming, che in effetti sono molto ben curati, ed un pò meno sull’esplorazione (il castello non è per niente piccolo, ma non è grande quanto quello di un Metroidvania, semplicemente non è pensato in questa ottica) o sui puzzle, una parte del gioco ben riuscita ma che stranamente è poco presente, un peccato perchè avrebbe davvero aiutato la longevità e la varietà di gioco.

Il gioco è diviso in 3 atti, ed in ogni atto controllate un personaggio diverso, tra Simon Belmont, Alucard, e Trevor Belmont. Sebbene il set di mosse ed il livello siano condivisi, ogni personaggio ha abilità ed oggetti diversi che servono a differenziali (per esempio, Alucard, essendo un non-morto, non si deve preoccupare di riprendere aria quando nuota), e molti di questi servono sia per combattere quanto per il platforming, quindi (quasi) nessun oggetto od abilità è introdotto per poi essere usato una/due volte e dimenticato, e il gameplay si arricchisce effettivamente ad ogni nuova aggiunta. Si poteva fare un pochino di più per la differenziazione tra i personaggi, ma va bene anche così, perchè con ogni personaggio affrontate sezioni differenti, pur ricapitando qualche volte in quella zona del castello.

La bella, la bestia ed il 3D

Tecnicamente, il gioco Mercury Steam è uno dei pochi titoli che spreme le potenzialità tecniche della console, con un ottimo framerate, modelli poligonali 3D molto curati, il tutto impreziosito da un’ottimo cel-shading usato nelle cutscene e parzialmente anche sui modelli dei personaggi, ed il 3D stereoscopico è una gradita aggiunta che stranamente si unisce bene all’impostazione “2D e mezzo”. Buono il design delle creature e del gioco in generale, il caro vecchio tono gotico di un Castlevania. Anche a livello di musica e doppiaggio è stato fatto un ottimo lavoro, con alcune tracce instrumentali curate dalla Sloval Philharmonic Orchestra, non male. Ci sono però due nei, uno maggiore, ed uno minore.

Non preoccupatevi, si bene anche sul 3DS "piccolo".

Non preoccupatevi, si bene anche sul 3DS “piccolo”.

Quello maggiore è il lyp synching, che lo so, dovrebbe essere una lamentela minore, ma è semplicemente osceno, perchè oltre ad essere quasi sempre fuori synch quando c’è, spesso non c’è proprio, e vedete i personaggi parlare a malapena muovendo la bocca, stile marionetta. E ciò si nota troppo e diventa un difetto sì minore ma comunque ridicolo, perchè il resto della produzione è di alto livello. Quello minore riguarda gli occasionali freeze (ho avuto tre freeze durante l’intero gioco), fastidiosi, ma non impediscono di proseguire grazie al molto ben congegnato sistema di checkpoint ed autosalvataggio, quindi anche se vi capita un freeze, al massimo dovrete rifarvi una sezione piccola, nulla di pesante. Un piccolo fix sarebbe gradito, ma ripeto, non è nulla che rovini l’esperienza.

La longevità si attesta sulle 9/10 ore circa alla difficoltà.. ehm…. “Difficile” per finire il gioco senza perdersi alla ricerca di collezionabili, non eccellente ma neanche orribile, considerato il tipo di gioco, ma un’oretta o due in più non avrebbero fatto male (se non inserite come allungabrodo, ovviamente). Parlando di difficoltà, è facilmente cambiabile dalle opzioni, quindi se vi risultasse troppo facile o difficile, potete regolarla al volo senza dover riniziare da capo, il che è un scelta molto gradita ed intelligente. La rigiocabilità non è eccelsa, ma neanche inesistente, con un nuovo livello di difficoltà estremo che si sblocca finendo il gioco, e diversi collezionabili (le pergamene tenute da cavalieri decedute e pagine del bestiario) che sbloccano extra da nel menù principale, un motivo per riprendere a mano il titolo e completarlo c’è.

Commento Finale

Castlevania Mirror of fate art

Castlevania: Lords Of Shadow- Mirror Of Fate è un buon seguito di Lords Of Shadows, ed un interessante mix dei diversi stili di gameplay che la serie ha abbracciato nel tempo, sebbene non unisca bene proprio tutti gli stili, concentrandosi più su un mix di Lords of Shadow e gli originali Castlevania per NES – e quindi con enfasi principalmente sul combattimento ed il platforming -più che su quello dei cosiddetti Metroidvania, non riuscendo a sfruttare totalmente le potenzialità di questo strano ibrido. La sensazione che in alcuni frangenti si potesse fare di più (per esempio con maggior focus su esplorazione e puzzle) rimane, ed il titolo presenta diversesbavature (dovuta in parte all’ambiziosità del progetto, forse eccessiva per una software house ancora un pò acerba), ma sarebbe sbagliato non riconoscere che Mirror Of Fate, per quello che è, e non quello che poteva essere, è un buon titolo.

Non un capolavoro, ma qualcosa un pò differente, che osa con un progetto ibrido nel tentativo di contentare tutti i fan di castlevania, ma purtroppo non riesce nel suo obiettivo. Se vi aspettate un Metroivania e Lords Of Shadow non vi è piaciuto, difficilmente vi piacerà questo, ma se volete fugare i dubbi, provate la demo disponibile sull’eShop, framerate non eccelso a parte, è un buon metodo per capire se fa per voi o meno. Mercury Steam è un team che deve ancora crescere del tutto, ma i suoi Castlevania dimostrano che sebbene manchi un’esperienza decennale, il talento c’è.

E visto che sono in vena di eccezioni, eccovi un voto.

7 castelli enormi (ma non troppo) su 10.

(se vi piace il genere dei beat’ em up, potete aggiungere un voto in più).

P.S. Complimenti ancora una volta a IGN, che ha dato 4.7 a questo gioco, dimostrando ancora una volta (come se ce ne fosse bisogno) che saper recensire o meno non sembra essere un fattore determinante per fare recensioni su quel sito, basta prendere le lamentele cantilenose dei fanboys della serie sul gioco (o su Lords Of Shadow, se per quello) e ricamarci. Ma d’altro è IGN, non sanno mica cosa fanno.

Fast & Furious 6
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Fast & Furious 6

Si conclude la mia odissea alla riscoperta dei Fast & Furious! Non ve ne ho parlato in ordine cronologico, ma questo solo perchè nel mezzo della mia “revisione” della serie è uscito Fast Five, ma direi che la svirgolata è perdonabile consideranto che vi recensisco ancora in tempo questo sesto episodio, per convincere (o meno) chi ancora al cinema non l’ha visto di andarlo a vedere.

SPOILER A CATENA!!

Se ricordate, Fast Five (che ho recensito nel Weakly Hobbyt 18) terminò con il colpo di scena che Letty, creduta morta da Fast & Furious (recensito nello scorso Weakly Hobbyt), era invece ancora viva e vegeta ed era stata avvistate fare furti militari a Berlino.
In Fast & Furious Six, Brian e Mia si godono la vita da milionari sulle isole Canarie con l’appena nato figlio Jack, Dominic vive con Elena (ex-agente di Hobbs), Gisele e Han hanno vite avventurose a Hong Kong mentre Roman e Taj si godono la vita di lusso. Tutto cambia quando Hobbs presenta a Dominic le foto di Letty. Lui teme sia una trappola, ma non vuole comunque correre il rischio di lasciare Letty a se stessa se può salvarla (e confermare che sia lei). Hobbs gli propone di aiutare la DSS nella cattura del presunto boss di Letty, una tale Owen Shaw, e in cambio i loro crimini verranno condonati.
Dominic riassembla la squadra e vola a Londra, dove spera di catturare Owen. Un primo incontro va male; Owen riesce prima a creare un diversivo, poi depista gran parte delle forze locali e riesce anche a sfuggire all’inseguimento di Dominic ed i suoi uomini, sfruttando un veicolo simile ad una macchina da Formula-1, capace di ribaltare le avversarie. Dominic è l’unico che riesce a stare dietro e Shaw (mentre gli altri vengono fatti “fuori” o da Shaw stesso o dalla sua squadra di professionisti), ma quando compare Letty, si ferma, poco prima che lei lo spari nella spalla.

Fast & Furious 6

Letty non sa davvero cosa sta facendo...

Dominic non capisce il perchè di questo comportamento e prova a iniziare ad investigare su Shaw e soci. Stessa cosa fa Shaw. Gisele e la nuova aiutante di Hobbs, una tale Riley, scoprono uno dei meccanici di Shaw e lo interrogano. Quando poco dopo arrivano alcuni degli uomini di Shaw venuti in soccorso del meccanico, inizia una rissa/inseguimento. Han e Roman inseguono il numero due di Shaw, Riley insegue Letty, Gisele riesce a uccidere un terzo, ma scopre che nella sparatoria è stato ferito mortalmente anche il meccanico. Comunque sia, riescono a ricongiungere Shaw a Braga e a furia di rischiare la prigione a vita, Brian vola negli states per cercare informazioni sugli avvenimenti intorno al caso da Braga stesso, ancora in prigione dalla fine di Fast & Furious.
Dominic, nel frattempo, cerca di parlare con Letty in privato, ma viene seguito da Owen Shaw, che lo minaccia. Per fortuna, Hobbs copre le spalle a Dominic e l’escalation di minacce non si realizza.

Fast & Furious 6

Brian e Dominic sono come al solito i due protagonisti del film, anche se in questo lungometraggio Dominic prende un ruolo un pò più importante...

Brian frattanto scopre da Braga che Letty non è stata uccisa da Felix Calderon, ma che probabilmente l’esplosione della macchina l’ha sbalzata via e che ha subito un’amnesia, motivo per cui non ricorda nulla. Grazie ai suoi contatti con l’FBI riesce a uscire di prigione e tornare in Europa. Lì la gang si trasferisce in Spagna, dove vogliono impedire a Owen di rubare un importante chip per terminare la costruzione di un congegno che potrebbe, in teoria, tagliare i fornimenti di elettricità a enormi porzioni di territorio. Per portare al sicuro il chip, Hobbs ha l’idea più stupida del mondo: prenderlo dalla base NATO dove veniva protetto da un gigantesco esercito, e tenerlo mobile su un convoglio. Riley fa eseguire gli ordini e ovviamente il convoglio viene attaccato. Tocca a Brian, Dom, Han, Gisele, Roman e Tej tentare di fermare Shaw, ma la cosa si fa dura quando Shaw e soci prendono controllo del carro armato del convoglio (su cui, idealmente, si trova anche il chip). Il Carro Armato fa strage di macchine sull’autostrada, ma grazie a dei sistemi di ancoraggio, Roman e Brian riescono a ribaltarlo mentre questo si trova su un ponte, e Dom si butta dalla sua macchina per afferrare in volo Letty, che altrimenti sarebbe caduta dal ponte.

Fast & Furious 6

Roman salta dalla sua macchina su quella di Brian secondi prima che il Carro Armato di Shaw la distrugga!

Shaw sembra quindi in mani sicure, ma è in quel momento che vediamo come il resto della sua squadra va alle isole Canarie e rapisce Mia, moglie di Brian (il figlio, Jack, viene salvato e portato via da Elena), e li chiama per dire che o liberano Shaw, o Mia farà una brutta fine. Il gruppo, nonostante l’intervento di Hobbs e un altro militare, deve accettare le richieste di Shaw, e si scopre in quel momento che Riley ha lavorato tutto il tempo per l’antagonista del gruppo.
Il gruppo, comunque, insegue Shaw, e quando questo viene “raccattato” da un gigantesco aereo da trasporto russo, il gruppo lo insegue. Brian, Dom e Hobbs salgono abordo dell’aereo, mentre Han, Gisele, Roman e Tej tentano di tenerlo a terra con il sistema di ancoraggio che ha ribaltato il Carro Armato. Brian riesce a salvare Mia e a bordo di una Giulietta se la svignano e aiutano i quattro di fuori a tenere l’aereo a terra. Hobbs e Dom combattono contro Shaw e un body builder tedesco, mentre Letty uccide Riley e si aggiunge al gruppo di Dom.

Fast & Furious 6

Anche se catturato, Shaw non perde secondo per minacciare Dominic. Riley, Hobbs e soprattutto Han non possono che stare ad osservare, incoscienti di ciò che sta per avvenire..

Le cose non vanno tutte bene però, e la macchina di Han e Gisele rimane intrappolata con l’ancoraggio e legata a una degli scagnozzi di Shaw. Per liberarsi, Gisele rischia di venire catapultata fuori dal veicolo, solo per venire salvata da Han. Quando, però, Gisele nota uno scagnozzo alle spalle di Han, si sacrifica per salvare la vita al ragazzo (come muore, non si sa, probabilmente per la caduta o, peggio, risucchiata in uno dei motori). Poco dopo, l’intero aereo inizia a crollare. Roman e Tej si liberano dall’ancoraggio, Hobbs se ne esce dall’aere con una fune verso la macchina di Roman con Letty, ma Dom rimane all’interno per finire Shaw, prendere il chip e uscire dal muso dell’aereo esplodente con una macchina presa dall’interno.
In questo modo, Dominic assicura ai suoi amici il condono di tutti i crimini passati e torna nella sua casa in California, dove l’avventura è iniziata ai tempi di The Fast and the Furious.
Letty rimane con Dominic dopo che le ha salvato la vita, Elena inizia a lavorare con Hobbs, Brian e Mia cercano di consolare Han della perdita di Gisele, Roman e Tej grigliano e la famiglia è di nuovo unita.

Nella scena post-credit, vediamo come Han, tenendo fede a quanto detto a Gisele durante il film, finalmente va a Tokio. Viene mostrata la scena della sua morte in Tokyo Drift, e scopriamo che la macchina che lo ha colpito non era una qualsiasi, ma guidata dal fratello di Owen Shaw, che a quanto pare è il vero artefice dell’esplosione della vettura tunata di Han. Un secondo dopo, chiama il numero di Dominic Toretto con voce minacciosa…

Il film finisce in maniera bombastica, e sicuramente si esce dal cinema in maniera incredibilmente gasata, soprattutto se si è fan della serie a prescindere! Come avete notato la trama è lunga e non poco complessa, per quanto a tratti riesca anche ad essere banale e fondamentalmente nulla di nuovo: cattivo che vuole danneggiare il mondo per arricchirsi, check; banda di Dom al gran completo, check; gare con macchine tunate, check. LA lista prosegue, con tutta una serie di tropes per cui i Fast & Furious sono ormai famosi.

Fast & Furious 6

Smargiasso come al suo solito, Dom impenna la macchina prima di gareggiare contro Letty.

Secondo me, comunque, il film ha alcuni punti deboli non da poco. Il primo è l’antagonista, davvero privo di carattere e circondato da una troupe anonima di look-alike. C’è l’anti-Roman, l’anti-Tej, l’anti-Han e così via, ma nessuno ha una vera e propria personalità (o battute di rilievo, eccetto forse l’anti-Han, che in una scena nella metropolitana fa il culo a Roman e Han a mosse di kung-fu). La banda di Shaw, quindi, nel completo, fallisce nel dimostrarsi un nemico degno, e ne è solo quindi uno “senza scrupoli e senza cuore”, in cui Letty è l’unico personaggio davvero interessante, colta com’è dalla sua perdita di memoria.

Fast & Furious 6

Roman nota come il gruppo di Shaw è composto per lo più da loro controparti.

Altro punto negativo, secondo me, è che di nuovo è un film che non ha molte corse con le macchine, ma è più un film di gangster contro poliziotti o, in questo caso, gangester cattivi contro gangster buoni ingaggiati dai poliziotti. C’è una sola gara tra Dom e Letty e non è neanche chissà quanto bella. I bei tempi di The Fast and the Furious o 2 Fast 2 Furious sono andati, insomma. Purtroppo. Quello che rimane è il cast, che non è niente male e riesce a interpretare bene il proprio ruolo, anche se come in molti altri F&F avrei gradito più Brian e Han e meno Tej e Roman. Ma amen, tutto sommato il film è ben recitato e ogni personaggio ha la sua parte.

Fast & Furious 6

Ecco la macchina simil-Formula Uno di Shaw che da del filo da torcere a Brian, Dom e soci!

Bella la storia tra Han e Gisele e peccato per come finisce, ma d’altronde in qualche modo prima o poi bisognava reintrodurre Tokyo Drift nella serie. E lo fanno in maniera fenomenale.

FINE SPOILER!!

E alla fine il grande merito di Fast & Furious 6 è proprio quello; si lascia guardare, non è un film straordinario, ma per carità neanche noioso, anzi, abbastanza gasante soprattutto nel finale, e proprio il finale vi farà gridare “Fast & Furious 7!!” come poche altre cose prima d’ora.
Da vedere, per gli appassionati della saga.

Voto Personale: 7/10

Only God Forgives – Solo Dio Perdona

(A cura di Alteridan)

Nelle sale in questi giorni, il decimo film del regista danese Nicolas Winding Refn è un viaggio nel mondo criminale di una Bangkok violenta e spietata. Dopo il bellissimo Drive, Ryan Gosling torna ad essere il protagonista di un film diretto da Refn, ma forse è proprio questa scelta che condanna la pellicola.

Il confronto con il precedente film è inevitabile: dopo aver riscosso un elevato successo di critica e di pubblico, tutti si aspettavano un altro film di qualità almeno pari a Drive, anche a causa dell’utilizzo dello stesso protagonista. Purtroppo però ci ritroviamo di fronte ad un opera dalla trama piuttosto lineare e scontata ma dalla narrazione confusa e a tratti contorta.

Gosling interpreta Julian, un giovane scappato in Thailandia dopo aver assassinato il padre, un boss della malavita americana, e che a Bangkok possiede un club di thai-boxe assieme al fratello. Questo club però non è altro che una struttura di copertura per i loro traffici illeciti, soprattutto di droga.

Quando però il fratello di Julian stupra e uccide una ragazzina venendo poi ucciso dal padre della ragazza, ecco che iniziano i guai anche per lo stesso Julian. Jenna (Kristin Scott Thomas), la madre dei due fratelli, arriva a Bangkok per riportare in patria la salma del suo figlio maggiore ma chiede a Julian di vendicare la morte del fratello. Julian si ritroverà contrastato tra la voglia di non contraddire la madre e la convinzione che il fratello si sia meritato quella fine e quindi non debba essere vendicato.

Kristin Scott Thomas interpreta il ruolo di una madre oppressiva e spietata a capo di un’organizzazione criminale.

Durante lo svolgersi delle vicende, Julian si imbatterà nell’enigmatico Chang (Vithaya Pansringarm), poliziotto in pensione e moderno Hammurabi, vero responsabile della morte del fratello maggiore del protagonista.

Ne seguirà una prevedibile successione di assassinii in pieno stile occhio per occhio intervallati da poche scene di dialogo e alcune sequenze che illustreranno i sogni di Julian, descritto come un ragazzo senza una propria personalità e incapace di agire secondo la sua volontà.

Ad un confronto con Drive, con cui ha in comune numerosi aspetti, Only God Forgives ne esce distrutto sotto (quasi) tutti i fronti. In primo luogo troviamo una sceneggiatura troppa scontata, seppur non manchino un paio di scene memorabili (senza spoilerare: la scena del combattimento e quella nel ristorante). In secondo luogo abbiamo un protagonista troppo sottotono: in questo film Gosling non riesce a dare il meglio di sé e viene offuscato dalla performance di Kristin Scott Thomas. In ultimo, ma a mio avviso è proprio il difetto principale, il film ci mette veramente troppo ad ingranare, annoiando lo spettatore per più di mezz’ora con scene introspettive fin troppo lunghe.

In questo film Gosling sfoggia sempre la stessa espressione offrendo una performance abbastanza sottotono.

Non è tutto da buttare comunque.

L’aspetto senza ombra di dubbio migliore della produzione franco danese è quello sonoro. Refn sceglie nuovamente Cliff Martinez, già autore della colonna sonora di Drive: in Only God Forgives riesce a dare il meglio di sé, superando addirittura il suo lavoro precedente. Tutti i temi riescono a comunicare in maniera perfetta la drammaticità delle situazioni, in un crescendo di pezzi elettronici sempre adatti alle scene del film.

Chang è il brutale vendicatore di Bangkok.

In definitiva Only God Forgives non è un film brutto, il suo difetto maggiore è probabilmente l’essere stato partorito dopo Drive, con cui non regge il confronto per i motivi elencati fin’ora. Se però si sa a cosa si va incontro, l’ultima pellicola di Refn riesce a intrattenere lo spettatore e regalare alcune scene ben congegnate e dirette, basta solo superare la prima mezz’ora.

Un ultimo appunto: così come Drive, anche Only God Forgives è un film violento. Quest’ultimo poi è molto più crudo, non sarà raro vedere arti mozzati e ventri squartati. Non è un film adatto a tutti.

Asterix Legionario
(A Cura di Celebandùne Gwathelen)

Asterix Legionario

Era da un paio di numeri che non stavo proseguendo con la recensione dei numeri di Asterix, per lo più perchè ho davvero voluto recensire in meno tempo possibile i Fast & Furious (e la cosa si è conclusa oggi, come avrete letto più in alto). Per oggi però mancava un articolo e così sono tornato con il decimo numero della saga scritta da Goscinny e disegnata da Uderzo.

A inizio storia notiamo come nel Obelix si innamora (o si prende una cotta paurosa) per Falbala, la figlia di un abitante del villaggio che è tornata in Aremorica dal padre dopo aver studiato a Condate per qualche anno. Asterix e Panoramix se ne rendono presto conto e provano a far corteggiare la giovane ragazza dal loro amico con fiori e una chiacchiera, ma Obelix è incredibilmente timido e non riesce a parlare. Così è Asterix a dover fare da tramite, almeno finchè a Falbala non giunge una terribile notizia. Tragicomix, il suo fidanzato con cui voleva sposarsi, è stato costretto a unirsi all’esercito romano in africa, e forse i due non si vedranno mai più. Col cuore in frantumi, Obelix però finalmente riesce a parlarle e dice che lui ed Asterix andranno a salvarlo.

Asterix Legionario

E' la bella Falbala il motivo della partenza di Asterix ed Obelix per l'Africa.

Abraracourcix avvisa loro che da quando Cesare combatte contro le truppe di Pompeo in africa, ha bisogno di ogni legionaro, indipendentemente dalla nazionalità. In poco tempo il duo (Idefix è rimasto da Falbala) arriva a Condate ed scopre che Tragicomix è già stato mandato con altri legionari verso l’Africa. Asterix pensa che il modo più veloce e sicuro per giungervi è arrualarsi a sua volta nell’esercito, e così lui ed Obelix iniziano l’addestramento, insieme a diversi altri “cittadini romani” (un belga, un ostrogoto, un egiziano, un greco, un bretone e un belga). L’allegra compagnia, soprattutto con Asterix ed Obelix al “comando” e con un traduttore che traduce ogni cosa da una lingua all’altra per i goti e per l’egiziano (che pensa di essere in un albergo), sconvolge totalmente la vita di caserma a Condate, con addestramenti semi-inesistenti e rivoluzionandone la cucina, dopo esplicita richiesta.
Anche quando i centuriani li obbligano a marcia forzata con pietre negli zaini, Asterix e Obelix non battono ciglia e trasportano anche le pietre dei loro compagni. Alla fine i centurioni decidono di partire per Marsiglia, e dopo una marcia che Asterix ed Obelix accelerano all’inverosimile, il gruppo arriva alle navi. Asterix ed Obelix accelerano anche lì il viaggio, nonostante un incontro con i poveri pirati, e arrivano in men che non si dica a Tapsus.

Asterix Legionario

Asterix ed Obelix accelerano la fase d'addestramento trasportando loro gli zaini pieni di pietre per i compagni.

Lì Cesare si sta preparando per l’attacco finale contro Pompeo, ma viene continuamente interrotto nelle sue preparazioni da Asterix e soci, che cercano Tragicomix nell’accampamento. Tramite una spia romana scoprono che il ragazzo è stato catturato dagli uomini di Pompeo durante una scaramuccia, e quindi Asterix e Obelix nottetempo decidono di partire per l’altra fortificazione per liberarlo. Così facendo fanno partire la guerra tra le truppe di Cesare e di Pompeo ed inizializzano la lotta finale in Africa. Una volta nell’accampamento di Pompeo trovano in fretta Tragicomix, mentre Cesare vince la sua guerra contro Pompeo.
Alla fine della battaglia Cesare cerca Asterix ed Obelix per ringraziarli e concedere loro un desiderio. Il trio dichiara di voler tornare a casa, e Cesare, nonostante sa che siano nemici, accetta e garantisce loro la richiesta.
Il trio così torna via nave in Gallia e da lì verso l’Aremorica. Falbala è felicissima quando finalmente rivede il ragazzo (Come Obelix di rivedere Idefix) e ringrazia sia Obelix che Asterix con un enorme bacio. Poco dopo, il villaggio festeggia, e i due innamorato vanno a Condate per sposarsi.

Una delle storie di Asterix più divertenti che ho letto ad oggi, soprattutto per via dei buffi e divertenti personaggi che con Asterix ed Obelix si iscrivono all’esercito Romano, Asterix Legionario mi è piaciuta molto e non a caso è servita come storia ispiratrice di un lungometraggio di Asterix di cui spero di parlarvi presto!

Asterix Legionario

La battaglia tre le truppe di Cesare e Pompeo è un casino...nel vero senso del termine!

Lo stile di disegno è quasi del tutto impecciabile, ed ha come unico neo una nuova diversa caratterizzazione grafica di Giulio Cesare, la terza ormai, se non erro. Per il resto però siamo di fronte a livelli eccellenti, con una Falbala bellissima e un Tragicomix disegnato da vero belloccio.
Non c’è davvero molto altro da dire sull’albo, davvero un ottimo modo per segnare la decima comparsa di Asterix su fumetto, con un albo sia accurato dal punto di vista storico, sia divertente che parodistico al punto giusto delle usanze militari e delle diversità culturali tra romani, egiziani, galli, goti e così via.

Decisamente da leggere! =)

Voto Personale: 9/10

E così l’ultima settimana pre-E3 è andata. Da lunedì inizierà l’inferno per noi redattori di Checkpoint Cafè, ma al contempo il paradiso (o per lo meno lo si spera) per noi appassionati di videogiochi. Che l’E3 ci possa dare tante soddisfazioni e a settimana prossima! =)

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3 Risposte to “The Weakly Hobbyt #113”

  1. Stefano Lucchi Says:

    @ Alteridian: Solo Dio Perdona l’ho visto ieri sera al cinema e sono totalmente daccordo con te

  2. The Weakly Hobbyt #193 | Checkpoint Café Says:

    […] Fast & Furious, conosciuto anche come “Solo Parti Originali”, Fast & Furious 5, 6 e oggi del settimo capitolo. Questo è un film speciale, in quanto l’ultimo in cui Paul […]


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