Melee Mania # 6: Nin Nin Nin Nin

Ninja The Mission Force

Il ninja. Una figura meglio nota per la sua segretezza, il suo sapersi mimetizzare con l’ambiente per colpire il suo bersaglio con l’aiuto delle ombre da cui rapido esce e nelle quali rapido ritorna. Ma non è quel tipo di ninja quello di cui parliamo oggi, piuttosto della sua versione di assassino letale, una macchina da guerra anche negli scontri ravvicinati  ma tutt’altro che segreti o silenziosi, il lato tamarro del ninja spadaccino che con la sua lama tutto taglia,  meglio esemplificato e reso popolare dal reboot per Xbox di Ninja Gaiden ( e le sue riedizioni Sigma), che non è il soggetto di questo numero, almeno non direttamente. Ovviamente ne parleremo in un futuri numeri, ma per ora diamo un’occhiata a qualcos’altro di diverso, ma non troppo.

Come sempre, vi auguro una buona lettura!

Sommario

-Ninja Blade

-Yaiba: Ninja Gaiden Z

Ninja Blade logo

Piattaforma: X-Box 360

Disponibile anche per: PC

Giocato alla/e difficoltà: Normale

Introduzione/ Informazioni Generali/ Storia

Questo è un caso particolare per me, visto che già prima di giocarlo di persona, avevo ricevuto opinioni dai miei colleghi del blog, opinioni estremamente negative, e non è che dubitavo di loro, ma dopo la trafila di schifezze di serie Z che ho giocato per questa rubrica, ecco, facevo fatica a credere che fosse così orribile, voglio dire, è un titolo di From Software, meglio nota per gli Armored Core e recentemente la sua serie “Souls”, mica della Tamsoft.

Vi dico questo per mettere il tutto in prospettiva, ma anche senza queste opinioni non mi aspettavo molto, anzi, non mi aspettavo nulla di particolare, solo un hack n slash stile Ninja Gaiden, visto anche il fatto che è un titolo ormai scivolato nell’ombra, di cui nessuno parla più e che anche al tempo pare nessuno se lo fosse filato. Ottimo.

In ogni caso, qual’è la storia? Nel non troppo distante futuro, c’è un epidemia di mostri/zombie/parassiti che infestano le città uccidendo chi trovano, e siete messi nei panni di Ken Ogawa, parte di una forza speciale di ninja esperti nel combattere queste creature che viene chiamato per combattere i mostri (qui detti “Untori”) in una Tokyo che a malapena riesce a mantenergli a bada. Ken viene però tradito dal suo maestro e lasciato apparentemente per morto, con la titolare spada ninja infilzata nel corpo.

Quel che segue è una trama pallosa e piena di clichè di vari generi, con personaggi al cartoncino e colla vinilica, dialoghi terribili, una noia incredibile, ed è stupida da morire (e pure con i buchi di trama!), ma così tanto che non ve ne sto a parlare oltre, c’è il rischio che aspettandovi il peggio gli diate troppo credito. Lasciamo perdere, và.

Gameplay / Combat System / Controlli

Ninja Blade gameplay, i guess

“Gameplay” nel caso di questo gioco potrebbe essere una parola forte, perchè è rarefatto ed in gran parte sostituito da QTE di fatto onnipresenti, ho visto giochi mediocri o pessimi abusare di questa pratica, ma Ninja Blade vince a mani basse, visto che più di metà del gioco è QTE, e non è una cosa come in Asura’s Wrath in cui è anche una scelta stilistica derivata dal voler creare un’anime interattivo. Qui non c’è nessun motivo del genere.

Quando non ci sono QTE da compiere di fila, c’è del platforming stile Prince Of Persia da compiere, e combattimenti veri contro nemici e boss, che purtroppo non sono molto meglio, a prescindere dall’orribile pacing causato dall’avere il gioco andare in “QTE mode” di continuo: i controlli funzionano, sì, tecnicamente funziona perfettamente, ma il combat system è tradizionale… o meglio “banale” ed insipido, c’è pochissima tecnica, è per lo più button mashing e pure palloso contro piccoli numeri di nemici (e poca varietà di questi), fino a che il gioco non dice basta o parte un altro QTE . Di nuovo. E di nuovo.

Gran parte del gioco che non è QTE è composto perlopiù da scontri contro boss e mini-boss, e queste non sono molto meglio dei normali combattimenti, ce sono parecchi di boss ma la qualità generale è mediocre (alla meglio), una volta capito che arma usare (ed il gioco di default vi dà indizi continuamente) e visti i banali pattern è solo una questione di tempo, o di vedere lo scontro continuamente rimandato perchè il boss scappa e dovete inseguirlo o cose del genere.

Va ammesso che alcuni scontri contro boss non sono così mediocri o formulaici come gli altri, ma normalmente è una questione di pazienza o di scoprire che avete alcune mosse speciali utili ad exploitare il combat system, e questo è vero anche per le boss battle finali, sebbene alcune di esse sono decenti e richiedano un po’ di abilità, ma anche esse si tirano per le lunghe. Comunque i giocatori con una media esperienza non ci metteranno molto a trovare i modi per “abusare” del combat system, non solo perchè è leggermente squilibrato, ma anche perchè il gioco già la tira per le lunghe di suo, e vorrete farla finita il prima possibile, fidatevi.

Ninja Blade down the skyscraper

La cosa davvero “esilarante” è che se fallite i QTE non c’è nessuna punizione, semplicemente riprovate la stringa di QTE e basta, giusto per rendere il gioco già più facile di quanto non lo sia, e nonostante qualche volta morirete comunque (per boss con attacchi pezzenti o collisioni che fanno cilecca vicino ad un burrone in cui probabilmente cascherete) il gioco rimane alquanto facile, è più una questione di attrito il più delle volte, visto che la salute vi viene ridata spesso dai nemici ed avete anche fiale di pronto soccorso. Per quanto i QTE senza conseguenza siano fatti in maniera patetica, perlomeno così non è frustrante com’era in quell’aborto di Knight’s Contract, che aveva il problema opposto, ma era patetico uguale.

A livello di repertorio Ken può usare un attacco normale, uno a distanza, parare, schivare, ed usare la Vista Ninja che serve sia per vedere punti deboli dei nemici sia per rallentare un po’ il tempo, che serve per passare certi ostacoli. Le armi – oltre alla spada base media- sono lo spadone grande che serve per spaccare scudi e corazze e va equipaggiato per poter sfondare certi muri crepati, mentre le doppie spade vanno equipaggiate per usare il rampino e raggiungere il bordo di apposite piattaforme. Può anche fare una finisher premendo Y quando appare l’icona su un nemico, che pure questa è QTE, come tutte le sequenze necessarie quando il nemico può essere finito/ucciso definitivamente, come già potevate immaginare. Il fatto che la mossa più tecnica di tutto il gioco sia il poter respingere indietro i proiettili (ed i colpi elementali con le doppie spade) dovrebbe dirla lunga sulla profondità del combat system.

A non rendere il tutto totalmente privo di idee avete anche un grande shuriken usato come mossa speciale che acquisisce vari elementi e serve sia per liberarvi di ostacoli (come il vento per spegnere fiamme ed il fuoco per incendiare nemici ed oggetti) che per il combattimento vero e proprio. Nulla di davvero creativo od originale, ma senza il gioco sarebbe stato pure peggio.

Ninja Blade gameplay, actual footage

Ci sono anche occasionali sezioni su torrette mobili ed alcune in cui scendete verticalmente da palazzi o cose simili, giocabili ma entrambe poco ispirate e blande (oltre ad essere riproposte più volte durante il gioco, sempre uguali pressapoco), e la solita trafila di “variazioni sul tema”, tipo il dover finire un livello con un timer a breve scadenza, dover uccidere un certo numero di nemici, impedire che distruggano qualcosa, le solite stronzate, tagliando corto.

Ed ovviamente in un certo punto del gioco venite privati dei poteri elementali e venite forzati a combattere nuovamente vecchi boss per riaverli, perchè è quel tipo di gioco, sì, quello che ricicla i boss e per pietà decide di dargli qualche attacco in più o farlo in versione infuocata, il che non cambia il fatto che il gioco si ricicla spudoratamente per allungare la sua “vita”.

C’è un semplice sistema di potenziamento in tipico stile moderno in cui usate i “globuli” rossi per potenziare le armi od i ninjitsu elementali, e francamente avrei potuto anche non potenziare mai nulla, non avevo bisogno davvero di sbloccare mosse che poi non ho mai usato perchè non servono e non sono divertenti da fare, ma volevo rendere ogni scontro il più corto possibile e tanto non ci avrei fatto altro con le tonnellate di sfere rosse raccolte. Mh.

Riassumendo, il tutto è formulaico, insipido e noiosetto, o meglio, sarebbe solo questo se non fosse per i QTE onnipresenti. Non dico che i QTE di per sé sono sbagliati, ci sono titoli come Asura’s Wrath che hanno dimostrato si possono usare anche in quel modo, ma generalmente diventò la nuova cosa ganza da usare anche senza saperlo fare, e diavolo se Ninja Blade non incarna in maniera delirante l’ossessione per i QTE che ha piagato la generazione PS3/360/Wii, specialmente in questi giochi d’azione. Perchè ok volere il look cinematico, ma questo è puro delirio, inedulcorata follia di design che non doveva mai passare oltre lo status di idea.

Stile / Tecnica / Contenuto

Per rendere il tutto ancora più noioso, Ninja Blade cerca disperatamente di essere Ninja Gaiden od un film americano con esplosioni ed azione esagerata a tutti i costi, questo però prendendosi sul serio sempre, il che non funziona quando il gioco ha combattimenti tra ninja, elicotteri infettati con chiocciole giganti e tubi organici che sparano razzi, un boss della yakuza trasformato in una sorta di pantera mostruosa con ancora gli occhiali da vista ed una tizia in kimono con un braccio composto da più serpenti a cavallo di suddetto boss della yakuza, insetti giganti ed altre cose che non vi sto a dire perchè si scivola nel puro assurdo.

Non puoi farmi combattere contro mosche mutate od idre giganti sputafuoco e sputatuono su un aereo in fiamme e comunque avere zero senso dell’umorismo, non quando la storia ed i personaggi sono così stereotipati, noiosi e ridicoli, ed i clichè si sprecano. Non aiutano i dialoghi che sono terribili, irritanti, ed i doppiatori inglesi che fanno del loro…mediocre non aiutano, specialmente quello di Ken che ha una dizione piatta e trasmette l’entusiasmo di un sasso, davvero terribile quando ci sono one-liner di mezzo. Puah.

Stile a parte, il titolo From Software è un po’ una schifezza anche livello tecnico, ed è difficile credere che sia un titolo del 2009. Sì, Ken ha un buon modello del personaggio con buon dettaglio, ma per il resto è tutto inconsistente, dai modelli dei nemici a quelli degli alleati, con texture a volte buone, spesso orribilmente datate, a volte sgranate, ed effetti particellari datati (il fuoco in primis), assieme a vari bug grafici che si notano tremendamente, tra barili tagliati a metà ma per qualche motivo congelati a mezz’aria, Ken che cerca di scalare una parete con delle casse di mezzo e rimane bloccato nell’animazione di caduta finchè non decido di muovermi nuovamente, o parti delle texture spariscono in alcune cutscene. E c’è pure un notabile riciclo di ambientazioni e assetti.

Ninja Blade il leonemostro con gli occhialii, me lo compri papà?

Imbarazzante, concordo.

La cosa peggiore però è che il gioco in certi punti per farvi passare da una zona all’altra (non necessariamente un cambio d’area) semplicemente “taglia” anche prima che abbiate attraversato l’oggetto su cui si trovate, per esempio siete a metà ponte e subito ricomparite dove il gioco decide (magari appena dopo la fine del ponte), non ci sono schermate di caricamento, queste transizioni fatte con la motosega non sembrano cose reali in un videogame vero, ma sono qui, non in una cagata in Early Access su Steam fatta con asset pre-fatti. Ammetterò che non ho mai visto una cosa del genere, ed io che pensavo di averle viste tutte!🙂

Troppi problemi per passarci sopra, mi sarei aspettato qualcosa del genere da un titolo X360 di tardo 2006-primo 2007 di una software house di nicchia, non da una che nello stesso anno rilascia Demon Souls. Ho visto molto di peggio, non ne faccio mistero (figuriamoci), ma non ci sono scuse che reggano in questo caso, nessuna.

Ed anche questo neanche raggiunge le 7 ore di durata, per poco (mi ci sono voluto 6 ore e mezzo per finirlo), manco a farlo apposta. Ci sono alcune opzioni di personalizzazione, potete cambiare il costume e colori del personaggio o appiccicare un emblema sul “casco” del personaggio, e non so a che pro, visto che è un gioco single player e basta, che di online ha solo le classifiche dei punteggi, i quali non potete manco caricare online se non avete Gold. Patetico.

Ci sono i soliti collezionabili e potenziamenti per salute e magia/mana/etc., nulla da dire al riguardo, più sorpreso dal fatto che non ci siano manco i soliti DLC cosmetici a 99 centesimi (se non volete contare roba per gli avatar), e manco dei veri extra nella sezione “extra”, solo il prologo ed i crediti, manco degli artwork. Non che mi interessasse davvero, anzi, ma insomma.

Considerazioni Finali

A volte è un peccato che l’esclusività di un titolo non rimanga tale, perchè i giocatori PC potevano fare a meno di una schifezza del genere, ed anche i possessori di 360 se per quello. Chiunque poteva farne a meno.
Ninja Blade è un incredibile esempio di come abusare di un trend in maniera grottesca, perchè senza contare i QTE il gioco sarebbe un hack n slash quasi mediocre, ma è difficile ignorare i QTE in un gioco nei quali sono davvero onnipresenti, senza esagerare metà gioco (e forse un po’ di più) è fatta di QTE che non potete neanche fallire, come un gigantesco surrogato a qualcosa che avrei preferito giocare invece di guardare. Sul serio, mai vista una roba del genere.

Non che manchino altri problemi tutt’altro che minuscoli, da un combat system che sembra appena abbozzato e sistemato quanto basta per essere funzionale e non diventare noioso subito, poca varietà di nemici e boss riciclati più volte, banali sezioni su torretta e platforming stile Prince Of Persia perchè sembrano dover stare in qualsiasi gioco, una storia stupida, insulsa e pure priva di umorismo con personaggi noiosi e legnosi che non dura manco 7 ore e riesce ad avere pure buchi di trama.

Non fate che questo accada a voi, evitate Ninja Blade.

Non fate che questo accada a voi, evitate a tutti i costi Ninja Blade.

Ed è pure un titolo tecnicamente imbarazzante per qualcosa uscito nel 2009 da una software house come From Software, con texture datate, diversi bug grafici, una qualità grafica altalenante che passa da decente a pessima, un vero casino che sembra più appropriato per un titolo X360 low budget di tardo 2006/inizio 2007. Non la cosa più orripilante che abbia mai visto, ma imbarazzante.

Formulaico, derivativo, insipido, ed un delirante QTE-fest di proporzioni ciclopiche, Ninja Blade è un titolo terribile, forse non uno dei peggiori che abbia mai giocato sotto alcuni aspetti, ma l’abuso grottesco dei QTE da solo lo fanno scivolare dalla mediocrità a cui poteva “aspirare“nell’abisso dei 3 e 4 su 10. E se volete un voto numerico, scegliete pure uno tra 3.5/10 o 4/10, basta che non ci spendiate soldi o tempo sopra, perchè non vale manco come “gioco brutto”. Insulso.

yaiba ninja gaiden z logo

Piattaforma: X-Box 360

Disponibile anche per: Playstation 3, PC

Difficoltà: Normale

Introduzione/ Informazioni Generali/ Storia

Ninja Gaiden come serie di beat ‘em up non ha ricevuto la stessa accoglienza, sia di critica che di pubblico, di serie come Devil May Cry,  almeno a lungo termine, visto che dopo un amato e celebrato primo episodio di questa reboot action del titolo per NES, la serie non ha entusiasmato come prima (complice anche l’abbandono di Itagaki del Team Ninja), ed il caso del terzo episodio che ha praticamente “costretto” Tecmo a far uscire una versione ampiamente rivista e corretta di Ninja Gaiden 3.
Ma comunque Ninja Gaiden il suo valore lo deve avere, almeno quanto basta per generare questo spin-off a tema zombi sviluppato in collaborazione dal Team Ninja, Comcept (il nuovo team di Inafune) e Spark Unlimited (…. chi gli ha coinvolti merita un cazzotto nel muso), per qualche motivo.

Yaiba: Ninja Gaiden Z, come implica il titolo, non racconta la storia del celeberrimo Ryu Hayabusa, almeno non direttamente, ma di un altro ninja, Yaiba Kamikaze, appartenente ad un clan rivale ed ucciso da Ryu durante una lotta. Ma il caso vuole che Yaiba venga recuperato e rimesso al mosso con innesti cyborg da un losco tizio noto come Del Gonzo ( e da una scienziata sexy chiamata solo Ms. Monday, che non fa parte della Baroque Works stavolta), che gli vuole dare un altra possibilità di realizzare il suo desiderio, ovvero uccidere Ryu Hayabusa. Così inizia per Yaiba la ricerca del rivale e la sua corsa sfrenata alla vendetta, che lo porta anche a dover uccidere zombie (venuti fuori per un presunto incidente chimico) a destra e manca in una Russia infetta se vuole riuscire nell’impresa….

yaiba ninja gaiden z yaiba vs ryu

La storia non è nulla di che, è prevedibile ma ha il suo charm da B-movie e non si prende sul serio per niente, con un taglio molto più cazzone et splatter rispetto a Ninja Gaiden, ed i personaggi rispecchiano questo, con Yaiba che è un cazzone folle et violento con l’one-liner tamarro sempre pronto e che se ne strafotte di tutto e tutti, il goffo magnate maligno ispanico Alarico del Gonzo che vi ha riportato in vita per i suoi loschi scopi, e la gnoccolona scienziata Miss Monday che vi ha ricostruito e potenziato con le sue manine sante, e vi fa da voce guida/assistente per tutto il gioco.

A fare quasi da “contrasto” e ricordavi i legami con la serie originale da cui proviene il titolo, c’è ovviamente Ryu Hayabusa – accompagnato da Momiji – che sta investigando su questo presunto incidente chimico e porre fine all’epidemia zombie. Non molto da dire, non sto a spoilerare perchè non c’è molto da rovinare, essendo il tutto prevedibile e considerando che – come accennato sopra- il gioco stesso non si prende troppo sul serio per quanto riguarda la trama.

Piccola nota: la versione Special Edition del gioco include CD con la colonna sonora del gioco, un codice per scaricare un costume DLC speciale in DOA 5 Ultimate, ed un piccolo fumetto della Dark Horse Comics (30 pagine circa) che racconta la storia di Yaiba pre-morte e rinascita come cyborg, quest’ultimo un extra carino, ma nulla di seminale. Solitamente la potete trovare a pochissimo od a meno del gioco “vanilla”, quindi se la volete non vi costerà un occhio della testa.

Gameplay / Combat System / Controlli

Yaiba presenta delle similitudini con Lollipop Chainsaw, oltre al “gusto zombi”, in quanto sono entrambi beat ‘em up di stampo molto lineare e con un retaggio arcade, ma al contrario del titolo Grasshopper Manufacture che perseguiva l’impronta arcade con i diversi mini-giochi dal gusto naif, Ninja Gaiden Z è concentrato quasi in toto sul combattimento in arene, con livelli segmentati in arene/zone e spesso con diverse ondate da sopraffare, alla fine delle quali venite valutati secondo un sistema di punteggio stile arcade.
Ogni tanto ci sono dei piccoli e graditi puzzle ambientali che coinvolgono l’afferrare uno zombi ramingo ed usarlo per rompere un muro od attivare un meccanismo, ma sono concessioni, per così dire, come le sezioni platform che servono da “corridoi” tra una sezione e l’altra, ma a volte richiedono precisi salti ed un tempismo perfetto e sono più divertenti. Ciò non cambia che il gioco è interessato principalmente ai normali combattimenti, i semplici puzzle ambientali e le sezioni platform danno una gradità dose di varietà, ma il focus è al 90 % sul menare mani in stile arena con ondate di nemici.

Il sistema di combattimento è solido, comprovato: Yaiba ha un attacco con spada, uno con il pugno cyborg, ed una frustra come armi principali (il classico trittico arma media-arma pesante e lenta – arma leggera ma rapida, come Heavenly Sword per capirci), può scattare, parare e quando un nemico mostra l’icona apposita, giustiziarlo come un lampo (in maniera più splatter possibile, va aggiunto) per ottenere salute extra e può andare in “modalità berserk” una volta riempito l’indicatore. Potete tirare fuori un decente numero di mosse combinando i tipi di attacchi, e poco dopo l’inizio potrete afferrare nemici minori o zombi raminghi che non vi attaccano, ed usarli come arma, oltre a servirvene per risolvere i puzzle ambientali accennati in precedenza.

yaiba ninja gaiden z clown pub

I controlli sono fluidi e responsivi, tutto in generale funziona molto bene – a parte il contrattacco di attacchi che non sono proiettili – questi rimandabili al mittente con il giusto tempismo – , capire quando parare per attivarlo è molto più difficile del dovuto, e vi dimenticherete presto di averlo – ma per quanto solido, tutto già visto nel bene e nel male; a questo Ninja Gaiden Z aggiunge un sistema elementale ed una piccola meccanica di armi secondarie.

L’idea degli elementi non sembra granchè detta così, ma non è pensata male. Gli elementi in questione sono fuoco, elettricità e bile. Il fuoco consuma la carne, quindi anche voi, e dovete scattare per liberarvene, l’elettricità viene condotta e mette fuori uso il vostro braccio e frusta se colpite scudi elettrici con la spada, e la bile impiastra la vostra visione, oltre ad essere meravigliosa per trasformare semplice fiammelle in fuoco da fissione.

Questo ovviamente si applica anche ai nemici, ed oltre all’ovvia debolezza o resistenza di un tipo di nemico ad un elemento, è possibile creare alcuni attacchi speciali lanciando per esempio uno zombi di fuoco contro uno elettrico e creare una tempesta statica di fuoco e lampi. É una meccanica sorprendemente ben pensata, ma non è purtroppo sviluppata ulteriormente, e lascia l’impressione che ci potessero fare di più, magari inserendo un altro elemento, il che oltre a variare ulteriormente il combattimento e le sezioni puzzle erchè anche queste usano questa meccanica, e c’è del potenziale, ma rimane lì, potenziale per lo più inespresso.

E ritornando sul “poteva essere meglio”, dimenticavo che Yaiba è fornito di una cyber-visione, ma raramente questa viene usata se non per scoprire qualche collezionabile ed in sezioni guidate. Parlavo di armi secondarie, e queste le potete ottenere da tipi di nemici medio-avanzati, che se riuscite a giustiziare vi danno un arma secondaria consumabile, come le mani di uno zombie clown usate a mò di nunchuck, o la testa di un inquisitore usata come un lanciagranate infuocate. Ne potete portare solo una alla volta con voi, vanno a sostituire la frusta, e queste “armi di fortuna” possono pure essere potenziate con mosse nuove comprando appositi potenziamenti.

Yaiba Ninja Gaiden Z giant infants zombie ninja

Il sistema di potenziamento ed upgrade è già visto e comprovato, con un power-up centrale necessario per accedere alle 4 diramazioni principali e secondarie a seconda di che tipo di power-up, nuova mossa o abilità vi interessa.
Nulla di nuovo, ma gli upgrade sono quasi tutti comodi, tra nuove mosse ed alcune abilità come la multi-esecuzione; a differenza di God Of War e compagnia, non raccogliete sfere, ma è il vostro punteggio a determinare quanto prima salite di livello, ed ad ogni “level-up” ottenete un punto da spendere in un potenziamento. Una piccolezza, sì, ma ciò incita a giocare meglio e fare un bel punteggio, perchè oltre alla soddisfazione intagibile dell’high score, c’è un incentivo e ricompensa effettiva.

La varietà di nemici è importante in generale per questo tipo di gioco, ma ancora di più in virtù di essere un beat ‘em up che offre principalmente combattimenti in stile arena, in questa vena senza fronzoli e vecchia scuola. E seppur tutt’altro che pessima, la varietà di nemici non è quella che poteva e “doveva” essere, di nuovo, visto il tipo di formato “tutte arene”, è importantissima (ancora di più del solito) la varietà di nemici “buttati” nelle suddette arene, e sebbene ci siano abbastanza tipologie ed un mix di queste sufficiente a mantenervi interessati per tutto il gioco, specialmente nelle sezioni finali la ripetitività vi fiaccherà, visto che vi troverete a ricombattere i soliti nemici od altri riciclati neanche in maniera furba o ingegnosa. Non siamo ai livelli amatoriali di Mitsurugi Kamui Hikae (parlando di beat ‘em up in stile arena), che per qualsiasi motivo sta arrivando su console, e che non vi consiglio di recuperare vista la poca qualità del tutto. Fine della parentesi, torniamo a parlare di Ninja Gaiden Z!

In un genere già di per sé ripetitivo, ciò non “aiuta”, per così dire, ed in più di un’occasione vi stuferete di veder riproposto un precedente mini-boss assieme ad altri, specialmente quando con alcuni accorgimenti nel level design le arene sarebbe state più divertenti, ed invece di tirano addosso situazioni tristi ed al limite del cheap, come mettervi due nemici mini-boss enormi con attacchi d’area in una stanza piccola, e vi constringono a facilitarvi la cosa con ogni mezzo barbone possibile. Verso la fine avrete onestamente voglia di giungere all’epilogo il prima possibile, perchè il riciclo di nemici incomincia a rompervi seriamente le balle, cosa che obiettivamente non tarda ad arrivare, per il bene vostro… e del gioco stesso. Va detto che ci sono anche sezioni che sono più divertenti ed ispirate, ma anche parecchi esempi di trito e pigro game design.

Yaiba ninja gaiden z gameplay

Ed a costo di risultare ripetitivo, una maggiore varietà di nemici era consigliabile, e da sola capace di rendere migliore non poco l’intero gioco. Ci sono ovviamente delle boss battle, nel complesso decenti-buone ma nulla di particolare, anche se fanno il loro lavoro e forniscono una buona sfida (a volte un po’ troppo, specialmente nella battaglia contro Hayabusa). Una cosa che merita credito è che Ninja Gaiden Z offre un sostanziale livello di sfida, moritete parecchio e vi verrà richiesto impegno ed abilità anche alla difficoltà standard/media, non si finisce da solo, per capirci, e la difficoltà degli scontri e degli abbinamenti di unità che il gioco vi tira contro aiuta a controbilanciare l’estrema semplicità della struttura di gioco.

Stile / Tecnica / Contenuto

Ninja Gaiden Z si presenta come uno spin-off della serie principale, e sfrutta bene l’occasione per distanziarsi da essa in stile e tono, in quanto addio eleganti colpi di katana o missioni per salvare il mondo da minacce antiche, siete nei panni di un ninja cyborg folle ed ultraviolento riportato in vita per compiere la sua vendetta, ed è per puro caso se fa a pezzi orde di zombie invece che di persone. Lo stile è quello di un fumetto pulp/splatter (molto pulp, pure troppo), oserei dire grindhouse, con tonnellate di sangue e iperviolenza, e tonnellate di profanità, parolacce e discorsi osceni come se non ci fosse domani.

Ed a riflettere il differente tono di questo spin-off abbiamo una grafica molto curata in stile cel-shaded per inchiodare del tutto il look e stile fumettoso, con una buona direzione artistica che predilige il grottesco e l’orrido, con bagascione zombi che vomitano fiumi di acido, zombi giganti bicefali con un completino da marinaio, preti zombi a fuoco che lanciano sermoni e sputano palle di fuoco.

Yaiba ninja gaiden z cyberninja slayer

Non molto da dire, graficamente Ninja Gaiden Z è un titolo molto curato, a parte la ripetitività insita negli scenari e sfondi, ci sono parecchi laboratori/fabbriche/zone industriali e luoghi del genere, non solo, ma avete capito.
Non ho trovato bugs di sorta, sia grafici o meno, a parte in un paio di casi i QTE erano incredibilmente più lunghi del solito (e no, non lo erano per design, ho avuto modo di confermare questa impressione dovendo rifare quelle sezioni), ma roba minuscola, a meno che non siate attenti non lo noterete neanche.

Il comparto musicale è mediocre, la traccia del menù principale fa sperare bene in una buona dose di musica elettronica tamarroide, ma a parte quella ci sono giusto un paio di motivi accattivanti, il resto è dimenticabile e comunque lo sentirete poco a prescindere, visto che nella maggior parte dei casi il rumore di mazzate, smembramenti e grugniti nemici copre quasi in toto la musica. Il doppiaggio inglese è però buono, perfettamente in tono con il resto del gioco, ed i dialoghi sono buffi e divertenti nella loro cazzonaggine, ma per quante volte sono divertenti, altrettante sono esempi di come mettere insieme a caso parolacce e profanità varie non basti per ottenere comicità.

La modalità storia richiederà 7 ore per vedere la fine (forse qualcosa di più perchè il boss finale può richiedere più tentativi – del dovuto, aggiungo – ), ed una volta finito il gioco – oltre ad alcuni costumi – sbloccate la modalità Arcade, chiamata Ninja Gaiden Z con tanto di logo, presentazione e musica in stile retrò, questa (la modalità) imposta come un tradizionale beat ‘em up anni 90 (con la stessa visuale alla Turtles In Time). Un po’ ridondante, ma un gradito extra comunque.

Oltre a questo c’è il tipico comparto di collezionabili, tra pezzi di storia e retroscena su personaggi (alcuni dei quali sono divertenti o interessanti), e power-up per la salute e la resistenza elementale. Nulla di che (visto che molti non sono neanche “nascosti”), ma abbastanza da incentivare almeno un secondo playthrough per prendere quello che avete mancato. Dimenticavo, oltre alle tre difficoltà standard, ce ne sono due extra iper-difficili che immagino vengano sbloccate finendo il gioco a Difficile, ma sembrano più messe lì per far sembrare che il gioco abbia più rigiocabilità, e poco altro.

Considerazioni Finali

Yaiba: Ninja Gaiden Z è un divertente beat ‘em up in stile arcade/arena, uno spin-off di Ninja Gaiden in salsa zombie e grindhouse, con un buon combat system ed alcune idee interessanti. Ma purtroppo alla fine della fiera è un altro caso di “potrei ma non voglio”, perchè anche in questo formato molto arcade poteva funzionare meglio, ma come la meccanica elementale non è sviluppata come potrebbe/dovrebbe, anche il level design delle arene stesse poteva essere meglio di quello che è, con alcuni fasi interessanti e che mostrano un pizzico di ispirazione, ma altrettanti e numerosi momenti in cui gli sviluppatori tirano via sezioni dei livelli, con un riciclo di nemici che verso la fine diventa pesante, ancor più visto la natura arcade del gioco.

yaiba ninja gaiden z

Nel complesso è un gioco solido, divertente, fa il suo lavoro, e può valere l’acquisto a prezzo budget se vi piace il genere, ma al contempo è difficile levarsi di dosso l’impressione che si potesse fare molto di più, ed invece gli sviluppatori si sono limitati a “stiracchiare” il gioco in maniera un po’ pigra su buone basi.

Ma non posso negare che è deludente sia se comparato alla serie regolare con cui spartisce poco (è più simile ad Heavenly Sword che Ninja Gaiden, ad essere onesti), sia considerato che questo è uno frutti (in parte) del nuovo studio di Inafune e della Tecmo Koei stessa, che uniti sono riusciti a tirare fuori un titolo che merita la sufficienza, sì, ma poco altro. Almeno questo non avrà bisogno di una director’s cut, vedetela così.

Il mio consiglio è di ignorare la parentela con la serie originale e prenderlo per quello che è, in ogni caso strappare arti a zombie per prenderli a mazzate con i loro stessi bracci è un piccolo grande piacere difficile da negare. Mi ci sono divertito, ma spendeteci poco, un deca o giù di lì, prezzo alquanto diffuso per il gioco ora come ora.

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