Starcraft II: Legacy of the Void [Recensione]

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Piattaforma: PC Data di uscita: 10/11/2015

La Blizzard si prende il suo tempo. Il primo Starcraft uscì 17 anni fa. Starcraft 2 uscì nel 2010, ma in modo diverso da quanto ci si potesse aspettare. Invece di avere un gioco “completo”, Starcraft II è stato diviso in 3 espansioni, ognuna incentrata su una razza diversa. Così abbiamo avuto Wings of Liberty per i Terran, Heart of the Swarm nel 2013 per gli Zerg ed infine Legacy of the Void per i Protoss. 5 anni di attesa per finalmente assaporare il finale di questo secondo capitolo.

La mia vita per Aiur

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Il ponte della Lancia di Adun.

Partiamo subito dalla campagna. Che la Blizzard non abbia i migliori scrittori del pianeta oramai è abbastanza evidente e Legacy of the Void non fa nulla per discostarsi dalla tradizione. Dialoghi stereotipati e banali, ma portati avanti con così tanta verve ed emozione che i personaggi che emergono dalla storia risultano piacevoli da ascoltare, familiari nel ruolo ruolo e non annoiano, anche grazie al solito ottimo doppiaggio in italiano. Vista la natura stand alone di questa espansione, è presente un video che ricapitola gli eventi precedenti, ma malgrado questo, la storia tende ad avere molti rimandi al primo Starcraft ed avvenimenti passati in generale, quindi si apprezzerà meglio se si sono giocati tutti i capitoli precedenti. Il finale appare fatto un po’ grossolanamente, ma è potente e scuote duramente le fondamenta del mondo di Starcraft, portando cambiamenti non indifferenti. La storia sarà molto polarizzante. Molti la odieranno perché banalotta rispetto al più nebuloso primo capitolo, altri, come me, la considereranno tutto sommato una buona storia da fumetto di serie B, piacevole per accompagnare un gameplay stellare. Ora, per vedere altro, speriamo di non dover aspettare altri 15 anni….

La campagna è strutturata in 3 diverse parti. Ci saranno 3 missioni che compongono il prologo, 19 che compongono la storia principale di Legacy of the Void e 3 missioni di epilogo che chiuderanno la storia per tutte e tre le razze. Ogni campagna aveva una sua meccanica particolare ed anche questa propone qualcosa di nuovo, che mette la scelta nelle mani del giocatore. I Protoss, sotto la guida di Artanis, devono riunire tutte le loro fazioni per poter riconquistare il loro pianeta natale, Aiur. Questo si traduce in una variazione dei tipi di unità da schierare per data missione. Per esempio, esistono 3 diverse versioni degli Zeloti, l’unità base dei Protoss. Quella dei Templari è in grado di attaccare a 360° usando una potente lancia fasica, la versione dei Purificatori è un automa in grado di ripararsi sul campo dopo la morte mentre gli zelota Nerazim sono in grado di stordire i bersagli che caricano. A questa scelta delle unità si aggiungono i potenziamenti della Lancia di Adun, la vostra astronave madre. Compiendo missioni secondarie raccoglierete Solarite, una sostanza in grado di riattivare il cuore dell’astronave che vi garantirà vantaggi sul campo. Questi vanno da bombardamenti orbitali da usare attivamente a bonus passivi come la riparazione automatica delle unità meccaniche su tutta la mappa.

Questo livello di personalizzazione invoglia alla sperimentazione ed alla rigiocabilità e ben si adatta a tutti i tipi di giocatori, dai più rilassati ai più hardcore ed ottimizzatori. Anche le campagne precedenti avevano un aspetto di scelta lasciato al giocatore, ma Legacy of the Void è la campagna più flessibile ed adattabile. Almeno in potenza. Stiamo pur sempre parlando dei Protoss e pertanto, non esiste problema che non possa essere risolto applicando un numero sufficiente di Lance del vuoto.

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I filmati, per quanto bellissimi, hanno qualche problema di compressione

La varietà si estende anche alle missioni, tutte molto varie e che vi presenteranno quasi sempre qualcosa di nuovo da fare e come al solito, se volete ottenere gli obiettivi, dovrete pensare fuori dagli schemi e la vostra abilità migliorerà sensibilmente. Per i veterani diciamo che la campagna è abbastanza facile, probabilmente conviene iniziare direttamente a difficile. A difficoltà normale ogni missione dura dai 15 ai 30 minuti, quindi stiamo guardando a circa 9 ore di campagna dalle sole missioni. Ci sono molti intermezzi tra i personaggi e dialoghi extra che vi porteranno via altro tempo. Ma come sempre il vero punto di forza della campagna si trova nella rigiocabilità.

A conti fatti, questa è l’esperienza a giocatore singolo più forte delle tre, con i soliti bellissimi filmati Blizzard, fantastici combattimenti, personaggi iconici, ottimo gameplay e varietà di ambientazioni e situazioni. Nulla di straordinario o eclatante, ma con la solita qualità e cura Blizzard.

Multiplayer rivisto e tanto altro da fare

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I comandanti della modalità cooperativa sono tutti ben differenziati per gameplay

 

Nel gioco sono presenti tante novità, tutte votate al multiplayer. La prima nuova modalità è quella cooperativa a 2 giocatori. Ogni giocatore dovrà scegliere un comandante tra quelli disponibili, ognuno con un accesso limitato alle unità della fazione e con vari poteri a propria disposizione, molti dei quali presi direttamente dalle campagne single player. Poi ci si scontra contro l’IA in mappe che hanno obiettivi simili a missioni della campagna. Difendi il tempio, distruggi gli artefatti prima dello scadere del tempo e così via. Le mappe sono un po’ pochine, ne avrei gradite di più, ma anche questa modalità si basa sulla rigiocabilità. Ad ogni completamento di una missione si ottengono punti esperienza, che poi andrà ad aumentare il livello del comandante scelto sbloccando nuove unità o abilità o bonus passivi. Il tutto per poi affrontare in difficoltà brutale le mappe. Come modalità mi piace molto e spero che aggiungano più mappe in futuro, con un amico è facile affiatarsi.

L’altra nuova modalità si chiama Arconte ed è a mio parere una genialata. Questa è un nuovo modo di giocare il multiplayer classico. È un 2VS2, cone due giocatori controllano una sola armata. Questo apre scenari totalmente nuovi, come dividersi i compiti di macro e micro, gestire più basi in modo più efficiente o gestire più fronti insieme. Oppure un giocatore può fare da mentore all’altro. Davvero niente male lo trovo un buon punto di entrata, ma evitate assolutamente di giocare con random.

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Il multiplayer classico prende un pochino spunto da Heroes of the Storm, il moba Blizzard, a livello di ritmo. Si parte con più costruttori rispetto al passato e questo ha il risultato di abbattere i tempi morti iniziali di parecchio e lo scontro parte da molto prima. Le nuove unità per le tre fazioni come al solito cambiano tutto e niente, dipende dai punti di vista. Gli zerg hanno qualche opzione di attacco harrassment o difesa migliore con la presenza delle criptolische, i Protoss hanno nuove unità con trucchetti di ridisclocamento ed i Terran si beccano un paio di unità meccanizzate per cercare di spingere la gente ad andare di unità meccaniche invece che biologiche. Ho giocato poco al multiplayer e non ho ancora un’idea sul bilanciamento e tutti i cambi da apportare al modo di gioco, soprattutto considerando che io ho saltato il multiplayer di Hearts of the Swarm in toto. È rimasto comunque il solito. Si accumulano le risorse di minerali e vespene, si costruiscono piloni, depositi o sorveglianti, si decide su che unità principale basare la propria armata, ci si espande e si lotta, solo più velocemente che in passato. Da manuale.

Un paio di parole sulla presentazione audiovisiva si possono spendere. Funzionale. Oramai parliamo di un motore vecchio, che gira su un vasto range di PC, ma che al massimo con tante unità a schermo è in grado di mettere in ginocchio molte configurazioni. Texture in bassa risoluzione uccidono un po’ la presentazione della campagna, ma durante il gioco strategico le imperfezioni non si notano e viene esaltata la cura nel dettaglio e nei particolari di unità e scenari. La colonna sonora è come sempre ottima e come ho già detto, il doppiaggio italiano è di ottima fattura ed andrebbe osannato perché è oramai l’unico nella nostra lingua di una certa levatura, che lascia inalterati i personaggi originali.

Un’ottima conclusione della saga. Se vi sono piaciuti i precedenti va preso. La campagna è ottima e le nuove modalità multiplayer vi riporteranno a giocare. Se non vi siete mai approcciati alla saga, è possibile acquistare tutti e 3 i giochi per 60€, un prezzo onestissimo considerando il numero di contenuti cumulativo di tutti e 3 i giochi.

Voto personale: 9/10

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