The Weakly Hobbyt #160

The Weakly Hobbyt #160

E’ con un sorriso un pò più largo del solito che vi do il benvenuto su questo centosessantesimo appuntamento del nostro settimanale, che con questo numero si gode una meritata vacanza e vi saluta per tornare tra Settembre e Ottobre. Per ancora una stagione vi abbiamo allietato con articoli di serie tv, fumetti, videogame, film e qualche albo musicale.
E’ giunto anche per noi il momento di andare in vacanza. E per noi, intendo il gruppo in quanto tale che scrive articoli per il Weakly. Ma di articoli, di tanto in tanto, come sapete, ne offriamo comunque, semplicemente va in vacanza la cadenza settimanale del tutto! =)

Per ora, però, godetevi i nostri articoli su Asterix e i Pitti, Golden Sun – L’Era Perduta, Bound by Flames e Feeding Frenzy 2. Ci sentiamo in chiusura! =)

Asterix e i Pitti
(A cura di Celebandùne Gwathelen)

Asterix e i Pitti

Prime notizie di questo albo, l’ultimo in ordine di tempo (si, sono proprio arrivato fino alla fine delle mie recensioni dei fumetti di Asterix), mi giunsero non molto dopo che iniziai il mio biennio lavorativo come Studente qui in Germania. Allora ancora non avevo letto le ultime storie di Uderzo, e vedevo scettico il cambio gestionale. Dopo aver letto ciò di cui vi ho parlato negli scorsi mesi, sinceramente, penso che sia meglio così.

Passiamo all’albo e poi concludiamo su Asterix.

E’ inverno nel villaggio aremoricano, ed un inverno alquanto lungo. Asterix e Obelix vanno in spiaggia a raccogliere Ostriche, quando trovano un uomo congelato in un pezzo di ghiaccio. Il duo lo recupera e porta in villaggio, dove Panoramix tenta di scongelarlo lentamente e farlo sopravvivere allo shock termico. Le donne impazziscono per il nuovo arrivato, che Panoramix identifica come un Pitto, che da lì a poco si risveglia e cerca di spiegare ai suoi salvatori da dove viene. Purtroppo, però, gli manca la voce, e nonostante gli sforzi di Panoramix, la guarigione pare lenta. Ad essere presto annoiati della presenza dello straniero sono Mathusalix, Automatix, Ordinalfabetix e Abraracourcix, le cui consorti non fanno che adorare la moda del nuovo arrivato, costringendo loro a vestire allo stesso modo, ovvero con dei Kilt. Con il Pitto in guarigione, e pregati dal loro capovilaggio di portarlo via, Asterix e Obelix decidono di partire per la Caledonia in barca.

Asterix e i Pitti

Asterix, Obelix e Mac Karon giungono in Caledonia via nave.

Mac Karon, questo il nome del ritrovato, presto recupera la voce (anche se ogni tanto a singhiozzi la torna a perdere) e spiega al duo la sua tragica storia d’amore e di successione al trono della Caledonia. La sua amata Camomilla (questo il nome della sua diletta sposa) è stata rapita dal capo di un clan rivale di nome Mac Arogna, che in seguito ha anche legato Mac Karon ad un tronco di legno e buttato in un Loch scozzese. Camomilla è la figlia del defunto re della Caledonia, e ovviamente i vari clan sono interessati a convincerla a sposare il relativo capo clan. Asterix e Obelix arrivano in Caledonia poco dopo che è sbarcato un contigente romano lì, in missione segreta, per unificare i clan pitti e quindi annetterli all’Impero Romano.

Asterix e i Pitti

Anche i Romani sono incuriositi dalle lande dei Pitti

Comunque sia, Mac Karon si riunisce presto con la sua famiglia e decide di partecipare alla cerimonia di successione al trono della Caledonia, in cui ogni clan con un discorso deve convincere gli altri a confluire nel proprio. I romani contattati da Mac Arogna decidono di comune accordo di intervenire con le armi in caso Mac Arogna non diventi re dei Pitti, per poi unire tutta l’Isola Bretone sotto l’aquila romana. Inutile dire che Mac Arogna abbia intenzione di fare l’isola propria e non romana.
Comunque sia, Asterix ed Obelix tentano di recuperare la medicina di Panoramix nel Loch del progenitore del Mostro di Loch Ness, tale Afnor, persa in barca precedentemente. Con tunnel sotterranei arrivano nella base di Mac Arogna e liberano Camomilla. Tentano di tornare indietro lungo i tunnel sotterranei, ma si perdono, e giungono casualmente sul luogo della Cerimonia di annunciazione del re di Caledonia. Quando Mac Karon e Camomilla finalmente si rivedono, al primo torna come per magia la voce precedentemente di nuovo persa per l’emozione, che finalmente davanti a tutti i Pitti narra del malvagio piano del rivale. I pitti si riuniscono contro il clan di Mac Arogna, che anche con aiuto romano, non riesce a spuntarla.
Mac Karon e Camomilla si sposano e diventano regnanti dei Pitti, e Asterix e Obelix tornano con diversi souvenir in Gallia, dove come di consueto, festeggiano sotto un cielo stellato.

Asterix e i Pitti

Asterix e Mac Karon le suonano ai pirati, incontrati in viaggio

Questo albo, dal mio punto di vista, può essere l’inizio di una rinascita delle avventure di Asterix e Obelix. Il passaggio del testimone da Albert Uderzo al duo Jean-Yves Ferri per i Testi e Didier Conrad per i disegni ha creato miracoli e soffiato nuova vita nelle vele della serie a fumetti francesi tra le più famose al mondo. La trama è costruita splendidamente, i dialoghi sono intelligenti, i personaggi hanno carattere e stile, i riferimenti tornano ad essere geniali come quelli dei bei tempi…tutto il fumetto funziona come è costruito e sono finalmente spariti quei momenti “Deus Ex Machina” che tanto avevano plagiato le storie di Uderzo.
Tornano anche le belle citazioni e le buffe battute che tanto avevano caratterizzato i tempi d’oro delle storie di Goscinny, che variano dai “Pittogrammi” che indicano la strada per arrivare ai diversi clan, ad Afnor e la sua relazione con Nessie. Novità del tutto è la presenza di una storiella nella storiella, la mini trama di due fratelli romani coinvolti nelle vicende di Asterix e Obelix, di cui uno un legionaro romano mandato in Caledonia, e l’altro un censore mandato nel villaggio in Aremorica. Entrambi non ne passeranno delle belle, anche se l’ultimo, per fortuna, durante la festa riuscirà a compiere il suo incarico.

Asterix e i Pitti

I romani ed il clan di Mac Arogna si alleano; per loro sfortuna, il duo gallico è dalla parte di Mac Karon

I disegni di Conrad sono incredibilmente belli, lo stile di Uderzo viene rispettato e arricchito di dettagli non soliti del disegnatore francese. La tradizione, per così dire, viene rispettata, e in più lo stile narrativo torna a livelli che ormai mancavano da oltre trent’anni di storie. Per fortuna, Asterix è tornato ad essere un astro luminoso nel panorama dei fumetti europei. Lettura molto consigliata!

Voto Personale: 8,5/10

Addendum: Con questa recensione, sono al passo sulle storie di Asterix. Non vi nascondo che torneremo a parlare del duo gallico con i film di cui ancora non ho parlato, sia quelli con attori in carne ed ossa sia il famossissimo “Le dodici prove di Asterix”, ma che per quest’estate prenderò le distanze dai suoi fumetti, avendoli ovviamente finiti (esclusione fatta per alcuni albi speciali usciti solo in Francia e Germania, che includono dei libro-game e delle speciali antologie). La serie Asterix, nel complesso, merita tantissimo e sono felice di avervene parlato nella sua interezza in poco più di cento numeri di Weakly Hobbyt. Alcuni albi sono anche finiti nel mio Year in Review, questo da solo vi basti per capire quanto il duo Renè Goscinny e Albert Uderzo sia un punto di riferimento per me, e secondo me dovrebbe anche esserlo per chiunque sia appassionato di fumetti europei. Un viaggio portato a termine che decisamente meritava venire percorso. Alla prossima!

Golden Sun: L’Era Perduta

(A cura di Alteridan)

Attenzione: questo articolo contiene spoiler su Golden Sun, il primo capitolo della serie.

Giusto la settimana scorsa vi ho parlato di Golden Sun, quest’oggi è il turno del suo seguito diretto: L’Era Perduta (o The Lost Age per gli anglofoni). Prima di rivederci a settembre con il Weakly Hobbyt mi sembrava doveroso concludere la saga originale per Gameboy Advance con il capitolo più riuscito. Vediamo perché.

Liberare l’Alchimia

È doveroso fare un piccolo recap di quanto accaduto in precedenza, se volete evitare gli spoiler vi consiglio di passare direttamente al paragrafo successivo. Sul finale di Golden Sun, nonostante gli sforzi del gruppo guidato dal giovane Isaac, Saturos e Adexia erano riusciti ad accendere due dei quattro fari: quello di Mercurio e quello di Venere, è proprio in quest’ultima location che si svolge il combattimento finale tra i personaggi comandati dal giocatore e i due villain. Dopo essere riusciti a sopraffare Saturos e Adexia, uccidendoli, succede un parapiglia sulla cima del faro: la sua accensione libera le forze della terra, causando un forte terremoto che fa cadere in mare la giovane Sara, un’adepta di Giove, nel tentativo di salvarla da morte certa, Felix si lancia dalla vetta. Dato per spacciato, Isaac e compagni decidono di salpare verso il mare aperto per evitare l’accensione dei fari rimasti, dando inizio ai titoli di coda.

All’inizio, e solo per questi primi minuti, si unirà a noi anche Alex, un personaggio che impareremo a odiare nel corso del gioco.

L’Era Perduta si apre con un breve flashback in cui impersoniamo Jenna, la sorella di Felix, che assieme a Kraden è intenta a fuggire dal faro di Venere nei minuti precedenti la sua accensione. Raggiunta una piccola penisola, relativamente lontana dal faro, la giovane e l’erudito assistono impotenti all’accensione del faro e al successivo terremoto. Il sisma è così potente che riesce a staccare il piccolo fazzoletto di terra su cui si trovano i due, facendolo andare alla deriva. A causa di un potente tsunami, la penisola va a scontrarsi con il continente dell’Indra, creando una nuova piccola regione. Ben presto, Jenna e Kraden scoprono che Felix e Sara sono sopravvissuti alla caduta naufragando sulla penisola, confusi ma felici di essere ancora in vita, i quattro decidono di continuare la loro missione: accendere i fari e liberare l’Alchimia.

Il futuro di Weyard

Come Isaac, anche Felix è un adepto di Venere, sua sorella Jenna invece è abile nella psinergia di fuoco, Sara, come detto in precedenza, controlla le forze di vento, mentre al gruppo si unirà in seguito anche Pierce, un lemuriano adepto di Mercurio. Come nel capitolo precedente, anche in questa avventura abbiamo un party composto da un adepto per ogni elemento, garantendo una buona profondità strategica negli scontri con i nemici.

Viene ripreso e ampliato il sistema di Djinn introdotto nel primo Golden Sun: è vengono introdotti nuove creaturine con abilità inedite, e vengono aggiunte nuove combinazioni per creare le classi dei vari personaggi. Inoltre è possibile evocare nuovi spiriti in battaglia, a patto di aver trovato le relative steli evocatrici sparse per il mondo di gioco.

Le nuove evocazioni utilizzano combinazioni ibride di djinn.

Ad essere ampliato è anche il mondo di gioco: ben presto il gruppo entrerà in possesso di una nave lemuriana in grado di solcare gli oceani del mondo di Weyard, questo consente di esplorare liberamente ogni continente (fatta esclusione per i territori al centro delle vicende del capitolo precedente della saga). Vengono quindi aggiunte numerose ambientazioni secondarie da esplorare, compresi i dungeon in cui trovare le steli, cercare nuovi djinn e combattere i temibili boss facoltativi.

Tutto cambia affinché nulla cambi

È proprio citando Il Gattopardo che mi sento di chiudere questa recensione. L’Era Perduta cambia radicalmente il focus: cambia il protagonista, cambia completamente la missione, cambiano le ambientazioni e cambiano molti punti centrali del gameplay. Eppure il gioco è sempre lo stesso: è Golden Sun, ma è un Golden Sun migliorato su tutti i fronti.

Con la nave sarà possibile arrivare in luoghi altrimenti irraggiungibili.

L’Era Perduta è l’ottima e naturale chiusura della saga su GBA, con un cliffhanger finale che lascia la porta aperta a un seguito (sequel che poi è effettivamente arrivato ben sette anni dopo su Nintendo DS, con il nome di Golden Sun: L’Alba Oscura).

Voto personale: 9/10

Feel The Frenzy II

(A cura di Wise Yuri)

Feeding Frenzy 2 logo

Se siete un pesce, forse la stagione estiva non è proprio il momento più bello della vostra vita, con orde di scimmie spelate che vengono a pisciarvi in testa, ami di pescatori occasionali a sfregiarvi il muso, il tutto durante la vostra sempiterna lotta contro il destino, esemplificata nel detto “il pesce grosso mangia il pesce piccolo”.

Questo per dire che è il momento dell’anno giusto per Feeding Frenzy 2: Shipwreck Showdown, il seguito dell’originale Feeding Frenzy (recensito dal sottoscritto nel numero 130 del settimanale), sempre sviluppato da Popcap e Sprout Games. Perchè la frenesia è infinita, immagino, o qualcosa del genere.

Versione Recensita: X-Box Live Arcade

Disponibile anche per: PSN, PC, Steam

Quindi ritorna la frenesia alimentare marina di ispirazione arcade/retrò, ed a livello di gameplay c’è davvero poco da dire che non abbia già coperto nella recensione dell’originale, è essenzialmente identico, con un sistema di controllo davvero semplice, e l’unico obiettivo di mangiare e mangiare pesci per diventare più grandi e mangiare quelli che prima erano vostri predatori.

E’ ancora una formula di ispirazione arcade e vecchia scuola in generale, immediata e divertente, ed il motto in questo caso è “squadra che… gioca non si cambia”. Ma si migliora.

feeding frenzy 2 shark party

Per quanto essenzialmente identico, Feeding Frenzy 2 rientra fortunamente nel tipo di seguito “bigger and better”, con un miglior comparto tecnico (grafica e fondali mostrano miglioramenti pur mantenendo lo stile dell’originale, il comparto sonoro è leggermente meglio ma non di moltissimo ), con più contenuto ed un maggiore numero di modalità, di cui parleremo meglio sotto.
L’offerta principale rimane la modalità Storia, che oltre ad offrire un maggior numero di livelli – tra standard, bonus e boss battle 60 contro i 40 del primo Feeding Frenzy -, migliora la qualità generale degli stessi, con un’occhio per maggiore varietà.

Oltre ad una maggiore varietà di nemici ed ostacoli (molti comunque ripresi dal primo Feeding Frenzy) ed un miglior posizionamento di essi nei livelli, ci sono nuovi e più interessanti power-up, come l’amo che attira i pesci verso un punto dello schermo, e il pesce-scudo. La maggiore novità sono i livelli in cui potete saltare fuori dall’acqua per mangiare insetti e prendere bonus vari che volano in aria, con la possibilità di esibirvi in capriole a mezz’aria per un bel po’ di punti bonus, ma attenzione perchè i pellicani non aspettano altro che fare pranzo con un pesce salterino, ed un acrobazia mal riuscita vi stordisce e rende vulnerabili ad altri predatori che si avvicinano alla superficie.

Altra cosa buona è che il gioco è più difficile, non di tantissimo, ma venite messe in situazioni più ardue ed è richiesta maggiore pazienza, specialmente quando siete costretti a mangiare pesci piccoli e non vi siete ancora “espansi”alla seconda fase dovrete esplorare lo schermo con calma, con un poco di pazienza ed evitando la tentazione di sfrecciare per lo schermo, almeno prima di diventare grandi abbastanza da banchettare agili con squali ed avere la vostra vendetta su quelle maledette orche!>:D L’unico neo sono le boss battle, perchè in pratica c’è una sola boss battle contro un pesce alieno che affrontate circa 5 volte durante la modalità storia, con l’unica differenza nel numero e varietà di ostacoli presenti nel livello, ma in pratica sempre identiche.

feeding frenzy 2 bug buffet

La modalità storia dura circa ¾ ore e stavolta ci sono maggiori motivi per tornare sul titolo, tra la possibilità di giocare una versione “light” della modalità Storia, giocare la stessa in cooperativa online o locale con dei vostri amici, una modalità a tempo ed una modalità party per il multigiocatore. Nel complesso un’offerta maggiore rispetto all’originale, che decisamente non brillava per abbondanza di contenuto.

Commento Finale

feeding frenzy 2 find the fish

Feeding Frenzy 2 è un buon seguito, non è un salto di qualità incredibile rispetto all’originale, ma è un miglioramento in pressapoco tutti i campi, un esempio di seguito “bigger and better” che non cambia le carte in tavola, ma espande e migliora la divertente ed immediata formula di ispirazione arcade del primo, con una più robusta offerta di contenuto ed un distacco dalle origini “umili” del titolo precedente. Se avete giocato/provato il primo e la vostra impressione è stata “meh”, questo è più meritevole del vostro tempo, ma non a prezzo pieno.

Se altrimenti non avete mai giocato l’originale, potete guizzare direttamente a questo e mostrare al mondo chi è il pesce più grande nel mar.😀

 

Bound by Flame
(A cura di CapRichards)

Bound by Flame

Versione Giocata: PC.
Disponibile anche per: PS3, PS4, 360

Bound by flame è un action rpg prodotto dagli sviluppatori francesi Spiders e pubblicato dalla Focus Home Entertainment. Come se la sono cavati alle prese con il loro primo gioco per la nuova generazione di console?

Un mondo Fantasy che…. Boh

Il gioco è ambientato nel mondo di Vertiel, un’ambientazione fantasy non ben precisata e delineata. Le uniche cose che saprete di questo posto è che i non morti stanno distruggendo tutto e sono comandati dagli Ice Lords. Perché? Boh, il gioco non si prende mai la briga di spiegare i suoi avvenimenti ed ha una Lore poco delineata ed approfondita.
La trama inizia con un gruppo di maghi che cerca, attraverso un rituale, di cambiare la direzione della guerra, ma qualcosa va storto e un demone del fuoco entra nel protagonista, un mercenario un po’ cafone il cui compito era proteggere i maghi durante il suddetto rituale. Grazie a questo nuovo potere e grazie al caso, toccherà a voi sconfiggere gli Ice Lords, scegliendo lungo la via se cedere all’influenza demoniaca dentro di voi oppure rimanere umano ed in controllo della propria mente.
Il sistema di scelte sembra interessante ad un primo sguardo, ma è estremamente sottosviluppato. Le scelte principali sono poche ed alcune hanno poco senso a livello logico/narrativo. Molte scelte secondarie inoltre sono subordinate a quelle principali e vanno in autopilota, togliendo al giocatore la possibilità di ruolare il proprio personaggio.
La trama è estremamente banale, non sembra portare da nessuna parte se non esattamente nel finale ed è costellata di persone che prendono decisioni sbagliate di continuo. La parte finale dell’avventura subisce un’accelerata immensa, che arriva improvvisa dopo il rallentamento all’estremo dei capitoli che precedono il finale e sembra che arrivi a metà gioco. Di sicuro vi sorprenderà, ma non per motivi positivi. I compagni del party e gli NPC ed anche i cattivi, sono tutti dei cliché viventi, non caratterizzati a fondo e ininfluenti nelle vicende di gioco. Solo uno è incastrato alla perfezione nella trama ed è più complesso degli altri, e non sarà difficile capire chi. (Si è la tipa nell’immagine).

Bound by Flame

La quest principale dura circa 8-9 ore, che si estenderanno a 15 circa completando tutte le sidequests, principalmente perché dovrete eseguire un po’ di backtracking nelle varie aree del gioco.

Gli Spiders hanno colpito ancora…..

Il gioco ha un sistema di combattimento derivato da quello di Mars War Logs, quindi buono in principio e pessimo in esecuzione. La base è un sistema di combattimento in tempo reale, con due attacchi primari con l’arma, leggero e pesante, una parata e combinazioni di tasti ai quale assegnare le proprie abilità.

Esistono tre specializzazioni dove il giocatore può spendere punti per migliorare il proprio personaggio: Tank, Ranger e Piromane. Il Tank usa armi pesanti, può pararsi da quasi tutti gli attacchi e può eseguire contrattacchi e rompere difese avversarie. Il ranger usa due daghe, attacca velocissimo ed ha a disposizione una schivata. Il piromane non è una forma di combattimento vera e propria, ma sviluppa le magie di fuoco utilizzabili sia in stile Ranger che Tank. Il gioco sembra incoraggiare l’uso di tutti e tre gli stili, grazie al fatto che si hanno sempre le magie a disposizione e che lo stile ranger e tank sono intercambiabili in ogni momento con la semplice pressione di un tasto. Il problema è che nel gioco non ci sono abbastanza punti abilità per sviluppare tutti gli alberi allo stesso modo, quindi meglio concentrarsi su un solo ramo ed averne uno di appoggio.

Bound by Flame

L’evoluzione del personaggio è molto anticlimatica. Partirete con 100 punti vita e arriverete se va bene a 120 punti vita. I nemici avranno sempre tanta più vita di voi e potranno uccidervi con facilità tanto all’inizio del gioco quanto alla fine.
Il gioco ha un sistema di crafting abbastanza ben fatto anche se semplice. È possibile potenziare armi ed armature e produrre pozioni, trappole e quant’altro. Purtroppo l’impatto dei potenziamenti non è molto percettibile poiché cambiano i valori di pochi punti percentuale, che applicati a valori numerici bassi causano variazioni marginali. Rimarrete pezzente dall’inizio alla fine, senza mai avere una forte sensazione di avanzamento.
In battaglia potrete avere uno dei vostri compagni come supporto, ognuno con le sue abilità specifiche. Purtroppo la loro IA è pessima e sono fragilissimi quindi la loro utilità è estremamente limitata e tutto il peso del combattimento ricade solo su di voi.
Il gioco a livello di struttura è identico a The Witcher 2. L’avanzare della trama vi porterà in nuove macroaree di gioco, tutte che presentano una zona sicura con NPC e mercanti e multiple zone con nemici. Tutte le aree sono alquanto piccole e sono semplicemente dei corridoi mimetizzati, a volte neanche tanto bene, dando l’effetto di essere in un dungeon per tutta la durata del gioco.

Bound by Flame

Produzione AAA o Indie?

Il gioco ha uno strano rapporto con la grafica. Su PC il gioco ha ottime texture ad alta risoluzione per i personaggi principali e alcune meno belle per gli ambienti, ma il risultato è più che buono. Il resto è alquanto mediocre. Le animazioni sono un po’ ridicole, il combattimento non ha il giusto feeling fisico, gli effetti particellari e le ombre sono nella norma… quello che veramente è strano è l’utilizzo delle risorse da parte del gioco.
Su PC carica tutto sulla GPU e schede da 500€ non riescono a farlo girare al massimo. (Parlo a gioco appena uscito, senza patch ulteriori). Il processore invece, appare inutilizzato, andando raramente sopra il 20% del carico durante il gameplay. Questo porta ad un framerate ballerino senza un vero motivo.

Da un punto di vista artistico il gioco è la festa della banalità e della piattezza. Non c’è nulla che salta agli occhi come originale o particolarmente ben ispirato. Esattamente come i personaggi, anche la grafica è un cliché. L’unica nota positiva è la cura riposta nella trasformazione del vostro personaggio qualora diverrete impossessati dal demone del fuoco. Avrete corna, non potrete indossare elmetti e il vostro petto sarà in fiamme.
Le musiche sono invece belle e ben fatte, ma nulla che vi rimarrà in testa. Svolgono bene la loro funzione di accompagnamento e sono funzionali. Il doppiaggio è invece un po’ sottotono. Non brilla nessuna voce ed un paio dimostrano capacità interpretative davvero pessime. Anche i personaggi meglio doppiati purtroppo non riescono a salvare la mediocrità dello script.

Bound by Flame

Commento finale

Gli Spiders ci riprovano ancora e non riescono ad elevarsi dalla mediocrità che li caratterizza. Un po’ è un peccato, questo RPG è arrivato in un periodo molto scarno per la nuova generazione e sarebbe potuto essere il primo giocone RPG next gen su PS4 ed invece ci ritroviamo con una mezza ciofeca.
“Non ragionar di lor, ma guarda e passa”, diceva qualcuno….

VOTO PERSONALE: 5/10

E con questa, chiudiamo. Il numero 160 è l’ultimo prima della pausa estiva, in cui vi auguro ogni bene, e dopo la quale spero e speriamo di essere ancora qui ad allietare le vostre domeniche, in un modo o nell’altro. Davanti a me, Italia, Germania e Canada. E magari, chissà, alla fine dei prossimi 160 numeri non saremo solo più vecchi ma anche più saggi, felici e sereni!😉

A presto!

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