Grind Café #7

Gore e risate, fin dalla mai troppo celebrata scena del Cavaliere Nero del film Monty Python Ed Il Sacro Graal (prima di allora l’idea che vedere un tizio venir mutilato potesse essere esilarante non sarebbe neanche stata capita), si sono dimostrate una commistione di successo. E soprattutto negli anni ’70/’80 con tonnellate di film slasher ridicoli, i registi si sono resi conto che sì può fare una commedia a sfondo e tematiche horror, per esempio mostrando quantità  talmente alte di sangue e più organi di quelli presenti in un corpo umano, esagerando con il gore e le cose truculente per ottenere l’effetto contrario, ovvero far ridere lo spettatore. Ci sono diversi tipi di commedie horror, o film horror svergognati nel mostrare esilaranti quantità di gore, ma oggi parleremo di due commedie horror di razza, con satira, parodia e tutto, con protagonisti i nostri cugini meno fortunati ma parecchio popolari di recente: gli zombi!

E siccome sono impazzito, questo mese ci saranno ben 2 numeri del Grind Cafè, è ottobre, mese di Halloween e di Monster Madness su Cinemassacre, un natale anticipato per il sottoscritto! 😀

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tema: Comedy Of The Dead

shaun of the dead

Anno: 2004

Titoli Alternativi:

L’Alba Dei Morti Viventi

Nazione: Regno Unito

Durata: 1 ora e 39 minuti

Regia: Edgar Wright

Non penso che questo film abbia davvero bisogno di presentazioni, essendo amato da legioni di fan e apprezzatissimo anche dalla critica, considerato un film di culto ed una grande commedia horror. E non sono qui per dire nulla di nuovo a riguardo, visto che anch’io adoro Shaun Of The Dead, è innegabilmente una grande commedia che si merita l’apprezzamento ricevuto, ed un film che nel tempo diverrà iconico di questi anni in cui tutto è zombie. Quindi…. parliamone!

La storia vede come protagonista Shaun, la cui vita è tutt’altro che emozionante e soddisfacente: nel suo sciatto lavoro di capo reparto i ragazzini  che lavorano lì lo sfottono, vive con il suo amico di infanzia Ed – continuamente disoccupato e pigro – ed al suo coinquilino xxx da veramente noia vedere Ed sempre lì a scaldare il divano,  la sua fidanzata lo odia  perchè l’unico posto in cui escono è il pub Winchester, sempre al Winchester, sempre a bere e mangiare noccioline al Winchester. Non a sorpresa arriva il giorno in cui Shaun viene lasciato, ma non tutto è perduto, ed in fondo cosa c’è di meglio di un invasione cittadina di zombie per rinsaldare o riunire una coppia? Non saprei, ma l’arrivo dei mangia cervelli in città si rivela un’occasione per Shaun di farsi valere, riconquistare l’amore di Liz, mentre cerca di non diventare cibo per zombi.

Shaun of the dead zombie walk

La cosa sorprendente di Shaun Of The Dead è come riesca allo stesso tempo nell’essere una commedia romantica che parodia il genere ed uno zombie movie vero e proprio, alternando tra scene esilaranti con zombi sconfitti a colpi di vinile ed altre tragiche, violente o semplicemente da zombie movie. E riuscendo a centrare in pieno entrambi gli obiettivi, a far risonare tutte e due le anime del film. Principalmente è una commedia horror, ed è davvero esilarante e scritta benissimo, con quel meraviglioso e stranissimo senso dell’humour britannico (fortunatamente mai troppo dry da risultare rigido), ma sono rimasto sorpreso da come in Shaun of The Dead ci siano scene legittimamente tragiche e serie che funzionano, soprattutto per come spesso seguano altre dal tono completamente diverso. Se qualcuno me lo avesse detto prima, gli avrei risposto con un sarcastico “…. Sì, certo. :D”, ma nonostante il continuo saltare da un tono all’altro, entrambi funzionano nel proprio contesto. Il finale poi è spettacolare, ridicolo ed esilarante ma satirico ed interessante (toh, una rima involontaria). 😀

Parlando di zombie movie, Shaun of The Dead si rifà principalmente ai classici di Romero (già dal titolo si nota) come L’Alba dei Morti Viventi (Dawn Of The Dead per gli horror fan), e quindi gli zombie del film sono i classici lumaconi tordi ma inesorabili ed in grande superiorità numerica. Il make up è dei non morti è buono, minimale ma efficace, e serve la natura principalmente comica del film, il che vale in gran parte anche per gli altri effetti speciali, con le dovute eccezioni per alcune scene di gore. Abbiamo un buon cast tutto britannico, tra cui spiccano ovviamente il duo di protagonisti, interpretati da Simon Pegg e Nick Frost, i quali hanno una gran alchimia (e ci credo, sono amici nella vita reale) e sono esilaranti, ma anche i personaggi secondari e di supporto sono divertenti ed hanno più di una battuta memorabile.

Seriamente, non so cos’altro dire su Shaun Of The Dead: è una commedia horror scritta benissimo, originale, divertente, che si è meritata ampiamente il suo status di cult movie, la ricezione entusiasta di critica e pubblico, con tantissime citazioni memorabili, parodie, riferimenti, fan art, e via dicendo. Se ancora non l’aveste visto (blasfemia!), fustigatevi, recuperatevelo e vedetelo, che siate amanti del genere o meno (anche se ovviamente ve lo godrete di più nel primo caso), perchè in fondo c’è un pò dello zombie (e dello Shaun) in tutti noi! “AL WINCHESTER!!!”

E speriamo di vedere anche da noi l’ultimo film della “trilogia del Cornetto” (ne ho già parlato, se non sapete cos’è googlate), The World’s End, uscito poco più di un mese fa nelle sale americane.

Fido 2006

Anno: 2006

Titoli Alternativi:

Nessuno

Nazione: Canada

Durata: 1 ora e 31 minuti

Regia: Andrew Currie

Devo dire, la scatola del dvd stesso mi è venuta incontro, perchè già sul retro del box definiscono in maniera perfetta Fido “ovvero la classica storia di amicizia tra un bambino ed il suo cane… per adulti.” Ed infatti il film di Andrew Currie è questa, ovvero la tipica storia del bambino che ha pochi amici, riceve poca attenzione dal padre, e stringe un forte legame di amicizia con il suo cane, dal quale diventa inseparabile,  e che non vuole perdere, nonostante le circostanza gli allontanino. …. “Solo” che il tutto prende luogo in degli anni ’50 alternativi, dove gli zombi sono stati combattuti nelle Zombie Wars (vinte ovviamente dagli umani), e grazie all’invenzione di un collare che gli rende docili, sono usati come forza lavoro, come compagnia o per altre attività: zombie camerieri, zombi lattai, zombi che portano il cane a pisciare…. XD

Siamo di fronte ad un piccola gemma, il tipo di film che quasi nessuno ha visto e pian piano è diventato un cult movie tra appassionati del genere, e diavolo se si merita più attenzione, anche solo per l’originale trama, una rarità in un genere come questo.

Al centro di tutto c’è questa famiglia, i Robinson, e nello specifico il figlio, Timmy, che non è molto popolare a scuola e vorrebbe solo l’attenzione di suo padre, che invece promette, promette, ma non spende mai tempo con lui, e lo tratta come uno scomodo accidente di genetica. Tutto cambia quando sua madre porta a casa uno zombie (che è una specie di status symbol, tutti ne hanno almeno uno), nonostante suo padre sia contro per via di un episodio successo durante le Zombie Wars. Lo zombie diventa quindi parte della famiglia, e lega specialmente con il figlio, che ci fa amicizia come si farebbe un cane, e per tanto gli da come nome Fido. Come prevedibile, tutto fila liscio fino ad un inatteso incidente che dà il via ad una catena di eventi….

Fido 2006 funeral

A differenza di Shaun Of The Dead, però, Fido non è un mash up tra commedia non-sense/satirica british e situazioni degne di un film horror con zombie vero e proprio, ma è una satira in tutto e per tutto, con molti momenti crudi o tragici ed un humour nero e satirico molto sottile e ben scritto. A ben pensarci, muoiono un sacco di persone mangiate da zombi in questo film, e non sempre c’è un tono comico evidente al tutto. Apprezzo l’humour nero, specialmente quando è sottile e non subito ovvio, e nonostante risulti a tratti molto malato come film, riesce a farlo con classe e non per il semplice gusto di mostrare gore, e sa quanto fermarsi per non saturare lo spettatore con troppo humour nero.

La satira poi è ottima, ed usa questi anni ’50 alternativi per criticare tendenze moderne, esempio il vicino che praticamente tratta la sua zombie come una fidanzata, critica alla diffusione delle dutch wives (quelle inquietanti bambole realistiche che alcuni comprano e trattano come se fossero persone vere), od alcune più senza tempo, tipo la famiglia disfunzionale con a capo un uomo problematico, ottuso ed egoista, per dirne una. Il make up è davvero ottimo, specialmente quello di “Fido”, ed anche il gore è di buona fattura.

Le recitazioni sono ottime, specialmente quella di Bill Connolly nei panni del titolare zombie, che ruba la scena e riesce a trasmettere moltissimo con solo le espressioni del volto, passando da docile, amichevole e comprensivo a rabbioso e violento, molto interessante vedere un’interpretazione completamente visuale (a meno che non vogliate contare qualche grugnito) di un personaggio in un film horror moderno. Senza nulla togliere ad il resto del cast (tra cui spicca Dylan Baker nei panni del padre di Timmy), che fa davvero un buon lavoro, anche il bambino protagonista (e solitamente non mi ritrovo a complimentarmi con un attore bambino in film del genere). Ottima la regia e l’intreccio, che nonostante si rifaccia a canoni già visti (di nuovo, di base è la storia dell’amicizia indissolubile che si forma tra un bambino ed il suo cane), riesce a dare un angolo originale, fresco ed anche grottesco al tutto, con un’inizio lentino al quale segue un crescendo inesorabile di eventi, che culminano nel tragi-comico finale.

Inevitabilmente non potrà piacere a tutti e non sarà acclamato ed apprezzato come Shaun Of The Dead, ma in un certo senso, non deve: Fido è una commedia satirica horror brillante ed originale, con un forte e sottile humour nero, fresca e memorabile che non cerca di ricalcare quanto fatto da altri film del genere, è nella stesso genere ma è molto diverso, e merita molta più attenzione di quella ricevuta (e magari un uscita sul suolo italiano, lo potete recuperare su DVD in versione britannica, però). Una piccola gemma di satira horror che non dovrebbe assolutamente essere mancata dai fan del genere in certa di qualcosa di particolare, diverso ed originale, aggettivo quest’ultimo usato sempre più raramente a proposito (specialmente in un genere stantio come quello horror), qualcosa che valga davvero la pena vedere. Porgete pure la zampa a Fido, non gli dispiacerà. 🙂

Ed è tutto per ora, ci rileggiamo a fine mese con un altro numero del Grind Cafè!

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