[ARCADE 51] #3 Sine Mora

Sine Mora logo

Il primo e più noto frutto della collaborazione tra Grasshopper Manufacture e Digital Reality, Sine Mora é quello che succede dando il trattamento Grasshopper al classico ma conservativo genere degli shoot ‘em up 2D con navicelle/aerei a scorrimento orizzontale, e lo recensiamo nel numero conclusivo di Arcade 51! 🙂

N.B.: La versione recensita è quella per XBLA, è disponibile anche su Steam, in digitale su PS3 e PS Vita, e di recente è approdato su iOS ed a breve su Android.

La storia a dir la verità è sorprendentemente matura e narrata in tono diverso da qualsiasi altro titolo grasshopper, è la lotta in un universo distopico tra un impero tirannico ed la resistenza di una razza nota come Enkie capace di alterare il tempo. E tra uno scontro a colpi di proiettili contro boss enormi si toccano temi come la schiavitù, faide razziali, riflessioni sulla natura di queste creature capaci di vivere il futuro ed il passato, e delineano la personalità di questi personaggi, in quanto sono spesso riflessioni e commenti fatti da loro. Molto interessante e sorprendentemente ben sviluppata, anche se è quasi tutta narrata in schermate di testo pre-livello (il che scoraggerà non pochi giocatori che molto probabilmente vorranno saltare questo testo ed andare diretti al gioco, il che comprendo benissimo, visto il genere), con un doppiaggio in russo che è inusuale sentire in una release internazionale.

Non più inusuale di un bullet hell con una storia vera e propria e non condensata in due immagini ad inizio e fine gioco (come da tradizione per i bullet hell Cave). L’universo di Sine Mora (motto latino che significa “senza indugio”) è interessante, e non mi dispiacerebbe se fosse rivisitato in maniera sghemba od inserito trasversalmente in altri titoli non collegati direttamente, Suda è bravo a fare questo, non c’è dubbio.
Lo stile è vagamente reminescente di Starfox in quanto i personaggi sono tutti animali antropomorfi, ma le somiglianze terminano qui, e lo stile grafico di per sé è stupendo, una gioia per gli occhi, ha un sapore retrò ma solo quello, la grafica è moderna e molto curata per un titolo in digitale (unico neo è un poster di Black Knight Sword visibilissimo in un livello, evitabile auto-pubblicità). Anche la musica è ottima, ed a questo riguardo mi basta ricordare che c’è Akira Yamaoka dietro. 🙂 E sì, mi basta davvero dire questo.

Sine Mora cast

Il gameplay è in stile bullet hell, e sebbene non è all’eccesso come in titoli della serie Touhou in cui spesso diventa difficile riconoscere il vostro personaggio nel mare di proiettili colorati a schermo, presto dovrete imparare a navigare tra un bel po’ di pattern di proiettili difficili, ed offre una novità distinta alle classiche meccaniche presenti in titoli del genere, ovvero rendendo il tempo un elemento centrale del gameplay, in quanto la vostra salute e il cronometro a schermo, sono la stessa cosa. Il tempo è sovrano, letteralmente. E finire il tempo vuol dire fallire, senza tanti discorsi.

Cosa significa questo?

Distruggere nemici e raccogliere il power-up apposito aggiunge secondi al timer, e subire colpi porta via secondi dal timer, ed avete anche la possibilità di rallentare l’azione, ma non sprecatela, la barra di questa non è infinita. É una meccanica semplice, ad essere franchi, e sebbene non sembri chissà che, riesce a mettervi addosso pressione perchè rende il tutto più tosto e difficile, chiedendovi molta concentrazione, e creando situazioni inedite, come sezioni sotterranee o subacquee in cui vorrete disperatamente trovare un nemico per non finire il tempo, od altre in cui vorrete evitare nemici perchè sono suicidi e vengono in orde e branchi.
Il level design è semplicemente ottimo e altrettanto la varietà degli stage, in quanto spesso, oltre a schivare folli pattern di proiettili colorati e formazioni nemiche davvero serrate, dovrete navigare in ambientazioni strette e pieni di ostacoli, che vi mettono sulle punte in quando richiedono precisi movimenti e la mancanza di nemici rende prendere un colpo peggiore che un pattern tosto di proiettili.

Nonostante queste situazioni siano più enfatizzate e rilevanti alle difficoltà superiori, anche alla difficoltà Normale vi ritroverete in sezioni in cui la precisione nel muoversi è essenziale e la mancanza di nemici vi impedisce di ricaricare il timer, creando questa particolare dicotomia, di situazioni in cui vorrete avere a nemici ed altre in cui la loro presenza è talmente densa da farvi rischiare di morire con estrema facilità.

In ogni caso giocare a Normale è per chi vuole giocare, godersi i livelli e la storia, ed arrivare alla fine senza enormi impedimenti, visto il generoso numero di crediti che vi vengono dati, ma comunque dovrete giocare con impegno, sempre di un bullet hell parliamo. L’unica mia lamentela a Normale è che c’è un salto notevole di difficoltà tra i primi 2 stage ed i successivi, venite presi di sorpresa, un difetto che ho già notato in altri titoli Grasshopper (come il precedentemente recensito Black Knight Sword e No More Heroes 2), non enorme ma tutt’altro che insignificante.

Sine Mora screenshot

I più navigati vorranno partire subito dalla difficoltà Impegnativa, che è davvero un altro discorso, in quanto avete molto meno tempo di default, i power-up e munizioni per armi secondarie estremamente molto più parchi in quantità, e semplicemente molto più impegnativo fin dall’inizio.
Tutto è reso più impegnativo dal fatto che non ci sono smart bomb, ci sono le armi secondarie del veicolo che avete e sono ovviamente potenti ed utili, ma non dipendete da quelle, le munizioni sono poche (anche prendendole dai nemici) anche a Normale.
Non per negare che a prescindere dalla difficoltà molti boss sono dannamente tosti, ed a questo proposito, i boss del gioco sono tanti, spettacolari da vedere, enormi, multi-sezione e tosti da buttare giù, non c’è davvero nulla di cui lamentarsi al riguardo. 😀

Parlando di longevità, la modalità Storia ha una durata buona, con 7 grossi livelli che contengono quasi tutti 2 sezioni distinte a loro, ed oltre a quella avete la modalità Arcade, che funziona ad ondate, aggiunge due nuovi power-up esclusivi a questa modalità che aggiungono non poco al gameplay, in quanto uno è il potere di riavvolgimento tempo e l’altro è quello di un muro che riflette i colpi, la possibilità di scegliere che veicolo usare ed un sistema di gradi/punteggio apposito. Oltre a difficoltà ancora più bastarde e onestamente brutali, per ogni livello di masochismo/sfida estrema che preferite, ed una Attacco ai Punti per partite veloci.
La rigiocabilità è quindi altissima, e quasi dimenticavo, c’è una commendabile (seppur non essenziale) modalità Allenamento Boss, che vi permette di allenarvi su uno specifico boss senza dover fare tutto il livello, e può tornare utile sia ai neofiti che agli scafonati.

Commento Finale

sine mora artwork

Un eccellente bullet hell con un twist minore ma tutt’altro che irrilevante, con una storia vera e propria ed una interessante, per lo più, con un gameplay tosto e difficile con la particolare meccanica del tempo, in quanto timer e salute sono la stessa cosa in Sine Mora, con i suoi vantaggi e svantaggi che cambiano leggermente il modo di approciare il genere, ma danno anche un che di fresco alla formula.
Sono onestamente sorpreso che non sia più noto, perchè al contrario di altri titoli Grasshopper in cui era giustamente opinabile trovare un retrogusto “pensa solo che se il gioco avesse osato di più in questo e questo”, la meccanica che Sine Mora inietta nella tipica formula non sembra rivoluzionaria (per quanto interessante), ma si rivela capace di creare situazioni rare o nuove in uno shooter 2D a scorrimento, oltre a rendere il gameplay di per sé più difficile e tosto. Il tutto con un’ottima varietà di stage, un incredibile rigiocabilità ed incredibili boss battle contro mostruosità meccaniche enormi come palazzi e colme di metodi per uccidervi.

Forse il miglior titolo della compagnia da Killer 7, almeno secondo me, e che consiglio anche agli scettici/non fan.

E così si conclude questa piccola rubrica, spero vi sia piaciuta come aperitivo al ritorno del Weakly, che avverrà presto, quindi alla prossima e grazie!

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