The Weakly Hobbyt #195

The Weakly Hobbyt #195

Se siete calamari o siete bambini ormai poco importa, basta che non rubiate amiibo ai vostri compagni di classe, od altrimenti finirete con rubarne interi camion. Sul serio, non lo fate. Leggetevi la recensione di Splatoon piuttosto, o tornate nel “passato futuro” di Wolfenstein: The Old Blood, o perchè no, leggete cosa ne pensa il nostro Celebandune sul primo Pitch Perfect!

Super Liquidator, fritto misto ed inchiostro, GESO!

(A cura di Wise Yuri)

Splatoon logo

Finalmente, Splatoon.
Ho già parlato di questo gioco provando la speciale demo Global Testfire di cui ho scritto le mie impressioni, buone tra l’altro, ma oggi è arrivato il momento di spolpare la nuova IP Nintendo, che ha fatto parlare di sé in quello che oserei definire l’”anno del fritto misto in testa” visto che pure il redesign di Yoshimitsu per Tekken 7 ha capelli tentacolari come un polpo.

N.B.: Per evitare imprecisioni, faccio notare subito che il mio giudizio si basa su una copia fisica del gioco, aggiornato alla versione 1.2, ed il mio livello giocatore era 13.

Dico questo perchè Nintendo ha chiaramente annunciato che supporterà il gioco a lungo termine, aggiungendo modalità, mappe, equipaggiamento ed opzioni via banalissimi aggiornamenti software, niente DLC del menga (consultate lo Splatoon Direct se volete sapere cosa è in arrivo).
Ma siccome recensisco il gioco com’è ora dopo una settimana dall’uscita circa, ho ritenuto che fosse meglio precisarlo, visto che potrebbe esserci molto di più quando leggerete questa recensione.

Non conto le funzionalità Amiibo perchè non mi interessano, ed anche se mi interessassero, buona fortuna a trovarne alcuni di questa serie senza dover fare file fuori dai negozi di giocattoli per la assurda scarsità di produzione da parte di Nintendo, o senza pagare cifre astronomiche a sciacalli che ne comprano palate per lucrarci molto sopra. Questo senza contare furti di interi camion di amiibo di Splatoon, e se leggete questo in “ritardo”, non è una battuta, è successo davvero.
Sta cosa degli amiibo è fuori controllo, ufficialmente a questo punto, va ammesso.
Anche perchè quelli di Splatoon sembrano/sono un po’ più “DLC fisici” dei precedenti, una cosa che non mi piace per niente, Nintendo.

Detto questo, procediamo a parlare del gioco, siete qui per questo, ma prima di addentrarci nel cuore di Splatoon, il multiplayer, parliamo della campagna per giocatore singolo.

SINGLE PLAYER & PRESENTAZIONE

splatoon inkopolis

Anzi, prima parliamo dell’hub di gioco. Questo è Coloropoli, modellata su Shibuya, il quartiere “chic & trendy” di Tokyo, come The World Ends With You ci insegna.
La piazza principale si riempie degli avatar di giocatori recenti (che a volte pure si mettono a ballare od ammirare le vetrine) od utenti che scrivono/disegnano su Miiverse (ed i loro messaggi appaiono come graffiti in varie parti di Coloropoli o su locandine negli scenari delle partite online, graditissima trovata), ed oltre a poterne vedere l’equipaggiamento dettagliato, potete ordinare un’oggetto uguale, che vi arriverà il giorno dopo.

A parte questo, potete accedere da qui ai vari negozi di armi, vestiti, scarpe od accessori, parlare con alcuni personaggi, andare alla palestra, giocare a dei mini-giochi, scrivere su Miiverse, andare nella lobby per le partite online od appunto accedere alla campagna single player.

Questa vi vede lottare contro le forze Octariane, cioè un’esercito di creature a forma di polpo, a volta in versione mono o pluritentacolari, ed a volte in versione umanoide dette Octoling.
Questa grande guerra del fritto misto si spande attraverso un discreto numero di stage sparsi per aree, con ogni livello dell’area giocabile in libero ordine, ma ovviamente fanno completati tutti per accedere al boss dell’area, da sconfiggere per proseguire alla prossima.

Miiverse non si è sprecato nel creare meme o disegni cross-over di qualsiasi tipo, ma personalmente questi a tema Metal Gear Rising X Splatoon mi hanno spezzato. :)

Miiverse non si è sprecato nel creare meme, citazioni o disegni cross-over di qualsiasi tipo, ma personalmente questi a tema Metal Gear Rising X Splatoon mi hanno spezzato.🙂

Ah, il comparto tecnico è eccelso, non è la cosa più incredibile a livello di texture e via dicendo, ma è molto bello da vedere anche perchè la direzione artistica è fantastica, ed il mondo di Splatoon, con il suo look urbano, coloratissimo, moderno e “hip”, la sua colonna sonora incredibilmente accattivante, è molto bello e divertente anche solo da ammirare, un po’ meno i continui giochi di parole sul pesce e cose attinenti, con freddure degne della scuola di umorismo di Animal Crossing come “State in gambero!” e cose su questa risma, come le due “inkling idols” che annunciano il cambio di scenari ed aggiornamenti vari in stile telegiornale per gli “aspolpatori”.

Anche se il cuore dell’esperienza è comunque il multigiocatore, una campagna single player è assai gradita, ancora di più una come questa che offre un’esperienza diversa, più simile ad un normale third person shooter con sezioni platform e vari meccanismi e nemici pensati appositamente per questa modalità, come le spugne che si espandono sparandogli inchiostro, le colorotaie ed altri marchingegni che nel bene e nel male non sono presenti nel multigiocatore, almeno per ora.
Ci sono alcuni stage presenti anche nel multigiocatore usati come basi per le missioni, ma per lo più sono livello originali, ed alcuni stile arena sarebbero assai adatti al multiplayer.

splatoon capitan seppia

E pur ammesso che serve più ad introdurre i giocatori alle basi del gioco, non è un tutorial glorificato come molti cercano di far credere, ma è una campagna assai dignitosa e meritevole, specialmente per un gioco venduto molto (quasi esclusivamente) sul multiplayer, non è schifezza rigurgitata e fatta alla menga solo per poter scrivere sul retro del box “campagna giocatore singolo”.
É molto meglio di quanto potreste pensare, e merita complimenti suoi, e se la Nintendo in futuro ci facesse un seguito solo single player con la campagna di questo come base/fondamenta, lo comprerei al volo, è una commistione ottima di shooter e platformer che mi ha ricordato Ratchet & Clank a tratti, ottima cosa.

La campagna ha un differente sistema di valuta e potenziamento, in quanto avete in dotazione lo standard splasher e 3 tipi di granate sbloccabili e potenziabili con le uova di pesce raccolte.
Quindi giocando in single player non ottenete denaro o punti per salire di livello, ma se collezionate i documenti più o meno nascosti nei livelli (che sono spesso esilaranti oltre a dare un background ed un po’ di contesto al mondo di Splatoon nel complesso) sbloccherete set di armi e finendo la campagna otterrette equipaggiamento da usare online.

MUTIPLAYER, GAMEPLAY & PROGRESSIONE

Come già saprete, il focus di Splatoon è il multigiocatore online, nessuno ne ha fatto segreto, neppure la Nintendo. Neanche del fatto che è un 4 contro 4.

Nel caso abbiate sentito parlare del gioco ma non sappiate cosa sia in pratica, ripassiamo le basi.
Il gioco è un third person shooter cooperativo a squadre di 4 contro 4, appunto.
La particolarità sta nel fatto che i personaggi sono degli ibridi umano-calamaro capaci di sparare con armi spara-inchiostro (dei Super-Liquidator ad inchiostro) in forma umana, e di trasformarsi in calamari per nascondersi e muoversi velocemente nell’inchiostro del proprio colore (oltre a poter passare attraverso griglie in questa forma), cosa che permette di ricaricare il vostro serbatoio.

Il sistema di progressione è alquanto semplice: vincendo ottenete punti che vengono convertiti in denaro, esperienza per l’equipaggiamento indossato, ed aumentano lentamente il vostro livello, con il cap fissato a 20 ora come ora, per la cronaca. Il gioco inizia facendovi ben chiaro che se non vi fate un bel “Battesimo del fuoco” ed arrivate almeno al livello 4 di rango, non avrete accesso a nulla. Il che va benissimo, visto che vi permette di familiarizzare subito con le basi del gioco semplicemente giocandoci, e non ci vuole molto.

Le modalità di gioco per ora sono divise tra Partita Amichevole e Partita Pro.

splatoon lobby

In ogni caso una partita inizierà solo quando ci saranno 8 giocatori, Splatoon non usa bot.
La mia unica lamentela a riguardo la faccio sul lungo termine, perchè c’è da vedere quanto la community resterà attiva, e nel caso calasse l’interesse/afflusso, avere dei bot potrebbe aiutare a non aspettare molto nella lobby. Sia chiaro, la semplice trovata di poter giocare a Saltaseppia (un giochino stile smarhphone ma dall’estetica NES) sul Gamepad mentre aspettate è geniale nella sua semplicità ed allevia l’attesa, ma nel futuro, chissà.

La Partita Amichevole è la Mischia Mollusca, ovvero la modalità principale e caratteristica di Splatoon, in cui l’obiettivo consiste nel coprire più territorio possibile con l’inchiostro del vostro colore in partite di 2 minuti e mezzo, limite di tempo che aiuta a rendere ogni scontro inteso ed a farvi giocare e scalciare fino all’ultimo secondo di partita. Il focus è sul colorare più territorio possibile con il vostro inchiostro ed impedire che il nemico faccia altrettanto, piuttosto che fare più uccisioni possibili, visto che conta la percentuale di territorio colorato a determinare la vittoria del team.

La Partita Pro è la partita classificata e diventa accessibile dal livello 10, ma al lancio non era disponibile, era nel gioco ma è stata sbloccata tipo 4 giorni dopo il lancio, prima del previsto, a riconferma che il gioco un po’ di successo lo sta avendo.

In ogni caso offre diverse modalità al suo interno (altre due sono in lavorazione), ed un diverso sistema di valutazione ed un rango influenzato da sconfitte e vittorie che si spiega da sé.
Per ora c’è Zona Splat, la versione Splatoon della tipica “King of The Hill”, in cui lottate per il possesso di uno o due punti sulla mappa, da conquistare con il proprio inchiostro e da tenere per un tot. di tempo per vincere, e penalità nel caso vi venga presa di mano.
É decisamente più intensa ed impegnativa della Mischia Mollusca, e qui un po’ si soffre dalla mancanza di chat, visto che richiede più collaborazione ed organizzazione.
Vincere qui vi fa ottenere più punti, ma se perdete per scadere del tempo, non ottenete nulla, ed al contrario, se vincete per dominio ottenete molto più del normale.

Splatoon screenshot 1

C’è anche una separata modalità multigiocatore in locale per 2 giocatori, la Palestra, in cui il secondo giocatore può usare un Gamepad Pro od un Classic Controller Pro del Wii e guarda la TV, mentre il primo giocatore usa il gamepad e vede l’azione dallo schermo.
L’obiettivo è far esplodere più palloncini del vostro avversario, carina da avere come modalità, ma è una brevissima ed un pò sapida distrazione dal multigiocatore online.

Le armi vengono in set di un’arma normale, una secondaria ed una speciale, che vengono sbloccati per l’acquisto salendo di livello, ma le armi di per sé non acquiscono esperienza o nulla di simile.
Le tipologie generali sono tre: splasher (mitra/fucili leggeri), a carica (fucile da cecchino/pseudo-shotgun), e rulli, oltre ad altre, più varianti delle stesse con diverse statische, etc.
Quella davvero unica ed originale è il Rullo, che non ha precedenti sia per l’uso che per l’idea stessa di un rullo inchiostrante come arma, c’è qualcosa di incredibile nello spianare i vostri avversari come lo schiacciasassi di Maximum Overdrive (visto che sempre di bimbi parliamo).
La cosa buona è che sono tutte equilibrate, e ci sono set che offrono mix diversi di armi secondarie per variare la strategia di un’arma, e ne arriveranno altre, io personalmente vorrei più armi di tipo rullo, e magari qualche arma da melee, perchè no? Giusto ieri è stato aggiunto il Calamaravaggio, un’arma del tipo rullo a forma di pennello, quindi  questo riguardo.🙂

Splatoon calamavaraggio

Il resto dell’equipaggiamento oltre a darvi più stile ha abilità specifiche e variabili, ed in generale ogni vestito, scarpa od accessorio ha un’abilità di base (più efficace), eda una a quattro abilità secondarie (meno efficace) che verrà generata casualmente tra i vari tipi (come maggiore salute, più velocità in forma calamaro, armi principali che usano meno inchiostro del serbatoio, e via dicendo) dopo che avranno acculumato esperienza da match online.
Più raro è il pezzo di equipaggiamento, più abilità può avere, e quindi più soldo sborserete.
Ogni equipaggiamento è legato ad una marca, ma per non preoccupatevi di dover vestire sempre la stessa roba, visto che ogni giorno cambiano le offerte dei negozi, e la stessa abilità la può avere una scarpa come una camicia di lino. Parlando di personalizzazione del personaggio in sé, potete scegliere il sesso, il colore degli occhi e la pelle, e basta

Tempo di parlare dell’elefante nella stanza: la mancanza di una chat, vocale o testuale.
Personalmente io sono il tipo di persona che quasi sicuramente non l’avrebbe usata, e ma mi sarei “accontentato” di poterla disattivare od attivare a piacimento, visto che non sono l’unica persona che gioca ai videogames sul globo terracqueo. Questo ovvia ai bambocci di qualsiasi età che urlano come forsennati od agli psicopatici che minacciano di morte a caso, ma almeno secondo me è un pò come tagliarsi una mano per evitare che eventualmente vi facciate un taglio al dito. É un atteggiamento iper-protettivo che è purtroppo anch’esso tipico di Nintendo.

Splatoon Saltaseppia

Parliamoci chiaro, la mancanza di un modo di comunicare rapido e quindi organizzarsi meglio con il resto della squadra, in un gioco cooperativo a squadre, è un problema che sarebbe castrante se il gioco non accomodasse quella che è una precisa scelta di design.
Potete usare due gesti/messaggi preimpostati premendo il d-pad per chiedere di venire con voi, o complimentare un compagno di squadra, ma appunto, poca roba davvero.
Simili lacune ci sono sul lato social, la Nintendo su queste cose ha ancora il cervello giurassico, quindi non aspettatevi di poter registrare nella lista amici giocatori con/contro cui avete combattuto, né di formare clan. Almeno ora. Potete unirvi alle partite amichevoli di amici online per ora, e per agosto sarà possibile formare squadre tra soli amici, ma appunto, con l’aggiornamento di agosto.

Ma come dicevo, nonostante ciò possa sembrare una grossa mancanza, non lo è, perchè appunto, per design Splatoon accomoda anche approcci non esperti, e con un po’ di esperienza, capite cosa vi conviene fare a seconda dell’arma scelta, riuscite ad organizzarvi capendo che se un giocatore con rullo prende una via laterale, e voi avete un rullo a vostra volta, è meglio andare a coprire quella dall’altro lato per evitare che un giocatore si intrufuli di là e vi prenda alle spalle. Capite il ruolo che potete assumere via via, capite come ottimizzarvi ed ottimizzare al contempo il rendimento della squadra, perchè il gioco per scelte di design ( tra cui appunto non avere una chat) è pensato per rendere questo approccio a metà tra “assalto solitario” e “cooperativa” funzionale.

Di nuovo, una chat di qualsiasi tipo, anche pre-partita, avrebbe reso il gioco ancora migliore, ma in Splatoon anche se non vi buttate nell’azione o siete pro-attivi potete comunque contribuire alla vittoria dell’intera squadra occupandovi di inchiostrare il territorio libero o dimenticato da altri giocatori, qui funziona anche un approccio del genere, che non è sbagliato, perchè anche se non siete esperti o particolarmente aggressivi, potete fare qualcosa per la squadra e non sentirvi un inutile peso morto, almeno in Mischia Mollusca.
Questa è accessibilità del gameplay verso giocatori anche poco navigati nel genere, e non è sbagliata e non implica la mancanza di profondità al tutto, anzi.

E l’uso del Gamepad aiuta in questo, in quando potete sempre avere una visuale sull’andamento della battaglia controllando la mappa, ed intervenire toccando un compagno per schizzare subito verso la sua posizione. Il gamepad è usato anche per lanciare alcuni armi finali come l’airstrike.
Ma di nuovo, visto che il gioco vi forza ad usare il gamepad per scelta di design, sarebbe bastato pochissimo attivare la chat, visto che il controller ha un microfono integrato.

splatoon raffineria

Una cosa ampiamente criticabile è la povertà di scenari in cui è stato lanciato il gioco, anche se la Nintendo ha chiaramente fiducia nel gioco e lo supporterà con tantissimi aggiornamenti gratis come già detto, ne è già stato aggiunto uno nuovo questo 2 giugno (assieme ad un’arma modellata sullo Zapper del NES), Porto Polpo, ma solo 5 scenari sono pochissimi.

Paradossale che abbiano deciso di lanciare un gioco in cui il focus è il multigiocatore online e ci sia su disco più contenuto per il single player che per l’online.
Non lo so, mettere qualcosa come 10/15 mappe fin da subito sarebbe stata la cosa ragionevole da fare, ed avrebbe ispirato molta più fiducia.
E visto il sistema di rotazione, diverso tra Partita Amichevole e Pro ma con solo due scenari per volta (anche se la finestra mostra chiaramente spazio per un terzo), spesso finirete a giocare una mappa più volte di seguito invece dell’altra che vorreste provare da diversi match.

Parlando del netcode e similia, Splatoon attualmente è così così: ho avuto modo di giocare due giorni prima del lancio ufficiale, ed ho avuto pochissimi problemi e giocato molto, ma in questi ultimi giorni sono assai più frequenti anche del day-one (o day 2 o day 3, se per quello) disconnessioni o semplicemente errori di connessione che vi rimandano al menù lobby, un paio di volte mi è capitato pure durante una partita già iniziata.
Il lag è molto poco ma in alcune occasioni c’è, non rompe il gioco, ma si nota.

Problemi che inevitabilmente accadono al lancio o nella settimana di lancio di titoli online competitivi, a prescindere ci sarebbero stati, e facilmente migliorabili sia con il semplice passare del tempo, sia con aggiornamenti, problemi che comunque vanno sistemati il prima possibile.

splatoon negozi

Ma ci sono alcune scelte di design anch’esse Nintendo, nel senso che sembrano un po’ mancare di senso comune base: per esempio, non potete uscire dalla lobby una volta entrati, e non potete cambiare il load out al volo mentre aspettate, dovete uscire dalla lobby per cambiare armi ed equipaggiamento, e non potete creare lobby voi, potete fare un rematch subito ma i giocatori che entrano nella lobby vengono mischiati a caso tra le due squadre.
Ah, per quanto riguarda il matchmaking, è rapido ma sarebbe gradito giocare più spesso con giocatori del proprio livello, perchè il gioco non fa distinzioni del genere, potete essere livello 2 e messi contro/assieme un livello 13 e venire cremati da armi che neanche sapete esistessero.
Potete vincere comunque, visto che il gioco è assai ben bilanciato, ma si può migliorare i criteri, o permettere magari di selezionare regione o livello degli avversari, anche per evitare problemi di connessione.

È bizzarro (fino ad un certo punto) vedere la Nintendo inciampare su cose che molti giocatori di shooter competivi/cooperativi prendono per ovvie, comprendo perfettamente che a molti potranno dare alquanto noia, hanno perfettamente ragione a trovare queste scelte discutibili, perchè lo sono.

Come accennato ad inizio articolo, il formato di vendita/distribuzione scelto è una novità per Nintendo, ed è discutibile, nel senso che potrebbe non piacervi, ma francamente sottoscriverei questo modello per qualsiasi futuro sparatutto/gioco competitivo con enorme o sola enfasi sul multigiocatore. Meglio delle altre puttanate di DLC e Season Pass, senz’altro.
In pratica con Splatoon pagate il gioco (venduto anche al prezzo budget di 40 euro) ed avete tutto il contenuto che verrà rilasciato via normali aggiornamenti del software (o semplici nuove mappe messe online senza dover scaricare nulla), e sono previsti molti aggiornamenti, specialmente nuove mappe, armi, e nuova modalità (Vi rimando allo specifico Nintendo Direct per più info), meno male -aggiungo- visto che se fosse tutta questa l’offerta, il gioco sarebbe dimenticato prestissimo. Il che richiede una dose non piccola di fiducia, visto che pagate per quello che il gioco diverrà, ma specialmente in un panorama videoludico in cui Evolve esiste, Splatoon si merita (almeno secondo me) più fiducia di titoli a prezzo pieno venduti come piattaforme di DLC più che giochi veri.

Commento Finale

splatoon ika musume incoming!

Splatoon è un nuovo IP Nintendo che merita lodi perchè riesce ad offrire qualcosa di particolare, di originale, di fresco e di suo in questo genere di sparatutto competitivi online, è molto divertente e facilmente accessibile da chiunque, in tipico stile della Big N. Colmo di stile e personalità, il gioco riesce nel suo intento splendidamente, ma non significa che molte scelte di design inevitabilmente non andranno giù a tutti, e va ammesso che alcune sono criticabili a ragione.

In primis la mancanza di una chat di sorta in uno sparattutto a squadre è discutibile di per sè, così come una bizzarra scelta di lanciare il gioco con poche (seppur ottime) mappe e poco contenuto, sebbene (come già chiaramente annunciato) sarà supportato a breve e nel lungo termine con contenuto extra che non dovrete pagare perchè basterà aggiornare il gioco, e parecchio visto che la Nintendo ha dimostrato di avere molta fiducia in questo progetto.

Nonostante questi problemi (assieme ad alcuni di connettività e server, facilmente migliorabili ma attualmente fastidiosi senza dubbio) ed alcune scelte di design che alcuni troveranno giustamente un po’ bizzarre ed anomale (o impensabili), Splatoon è un ottimo gioco dall’originale, semplice ma brillante formula, in cui la Nintendo dimostra di avere grande fiducia, e ve lo consiglio, ma a meno che non siate davvero frementi di metterci le mani sopra, vi consiglio di aspettare agosto per prenderlo, visto che per allora ci saranno più modalità e contenuti.
Di sicuro merita più fiducia di giochi annuali venduti a prezzo pieno e con palate di DLC.
Ed hanno confermato una collaborazione per avere Ika Musume nel gioco, che altro volete?

Il voto… 8.5 su 10. Non è un 9 pieno, ma ve lo consiglio caldamente, questo sì.🙂

Wolfenstein: The Old Blood

(a cura di CapRichard)

Wolfenstein_The_Old_Blood_cover

Piattaforme: PC(giocata)/Playstation 4/Xbox One  Data di Uscita: 5 maggio 2015

MachineGames ritorna con questa piccola espansione stand alone del bellissimo Wolfenstein: The New Order del 2014.

Less of the Same

Wolfoldblood1

Quando si lancia un’espansione, specie una standalone, ci si aspettava una di due cose: più contenuti simili al gioco principale ma sostanziosi a sufficienza da non essere semplici DLC che si incastrano sul gioco principale o con qualche novità e twist non implementabile nel gioco principale. In questo caso invece ci ritroviamo con una versione estremamente ristretta del gioco base, tolta di quasi ogni elemento che lo rendeva unico e divertente.

La storia in particolar modo è orrida. La durata di a malapena 4 ore della campagna principale non permette di avere abbastanza tempo per entrare in sintonia con i personaggi, specie perché non esistono momenti di pausa come in The New Order. Inoltre, la storia è un prequel che ci spiega come vengono ottenute le coordinate geografiche del laboratorio di Deathshead che viene assaltato nella prima missione di TNO. Già si sa quindi che andrà tutto a ramengo, non c’è tensione, non c’è aspettativa futura.

Il gameplay è rimasto il solito, ovvero si spara e si spara tanto, ma con elementi vecchia scuola: munizioni limitate che vanno raccolte a mano dai nemici, vita ed armatura non rigeneranti. Le bocche da fuoco sono sempre soddisfacenti da usare e rendono bene il loro peso. L’unico problema che ho avuto è dovuto al numero di sezioni stealth unito al layout dei livelli, che le rendeva molto frustranti ed inutili salvo in un paio di casi. Finivo sempre con aprire il fuoco a manetta e ripulire la mappa in stile Michael Bay.

Wolfoldblood2

Nel finale il gioco riporta alla luce gli zombie nazisti, assenti nel capitolo precedente e la parte finale dell’avventura soffre un po’ per questo a mio avviso, siccome uccidere zombie che ti caricano addosso è meno appagante di nemici in grado di muoversi decentemente e rispondere al fuoco.

La campagna in singolo vola via veloce, in 4-5 ore si finisce ad un livello di difficoltà medio.

In 20€ abbiamo quindi un breve rimpasto del gunplay del gioco principale, con una storia davvero piatta e senza mordente, in qualche nuova locazione, ma fin troppo stretta ed angusta. Largamente evitabile.

Voto personale: 6/10

Pitch Perfect
(A cura di Celebandùne Gwathelen)

Pitch Perfect

E’ uscito al cinema da poche settimane il sequel di questo film, e visto che settimana scorsa pure abbiamo parlato di un film musicale, mi son detto che magari non sarebbe stata una cattiva idea recensire questo. Dopotutto, il regista di questo film, Jason Moore, è tra quelli che potrebbero girare il nuovo film di Spider-Man nell’MCU, quindi…

Pitch Perfect

Beca è la protagonista di questo film

Pitch Perfect si svolge in una sorta di realtà parallela alla terra, in cui cantare in un gruppo accapella è la cosa più figa del mondo. Incontriamo qui Rebecca, detta Becca, nuova studente appossionata DJ che vorrebbe produrre dischi, ma è costretta dal padre a studiare al college dove lui è preside. A lei la cosa non và giù, e si impegna quindi poco, guadagnandosi da vivere nel frattempo lavorando per la stazione radio del College. Quando il padre nota lo scarso impegno della figlia, le fa una proposta: iscriversi ad un club e vedere come vanno le cose. Se dopo un anno, nonostante impegno, a lei il College non piace, può andare a Los Angeles a fare la DJ. Altrimenti, deve rimanere.

Pitch Perfect

Le Barden Bellas non sono proprio il gruppo più avvincente di accappella

Becca accetta, e si iscrive al gruppo di accappella femminile. Questi sono in cerca di nuovi membri da recrutare. Sono arrivati l’anno scorso in finale, ma hanno perso contro il gruppo maschile di accappella dello stesso College (a cui si iscrive il collega di lavoro di Becca, Jesse, che per di più ha una cotta per lei). In particolare le loro performance vengono definite tecnicamente ottime, ma in pratica noiose. Per di più il capo del gruppo, chiamato Barden Bellas, Aubrey, ha vomitato in diretta tv. Il gruppo quindi è un pò poco rispettato, mentre I Treblemakers, i loro rivali, hanno vinto la competizione nazionale.

Pitch Perfect

Donald e Bumper sono le menti dei Treblemakers

Nonostante alcuni problemi, le Bellas si riformano, e tra i suoi membri anche Becca. Il gruppo tenta di riclassificarsi alle nazionali, ma Aubrey è molto tradizionalista nella scelta della musica e despoticamente sceglie da sola i brani che le Bellas portano in gara, che sono gli stessi dell’anno precedente. Le cose non vanno bene, e le ragazze non si qualificano per la finale, scalzate da tre band locali. Quando, però, si scopre che una banda ha persone non ancora maggiorenni e che quindi non frequentano un college, le Bellas vengono riammesse, e dopo una lotta interna, Aubrey accetta che Becca crei la musica per il gruppo. Nel frattempo, i Treblemakers perdono il loro cantante capo, che ha ricevuto un contratto da una grossa Label, e devono quindi rimpiazzarlo. Jesse prende in mano il gruppo maschile, Becca quello femminile, ed alle competizioni nazionali, con un nuovo look e nuove canzoni, le Bellas vincono la coppa. Jesse e Becca, ovviamente, finiscono per mettersi assieme, e la rivalità tra Barden Bellas e Treblemakers diventa una cosa del passato.

Pitch Perfect

Jesse ci prova con Beca in maniera spudorata

Non mi aspettavo granchè dalla visione del film, sinceramente; ciononostante il film riesce a divertire ed è anche genuinamente divertente in alcune scene. Tuttavia, penso anche se sia davvero infantile in molti altri momenti. Il vomito a inizio film, una seconda lotta nel vomito a fine film, un lancio di kebab ad una delle protagoniste, il suo chiamarsi Fat-Amy; tutte cose che probabilmente nella mente del regista dovevano essere divertenti, ma non lo si sono rivelate.
Detto questo, la colonna sonora del film è accattivante, e le protagoniste principali non sono antipatiche, tranne Aubrey, il cui ruolo però è proprio quello. Alcune sono però un pò anonime; tranne Becca, che è la protagonista, Fat-Amy, che è un pò l’elemento comico del gruppo, assieme ad una ragazza asiatica il cui nome non rimane impresso, le altre scompaiono un pò dalla vista. Ed è un peccato; magari avrebbero avuto qualche storia interessante da raccontare. Cosa che fanno in una sola occasione del film, quando questo è praticamente giunto al termine.
Anche la storia ed i plot twist non sono granchè; per di più il fatto che le Bellas vincono la coppa contro i Treblemakers dopo che loro hanno perso una delle loro menti, sminuisce un pò la loro vittoria. L’idea era probabilmente quella di far capire che le Bellas sono un gruppo ed i Treblemakers no, ma il messaggio non giunge all’audience.

Pitch Perfect

Aubrey tenta di creare con queste personagge le nuove Barden Bellas

Tutto sommato, Pitch Perfect non è un film malvagio, ma nonostante tenti di differenziarsi un pò dalla calca con il suo approccio accappella, non riesce comunque ad essere qualcosa di davvero innovativo. Il finale è prevedibile, i plot twist si sentono arrivare come una parata militare, e la storia d’amore obbligatoria in questo tipo di film non convince molto. Siamo molto distanti dalla bellezza che invece era il film film trattato la settimana scorsa, I ragazzi del coro.
Questo è da vedere, insomma, al massimo per la colonna sonora.

Voto Personale: 6.5/10

Alla prossima, calamari e calamare!

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