Grind Cafè #13

thunderclaus is this a zombie

♪ Le campane suonano, le stelle brillano, e babbi natale omicidi squartano, sangue spillano, nel buio e nella neve svìcolano ♪  Sì, è tempo di regali, tempo di Natale e tempo di parlare horror a tema, vedetelo come “contrappeso ” alla melensità del periodo, e per controbilanciare una doppietta di film con babbi natale che vogliono le vostre budella sembra essere proprio quello che ci vuole… Questo ed una buona dose di eggnog, brandy e natale vanno a nozze.😀
Dopo aver esaminato l’originale black Christmas ed il suo “remake” negli scorsi natali, quest’anno torniamo in territorio “Santa slasher” con due film più tipici di questo sottogenere di horror natalizi. Quindi prendete un bicchiere di latte, qualche biscottino e buona lettura, bimbi, psicopatici e bimbe!

Tema: …Killer Santa Is Here.

Sint

Anno:  2010

Titolo:  Sint

Titoli Alternativi: Saint, Saint Nick

Nazione: Paesi Bassi (aka Olanda)

Durata: 1 ora e 17 minuti

Regia: Dick Maas

Tantissimi sono i film con babbi natale omicidi, e gran parte di questi vengono dagli Stati Uniti, dove il fenomeno del Natale è (a dir poco) sentito molto, specialmente a livello spettacolare, ma il mio benedetto slasher a tema natalizio lo voglio più straniero ed esotico possibile, e non essendoci una produzione filmica di questo tipo in Nuova Guinea, mi acconterò di andare a togliere dal freezer l’olandese Sint (diretto da Dick Maas, che a quanto pare è un nome noto nell’horror olandese), che sta per “santo”, e non a caso, visto che qui non abbiamo un vero e proprio babbo natale nella sua riconoscibile “versione coca cola”, ma la figura di San Nicola, ovvero Babbo Natale prima di Babbo Natale, una figura del folklore nordico ispirata alla figura religiosa, a cui gli olandesi dedicano una giornata per lo scambio dei doni.

Ma essendo un film horror, Sint di lieti regali e nastro dorato ne ha poco poco, ed il San Nicola qui rappresentato non è particolarmente interessato alla teologia od alle buone virtù, che sono belle cose ma raramente fanno un buon slasher.

La premessa è questa: San Nicola non al tempo (1465 circa) non era il tipo che tutti credevano, ma un vescovo deviato e mostruoso più simile ad un capo di una banda di tagliagole, che vagava per Amsterdam e chiedeva tributi di cibo, denaro, e spesso rapiva bambini, a centinaia, aiutato da dei lacchè ed operante su una nave ancorata appena fuori città. Ma un giorno i cittadini di Amsterdam non ne possono più e trucidano gli “aiutanti” di San Nicola, dando infine fuoco alla nave e riducendo il malvagio vescovo ad un croccante cadavere.

sint detective goert

Ma in casi come questo, la morte è solo l’inizio, perchè gira la leggenda che ogni 5 dicembre di luna piena San Nicola torni per compiere nefandezze e continuare la sua nefanda agenda, ed in un Amsterdam moderna un normale ragazzo ed un poliziotto a conoscenza di questo si ritrovano a cercare di sventare un revivido santo assassino a cavallo…

Ed onestamente non è affatto male, segue generalmente le convenzioni di questa sottobranca di horror (slasher con un po’ di commedia nera), per esempio i classici false scare (i falsi spaventi) ed i protagonisti giovani, il vecchio pazzo che sa tutto di tutto ma a cui nessuno crede, e via dicendo, ma è meglio costruito della media di questi slasher a tema natalizio, ha un buon sound design, ed a sorpresa i personaggi dei giovani sono molto meno fastidiosi della media degli slasher americani, il cambio di location è rinfrescante dopo anni ed anni dei soliti scenari “”merighani”, un po’ di europa male non fa, e dialoghi decenti e che non vi fanno odiare i personaggi che moriranno sono quasi una sorpresa. E la storia di per se è meno prevedibile di quanto possiate pensare, non chissà cosa visto che alla fine il focus è su un vescoso assassino zombie che gira su un cavallo (anche lui non-morto) ed uccide persone con un bastone da vescoso dotato di lama, ma non così banale come potreste essere portati a pensare.

Una cosa che mi sento di criticare è che ci poteva essere molto più gore, gli effetti speciali sono principalmente “vecchio stile”, un buon make up di mostri senza dubbio, ma ci sono anche momenti in cui il gore od altri effetti sono in computer grafica dozzinale, ed il sangue digitale fa schifo, poco da fare, e vedere questo San Nicola saltare di tetto in tetto in groppa ad un cavallo digitale non è…. molto credibile, ho visto di peggio, molto di peggio.

sint san nicola

Non per dire che alcuni effetti come un caro vecchio gancio nella trachea non siano efficaci, ma per qualche motivo Saint spreca molte occasioni di rendere le uccisioni più grafiche, preferendo di tagliare a metà o lasciarle al fuoricampo, e non capisco perchè. Non mi lamento che di contralto riesca ad avere un po più atmosfera e non cerchi di farvi vedere un’uccisione ogni 3 secondi perchè si sente obbligato in quanto film horror.

Ah, tra l’altro ci sono un paio di momenti davvero divertenti, specialmente la scena del cavallo di San Nicola che cade attraverso un tetto e due appartamenti, ed in qualche modo riesce a cadere su un auto della polizia sopra la quale non ci sono case, immagino sia la magia del natale!😄

Nel complesso, Sint è un decente slasher movie a tema natalizio (non è propriamente sul Natale ma è su San Nicola, che è pressapoco la figura su cui si basa Babbo Natale), nulla di speciale ma sopra la media, con alcuni momenti non male e dialoghi gradevoli, ma se siete amanti del genere (e non siete allontanati da una quantità di gore un po’ rarefatta) e volete provare qualcosa dal sapore più o meno estero, questa può essere una scelta azzeccata per spendere 1 ora e 20 minuti a pucciare biscotti di marzapane mentre vi rilassate nel vedere un prete-zombie vendicativo che semina panico e non-morti per Amsterdam. Non si può sempre rivedere Die Hard ogni natale, d’altronde!

silent night deadly night logo

Anno: 1984

Titolo:Silent Night Deadly Night

Titoli Alternativi: Natale Di Sangue

Nazione: Stati Uniti

Durata: 1 ora e 24 minuti (versione Unrated)

Regia: Charles Edward Sellier Jr.

Uno dei titoli più noti, ricordati, e citati in questo sottobosco di film horror su una festività (oltre all’originale Black Christmas, di cui abbiamo già parlato in ben due occasioni) è sicuramente Silent Night, Deadly Night, se non altro per il titolo accattivante…. nel senso “horror” del termine, ed assieme al film di Bob Clark è uno dei più controversi film horror natalizi. Conosciamo già questo territorio (in caso contrario vi rimando ai precedenti numeri natalizi), quindi non perdiamoci in preamboli, afferrate il vostro costume da babbo natale e la vostra ascia che si parte!

Diretto da Charles Edward Sellier, Jr. (meglio noto in america ed all’estero per The Life And Times Of Grizzly Adams), Silent Night: Deadly Night è la storia di Billy, che inizia già male perchè i suoi genitori gli hanno dato un nome degno di un pupazzo da ventriloquista, ma non c’è bisogno di attendere molto per questo, in quanto la madre ed il padre del nostro protagonista sono uccisi la vigilia di natale da un maniaco omicida vestito da Babbo Natale. E la cosa non migliora visto che Billy cresce in un orfanotrofio diretto da una madre superiora gelida, crudele e priva di pietà, il cui unico concetto di reabilitazione è disciplina a colpi di cintura, sfrafottendosene del fatto che il ragazzo ha questo trauma, e non fa altro che peggiorarlo. Billy in ogni caso cresce in un ragazzone (anche nel senso che l’attore è un pò più vecchio di quanto il personaggio dovrebbe essere, ma a quei tempi negli horror era comune vedere personaggi di ragazzini interpretati da 30 o peggio), e riesce a trovare lavoro in una fabbrica di giocattoli, e tutto sembra andare finalmente bene per Billy, con tanto di montaggio dei suoi momenti felici accompagnato da musica anni ’80.

In generale, Silent Night Deadly Night è quello che vi potete aspettare, stringi stringi è su un tizio vestito da Babbo Natale che impazzisce e punisce con la morte coloro che sono “stati cattivi”, il tutto a causa di un trauma mai superato ed anzi solo rinforzato nel tempo. E come il 90 % degli slasher americani di quegli anni, è permeato da questa morale americana tremendamente puritana, ovvero “niente sesso prima del matrimonio, è peccato mortale”, solo che qui invece di avere Jason Vorhees abbiamo una madre superiore che fa più danni mentali senza uccidere nessuno (ed è il vero mostro del film), e Billy che uccide le persone perchè perde il senno dopo aver covato questo trauma per anni. Anche se non mancano i classici clichè del genere, come il vecchio pazzo che lo avverte di un pericolo assurdo ma che guarda caso succede davvero (in questo caso il suo nonno).

Questo per dire che non è nulla di incredibile, ma non è neanche malaccio, visto che c’è molto più spazio dato allo sviluppo del personaggio di Billy, e c’è una buona atmosfera, il film si prende il suo tempo invece di buttare subito il personaggio principale ad ammazzare gente a caso vestito come il gioioso vecchio di rosso vestito, non ci sono grosse sorprese perchè il tutto va come siete portati ad aspettarvi, ma è coerente e non vi sembrerà mai di vedere scene filler messe lì per caso (con alcune eccezioni che portano però a del buon gore, tipo la scena dei ladri di slitte, ed alcune stupide comodità di screenwriting), ed il ritmo è adeguato, ci vogliono 40 minuti prima che le uccisioni accadano, ma non mi sono mai sentito annoiato o desideroso di voler saltare direttamente a Billy che uccide persone con decorazioni natalizie, asce ed altre armi, non è cosa che dico spesso parlando di slasher su questa rubrica.

La morale è chiara: fidatevi di suore solo se hanno una benda ed una pistola d'oro.

La morale è chiara: fidatevi di suore solo se hanno una benda ed una pistola d’oro.

Ci sono comunque scene ovvie come quella in cui un poliziotto mandato sulle tracce di Billy vede un tizio vestito da babbo natale in un cortile con bambini, e gli spara due volte uccidendolo senza troppi fronzoli od accertarsi che corrisponda alla descrizione, solo per effetto dissacratorio del natale visto che lo spettatore con una minima conoscenza del genere sa che quello non è Billy, e che non uccidi il tuo protagonista killer così a cuor leggero.
La recitazione è nel complesso decente (il migliore è l’attore di Billy da adulto, che fa un discreto lavoro nei panni del “babbo michael myers”), il cast (tra cui Linnea Quigley, perchè poteva mancare?) è ok, il gore buono (notabile l’uso di una testa di renna), la regia non è male, ed il finale è ok, sì cerca di buttare un po’ di sequel bait in maniera neanche troppo sottile, ma comunque può essere preso come un finale soddisfacente. Per la cronaca ho guardato la versione unrated in lingua originale (che – come riporta una dicitura – integra materiale tagliato di qualità video leggermente minore in favore di maggiore completezza, per una versione integrale) , non so cosa sia stato tagliato dalla versione teatrale, ma immagino qualche paia di capezzoli e qualche dettaglio del gore, conoscendo la censura americana del tempo. C’è anche una versione doppiata in italiano distribuita come Natale Di Sangue, i seguiti non saranno così fortunati.

Nel complesso è uno slasher decente, quello che definirei una “buona sufficienza”, perchè non fa nulla di male o nulla di eccelso, ma ha una sua dignità, un suo perchè, al contrario di tanti altri titoli del genere, anche se chiaramente a decretarne la popolarità e fama fu la scelta di andare con il tema natalizio in quanto controverso (per scelta, ovviamente) per quella morale americano-puritana del tempo, scelta già compiuta in origine da Bob Clark (e da film come Christmas Evil che uscì prima di questo ma per qualche motivo passò senza tanta controversia o protesta mediatica) e come molte altre di “successo” (buono o cattivo che sia) ripetute fino alla saturazione da altri a posteriori. Nel 1984 gli americani trovavano controverso un horror con protagonista un Babbo Natale assassino che uccide gente a ridosso della festa cattolica più di rilievo dell’intero anno, ora è solo un sub genere nel quale registi su registi tirano orde di filmacci e filmetti slasher, nulla di speciale, sono un qualcosa di tematico. Può valere un’occhiata, c’è molto, molto di peggio che potreste guardare come film horror natalizio.

C’è anche un seguito (perchè mai non dovrebbe esserci?), Silent Night Deadly Night Part 2, ma è un sequel arraffonato in quanto è in gran parte composto da stock footage che fa praticamente da riassunto estentivo dell’originale, quando non è inserito in maniera svergognata durante il nuovo footage e quando non è tutto raccontato via flashback. Lasciando perdere il fatto che questo non doveva neanche essere un sequel di Silent Night Deadly Night, ma una re-release dell’originale con nuove scene. Non so se lo guarderò integralmente, visto che l’unica cosa memorabile sembra essere l’overacting dell’attore protagonista, condensato nel vecchio meme “GARBAGE DAY!”, e sì, recita in quel modo per tutto il film… o meglio, tutta la parte di film non riciclata dal primo.
Ma non preoccupatevi, ci sono un buon numero di seguiti anche per questa “serie”, ed anche un remake, perchè il cinema horror è come l’avanzo del giorno prima…. se non lo buttate c’è il rischio che assuma coscienza e si moltiplichi come qualcosa diretto da Joe Dante.

Forse il 3, che ha un omicida con una teca di vetro trasparente che mostra il suo cervello. Forse no.

silent night deadly night oh oh oh

E detto questo, un buon natale, noi del checkpoint cafè ci prendiamo una pausa per riorganizzare le idee e distruggerci il fegato tra cenoni e bagordi, ci si legge a presto, buone vacanze!

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