Monster University [RECENSIONE]

 

Monsters University

A distanza di 12 anni da Monsters Inc., arriva il prequel (che però sembra un sequel) , che dopo una breve intro (la quale mostra un piccolo Mike Wazoski), ci porta agli anni universitari del duo Mike e James. Personalmente mi chiedo perchè fare un altro Monsters Inc., invece di chessò, un seguito de Gli Incredibili, ma preferirei ampiamente vedere un’altro Monsters invece di roba come Cars… o peggio, l’imminente Planes, dalla Pixar ci si aspetterebbe di meglio. Ma divago. Com’è il film?

Come il precedente Monsters Inc., abbiamo un film di animazione che sebbene non sia realmente  nulla di speciale e non brilli per una trama ed un intreccio originale (l’idea stessa di mostri che entrano nelle camere da letto attraverso porte ed armadi non è nuova, nonostante quello che molti credano), ma si rifà con un’esecuzione ottima, un’animazione stupenda, dei personaggi piacevoli e subito identificabili, ed humour intelligente, dalla fattura e dal ritmo molto buoni, capaci di strappare una risata in più di un’occasione anche ad un pubblico adulto.

Il tutto preceduto dal tradizionale corto Pixar, in questo caso una simpatica e molto ben realizzata storia d’amore tra un ombrello blu ed un ombrello rosso, con protagonista la strada che prende vita, gli ombrelli, e gli uomini a far da contorno. Bel corto, stilistico ed interessante.

La storia ci porta appunto agli anni universitari dei protagonisti Mike e James, che si incontrano, si scontrano e finiscono per diventare grande amici. Ci sono anche altri personaggi del precedente film presenti più o meno brevemente anche qui, ma il focus è appunto su il duo di protagonisti, specialmente Mike, che ha sempre sognato di entrare all’università per fare lo Spaventatore, e non ha intenzione di fermarsi davanti a nulla, anche quando tutti gli dicono che come mostro non è buono perchè anche sforzandosi, non fa proprio paura. Lui ed James si trovano subito in rivalità, ma finiscono per combinare un casino e sono costretti a dover stare insieme, e cercare di vincere delle sfide con una confraternita di brocchi e perdenti, pur di tornare a frequentare i corsi per diventare Spaventatore.

La storia e l’intreccio non sono certamente originali o particolarmente creativi, è la solita storia del gruppo di perdenti che non si arrende davanti a nulla – palestrati contro secchioni – , ed alla fine trionfa, ci sono un paio di situazioni che non mi aspettavo di vedere, ma in generale è roba già vista e rivista, ed un intreccio molto prevedibile, roba tipo Rivincita Dei Nerd, od Animal House, come molti hanno fatto notare. La cosa buona però è che il film riesce a dare quel qualcosa in più, usando il setting del mondo dei mostri per un sacco di situazioni creative, dando il suo tocco personale alla formula del college movie.

Questa scena non è nel film, giusto per la cronaca  .

Questa scena non è nel film, giusto per la cronaca .

L’humour, ovviamente, è pensato più per un pubblico giovane, ma anche i più grandicelli troveranno qualche battuta o scena che piaceranno molto anche a loro, ed in generale è scritto molto bene ed in maniera intelligente. Purtroppo è più il tipo di film che non ha tantissime grandi scene di pura ilarità, ma un paio di momenti davvero divertenti, ed un numero grande di piccoli momenti divertenti o simpatici, che si alternano a battute che non sempre centrano, ma che alla fine si sommano, con il risultato che anche i più grandicelli si faranno qualche risata in più di un’occasione. Il ritmo della comicità é però perfetto, e l’humour é davvero buono, sebbene in alcuni casi sia davvero hit or miss.

I personaggi non sono pochi e sono caratterizzati bene, con alcuni già visti nell’originale (come Randall, il lucertolone a più zampe che diventa invisibile), e diverse nuove entrate (molto divertente il gruppo dei perdenti), ma il focus è sul duo Mike Wazowski e James Sullivan, su come sono diventati quelli dell’originale, soprattutto su Mike, ed in ogni caso è sempre piacevole vedere i vari personaggi (soprattutto Mike e James) interagire tra di loro. Il design dei mostri non è sempre particolarmente creativo (ha un che di “standard”), ma è sempre gradevole ed in alcuni casi è molto ben riuscito e particolare, come per il mostro tutto gambe che si muove come una molla (personalmente mi è piaciuto quello dell’annunciatore pollo con le corna, ha un che di veramente stupido che mi fa sorridere ogni volta).

Una cosa che ho apprezzato è come hanno raccontato il messaggio del non arrendersi, neanche quando tutti ti dicono che non ce la farai mai, e di seguire le tue idee fino in fondo. Nel senso, non è che Mike e Sullivan, nonostante tutti i casini, vengano magicamente riammessi all’università od inizino immediatamente a lavorare come Spaventatori (dopo un’evento che non spoilererò), anzi, devono partire dal basso e lavorare tantissimo prima di diventare quelli che sono nell’originale, e credo che sia un modo maturo di far trapelare il messaggio ai bambini, perchè le cose non avvengono per magia o per il semplice volere che accadano, è una buona morale trasmessa in maniera molto intelligente.

Parlando un attimo della tecnica, l’animazione è davvero stupenda, curata e dal ritmo invidiabile, che permette al film di far venire una buona parte della comicità anche senza dialoghi (solo dall’animazione in sè, appunto). L’originale Monsters Inc. era decisamente impressionante a questo riguardo (soprattutto per il fur shading, la realizzazione realistica delle pelliccie, in pratica), ed anche University non è da meno, con decine e decine di mostri pelosissimi animati con maestria, con un colpo d’occhio impressionante. Ottimo anche il sonoro, con un’ottimo doppiaggio italiano.

Commento Finale

Monsters University art

Nel complesso, sebbene non ci troviamo di fronte ad un capolavoro Pixar (un pò come per l’originale, anche se sono 10 anni e passa che non lo rivedo), Monster University è innegabilmente un mix molto divertente tra comicità surreale, humour da college movie e commedia buddy-buddy (ovvero quella in cui due si incontrano come rivali e finiscono per diventare amiconi dopo diversi avvenimenti), un prequel-sequel che prende una storia già sentita e risentita ed un’intreccio prevedibile, e gli inietta una dose di personalità utilizzando bene il setting da college di mostri per fare una commedia divertente ed intelligente, con una sequenza finale che a sorpresa prende in giro i clichè del genere horror, e con una morale sulla perseveranza nell’inseguire i propri sogni che non è ovattata, ma anzi sorprendentemente matura.

Un buon film d’animazione, specialmente da una Pixar non in formissima e per un prequel-sequel che non credo molti si aspettassero (visto che l’originale è del 2001), preceduto come sempre da un bel corto. Nulla di speciale o realmente memorabile, ma eseguito indubbiamente in maniera eccellente da un team di esperti, e con qualcosina in più da fargli meritare almeno una visione, che siate cresciutelli o meno.

Annunci

3 Risposte to “Monster University [RECENSIONE]”

  1. Alonso Says:

    Ma tutti critici di cinema , sotto questo cielo?


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: