Killer Is Dead [RECENSIONE]

Killer Is Dead

I giochi della Grasshopper Manifacture (perchè non c’è mica solo Suda Goichi e basta nella compagnia) sono decisamente capaci di catturare l’attenzione, con il loro bizzarro stile e personalità. Killer Is Dead è un beat ‘em up che sembra costituire una sorta di eredità dei No More Heroes, ma rispetto a Lollipop Chainsaw  -che sebbene non brutto, tutt’altro che eccezionale e più frutto di un’accordo  con la Kadokawa per far pubblicità ai suoi manga/anime, ne parlerò più approfonditamente in altra occasione -, questo è sembrato molto più promettente e capace di non seguire forzatamente l’ombra della serie di NMH, ma di costruirci sopra una propria identità. Ma detto ciò, giudichiamo il gioco per quello che è.

Anzi, prima parliamo dei contenuti della appropriatamente nominata Fan Edition, vista la rarità con cui preordino le limited edition od i giochi in generale (quando voglio “rischiare”, per così dire). Come la BBC, mi scuso in anticipo per la qualità di alcune foto.

Unboxing

La Fan edition contiene il gioco in versione Limited Edition e varie chincaglierie (tra cui una cover/case apposito).

fan edition cover esterna

La Limited Editon consiste nel gioco base ed un voucher per il DLC “Killer, Lover, Executioner”, il quale dà accesso ad una missione extra, occhiali a raggi X per la modalità Gigolo, la possibilità di corteggiare un altra donna, ed un costume da poliziotta in bikini (sapete, nel caso non ci fosse abbastanza fan service). Giusto per la cronaca, è un DLC “finto” visto che pesa pochi kb, e quindi è già tutto su disco.

killer is dead fan edition contents

Le “chincaglierie” esclusive della Fan Edition consistono in questo:

Un diorama di carta da montare

killer is dead fan edition diorama 1

killer is dead fan edition diorama 2

un poster

killer is dead fan edition poster

L’OST del gioco su disco (intera, non le solite “remix ost sountrack” con poche tracce) ed un artbook.

killer is dead fan edition ost e artbook

Non me ne intendo di limited ed edizioni premium/deluxe in generale, ma considerato che ho pagato il tutto 50 € in pre-ordine, direi che è una buona limited, se non altro per la colonna sonora su CD, nel senso l’OST intera (ottima OST, tra l’altro), non 6 tracce remixate su una tracklist grossa il doppio, od il triplo.

Dopo questa parentesi, si dia inizio alla recensione!

Come probabilmente sapete, Killer Is Dead racconta la storia di Mondo Zappa, un gentleman composto ed occhialuto che adora la compagnia del gentil sesso, che si è fatto sostituire il braccio sinistro con uno bionico, il quale usa assieme alla sua katana giapponese per compiere il suo lavoro: il boia su commissione, mandato a mettere a morte individui pericolosi in cielo e terra. E questa è pressapoco la premessa. Sì, posso confermare che è decisamente un titolo partorito dalla mente di Suda 51. XD

Peccato che Killer Is Dead si riveli una delusione (e mi secca dirlo, essendo un loro fan, ma appunto in quanto loro fan, voglio essere brutalmente onesto), ed in generale un grosso passo indietro su tutti i lati per Grasshopper Manifacture, ed anche per Suda stesso (che stavolta non è al timone, ma fa da writer), un’esperienza sì inusuale per scelta, ma senza vera motivazione o passione, o creatività a guidare il tutto, un titolo strano ma che manca di un mordente o di focus per la sua bizzarria. Ma come sempre, andiamo per ordine, partendo dalla storia.

N.B.: Vado molto nel dettaglio, specialmente nel gameplay, quindi…. siete stati avvertiti. Niente spoilers, comunque.

Versione recensita: X-Box 360.

Storia e Personaggi

La storia di per se è – come potreste immaginare se avete a mente la mente dietro il tutto – un guazzabuglio di situazioni bizzarre e scollegate tra di loro, come un capo della Yakuza con un tatuaggio di tigre sulla schiena che prende vita, un alieno gigante che ruba la terra, un Alice molto Paese Delle Meraviglie che in realtà nasconde un mostro centipede pronto ad uscirle dalla schiena, ma con in mezzo una storia con un suo filo logico, che spiega i legami di Mondo con la luna e questo misterioso uomo coperto d’oro che dice di essere il Re della Luna  e della sua parte nascosta, ed il tutto è tenuto assieme da questo ufficio di esecuzioni per cui Mondo lavora, che riceve le richieste più bizzarre possibile dai clienti più improbabili.

sì, c'è un fottutissimo unicorno in Killer Is Dead. XD

sì, c’è un fottutissimo unicorno in Killer Is Dead. XD

Peccato che – come scritto nell’intro – il tutto sia strano, ma lo sia senza un vero motivo di esserlo, senza una creatività di fondo, una vena di follia spontanea trash come in No More Heroes, o come il mix di follia e storytelling criptico à-la David Lynch di Killer 7, o semplicemente qualcosa che Killer Is Dead possa definire suo personale. Ed infatti sembra una mistura di No More Heroes e Killer 7 (ciò che Suda aveva promesso, e diavolo se era interessante come idea), ma invece di un’unione omogenea, abbiamo un qualcosa che cerca di imitare lo stile di entrambi in titoli, senza mettere qualcosa di suo sul tavolo, ed in ogni caso lo fa quasi in maniera stanca, senza una vera ispirazione. Quello che Killer Is Dead offre è tanti clichè da anime che sanno di poco, sequenze oniriche poco interessanti, e la trama che si fa largo in mezzo ad unicorni, alieni, locomotive possedute e bizzarrie varie …. è stereotipata e non realmente interessante, ridicola ma non nella maniera trash e Tarantiniana di No More Heroes, ridicola e basta, considerato poi come il tono sia relativamente serio.

E non aiuta certamente che i personaggi siano poco interessanti, specialmente Mondo stesso, che è semplicemente distaccato e calcolato, un presunto gentleman apprezzato dal gentil sesso, ha un braccio bionico, un tono sempre professionale e…. basta. É una personalità molto blanda, lo stereotipo manga/anime del tizio alto con occhiali, e manca del fascino bizzarro di Travis Touchdown, ed anche di quello di Juliet Starling (di Lollipop Chainsaw), che ci crediate o meno. Semplicemente, non è un personaggio interessante, ne lo è quello fa (inizia ad esserlo un pò verso la fine, ma poi il gioco finisce, indi serve a poco) . Il resto del cast ricorrente è composto da Mika, l’assistente scemotta ma iperallegra di Mondo, Vivienne, un impiegata dello stesso ufficio, ed il capo della baracca, un tale Bryan Roses, cyborg per metà, e neanche loro sono poi molto meglio, ma sono più vivaci di Mondo stesso, perlomeno. Più le varie donne che apprezzano Mondo e potete corteggiare, ma di questo ne parleremo più avanti.

Gameplay

killer is dead screenshot

Come gli altri beat em up della Grasshopper Manufacture, il sistema di combattimento affonda le radici nei vecchi arcade, nel senso che strutturalmente è molto semplice, e come No More Heroes, è un beat ‘em up con livelli per lo più lineari che culminano nella lotta contro un boss, divisa in più fasi. Killer Is Dead nelle prime ore sembra possedere un combat system più rifinito e complesso, più moderno, con un tasto per l’attacco principale con katana, uno per spezzare la guardia dei nemici, uno usato per parare e schivare, più uno per utilizzare una delle forme del braccio bionico. Le basi ci sono ed sotto alcuni aspetti, c’è un miglioramento rispetto a No More Heroes e Lollipop Chainsaw, ma ci sono anche dei problemi non da poco che minano il tutto. Partiamo da quello che funziona bene.

Il sistema di parata e contrattacchi è funzionale, con il giusto tempismo vi permette di deviare gli attacchi nemici e contrattaccare, Mondo è molto agile, e le schivate sono efficaci ed essenziali. Il problema viene principalmente da una mossa: se schivate all’ultimo secondo possibile un’attacco nemico, entrate in una specie di bullet time (come in Bayonetta, per esempio), un breve lasso di tempo in cui potete sfilettare colpi a raffica al nemico. Il problema non è nella mossa in sè, ma nel fatto che vi ritroverete ad usare questo “bullet time” di continuo, rendendo praticamente inutile gran parte delle altre mosse, sia perchè non c’è limite a quanto volte potete usarlo, e perchè diventa quasi una necessità (specialmente alla difficoltà più alte), visto che non avete molte altre mosse ed abilità davvero utili. Parliamo un’attimo di queste, e del sistema di upgrade e acquisizione di mosse ed abilità.

Killer Is Dead

Killer Is Dead a questo riguardo è tutt’altro che perfetto, visto che partite letteralmente con il minimo indispensabile, e quello che potete sbloccare sono pochissime mosse per lo più standard, di “default” in praticamente tutti i titoli del genere; a parte ciò, l’unica veramente utile è l’allungo – la classica carica con la spada da lontano -, e anche questa è più complicata da eseguire del dovuto, almeno prima dell’upgrade finale. Oltre a questa, c’è la classica mossa rotante (con relativa espansione), dei power-up per le armi secondarie, ed alcune abilità generali, quest’ultime pensate un pò meglio, ma in generale ci sono pochissime mosse.  I problemi a questo riguardo sono due: il lock on automatico e il fatto che venite scoraggiati ad usarle.

Mondo si “aggancia” al nemico più vicino in maniera automatica, e sebbene ciò non sia un vero problema di per sè, lo diventa quando il gioco vi richiede di muovere la levetta sinistra su e giù rapidamente assieme al tasto di attacco, e le direzioni indicate non sono in relazione a dove mondo si trova, ma generali: il risultato è che il più delle volte la mossa non vi riuscirà, visto che non c’è la possibilità di fare il lock manuale di un singolo nemico. Il secondo problema risiede che tanto queste mosse vi servono a poco: l’attacco uppercut è inutile, visto che non ne avrete mai bisogno, e la mossa rotante ha utilità solo nella versione finale, ma venite scoraggiati ad eseguirla perchè non è velocissima, e basta un singolo attacco normale di un nemico qualsiasi per interrompere l’animazione.

Killer Is Dead screenshot 2

Oltre a questo abbiamo armi secondarie, dei contrattacchi ed un paio di abilità utili (come recuperare vita usando la “benzina” delle armi secondarie) ed un sistema di bonus con le combo che aumenta ulteriormente il non poco button mashing necessario, visto che continuando ad inanellare combo senza venire colpiti, ad un certo punto Mondo può giustiziare i nemici in diversa maniera (con bonus differenti -salute, sangue, cristalli per gli upgrade – a seconda del tipo di esecuzione), e se riuscite a fare una combo bella lunga, la vostra katana va in modalità Gekkou, il che significa sferrare attacchi molto più veloci e potenti, e se non venite colpiti, potete continuare le esecuzioni di nemici. Ciò significa che un giocatore con media/alta abilità può tranquillamente abusare di questo sistema per ottenere moltissimi cristalli lunari, che servono a sbloccare e potenziare mosse e abilità. Tanto, tanto, troppo button mashing.

Un’altro elemento del combat system è il sangue, che si ottiene semplicemente colpendo i nemici con la spada, e serve per la mossa speciale che uccide all’istante e taglia i nemici, e come benzina per le armi secondarie che Mondo ha nel suo braccio sinistro (o come scritto sopra, sbloccando l’abilità di cura, usarlo per recuperare vita). Parlando delle armi secondarie, bisogna parlare delle ormai celeberrime missioni Gigolo. Mondo ha un braccio sinistro bionico, e la prima funzione alternativa del braccio (quella con cui iniziate il gioco) è quella di arma da fuoco rapido. Ci sono altre tre forme acquisibili (un trapano gigante, un colpo congelante ed un cannone dal colpo caricabile), e vi vengono donate dalle cosiddette “Mondo girls”, donne che potete conquistare durante le missioni Gigolo (tranne Scarlett, prima di poterla corteggiare dovete battere un certo numero di sue sfide).

Queste missioni secondarie hanno scatenato un putiferio sui vari siti di gaming e recensioni, con un incredibile orda di recensori che hanno deciso per questa occasione di fare i femministi dell’ultima ora (magari perchè molti critici odiano a prescindere i titoli di Suda Goichi e della Grasshopper, quando si dice professionisti), attaccando le missioni Gigolo come degradanti per la figura della donna nei videogames e via dicendo. Personalmente credo che a molti recensori uomini piaccia fare i moralisti quando vedono un tornaconto di immagine, perchè dire che sono offensive è eccessivo, sono solamente stupide, ridicole, infantili e  sì sessiste, ma non più sessiste di tanti altri videogame che però nessuno denuncia, chissà come mai. É fan service da anime per il pubblico maschile, e basta.

killer is dead gigolo mode haruka

Personalmente me ne lamento perchè sono deludenti a livello puramente ludico, ed è un peccato, perchè potevano avere senso se strutturate come un dating sim, o con dialoghi interattivi stile Mass Effect, ma invece consistono nel fissare la donna di turno, e far salire l’indicatore di coraggio di Mondo (espresso non a caso in millilitri) catturando sguardi incantevoli, o cercando di sbirciare le “parti zozze” senza farsi beccare. Se avete comprato la fan edition, avrete anche occhiali a raggi X per vedere che reggiseno ha la bella di turno, e per quanto sia pervertito il tutto, gli occhiali vi aiutano non poco nell’obiettivo, visto che riempire l’indicatore di coraggio non è così facile come possiate pensare, e comunque l’unico modo per riempirlo in tempi umani è….. fare come un ubriacone arrapato, e cercare di fissare le tette il più possibile. Una volta riempito sto “indicatore dell’erezione”, potete farle un regalo scegliendo tra gli oggetti che avete (gli articoli da regalo sono praticamente il motivo principale per cui avete denaro da spendere in Killer Is Dead), ed a seconda del livello di gradimento del regalo da parte della corteggiata, l’indicatore di “conquista” si riempe di un certo numero di cuori, e quando è pieno, l’avete conquistata.

Peccato che dovete ripetere il solito processo e sperare di riuscirci entro il tempo limite, aggiungendo poi che dovete tirare ad indovinare coi regali (non avete modo di sapere in anticipo se vale la pena spendere centomila e passa dollari su quella collana o meno) e che Mondo non spiccica una sola parola durante il tutto (alla faccia del gigolo XD), osserva la “mondo girl” di turno mentre questa ripete le solite due/tre frasi più volte. Sì, nel complesso è un’occasione sprecata di farci qualcosa di davvero interessante, ma mi vien da ridere se penso che a scatenare il putiferio “Killer Is Dead è sessista o meno”, siano state 4 missioni (5 con il DLC incluso nella Limited Edition del titolo) stupidotte e ripetitive come queste.  Si ride per non piangere, ma avete capito. XD

Le altre missioni secondarie, paradossalmente, hanno alcune idee interessanti (che magari potevano inserire nelle missioni principali) ed una varietà discreta, ma in gran parte dispensabili e poco più di una scusa per rivisitare le ambientazioni dei livelli principali con obiettivi leggermente diversi. Considerato tutto, sono ok, e va ammesso che perlomeno tentano di offrire varietà molto più delle missioni principali, e l’arena di lotta riesce a fornire sfide che danno un pò più senso di esistere al combat system.

Killer is dead bryan turret

Nel complesso, il tutto funziona nell’economia di gioco, ma il sistema di upgrade è molto zoppicante ed imperfetto (in un certo senso si corregge da solo, ma rimane mal fatto), visto che le poche combo e mosse con la katana dovevano far parte del repertorio di base di Mondo, e per avere un qualsiasi utilizzo pratico necessitano potenziamenti, ed il combat system è decisamente sub-ottimale e se avete giocato uno dei No More Heroes, o Lollipop Chainsaw, e sebbene sulle prime risulti come un miglioramento, alla lunga si rivela meno equilibrato, sempre molto arcade, dal ritmo veloce e frenetico, ma privo della profondità e del tecnicismo di un Devil May Cry, quindi c’è tanto button mashing, poche mosse e poca strategia oltre al semplice schivare, colpire il più possibile quando ne avete l’occasione, e ripetere il tutto fino alla morte dei nemici e dei boss. É innegabile che ci si può comunque divertire se preso per quello che è, ma soprattutto in questa generazione, che letteralmente pullula di tantissimi beat ‘em up, questo combat system è mediocre e non ha quasi senso di esistere.

I livelli seguono una progressione lineare, ma paga cercare le stanze nascoste o distruggere tutto il distruggibile, perchè in ogni livello potete trovare Scarlett, un’infermiera formosa che gestisce una sorta di arena, ed ogni volta che la trovate, oltre a riempire la vostra barra del sangue, viene sbloccata una nuova sfida. Il problema non è tanto nella struttura lineare, ma nel fatto che -come gran parte del gioco- il level design è inconsistente, con alcune idee interessanti sparse lì e là, ma mai eseguite in maniera significante, e per la maggior parte del tempo vi troverete a giocare livelli che passano qualitativamente dallo standard al mediocre, e che invece di sviluppare alcune idee (per dire, potete addirittura abbassarvi mentre usate il braccio come arma da fuoco, il che è un pò eccessivo visto che ci sono pochissime situazioni in cui abbassarsi serve da copertura), si buttano sul banale, con sezioni su torretta, le solite orde di nemici da sconfiggere per aprire la prossima porta, l’occasionale corsa contro il tempo, una sparuta sezione su motocicletta, e timidi accenni di puzzle. Non sarebbe un problema se riuscissero ad aggiungere qualcosa di nuovo a quella che è roba già vista e rivista e trivista, ma non succede quasi mai.

Lo stesso si può dire dei nemici e dei boss. I nemici normali sono presenti in una discreta varietà (ma non eccezionale, ed il gioco non si fa scrupoli a riusare nemici vecchi invece di introdurne una varietà nuova, specialmente verso la fine), sebbene il design generale sia un pò troppo simile (uno stile molto metallico/robotico) e possono offrirvi una sfida discreta, nonostante una volta capito come abusare del “bullet time” con schivata e della supermossa per decapitare/tagliare diventi tutto molto più semplice. I boss, solitamente il fiore all’occhiello degli action Grasshopper, sono per lo più sottotono, il che è a dir poco deludente (considerato poi come i No More Heroes avessero un sacco di boss creativi, originali e con pattern fuori di testa come il design dei boss stessi): sebbene visualmente siano tutti molto interessanti e creativi, non si può dire lo spesso per i pattern di attacco, anch’essi molto inconsistenti (ci sono alcune idee interessanti, ma non vengono mai sviluppate a dovere pure queste).

David, il Re della Luna, ed il suo completo che lo fa sembrare più nudo del nudo.

David, il Re della Luna, ed il suo completo che lo fa sembrare più nudo del nudo.

Ci sono due/tre boss buoni, ma in generale le boss battle in Killer Is Dead mancano di memorabilità, o di semplice buona fattura, variando dal decente/passabile al mediocre; mentre in No More Heroes pagava osservare i pattern per capire quando attaccare e quando schivare, qui un buon 80 % delle volte paga il solito abusare del sistema di schivate e del bullet time di cui continuo a lamentarmi durante questa recensione (mi spiace ma è un problema enorme per un gioco in cui si combatte e basta), specialmente contro i picchi di difficoltà improvvisi di boss che lanciano attacchi anche troppi precisi e quasi impossibili da schivare, anche se siete allenati ed avete sbloccato la doppia e tripla schivata,  o contro boss che sono solamente sacche di punti di vita ed hanno attacchi fastidiosi.

Tecnica e Stile

Sul lato puramente tecnico, questo è il titolo Grasshopper Manufacture più curato di sempre. La grafica in cel shading di ottima fattura ricorda quella di Killer 7, anche se è un pò diversa, e preferisce palette di colori scuri, noir (davvero, in alcuni casi c’è molto nero a schermo), i modelli poligonali dei personaggi e nemici sono molto curati, non c’è molto da dire, i livelli di produzione per Killer Is Dead dovevano essere alti. Ci sono alcuni bugs minori, ma personalmente non ho rilevato l’enorme tearing di cui molti recensori parlano, piuttosto un framerate un pò ballerino in più di un’occasione (con temporanei scatti), ed in alcuni casi il gioco non ha registrato una trafila di attacchi, ma nulla che rovini realmente l’esperienza.  Per quanto riguarda i caricamenti, ho preventivamente installato il gioco sull’hard disk della X-Box 360, e non ho rivelato nessun caricamento lunghissimo o roba del genere. Non so com’è la versione PS3 a questo riguardo ( mi ricordo che Lollipop Chainsaw su PS3 non permetteva l’installazione di dati su disco fisso, un peccato perchè in quel caso sarebbe servito davvero).

La colonna sonora è ispirata e piena di belle tracce, con tracce dai toni orientali, pezzi metal/hard rock, composizioni elettroniche strane, e servono a prepararvi alle imminenti battaglie, mettendovi dell’umore giusto per smembramenti ed uccisioni con stile, il che non è un risultato semplice, per cui i miei complimenti al compositore, ottimo lavoro davvero! 😀

Visualmente è stupendo, il problema sta però in un ambito importante per i giochi di questa software house: stile e personalità.

Killer is Dead Alice

Stilisticamente Killer Is Dead sembra per lo più un imitazione di quello che contraddistingue i giochi di Suda 51 e quelli della Grasshopper in generale, come se il signor Goichi in persona avesse vomitato in un sacchetto, e bum, facciamo un gioco basandoci su tale sacchetto. Ecco, forse è eccessivo dire così, ma è innegabile che Killer Is Dead cerchi di ricreare lo stile di entrambi No More Heroes e Killer 7, ma ultimamente manchi di una personalità che possa definire propria. Non voglio ripetere quanto scritto ad inizio articolo, ma purtroppo non ho molto altro da aggiungere. Stavo dimenticando che sebbene il gioco non sia stato diretto da Suda in persona, Mr. 51 non può essere scusato visto che comunque c’entra parecchio con il titolo, visto che hai scritto lui il copione, ed è innegabilmente la cosa più ridicola ed assurda che Suda abbia mai scritto, ma non nel senso buono, perchè il tutto non è mai abbastanza criptico da stimolare interesse nel cercare di capire cosa sta succedendo, ne mai abbastanza concreto e strutturato in maniera tale da creare una narrativa normale che il giocatore possa seguire, con la trama che opera un continuo tagliare e saltare pezzi, operazione che  alla fine sembra più fatta per convenienza che per un motivo stilistico. Poi ci sono cose come Mondo che ripete di continuo il titolo “KILLER IS DEAD”, che ha senso quando sta per giustiziare qualcuno o qualcosa, ma non ad inizio missione od in altri casi in cui queste parole non hanno senso di essere dette. XD

Non aiutano certamente che ci siano le peggiori battute spacca quarta parete mai coniate da Suda, che non fanno ridere e sono poco più che un modo patetico per auto-scusarsi, secondo la regola sbagliata che basti ammettere e riconoscere che una battuta od una scena siano schifose per giustificarne l’esistenza. Per farla corta, si nota la mancanza di creatività e di aspirazione, quelle vere. Killer Is Dead sembra più un tentativo di replicare No More Heroes, con alcuni elementi di Killer 7, e per promuovere un sacco di fan service stile anime. Le stranezze ci sono eccome, ma manca la scintilla, per così dire.

Longevità e Contenuto

Il gioco offre 12 missioni principali, ma le prime 2 fungono da tutorial (la prima è poco più di un filmato, ci vogliono 5 minuti per finirla) ed anche un’altro paio si rivelano cortissime, mentre altre ancora possono risultare lunghine, più che altro se avete problemi con un boss. Per finire il gioco a Difficile sono necessarie circa 10-12 ore (quindi dovrebbero essere un pò di meno a Normale), ed via via che finite gli episodi si sbloccano un discreto numero di missioni secondarie oltre a quelle Gigolo – tra cui spicca l’arena di Scarlett -, ed alcune offrono qualcosa di diverso dalle missioni principali, ma in linea generale sono scuse per farvi rivisitare le location con obiettivi leggermente diversi. C’è anche un certo numero di extra, tra costumi e via dicendo, ed finendo il gioco sbloccate la difficoltà Estrema (oltre alla possibilità di rigiocare le missioni principali per ottenere un miglior grado), e potete cambiarla direttamente dal menù di scelta di missioni, senza che questo renda inaccessibile quando sbloccato giocando alle altre difficoltà. Sistema comodo, ma resta il fatto che a meno non siate fan di Suda, difficilmente troverete motivo per continuare a giocare dopo aver finito il gioco la prima volta.

Commento Finale

killer is dead gigolo glasses

Killer Is Dead è un’altro bizzarro action partorito dalle folli menti della Grasshopper Manufacture, ma fatica a ritagliarsi un posto proprio sia nella libreria di titoli “Sudiani” sia in un genere affollato come quello dei beat ‘em up, con uno stile che sembra più un imitazione e miscuglio di elementi presi da No More Heroes e Killer 7 e non miscelati molto bene assieme, con una storia assurda ma in realtà canonica e non così assurda da destare interesse (e viceversa, mai così criptica da stimolarvi a cercare un senso al tutto) ed un gameplay in gran parte mutuato da No More Heroes, con tante idee interessanti  (tipo le ormai note missioni Gigolo) ma che non vengono eseguite in maniera convincente (quando vengono eseguite), un combat system troppo semplice, sghembo, e poco equilibrato. Alla fine della fiera abbiamo un emulo di No More Heroes con molti difetti che non riesce a trovare una propria personalità (sia a livello di storia che di gameplay), e risulta deludente su ogni fronte.

Non è orribile, solo mediocre, e ci si può divertire un pò, ma non me la sento di consigliarlo a meno che non siate dei grossi fan di Suda 51, ed anche in questo caso, solo quando il titolo scenderà a 10-15 euro. Se invece non vi piace lo stile di Suda e compagnia ma volevate dare una chance a questo, o l’avete scoperto di recente e volevate giocare i titoli della Grasshopper iniziando da questo…… qualsiasi altro titolo, anche Lollipop Chainsaw (che perlomeno era divertente e sapeva cosa voleva essere, un beat’ em up arcade vecchio stile con enfasi sull’high score), è una scelta migliore per avvicinarsi ai folli e bizzarri titoli della compagnia, questo lo potete benissimo saltare, perchè è discutibilmente il loro peggior titolo. Peccato, ma KILLER IS MEDIOCRE.

5/10 Diverse idee interessanti, ma che raramente sono sviluppate in maniera decente, stilisticamente poco convincente, e con un combat system mediocre e poco equilibrato.

P.S. La Grasshopper ha dimostrato di sapere fare molto di meglio, e sono sicuro che i progetti futuri (tra cui Ranko Tsukigime’s Longest Day, un titolo su licenza del nuovo film del creatore di Akira, Short Peace, sviluppato assieme al director di Tokyo Jungle, e Otomo stesso) saranno più interessanti. Personalmente preferirei vedere direttamente il famigerato e per ora evanescente No More Heroes 3, invece di cercare di replicare la solita formula di NMH, senza aggiungerci molto per differenziarlo dal titolo a cui si ispira. E ho trovato assai più interessanti i loro titoli per le piattaforme digitali, come Liberation Maiden e Diabolical Pitch.

2 Risposte to “Killer Is Dead [RECENSIONE]”

  1. Qarion Says:

    Mamma mia che peccato, mi aspettavo molto di più, a maggior ragione che è un genere non proprio nuovo e che loro dovrebbero essere tra quelli che “ci sanno fare”. Pazienza .-.

    • Wise Yuri Says:

      Personalmente non sapevo cosa aspettarmi di preciso, ma considerato che questo è il 4° action che la Grasshopper fa (non contando alcuni titoli su licenza di anime mai uscita dal giappone), è assurdo come questo sia il meno rifinito, il meno equilibrato…. il peggiore insomma.


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