The Hateful Eight [RECENSIONE]

the hateful eight

So che questa recensione arriva con un certo ritardo, ma una promessa è una promessa (per definizione), quindi finalmente ecco a voi la mia recensione di The Hateful Eight, l’ottavo film di Quentin Tarantino.

Devo dire, sono un po’ invidioso di chi ha potuto vederlo con pellicola 70 cm in anteprima qualche giorno fa, ma non sono geloso, sono più irritato dal fatto che questo film è uscito quasi 2 mesi fa in america, mentre noi italiani abbiamo dovuto aspettare fino al 4 febbraio, mi sarebbe piaciuto vedermelo per natale The Hateful Eight, ma ora è qui, quindi parliamone.

Con il suo ottavo film Tarantino ritorna in ambito western, ma stavolta il rimando è più a film come Cut-Throats Nine (il quale ha un remake in cantiere), che ha un ambientazione simile, cioè il far west non delle praterie, ma delle montagne innevate ed anch’esso vede un gruppo riottoso e tutt’altro che fraterno di persone forzate a stare insieme in un solo posto dalla neve e da altre condizioni.

Le similarità finiscono qui, perchè The Hateful Eight non è su prigionieri, ma su un colorato gruppetto di 8 personaggi che si ritrovano tutti per caso in una baita a causa della neve (alcuni diretti alla cittadina di Red Rock), e incominciano a pensare su come accopparsi l’un l’altro quando sanno che sulla prigioniera portata dallo sceriffo c’è una taglia consistente.

C’è di più, ovviamente, il che è un bene, visto che con una premessa semplice come questa, le 3 ore di The Hateful Eight potrebbero sembrare tante. Come Django Unchained, non crediate di caverla con un’oretta e mezzo scarsa di pellicola, no, miei cari.

the hateful eight l'emporio di minnie

Ho letto di citazioni a La Cosa, e non ho visto la versione di Carpenter (immagino intendessero quella) da un po’, ma non è per niente sbagliato accampare similutidini, perchè ci sono: un gruppo di persone è costrette da circostanze non felici in un luogo isolato e freddo, e le persone radunate tra di loro sono alquanto sospette l’una con l’altra, specialmente quando trovano una minaccia ma non sanno esattamente chi o cosa possa essere.

Questo non per dire che il film sembra un horror, perchè non lo è.
Devo dire che francamente non ero totalmente convinto dell’idea di un altro western da Tarantino, non che Django Unchained mi dispiace, anzi, ma la “paura” di vedere il signor Quentin ritornare su un terreno già sondato nel film precedente c’era.
Sono stato stupito, perchè sebbene a livello di setting sia tecnicamente un western, è più un thriller che un enorme tributo ai film di blacksploitation, ma francamente non mi è sembrato di vedere Tarantino ripercorrere pigramente i suoi stessi passi. Non fate errore però, è un film di Tarantino, quindi sapete già come struttura i dialoghi, il gusto per la violenza al punto di essere quasi cartoonesca ma anche brutale, ed il writing in generale pungente, elaborato ma anche faceto allo stesso tempo, con il gusto per l’occasione occhiolino all’audience o la rottura della quarta parete.

Quindi se non vi piace lo stile di Tarantino… va bene, nonostante quanto certe parti dell’internet dicano, vi possono piacere o non piacere le cose. Giusto un remainder.

The hateful eight a civil talk

Comunque è innegabile che ha un inizio lento e nella prima parte del film non succeda nulla di apparentemente rilevante, ma tranquilli, nella seconda parte il film si rifà abbondantemente, e personalmente non trovo noioso questo lento macinare della trama, è un thriller, ed anche quando un personaggio è impegnato a chiaccherare sarcasticamente, ho trovato difficile distogliere lo sguardo perchè da un momento all’altro la situazione poteva cambiare drasticamente.

Anche perchè ogni personaggio ha diversi segreti o cose che vuole tenere nascosto agli altri, sebbene alla fine il mondo dei deliquenti e cacciatori di taglie sia curiosamente piccolo, ma se hanno in comune qualcosa, è che sono tutti dei sacchi di merda. Certo, alcuni personaggi emergono più positivi di altri e sono personaggi carismatici, ma per un motivo o l’altro, ognuno è un figlio di puttana od insimpatetico a modo suo, ed è anche per questo che il film risulta forse come quello più cinico e brutale di Tarantino, il finale per esempio non ha nulla della retribuzione poetica incisa a pallettoni i nemici di Django.

Come al solito, il cast è eccelso, non molto da dire, e la eccelsa colonna è curata anche stavolta da Ennio Morricone, non dovrei aggiungere altro. Come nota negativa, alla quarta volta la gag della porta mi ha un pochino perso.

Commento Finale

hateful-eight ultrapanavision 70

The Hateful Eight è un film di Quentin Tarantino.

Il che a molti basterà come motivo per vederlo, ed ad altri per non vederlo ma criticarlo comunque.

Inoltre, nonostante il setting western, non è una replica variata di Django Unchained, ma un thriller con una premessa alquanto semplice (e che cita La Cosa in maniera non immediata se non vi ricordate cosa cavolo è) ma assai ben eseguita, e seppur tipicamente Tarantiniano sotto ogni aspetto, questo è forse il suo film più brutale e cinico, il che mi piace assai.

Ottimo film, forse un capolavoro, forse no, ma vale la pena stare seduti al cinema 3 ore e passare oltre l’inizio potenzialmente lento. Anche se probabilmente quando leggerete questa recensione l’avrete già fatto, magari in versione originale Ultra Panavision 70.

Consigliato. E francamente mi è piaciuto di più di Django Unchained.

3 Risposte to “The Hateful Eight [RECENSIONE]”

  1. Close The Door Says:

    Grazie della recensione, adesso mi è venuta davvero voglia di vederlo anche se con due pupetti bisogna attrezzarsi stile generale Rommel. Ma alla fine diventa splatter come Django? Perché non so tu ma le scene finali della sparatoria mi avevano fatto ridacchiare ^_^

    • Wise Yuri Says:

      Beh, è Tarantino, quindi sì, le pistole che sparano colpi che spappolano teste ed altre appendici (oltre a far volare persone senza troppo rinculo per chi spara) ritornano! Il finale è brutale e violento come ti puoi immaginare, ma c’è meno umorismo nel far scoppiare squibs agli attori, ed il finale specialmente è più cinico e meno “violenza allegra” del solito.

      Buona visione!😉


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