Witcher 3 DLC: Hearts of Stone [Recensione]

heart of stone

Piattaforme: Xbox One / PC (giocata) / Ps4 Data di uscita: 13 ottobre 2015

The Witcher 3 è un gioco che mi ha entusiasmato non poco. Nel Weakly #194 gli ho appioppato un 9,5. Nei mesi successivi sono arrivati DLC gratuiti, che hanno aggiunto nuovo equipaggiamento, nuove quest, nuovi vestiti, e tante patch correttive che hanno cercato di migliorare ancora il gioco su tutte le piattaforme. Più opzioni per l’hairworks su PC, maggiori prestazioni su console, font con maggior scalabilità, ribilanciamento e così via. Pochi giorni fa è uscita la prima espansione pagata. Come si rapporta al gioco completo?

Vecchie conoscenze e nuovi mostri

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Uno dei momenti migliori della DLC

La cosa più geniale di questa DLC è la sua flessibilità. Potete iniziarlo con un salvataggio da fine gioco, con uno in corso d’opera sia nel gioco normale che in NG+ oppure il gioco genererà un salvataggio apposta per iniziare questa espansione senza problemi, con un Geralt di livello ed equipaggiamento appropriato. Per curiosità e perché il mio salvataggio in NG+ era appena agli inizi, ho scelto l’ultima opzione. La questline, che parte a livello 30 e finirà sul livello 35-36, inizia andando semplicemente a leggere una bacheca che si trova nella locanda dei 7 gatti.

La nuova avventura si innesta quindi in maniera organica con il resto del mondo e della narrativa risultando molto naturale. La parte della mappa a Nord-Est di Novigrad e Oxenfurt viene espansa e ci sono nuovi villaggi, edifici e misteri da scoprire.

La questline inizia in modo tutto sommato semplice: un contratto per uccidere un mostro, una missione come tante. Non ci vuole molto però per far saltare tutto all’aria e la storia prenderà pieghe sempre più cupe, lanciandovi colpi di scena e nuovi punti di vista nelle vicende ad un ritmo costante, per tutta la sua durata di 6-7 ore. I momenti memorabili sono parecchi ed il gioco cerca sempre di farci fare qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso, che non è stato fatto nel gioco principale.

Shani è la presenza femminile del DLC, vecchia conoscenza per chi ha letto i libri o giocato a The Witcher 1, dove era una possibile romance. Ma questo contenuto extra non si centra sulla sua figura, che ricopre il ruolo di comparsa, ma su Gaunter O’Dim e Olgierd von Everec, due personaggi eccentrici, carismatici e misteriosi che andranno a svelarsi ed a complicarsi al progredire dell’avventura. Dire di più sarebbe davvero un crimine, visto che la storia e le sue svolte sono così essenziali al godimento dell’espansione. Come sempre l’ambientazione di The Witcher pesca a piene mani nel mondo folklore dell’est europa ed alcune sequenze che possono apparire strane, hanno in realtà radicamenti proprio in storie popolari polacche. Il gioco presenta inoltre ottime boss fight, nemici con nuovi pattern di attacco ed una difficoltà degli scontri aumentata rispetto al gioco principale. Ho faticato non poco in alcuni frangenti anche a difficoltà normale ed alcuni boss mi hanno stupito per inventività e per presentazione.

Ok il prezzo è giusto

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I feels saranno potenti in voi una volta conclusa l’avventura

Oltre ad una storia principale ottima condita di nuovi personaggi stellari, il gioco aggiunge anche qualche attività secondaria ed un nuovo mercante, in grado di creare un nuovo tipo di potenziamento per le vostre armi ed armature, che si sostituiranno alle rune classiche. Nulla di trascendentale, ma alcuni di questi bonus sono abbastanza simpatici e invogliano alla sperimentazione. È anche un buon modo per investire i soldi per personaggi che ne hanno a valanghe.

Il costo della DLC è di appena 10€, 25€ se si considera il season pass. La cura con la quale tutti i contenuti sono stati fatti, la qualità e quantità, rendono il prezzo dell’espansione onesto. Il confronto con la Bioware è lampante. Le loro DLC per Inquisition per dire, durano di meno, costano di più e soprattutto fanno fatica a presentare nuovi concetti. Le DLC che si basano molto sulla mitologia interna e che continuano la storia sono di solito ottime anche se effimere. Quelle che dovrebbero rappresentare nuove idee o contenuti, finiscono spesso per risultare fiacche. Hearts of Stone è una DLC corposa, di spessore, che sa qual è il punto di forza del gioco: la storia, il mondo ed i dialoghi. I rimandi ci sono, ma non sono il fulcro, e le novità che mette in tavola sono succose tanto quanto le questline del gioco principale se non di più. Punta a stupire, divertire e proporre nuove sensazioni.

Personalmente, non sono mai stato così felice di aver speso dei soldi per un contenuto scaricabile. Ho ottenuto esattamente quello che volevo: ottimi dialoghi, storia affascinante, nuovi mostri da affrontare e nuove meravigliose location realizzate meticolosamente da esplorare. Le mie aspettative per la seconda DLC, Blood and Wine, sono salite di molto.

Voto personale: 9/10

Una Risposta to “Witcher 3 DLC: Hearts of Stone [Recensione]”

  1. Witcher 3 – Blood and Wine [Recensione] | Checkpoint Café Says:

    […] molto entusiasta alla sua uscita, come potete leggere nella vecchia recensione. Il suo primo DLC, Heart of Stone era di una fattura eccezionale, superando per certi versi il gioco principale per quanto riguarda […]


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