Ghost In The Shell: Arise [PARTE 2]

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Ad un anno e passa di distanza dal primo blocco, eccoci finalmente a vedere la seconda parte del progetto Arise, con la proiezioni limitati del 3 e 4° OAV (Ghost Tears e Ghost Stands Alone) della serie questo 7 ed 8 luglio nei cinema italiani, come sempre da Nexo Digital e parte del suo progetto “Anime Al Cinema”, che quest’anno ha visto anche Mobil Suit Gundam Origins, oltre al primo film di Attack On Titan/L’Attacco Dei Giganti.

Per la cronaca, questo non conclude la serie, visto che esiste un quinto OAV, Pyrophoric Cult, già trasmesso il mese scorso in Alternative Architecture, ciòè una proiezione televisiva degli OAV, divisi in più parti per questioni di formato.

Questo quinto episodio non è stato incluso in queste due proiezioni anche perchè vedrà una relase a sé stante in giappone questo agosto, le tempistiche non lo permettevano, ma va detto che è stato fatto anche per legare la trama della serie al film (sempre della serie Arise) uscito in giappone da poco, il 20 giugno stando a Wikipedia.

Il che vuol dire avrò ancora occasione di parlare di Ghost In The Shell, ne sono felicissimo!

Per non rendere questo articolo ancora più lungo di quanto sono sicuro verrà fuori, vi rimando alla mia recensione/impressione sui primi due OAV per maggiori info e considerazioni specifiche, etc.

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Ma per riassumere, Ghost In The Shell Arise è una nuova serie del franchise, che come da tradizione ignora le storie e le serie precedenti, pur mantenendo personaggi e tematiche comuni al filone della fantascienza cyberpunk. Arise è una storia di origini, su un maggiore Motoko ed una Sezione 9 più “uccel di bosco”, e di come si venne a fermare la squadra.

Questo secondo blocco di episodi a mia sorpresa e piacere è migliore del precedente, e più unito, con gli eventi del terzo episodio che si ricollegano direttamente a quelli del quarto, e le vicende di per sé sono più interessanti e più approfondite, elaborate, con meno enfasi sull’azione di quanto mi aspettassi, e più sulla caratterizzazione dei personaggi ed affrontare tematiche tipiche alla serie e già presenti anche nel primo blocco di OAV (come la dissociazione d’identità, intrighi politici, insabbiamenti, giochi di potere), con alcune scene davvero pesanti, efficaci, ed anche alcuni, brevi, riferimenti al film originale di Ooshi, piccoli ma gradevoli occhiolini ai fan.

Questo viene al costo di una maggiore esposizione, che non è una cosa nuova per Ghost In The Shell, ed è un po’ necessaria visto che le trame dei due OAV sono più complesse e si intrecciano, e – come dicevo – questa viene a discapito delle scene d’azione, presenti in maniera leggermente minore ma sempre ben animate e spettacolari. Ma in alcuni momenti potrebbe risultare difficile seguire il tutto, visto il tono dei dialoghi ed il gergo da hacker, con tantissimi termini inglesi per indicare specifiche situazioni o casi, come “domination”, “backdoor”, etc..

L’unica lamentela vera è che avrei preferito un maggiore sviluppo degli altri personaggi della Sezione 9 (come Paz, che non ha molta rilevanza o caratterizzazione), non è una sorpresa visto che alla fine è Motoko il personaggio centrale di Ghost In The Shell, lo è sempre stato in qualsiasi iterazione, assieme a Batou, ma forse fare dei veri e propri film od una serie TV regolare poteva aiutare anche in questo caso, la scelta di fare tutto in format di OAV di 40 minuti l’uno è così così.

Non ho veramente nulla da dire sull’animazione, solo che come sempre lo studio Production I.G. È una garanzia.

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Nel complesso sono assai soddisfatto di Ghost In The Shell: Arise, non posso dare un giudizio davvero finale visto che (come ho già scritto ad inizio articolo), c’è un quinto episodio ed un film di GITS: Arise, ma per quanto riguarda l’originale blocco di episodi, sono felice di poter dire che Arise, pur non arrivando ai livelli del celebrato film di Mamoru Ooshi o la serie tv Stand Alone Complex, è assai degna del nome che porta, ed è una incredibile anomalia per l’industria degli anime, che ormai è in piena decadenza, e sembra strano che la sia la stessa responsabile di serie com e – appunto – Ghost in The Shell, Cowboy Bebop, etc. quella che ora è quasi totalmente concentrata sul piacere al lato più marcio del suo pubblico producendo tonnellate di “moemerda” e dintorni.

Cos’altro dire, ci si legge a breve per il prossimo Weakly!

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