Dragon’s Dogma Dark Arisen [Recensione]

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Piattaforme: PC (giocata) /PS3 / 360  Data di uscita: 2013 (Console) / 15 gennaio 2016 (PC)

Cosa fa uno quando non ha una console? Aspetta. O dimentica. Una delle due. Ma le cose stanno cambiando. Se nel 2014 è apparso dal nulla Valkyria Chronicles su PC, quest’anno appare Dragon’s Dogma Dark Arisen, un esperimento Capcom nel mondo degli action RPG all’occidentale. Dopo anni di distanza dalla sua uscita sul mercato, può ancora dire qualcosa?

La trama? Ah, ce la siamo scordata

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Essere incantatore vi permette di approcciare lo scontro da distanze ragionevoli

Il gioco inizia in modo molto epico. Un tutorial nei panni di un altro tizio, in un’altra era, vi porterà a combattere contro un grosso drago…… Poi vi ritroverete con la vostra bella vita in un villaggio di pescatori, quando il drago delle leggende apparirà di nuovo e si legherà a voi, scegliendovi come Arisen. Vi ruberà il cuore, e vi chiederà di combatterlo. La venuta del drago ha aumentato il numero di mostri nel mondo e serve un guerriero valente come voi per risolvere la situazione. L’incipit è bello, figo ed ha un feeling molto classico. Poi la trama si perde, non esiste praticamente più fino al punto finale. Il gioco fa ampio uso di missioni secondarie per raccontare il suo mondo ed i suoi abitanti, ma il tutto è riempito dalla frustrazione di non avere mai informazioni. Molte quest si perdono una volta che si avanza nella trama principale ed altre si possono ottenere solo parlando con determinati personaggi dopo aver inanellato determinati eventi…. Questo essere costantemente spersi è tipico della concezione del gioco di ruolo giapponese, ma oramai ha rotto. Per poter avere il massimo, il meglio dalla mia giocata, ho dovuto seguire una guida, pena la perdita di tantissime cose, alcune delle quali anche abbastanza importanti, come il miglioramento dell’inventario dei negozi col proseguo dell’avventura. Se da un lato si ha la sensazione di avere a che fare con un mondo un po’ più organico, che non segue il giocatore in maniera automatica, dall’altra è un po’ un fastidio.

Ma non sono i personaggi o la trama a far andare avanti il giocatore, ma è il gameplay, la promessa di un mostro sempre più grosso da abbattere e di loot migliore.

Libidine pura….?

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Salire sui mostri e menarli è bellissimo!!!

Il sistema di combattimento è il fulcro del gioco. Il sistema di combattimento è un action in terza persona senza lock on, con tasti adibiti a salti, attacchi leggeri e pesanti e con 6 comandi alternativi per attivare abilità speciali, magie e quant’altro. L’unica statistica che va amministrata durante il combattimento è la stamina, che si consuma correndo, parando ed eseguendo attacchi speciali, ma che si recupera nel tempo anche mentre si eseguono attacchi normali. Il giocatore può scegliere se far parte di una di 9 classi e può cambiare tra esse liberamente. Ognuna porta con se un gameplay diverso ed il bello è passare dall’una all’altra per sperimentare o per imparare varie tecniche passive per poi combinarle assieme. Il guerriero con spada e scudo offre uno stile di combattimento difensivo-offensivo, lo stregone sta lontano e lancia potenti incantesimi in grado di infliggere pesanti danni, l’arcier-mago inonda lo schermo di proiettili magici luminescenti a ricerca automatica e così via. Ogni classe ha il suo scopo sul campo di battaglia.

Il giocatore non è da solo, ma è assistito da 3 personaggi comandati dall’IA, chiamati pedine. Una sarà la vostra pedina principale, un personaggio creato da voi per sesso, classe ed aspetto, esattamente come il vostro avatar, salirà di livello con voi e dovrete equipaggiarlo al meglio. Le altre due pedine devono essere invece reclutate dalla Faglia, una specie di portale interdimensionale che vi metterà in comunicazione con gli altri giocatori di Dragon’s Dogma. Recluterete insomma le pedine principali degli altri giocatori. Queste però non saliranno di livello e saranno statiche nel loro equipaggiamento e quindi andranno cambiate spesso. Le pedine hanno un’intelligenza artificiale che evolve col tempo, esse imparano tattiche contro i mostri e come risolvere le quest. Mi è capitato di avere con me una pedina che aveva già finito una quest secondaria e mi ha guidato lei in un posto labirintico. Oppure mi ha fatto notare l’esistenza di passaggi secreti o mi ha comunicato la debolezza di un mostro che io non avevo mai incontrato. Purtroppo in battaglia la loro intelligenza non è delle migliori. Spesso muoiono per stupidità ed hanno in genere delle pause tra i loro attacchi, mentre ogni giocatore umano attaccherà incessantemente senza sosta. I combattimenti che si creano però sono libidinosi. I mostri piccoli non sono nulla di che, si abbattono in modo abbastanza convenzionale, ma i boss e quelli grossi sono tutt’altra cosa. Ciclopi con elmetti proteggi occhio, che vanno scalati a mano aggrappandosi a loro per fargli rimuovere l’elmo, oppure grossi grifoni che prendono il volo e vanno abbattuti colpendo le ali o salendoci addosso, o ancora idra alle quali vanno mozzate le teste con il fuoco per prevenirne la rigenerazione. L’immaginario dei mostri è tipicamente occidentale e classico. Chimere, Draghi, Cocatrici, Grifoni… insomma, tutta roba da un manuale dei mostri di D&D. Convincono tutti, hanno ottime animazioni e reagiscono ai colpi in modo credibile. Le loro dimensioni e la loro forza incutono timore ed il gioco è abbastanza difficile per un party non preparato. Combatterli è emozionante e divertente.

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Il mio Arisen con alcune pedine che ho portato con me a lungo

I problemi ci sono nel contorno. Il sistema di viaggio rapido è macchinoso e passerete buona parte del gioco a correre in giro ed ad eliminare nemici minori che vi daranno fastidio mentre starete cercando solo di andare dal punto A al punto B; alcune classi sono palesemente troppo potenti e mano a mano che ci si avvicina alla fine del gioco potrete abbattere nemici con tattiche semplici che sono pura applicazione di forza bruta stupida; il farming di livelli, materiali e punti classe c’è e va fatto per superare determinati punti dove la difficoltà aumenta in modo più marcato del solito, le ambientazioni sono abbastanza anonime e poco varie… e l’ambientazione di Dark Arisen è inserita nel gioco in modo non organico. Dark Arisen era l’espansione dell’originale Dragon’s Dogma, che aggiungeva il dungeon di Nerabisso, un posto pieno di pericoli e con nuove meccaniche, da esplorare. Non esistendo il post-game ed essendo questo dungeon più difficile di quello finale del gioco, questo costringe il giocatore ad affrontarlo prima, rendendo il finale del gioco più facile di quello che era in principio. Le sfide di Nerabisso sono molto belle però e il design del dungeon è ottimo e ben si contrappone al design aperto da combattimento in campo aperto dell’avventura principale, andando a proporre corridoi stretti e spazi angusti.

Graficamente il gioco sente il peso degli anni. Il pop-in mentre si viaggia da un po’ fastidio, ma il gioco ha un vantaggio enorme rispetto alle controparti console. Il framerate è sbloccato e può andare fino a 144fps senza problemi. Giocarci a 60fps inchiodati è una vera e propria goduria e rende finalmente giustizia al sistema di combattimento, più fluido che mai. Il gioco è molto leggero e scalabile, si lascia giocare su una grande varietà di PC.

Tutto sommato Dragon’s Dogma è uno di quei videogames che consiglio. Il combattimento vi terrà incollati allo schermo, ma dovrete sopportare lunghe camminate, farming ed una storia inesistente nel frattempo.

Voto: 7,5/10

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