Platformation #7

Spyro Enter The Dragonfly logo

C’è voluto molto per arrivare a parlare del caro vecchio Spyro su queste pagine, lo ammetto.

E potreste (volendo) esservi chiesti perchè non ho fatto una Spyro-A-Thon, dopo aver graziato il marsupiale Naughty Dog di un’intera retrospettiva. Potreste.

La risposta breve è che ho sempre preferito Crash a Spyro, non di tantissimo però, ho amato entrambi i franchise. La risposta lunga è che non più il tempo necessario per fare una cosa del genere, ci sono molti più titoli di Spyro rispetto a quelli di Crash Bandicoot, e il costo di recuperare più o meno tutto è molto più alto di quanto potreste immaginare (e reso più “pesante” dal fatto che prevedo molti di questi come pessimi o mediocri). Non per dire che non tratterò titoli della serie, ma lo farò a spizzichi e bocconi e non in una singola retrospettiva.

Cominciando da questo, ovvero il primo Spyro della serie principale (prima usciro due Spyro per GBA, Season Of Ice e Season Of Flame, avremo modo di parlare anche di quelli nel tempo) a non essere più sviluppato da Insomniac (che come la Naughty Dog abbandonò la serie dopo l’era PS1), ed il primo ad essere multipiattaforma, in quanto fu rilasciato per Playstation 2 (che è la versione giocata e recensita) e per Gamecube.

Sviluppato da Equinoxe e Check Six Games (che non a sorpresa non andranno da nessuna parte dopo questo gioco, entrambi), Enter The Dragonfly continua la storia da dove Spyro 3 (aka Year Of The Dragon) era finito, e in breve le nuove libellule che dovrebbero diventare compagne/aiutanti per ogni giovane dragone nascono. Ma un redivivo (senza troppe spiegazioni del perchè e percome) Ripto riappare per… vendetta, immagino, e lancia un incantesimo, ma sbaglia ed invece di distruggere le nuove libellule, le sparpaglia in vari luoghi. Ed a Spyro tocca fare il raccattapalle, e riprendere tutte le libellule e poi sconfiggere di nuovo Ripto.

Una cosa che noterete presto (ed un segno di peggior game design rispetto agli originali) è che sebbene ci sono centinaia di gemme da raccogliere (in totale 7000, in realtà molte meno), non c’è un vero e proprio motivo – a parte l’avere un tipo di collezionabile da prendere – di averle.

spyro enter the dragonflu hub

Ricordate come nei primi dovevate sborsare gemme a Riccone per acquisire abilità o sbloccare passaggi e portali? Beh, a parte una situazione del genere all’inizio (dopo la quale Riccone letteralmente scompare solo per riapparire brevemente a fine gioco), in Enter The Dragonfly non c’è nessun uso pratico delle gemme, le varie fiamme e poteri per Spyro li ottenete da lastre trovabili nei livelli che devono essere riportate alla statua del drago nell’overworld, ed ogni lastra vi dà un diverso soffio oltre a quello standard di fuoco. Quindi sono… inutili, hanno sempre quel ganzo effetto sonoro, ma sono un mero collezionabile.

Interessante e purtroppo notabile è il fatto che Enter The Dragonfly fu un caso di publisher che calciò il gioco fuori dall’uscio prima che fosse finito, a conferma di quanto questa non è purtroppo una novità dell’era PS3/360. Ed un ciclo di sviluppo affrettato per avere il gioco sugli scaffali in tempo per la finestra invernale 2002 spiegherebbe molte cose, come un solo hub/overworld e nove livelli/ambientazioni da esplorare, 90 libellule da collezionare ed una sola boss battle.

E secondo il progetto, ci dovevano essere 25 livelli, un totale di 120 libellule da ottenere, il ritorno di nemici classici della serie PS1 (tipo Gnasty Gnorc, citato in una singola frase ma non presente), ed un comparto tecnico di tutt’altro stampo.

Quest’ultimo è la cosa più “additabile”, perchè onestamente è risibile, sghembo e colmo di bug e glitch di vario tipo al punto che è divertente. Il primo imputato è pero il framerate che casualmente diminuisce giocando, a volte per un numero di personaggi a schermo ritenuto “eccessivo” dal motore di gioco, a volte con pochi personaggi, ed a volte con quasi nulla a schermo, assolutamente random e incomprensibile.

Il secondo ma altrettanto importante è la mole e frequenza di caricamenti, che vi assilleranno di continuo e non sono neanche “scusabili”, neanche l’originale Spyro The Dragon per Playstation aveva caricamenti così lunghi ed assillanti.

Il gameplay di per sé è familiare se avete giocato ad uno qualsiasi degli Spyro originali, molto familiare. Anzi, un po’ troppo familiare, solo un po’ peggio, non osceno, ma inferiore ai precedenti senza dubbio. A livello di controlli ed abilità/azioni, Spyro è praticamente lo stesso, potete saltare, planare, librarvi, caricare e sputare fuoco, quello che vi potete aspettare, ed i controlli sono responsivi. Solo che sarebbe stato meglio mettere un pulsante apposito per recentrare la telecamera, bruttina ed il vero grande nemico dell’intero gioco, visto che quelli sparsi per i livelli sono mera carne da cannone che aspetta gli ammazziate.

La varietà di obiettivi e gameplay è quella che vi potete aspettare, con roba da attivare, nemici da distruggere e roba tipica di platfomer del genere, in cui c’è sempre un minchione che ha bisogno di aiuto ed ha bisogno di voi perchè… non ha voglia di fare qualcosa.

Oltre alle normali quest/obiettivi, troverete almeno due portali per livello, uno che vi porta ai mandatori mini-giochi su veicoli, ed uno ad un circuito, quest’ultimo sempre la solita roba, in quanto offre una gara di volo attraverso anelli contro personaggi controllati dall’IA, od un “colpisci queste cose in aria, queste cose a terra, passa attraverso anelli”, questi tutti uguali, solo che cambia cosa dovete colpire od attraversare, ma una volta capito l’unico modo per finire il “tri-collectathon” nel poco tempo datovi è quello di capire il percorso dei nemici/oggetti e farlo al contrario, noterete che sono tutti uguali de facto.

Spyro Enter the Dragonfly circuit collectathon

La maggiore novità è rappresentata dai tipi di soffio che Spyro può acquisire ed usare, oltre allo standard fuoco, ovvero elettricità, ghiaccio, e…. bolle.Sì, si sono sprecati, troppa immaginazione stroppia. E non è che siano così ben integrati nel gioco: le bolle servono per intrappolare e prendere libellule raminghe e basta, non hanno altro uso, ed i nemici non hanno debolezze elementali specifiche, potete benissimo uccidere una nuvola tuonante con il soffio di tuono. Uhm. Potete anche usare le ali a scudo (dopo aver acquisito l’abilità), ma lo farete solo in un livello perchè vi serve per forza per sconfiggere un nuovo tipo di nemici.

Almeno vi viene chiesto di usare tutte le abilità, devo dar credito perchè ho visto molto di peggio al riguardo. Una cosa che non ritornano sono i compagni/personaggi extra da Spyro 3, in quanto tutte le varie sezioni su veicoli e missioni secondarie sono fatte dal viola dracone in persona.

Altro segno di pessimo game design è il fatto che ho dovuto guardare una guida per capire come arrivare alla boss battle finale (che ricordo è l’unica dell’intero titolo), il gioco non vi dice che potete sfidare Ripto, e non vi dice quasi nulla in generale, non vi veicola informazioni anche utili se non in briciole lì e là. E l’unico momento in cui vi servirebbe il gioco non lo fa, meraviglioso.

E l’insulto finale, oltre alla beffa che a saperlo potevo vedere la fine del gioco molto prima del previsto e non dovendo prendere tante libellule come ho fatto (in quanto immaginavo servissero anche per quello, visto che servono per sbloccare i livelli), è che non se non avete completato il titolo al 100 %, preso tutto il prendibile, non vi beccate neanche la boss battle completa, vi beccate 5 minuti di lotta ed arrivati alla terza fase e Ripto dice un “mi hai sconfitto, ma tornerò”, e puff, credit roll, che dovrebbe contare come bad ending ma non c’è manco una cutscene. Non che mi interessi, mi basta e avanza quella brutta perchè sono stufo di questo titolo di merda, non me ne frega una minchia del good ending.

Parlando di altre pessime scelte di level design, abbiamo un platformer che vi forza ad “allungare” i salti fino al limite estremo, a saltare appena prima di cadere per planare e librarvi all’ultimo secondo per atterrare al limite estremo della piattaforma su cui volete arrivare, sperando che il sistema di collisioni non decida che non va bene. Non succede di continuo, ma spesso dovrete fare salti del genere e se fallite vi tocca rifare il percorso battuto e ritentare, ed in alcuni casi le collisioni e fisica del gioco “starnutiscono” con strani effetti. Ed in un livello sono davvero fastidiosi, in congiunzione con un sistema di checkpoint scarsetto ed una telecamera oscena e con dei problemi come a volte non potete aggiustarla manualmente con la levetta analogica destra perchè si “blocca” e vi tocca ricentrarla toccando appena il pulsante della soggettiva. E tecnicamente si può renderla migliore ed alleviare parecchia frustrazione, ma l’ho scoperto per caso che la telecamera era settata su “passivo” nelle opzioni, se non navigate un po’ nel menù di pausa non lo saprete mai. PAH.

Un minimo contesto o motivo per cui Ripto ritorna sarebbe stato gradito, ma immagino due minuti di cutscene sarebbero stati troppa fatica.

Un minimo contesto o motivo per cui Ripto ritorna sarebbe stato gradito, ma immagino due minuti di cutscene sarebbero stati troppa fatica.

In maniera simile a Ty The Tasmanian Tyger, il fatto che ci sono 9 livelli…. anzi, a dir la verità solo 8, visto che il Regno dei Draghi serve da hub ed offre solo qualche prova “usa questo soffio su 8 cose sparse nelle vicinanze entro uno stretto limite di tempo”.

Comunque, il problema è lo stesso che incontrate nel titolo Krome Studios, in quanto sarete forzati a prendere un buon 70 % o più dei collezionabili presenti in ogni livello in quanto il numero di libellule necessario per accedere al prossimo aumenta, e con i pochi livelli a disposizioni siete forzati a tornare più e più volte nei livelli per prendere cosa avete mancato, il che aumenta la longevità altrimenti corta del gioco, in quanto vi è imposto il contenuto secondario, quel che resta e non avete preso la prima volta.

Una cosa buffa che inchioda e conferma lo status di “gioco non pronto per la release” è una situazione accadutami nel livello Covo di ladri, in cui un ladro mi dice “premi quelli interruttori sott’acqua ed attento al guardiano/controllore”. …… Solo che non c’è nessun nemico nell’acqua, immagino l’idea fosse mettercelo, ma non hanno potuto causa release anticipata. Almeno potevano rimuovere due righe di testo, questo sì.😄

Parliamo un po’ dei bug e glitch, perchè ce ne sono a biffezze: da bug grafici di compenetrazione, casi in cui le texture spariscono per un istante, Spyro che vola attraverso montagne o carica attraverso oggetti non distruggibili, o texture che non appaiono fino a quando non ci siete vicini e sono nascoste da una continua nebbia, polli a cui una zampa si allunga tanto che sembra un laccio elastico gli voglia prendere dal cielo, schermate di pausa che all’improvviso si rabbuiano e poi tornano normali, o proiettili nemici che non si vedono ma vi fanno male, o Spyro che muore “schiantato” su pantano o roba in cui dovrebbe affogare. Od ancora, uno in cui Spyro invece di entrare in acqua ci plana dentro, con risultato scendere verso il fondo e muoversi come sulla terra perchè il gioco ha smesso di “attivare” la gravità dell’acqua e quindi non nuotate dentro…. l’acqua, il che mi ha forzato ad uscire dal livello, in quanto non potevo neanche “volare” attraverso l’acqua verso l’alto.😄

Oppure icone che non vanno via dallo schermo quando dovrebbero, altre che non appaiono, o roba tipo Spyro che cade attraverso le piattaforme come se non ci fossero, bug che rendono impossibile parlare con i personaggi a volte (non che vi serva e non capita mai quando vi serve, ma insomma).

Forse però il migliore è trovare un punto nel livello Giungla Giurassica in cui sembra che saltando cadete nel vuoto, ma invece camminate su terreno senza texture, ed il fatto che c’è un checkpoint proprio lì urla di “ci doveva essere una parte del livello, ma non abbiamo potuto finirlo”.

È impossibile farsi tutto il gioco senza incappare in almeno un bug notevole o vistoso, non c’è modo, prima o poi qualcosa di strano catturerà la vostra attenzione, ed è il motore grafico che “tossisce” di continuo con risultati bug diversi. Ed è esilarante, innegabilmente vi farete qualche buona risata.😀

Bug a parte, il comparto tecnico è così così. Il maggior imputato a riguardo sono le texture dei personaggi secondari, Spyro è decente, ma il resto degli npc sono brutti, alcuni quasi mostruosi, come Sparx che ha occhi che si “gonfiano” quando parla ed altri in cui non si sono presi neanche briga di limare i modelli che appaiono rozzi in maniera simile a quelli PS1, solo in leggermente miglior definizione. Le ambientazioni sono ok e sono distinte l’un l’altra (anche se non molto originali), e nel complesso il comparto grafico sarebbe anche ok, passabile, ma ci sono da tenere di conto i tremila bug.

Commento Finale

Sì, gli occhi di Sparx spesso sono così inquietantemente sproporzionati.

Sì, gli occhi di Sparx spesso sono così inquietantemente sproporzionati.

Spyro: Enter The Dragonfly è come potreste immaginare uno Spyro sviluppato da un team molto meno esperto e capace rispetto alla Insomniac, una sorta di replica di qualità molto inferiore di quanto già visto, una mera ombra degli Spyro originali ed afflitta da uno “sviluppo cesareo” che ha portato ad avere pochi livelli, 1 solo boss, la quasi totale mancanza di personaggi ormai associabili e ricordabili delle serie, ed un comparto tecnico patetico, con continui e petulanti caricamenti, bug come se piovesse, personaggi con texture che sono solo un filo meglio dei titoli PS1, ed un framerate giuda ballerino che spesso cala anche in assenza di “orde” di personaggi che “appesantiscono” il motore grafico.

Ho giocato di peggio, ma inutile girarci attorno, è brutto, é meglio di A Hero’s Tail (da quanto mi ricordo, potrei sbagliarmi eccome), posso dire questo, ma non me la sento di consigliarlo se non a fan sfegatati dei platformer desiderosi di giocare uno Spyro e pronti ad ingollare un titolo brutto come questo, almeno ora costa pochissimo recuperarlo. Per tutti gli altri, recuperate o rigiocate la serie originale per PS1, questo “rutto di drago” non ne vale la pena.

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