[EXPRESSO] Heart Of The Sea – Le Origini Di Moby Dick (2015)

Heart of the sea 2015 locandina

Il mare è un posto crudele, specialmente quando si scopre che l’olio di balena è un ottimo combustile e si apre la caccia al cetaceo nella corsa ad accapparrarsi quanto più grasso possibile, e perchè l’industria dell’olio prosperi. Ma non crudele per i “gentiluomini” e gli affaristi, ma per i balenieri che spendono anni in mare per cacciare balene con stecchini di metallo e correndo estremi rischi.

Come il sottotitolo italiano ci vuol far sapere, questa è la vera storia di Moby Dick, o meglio, vede Herman Merville recarsi da un vecchio baleniere per farsi raccontare i veri fatti della storia (basata su eventi apparentementi veri), che poi userà come ispirazione per creare il romanzo “Moby Dick”. Ero un po’ scettico sull’uso di questa cornice, ma non funziona affatto male.

La storia in sé (narrata via estesi flashback partendo dalla suddetta cornice) più o meno la sapete, visti i numerosi adattamenti per la tv e cinema (diavolo, anche uno della Asylum), quindi a grandi linee sapete i plot point essenziali che vi potete aspettare da questo film, ma non è un altro rigurgito del lavoro di Melville, visto che non è basato su quello, ma sul titolare ed omonimo libro che racconta la storia dell’equipaggio della nave Essex nel 1830.

E francamente è una bella storia di fatiche in mare, di sopravvivenza e disperazione, di una lotta dura tra uomo e natura, che non svicola da argomenti come il cannibalismo forzato da decine e decine di giorni senza cibo, e convince parecchio. Ottimo cast, innegabilmente pieno di volti noti. L’unica cosa che mi sento di criticare sono le frequenti inquadrature che vi ricorderanno “questo è un film girato in 3D perchè possiamo”, un po’ distraenti in versione 2D.

Lasciando perdere questa incomprensibile (per me) scelta di formato, davvero un buon film.

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[EXPRESSO] Pokémon Picross

pokèmon picross logo

Nintendo continua la sua “semina” di free-to-play (ora definiti da lei stessa “free-to-start”, che almeno è un termine leggermente più sincero) a tema Pokèmon, stavolta con un Picross a tema. Considerato anche l’esperienza di Jupiter con diversi videogame di Picross sparsi per diverse generazioni di console Nintendo (e ben 6 “volumi” di Picross E per 3DS), era lecito sperare un po’ di più in questo nuovo Pokémon free-to-play.

Non che il gioco in sé sia male, per niente, visto che alla classica formula aggiunge meccaniche derivate da Pokèmon come collezionare i mostriciattoli risolvendo i picross, organizzandogli in squadre ed usandone le abilità per aiutarvi, e ci sono anche megaevoluzioni, oltre ad una veste grafica 8-bit che è un po’ abusata ma risuona con lo stile grafico di Picross e rimanda ai pixel grossi come prosciutti dell’era Game Boy su cui la serie Pokèmon è nata.

Al contrario di roba come Pokèmon Rumble World che era una schifezza anche senza considerare gli elementi free-to-play, Pokèmon Picross è alla base un ottimo Picross, con un bel po’ di contenuto di qualità, ma è assolutamente castrato dal modello free-to-play, non abusato ai livelli di Dungeon Keeper Mobile o FF All The Bravest, ma orripilante comunque.
Invece dell’energia o cose simili, tutto in Pokèmon Picross è controllato dal denaro – qui detto Picroliti -che, dopo un inizio in cui vi è regalato con generosità, quasi subito inizia ad apparire in maniera così rarefatta che ci vorranno giorni e giorni per solo accedere alla zona successiva, se non mesi per quelle avanzate che ovviamente richiedono sempre più denaro.

O sennò date 30 al gioco per acquistarlo in maniera definitiva (…si può fare).

Pokèmon Picross senza microtransazioni lo prenderei (magari messo in bundle con Shuffle). Così com’è ora… l’ennesima, nuova emanazione del “cancro free-to-play”.

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Undertale [Recensione]

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Piattaforme: PC (giocata) Data di uscita: 12 settembre 2015

Avete presente le uscite sottotono? Quei giochini indie che non hanno marketing, dei quali pochi siti parlano, ma poi scopri che sono di una bellezza rara? Ecco, Undertale è uno di quelli. Realizzato da una sola persona, Toby Fox, è arrivato dopo 2,7 anni di sviluppo in seguito ad una campagna di kickstarter. Leggi il seguito di questo post »

Invisible, Inc. [Recensione]

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Piattaforme: PC Data di Uscita: 12 maggio 2015

Klei Entertainment sta diventando una forza nel mercato indie PC e non. Questa casa canadese ha iniziato a farsi vedere con gli Shank, per poi tirare fuori Mark of the Ninja e Don’t Starve. Quest’anno ci hanno deliziato con un altro grande gioco, di genere un po’ diverso dai loro predecessori. Con Xcom 2 rimandato al 2016, Insivible, Inc può essere un sostituto?

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[EXPRESSO] Il Sapore Del Successo (2015)

il sapore del successo locandina

Adam Jones (Bradley Cooper) è uno chef che dopo una lunga assenza si fa rivedere in quel di Londra, pronto a rifarsi, ricreare il suo staff di una volta (come i Blue Brothers, con meno John Belushi e suore) e rimboccarsi nuovamente le maniche per organizzare un ristorante capace di ottenere la terza stella Michelin. Cosa non facile, visto che Adam anni prima aveva rovinato tutto a Parigi, tra debiti, violente litigate per via del suo carattere arrogante e violento e cose del genere, ma ora vuole cercare di non mandare tutto a puttane di nuovo…

Il film di John Wells racconta la tipica storia del genio eccentrico in un’arte/mestiere (la cucina d’alto bordo in questo caso) che ha difficoltà per via del suo carattere, e dopo aver rovinato tutto in passato, ritorna pronto a fare apologia, a provare a migliorare se stesso ed a riprendersi la fama ed il prestigio persi. Non è una storia nuova, ma è raccontata bene, con un’adeguato uso di momenti drammatici in quella che altrimenti è una divertente commedia, dotata di una certa naturalezza, capace di alternare momenti seri a situazioni comiche e non far sembrare che entrambe provengano da trite convenzioni di sceneggiatura o clichè.

Non per dire che il film eviti le situazioni tipo che vi immaginate facilmente fin dall’inizio, perchè l’intreccio è prevedibile, ma è eseguito bene, c’è una certa plausibilità ai vari eventi, e nonostante dimostri un’inaspettata sensibilità, il film non scade mai nel melenso od eccessivamente buonista. Inoltre è ben recitato, con buoni attori “di supporto” al personaggio di Bradley Cooper, centro del film e del cast.

E se siete indecisi, questo film è in gran parte vedere Bradley Cooper andare in modalità “Ramsey” mentre Scamarcio gli passa lo sgombro. Se non vi ho venduto il film così… 🙂

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