Pacific Rim [Recensione]


pacific rim poster

Con un pò di ritardo, ma eccoci qui a parlare di Pacific Rim!

NIENTE SPOILERS. 😀

Devo dire che non mi sarei aspettato un film come questo da Guillermo Del Toro, un’opera che praticamente riprende il genere del B-movie giapponese con robottoni e mostri giganti che combattono, una lettera d’amore ai mecha ed ai mostri giganti come Godzilla, Gamera, etc. con un tono più adulto ma comunque mantenendo quella semplicità estrema e quel fascino fanciullesco che film del genere hanno. Come dicevo prima, la sorpresa è vedere questa grande produzione per un film che mischia essenzialmente due elementi di nicchia: robottoni giganti e mostri altrettanto gargantueschi. Sembra più qualcosa da giapponesi, da un film anime, o da b-movie fatto da appassionati che si arrangiano, non una produzione americana con enormi budget. E già questo mi dipinge un sorriso sulla faccia. 🙂

E questo è Pacific Rim: una lettera d’amore americana e con un’enorme budget ai classici b-movie che vedono mostri giganti darsele tra di loro (spesso chiamati con il termine giapponese Kaiju dai fan, termine che si traduce in “strana creatura” ed identifica questo sottogenere di B-movie con mostri giganti o creature strane di alcun tipo, tra le quali anche supereroi come Ultraman) ed al genere mecha, con robottoni giganti pilotati da persone e dotati di diverse armi nel loro corpo, tipo razzi, spade, etc.

La premessa è la seguente: nel futuro l’umanità è sull’orlo della distruzione, con orde di mostri che emergono da un portale situato negli oceani, ed attaccano le città. Vista la gravità della situazione, i vari governi si sono alleati ed è iniziata la produzione di moltissimi robot giganti – chiamati Jaeger – per contrastare le continue invasioni dei kaiju (vedere la spiegazione del termine fatta sopra), e cercare una soluzione all’intero problema. Il protagonista è un ex-pilota di robot che viene ritrovato dall’organizzazione dopo aver subito un grave incidente durante l’attacco di un kaiju ed essere sparito dalla circolazione ben 5 anni prima.

Ovviamente niente uomini dentro pesanti e goffi costumi da mostro che impediscono di vedere e fanno sudare come cani, i mostri sono tutti in computer grafica, così come i mecha. E sebbene i puristi più sfegatati potrebbero voler fare una piccola lamentela a riguardo, siamo seri, non siamo più nei primi anni della computer grafica, ora si possono ottenere risultati ottimi davvero, e parliamoci chiaro, non so quanti avrebbero voluto sedervi a vedere i sopraccitati tizi in costumi di gomma, e so che alcuni ci sono affezionati a questi effetti speciali artigianali, ma sono un gusto acquisito ormai. Ed a prescindere, difficilmente un mostro gigante non realizzato con metodi digitali potrebbe essere convincente. In ogni caso la computer grafica è di ottima fattura, come molti si aspetterebbero da un film di metà 2013, non c’è proprio nulla di cui lamentarsi a riguardo.

Tolto di mezzo il discorso della CGI, parliamo dei veri protagonisti del film, i mecha ed i kaiju. Premetto che non farò paragoni o battute con/su Transformers, visto che non ho mai visto nessuno dei film di Michael Bay, ed ad intuito, preferisco mantenere la situazione così.

pacific rim chernoalpha

Detto ciò, i mecha sono deliziosamente vecchio stile nel design, ed anche in come si muovono, più come i vecchi robot, appunto, vedete tutti i meccanismi muoversi, e capite che non sono facili da comandare anche perchè non sono velocissimi come quelli a cui siamo abituati oggi . E come da tradizione anime, posseggono diverse armi, tra cui razzi che escono dal petto, spade che escono dalle mani, placche che sparano laser, etc. e richiedono due piloti, collegati mentalmente l’un l’altro (un’idea interessante di riproporre in maniera diversa l’unione tra più robot), per funzionare. Anche i kaiju hanno un bel design, nello stile dei Godzilla, con strani dinosauri con due bocche, tentacoli, teste strane, ed ogni bizzarria che possiate pensare, aggressivi, tutt’altro che stupidi, con un sacco di assi nella metaforica manica, una grandissima  sfida per i piloti dei mecha che devono affrontare (i quali spesso sono in serie difficoltà). Quando ci sono le scene d’azione, il film brilla e vi dà esattamente quello che volete, spettacolari ed esagerate lotte tra robottoni e mostri grossi e larghi quanto edifici, non c’è mai un momento fiacco, queste sono decisamente il punto forte. Ed è ottimo -se non essenziale – che il motivo principale per cui andate a vedere un film come questo sia a conti fatti solido e di ottima fattura.

La domanda che però naturalmente segue è: “Ed il resto?”. Il resto, diciamolo subito, non inficia tutte le parti buone che il film ha, ma è molto altalenante, sia nell’idea che nell’esecuzione. Il problema principale è che il film non sembra sempre sicuro che tono scegliere. Nel senso, per la maggior parte Pacific Rim si prende sul serio, cerca di farsi sentire la pesantezza di questi uomini e donne che cercano di dare del loro meglio per far sopravvivere la razza umana. E fino ad un certo punto potrebbe funzionare, c’è un limite a quanto si può prendere sul serio un film su robot contro lucertoloni gargantui che sparano acido e cose del genere, ma si può fare nei limiti che questa impostazione molto da fumetto e da anime pone.

Ma il film pare appunto indeciso se tentare un tono principalmente serio, o invece uno più sopra le righe, da fumetto, appunto, da manga, visto alcune scene che starebbero bene o sarebbero passabili in un fumetto, ma in una pellicola non funzionano altrettanto bene. E decisamente l’ondata di clichè e stereotipi tirati addosso allo spettatore non aiuta, visto come spesso non servano a niente. Senza cadere in spoilers, posso dire però che è appunto questo continuo tira-e-molla tra voler fare una cosa semi-seria e fare un’americanata trita uno dei difetti del film. Non che tutti i momenti drammatici e le scene con i personaggi umani siano brutte o manchino il punto, anzi, ma avrei preferito scene che non dovrebbero far ridere, ed al contrario fanno sogghignare un pò lo spettatore. Quelle intenzionalmente comiche funzionano bene.  Non ho visto altri film di Guillermo del Toro, ma in certi attimi mi fa pensare che il tutto fosse quasi intenzionale, non saprei dire con certezza però.

pacific rim hannibal chau

E questa sindrome da Jekyll e Hyde colpisce anche i personaggi, molto stereotipati e poco interessanti, con qualche eccezione. Il protagonista è lo stereotipo del protagonista americano moderno, che deve essere “forte ma introspettivo perchè ora va di moda così”, c’è il personaggio ostile e rabbioso col protagonista, ma che diventa buono ed aiuta la squadra, e potrei continuare avanti così. Le eccezioni citate prime riguardano il comandante dell’intera organizzazione, Stacker Pentecost, che di per sè è il clichè del capo ferreo, risoluto, ostile al protagonista che vuole fare come gli pare, ma è fatto davvero bene, e ci dà un buon personaggio, che sopporta il peso della sua posizione, ed è anche tosto, uno con cui non scherzi. Ed in parte Mako (una ricercatrice), che poteva essere più interessante come personaggio, caricata come un protagonista femminile forte, ma che poi diventa poco più dell’interesse romantico (che tra l’altro è estremamente telefonato, e viene quasi fuori dal nulla) del protagonista, che la deve salvare da tutta perchè all’improvviso è più fragile, non è un personaggio scritto benissimo. Il cast in generale è buono, note positive per Idris Elba nei panni del comandante (lo tengo d’occhio d’ora in poi, è molto bravo), Burn Gorman nei panni di uno scienziato ipernervoso col bastone, e Ron Perlman nei panni di un contrabbandiere che vende parti di kaiju al mercato nero, uno spasso da vedere.

Commento Finale

Pacific Rim kaiju

La cosa buona è che, nel complesso, Pacific Rim è più della somma delle sue parti, ed è davvero un esperienza divertente (a quanto pare in america alcune sale che lo proiettavano avevano posti con feedback, a quanto ho capito praticamente le sedie vibravano), che porta sul grande schermo un genere molto di nicchia, e lo fa meglio del previsto. Certo, molti (compreso me) avrebbero “barattato” volentieri una mezz’ora o più delle scene con i personaggi umani, sia con più lotte tra kaiju e Jaeger, sia con semplicemente qualcosa di più consistente e dal tono meno incline a passare dal semi-serio al ridicolo con un battito di ciglia, ma anche con questi difetti, il film riesce sorprendentemente a farvi interessare di questo mondo, di come funzionano alcune cose e gli stessi Jaeger, ed alcune idee originali aggiunte alla formula classica sono sì esagerate, ma creative. Per gli amanti/simpatizzanti del genere, è quasi un miracolo vedere un film del genere sul grande schermo, ed anche per un utenza generale è un buon, buon B-movie, con una storia che non necessita di preparare elementi o buchi della trama da sfruttare per farci poi seguiti, ma si conclude davvero, una cosa rara. Tra questo ed il nuovo Godzilla in uscita nel 2014 (che si spera sarà un vero Godzilla, invece di quel troiaio del ’98 che ha molto a cui spartire con Jurassic Park ed i film sui disastri, ma quasi zero con Godzilla), si prospetta un futuro radioso per gli amanti dei lucertoloni (e forse pure dei robottoni)! 🙂

8 mostri di gomma su 10.

P.S. C’è già un videogame sul film disponibile su X-Box Live Arcade , ma giudicando dalla demo e dalle prime recensioni, è una chiavica fatta in fretta e furia per sfruttare il successo/effetto novità del film. La tradizioni dei tie-in “film->videogame” di sterco non sembra voler morire, che sorpresa.

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