Garm Wars – L’Ultimo Druido [RECENSIONE]

Garm_Wars_-_poster

Non sapevo neanche che Oshii stesse lavorando a questo film (che a quanto pare è stato pure in lavorazione per 15 anni) finchè un trailer non mi apparve prima di vedere La Tomba Delle Lucciole al cinema, e francamente rimasi basito a vedere il trailer.
Un film di Mamoru Oshii, mezzo live-action e mezzo CGI? Dopo essere stato confuso da quanto visto, ho avuto un brivido e sentito il fetore di un “Dracula 3D”, se capite che intendo. Non prendetevela a male, ma è quella l’impressione che mi fece il trailer.

Ma è un film di Oshii, e seppur temendo il peggio, la mia curiosità era troppa per non vederlo.
Quindi ecco a voi la recensione di Garm Wars – L’Ultimo Druido, uscito solo il 18, 19 e 20 gennaio 2016 nelle sale italiane.

E giusto per gli archivi, questa è stata la sala più vuota in cui sono mai stato (4 anime me compreso), ho trovato più gente a vedere Madoka Magica il Film, il che è tutto dire. Prego rileggete la precedente frase per maggiore impatto.

Devo dire che il mio intuito non era del tutto fuori rotta, ma andiamo per ordine, perchè c’è davvero molto di cui parlare.

Garm Wars The Last Druid cgi example

Garm Wars ha una storia. Il che parebbe ovvio, ma è difficile inizialmente capire qual’è la storia vera e propria dal contorno, perchè il film è davvero oberato di dettaglio. La premessa di per sé non è poi così complessa: un dio popolò un pianeta di vari esseri, i quali si divisero in 8 tribù a seconda della loro abilità ed inclinazione, ma tutti legati alla rete centrale detta Garm. Un giorno però il dio creatore sparì dal pianeta, e le varie tribù iniziarono a combattersi tra loro, che porto molte di esse ad estinguersi, assieme ai Druidi, gli unici capaci di parlare con il dio.

La vicenda inizia in media res, con una nave della tribù Briga attaccata dalla tribù di Colomba, una narrazione che spiega la storia base di questo mondo (che ho riportato nel paragrafo precedente), e dal relitto della nave Colomba viene recuperato un vecchio della tribù Kuntak, assieme a quello che pare essere un Druido vivo, che il vecchio vuole dare ad una delle 2 tribù in cambio della salvezza del suo popolo/tribù. Questo però è un trucco che permette al Kuntak di far entrare il Druido nel sistema per subito uccidere i capi di Colomba collegati ad esso, ma nel fuggire finisce per portare con sé accidentalmente Kara, un soldato di Columba, e Skellig, un soldato di Briga, e questo gruppo insolito si avventura verso le terre sacre dei Druidi….

Non sembra particolarmente complessa la storia (una lotta tre fazioni in un futuro sci-fi/fantasy, essenzialmente), ma già dalla narrazione iniziale si nota l’eccesso, vista la pletora di nomi e termini inventati per… tutto. Ogni cosa ha un suo nome inventato, al punto che è un puro assalto semantico e di concetti ignoti allo spettatore finchè il film non decide di aprire la propria enciclopedia e spiegare cosa diavolo è un Gula. E diventa sempre peggio più che procede, con nuovi termini introdotti a piè sospinto.

Se aveste potuto vedere in quella sala, avrete osservato quattro individui sempre più basiti e confusi a grattarsi il cranio e chiedersi “che cazzo è successo ora?” “Cos’è un Gula?” “Perchè…?”, etc.

garm wars gula in the shell 2

Anche il colore è strano, e non ho modificato niente a livello di contrasti, etc. 

Non che quello che succeda sia più sensato, visto che è pieno di scene brevi ed inutili, di eccessivi silenzi senza particolare significato dietro, di strani tagli bruschi e arbitrari, ed anche se fino a metà capite cosa succede, c’è una logica al tutto, nella parte finale è il delirio, con plot twist, rivelazioni e bizzarrie a non finire, il tutto per culminare in un finale che dà l’impressione di preparare il terreno per un sequel, ed al contempo fa sembrare ovvio che non ci sarà ne mai era stato inteso che ci fosse.

Ed a questo proposito, avete l’impressione che il film cerchi di infilare tremila cose al suo interno…. perchè lo fa, facendo pensare che Oshii abbia dovuto infilare 3 ore di film in 1 ora e 40 di pellicola, ed anche se non era così, l’impressione rimane la stessa.
E riparlando del finale, quando arriva quello vi chiederete perchè non mi hai mostrato quello invece di quanto proposto nell’ora e mezzo precedente. Questo è un ottimo esempio di troppo setting e poca trama.

Nel caso non fosse risultato chiaro prima, Garm Wars è strano. Ma nel senso, davvero strano, e sotto ogni aspetto. Il setting è interessante, ed offre un mondo che unisce utopia fantascientifica dai tratti cyberpunk, setting post-apocalittico con tanto deserto E fantasy con druidi, boschi sacri e roba simile, e devo ammettere ci sono ottimi design, specialmente per le creature robotiche e le navi assaltate nelle buone scene d’azione aeree.

Inoltre, non ho potuto fare a meno di chiedermi “perchè questo è un film live-action?”, non solo perchè Oshii ha principalmente (ma non esclusivamente) diretto e prodotto film e serie animate, ma perchè c’è così tanta CGI che forse avere personaggi animati invece di attori avrebbe reso il tutto meno strano o bizzarro. Forse, ma non avrebbe certo reso migliori i dialoghi, spesso alquanto “filosofici” ma non in senso buono, e comunque clichè, come lo sviluppo dei personaggi che sembra tirato fuori da un’anime o da un fantasy di serie B, od una pallida imitazione di quanto fatto dallo stesso regista. Gli attori (un cast di sconosciuti) poi sono davvero così così, non sono orridi, ma i dialoghi spesso noiosetti o strani non aiutano ad empatizzare od a farvene fregare qualcosa di loro, e sembrano alquanto fuori posto quando più di metà film è fatto di computer grafica.

Garm Wars The Last Druid all in the band

Non per dire che lo stile visivo non sia impressionante e ricco, perchè lo è, diavolo se lo è, e nonostante alcuni momenti in cui è davvero risibile, la CGI è di incredibile fattura, senza ironie di sorta. In un certo senso siamo di fronte ad una situazione simile a Ghost In the Shell 2, con visuali incredibili e scene davvero impressionanti a livello di colore o scala, ma una trama un po’ troppo ramificata e complessa per il suo bene, ma anche per quello che era Innoncence era un film assai, assai migliore e compiuto, sia chiaro.

La musica è l’unica cosa che non mi sento di criticare di per sé, visto che è quella collezione di cori lirici usati per rendere più epici gli scontri aerei navali e gli eventi, e non è la musica di per sé, ma il suo un pò eccessivo o fuori posto.

I film di Oshii di solito hanno temi filosofici, mentre in questo caso il tema principale è quello di un pellegrinaggio religioso verso la conoscenza o la divinità di creature imperfette e senza scopo, ma come già detto, è tutto così oberato di minuzie che i personaggi e le tematiche non hanno modo di svilupparsi, e quello che c’è sa di già visto, di già fatto (specialmente da Oshii stesso), e comunque di abbozzato. Una cosa sicura è che ad Oshii piacciono i bassotti, visto che c’è uno che gira col gruppo di protagonisti, ed ironicamente questo tipo di cane è la cosa più coerente a livello tematico, visto che ne era presente uno anche in Ghost In The Shell 2: Innocence (di nuovo), trattato con la stessa riverenza ma per motivi diversi.

Commento Finale

Garm Wars The Last Druid cybergramps and the boy

Garm Wars è un casino di film, è risibile, confusionario, e stranissimo su tutti i fronti.
Una storia potenzialmente interessante, ma male scritta e resa un completo guazzabuglio fantasy/ fantascienza anche per le pile e pile di esposizione necessarie per dare un senso a qualsiasi cosa che ha un nome inventato (cioè quasi tutto nel film). Un marasma alquanto insoddisfacente, tanto che vi sembrerà di essere arrivati al secondo atto ma no, quasi subito dopo finale, crediti ed a casa con fin troppe domande su cosa diavolo sia successo di preciso.

Adoro Oshii, ma quando un regista notevole come lui fa l’equivalente filmico di infiammare un proprio peto con addosso le mutande… beh, io farò analogie del genere, perchè è quasi incredibile che questo sia un suo film, ma non impossibile, errare É umano.

Sia chiaro, a livello di visuali è incredibile, ma è uno stranissimo e gargantuesco marasma impenetrabile di idee e “cose” infilato a forza in poco più di un’ora e mezza di film, ed uno strano guazzabuglio di live-action e CGI che sembra un prologo a qualcosa di molto più ampio od interessante che sarebbe stato preferibile vedere invece di questo setup con briciole di trama attorno.

E poi voglio sapere perchè diavolo Bandai Namco Games era coinvolta nella produzione, non credo per i soldi visto che il mercato generale non sa neanche che esiste questo film, quindi anche ipotetici sequel sottoforma di videogame (magari pensati per continuare questa esuvia di storia) mi sembrano suicidi finanziari e di marketing.

Se non altro è una curiosità non da poco che probabilmente verrà recuperata da recensori vari nel futuro, perchè quando un regista passa da The Sky Crawlers a questo… beh, se non altro girerete la testa, ma difficile dire se vi piacerà quello che vedrete, anche se azzarderei un “non proprio”.

Gula su 10.

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