L’angolo del Let’s Play: DLC Quest

The Walking Dead fu un Let’s Play relativamente impegnativo, così decisi di farne uno un po’ più leggero. DLC Quest mi ispirava, non avevo mai registrato un gioco basato esclusivamente sullo humor, e sapevo anche che non sarebbe durato molto; per queste ragioni sembrò indicato per la serie successiva. Inoltre era da poco uscito su Steam, e anche se la versione DRM-free mi tentava, è ovvio che sapendo che l’avrei potuto giocare lì a breve ero maggiormente incentivato ad attendere; oltretutto se avessi ritardato fino ad ora sarebbe stato ancor meglio, poiché vi sono state aggiunte le carte, ma pazienza.
L’intero gioco, compreso di DLC, è stato registrato, e lo trovate qui:

Di DLC Quest ci ha già parlato Wise Yuri nel Weakly Hobbyt #58, si tratta di un platform 2D che parodizza la situazione videoludica attuale, mettendoci di fronte ad un gameplay in cui i DLC (acquistabili con monete del gioco, per fortuna) regnano sovrani. Camminare verso sinistra? Saltare? Godere del sonoro? Attivare i checkpoint? Vedere il finale? Tutte feature che necessitano di essere acquistate.
Il gioco si svolge come un normale platform-adventure 2D, nel quale saltelliamo a destra e a sinistra raccogliendo monetine, parliamo con personaggi e…compriamo DLC. C’è ben poco oltre questo in realtà, difatti l’intrattenimento di DLC Quest consiste quasi esclusivamente nel suo humor, ma per fortuna quest’ultimo è di buona fattura. Non si parodizza solo infatti la questione dei DLC, ma anche tutto lo (perdonatemi il termine) schifo della quotidianità del videogiocatore di oggi, in un mondo in cui il videogioco è ormai un mercato atto a spennare il più possibile l’acquirente; perlomeno questo parlando dell’ambito casual-mainstream, niente che un videogiocatore serio non possa tranquillamente bypassare. In ogni caso, riesce anche a farvi ragionare su quanto male stiamo messi oggigiorno, costretti a pagare per cose che una volta erano considerate base.
Oltre alla satira però, abbiamo un grandissimo numero di battute legate semplicemente alla cultura del videogioco, come meme del tipo “The cake is a lie”, addirittura il gioco scherza su quanto essi siano ormai abusati; per tali ragioni DLC Quest riesce a risultare sempre divertente o quantomeno buffo all’appassionato del media; quindi, nonostante duri molto poco (due o tre ore basteranno per il 100%), vale la pena giocarlo se trovato ad un prezzo contenuto (più contenuto dei 3€ base possibilmente), come in un bundle a offerta libera; le risate sono assicurate.
In alternativa, potete sempre guardare il mio Let’s Play, perché tolto l’umorismo c’è effettivamente ben poco di interessante da giocare.
Ultima piccola nota: la campagna del DLC (chiamato Live Freemium or Die) è migliore del gioco stesso, ma non temete, non va acquistato a parte, per fortuna è incluso.

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