Deadpool [Recensione]

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Il mondo del cinema è invaso dai supereroi. Marvel e DC sono riusciti a portare su grande schermo il loro mondo fumettistico, facendo diventare mainstream una cosa che era considerata di nicchia, da nerd o per bambini/ragazzini a seconda dei singoli casi. Il mondo dei supereroi non è tutto Pegi-13 però. Ci sono molte produzioni che sono per un pubblico adulto, che sono pesanti, violente, politicamente scorrette. Netflix con Jessica Jones e Daredevil è riuscita a portare sulle TV e computer una parte di questo mondo. Quello non solo violento ma maturo. La 20th Century Fox con Deadpool porta invece la violenza infantile e lo fa in grande stile. 

Chimichanga!

Deadpool è un personaggio particolare. È molto polarizzante. Sento e leggo di tante persone che non lo apprezzano, che lo ritengono un personaggio macchietta, con le sue battute mix di cultura nerd contemporanea e scurrilità. Altri invece lo adorano nella sua costante follia e rottura della quarta parete. Io faccio parte del secondo gruppo. E posso dire che il film rende totale giustizia al personaggio. Lo script ha libertà totale, non si sente frenato da niente e nessuno. Prenderà in giro se stesso, tutti i personaggi del film ed anche tutto il genere dei supereroi ed in particolar modo il franchise legato alla Fox di maggior successo, cioè gli X-Men. Il film è stracolmo di easter egg e riferimenti, più o meno nascosti e si butta in pieno nella cultura contemporanea e nel mondo di Hollywood. Ryan Reynolds è eccessivamente più piacione del Wade Wilson originale e questo elemento invece di essere nascosto viene usato sapientemente per la trama. Non credo di aver mai riso così tanto in un film di supereroi e non parlo di una ridacchiata giusto per in stile battutine Disney, ma proprio di un paio di grasse risate e con me tutta la sala sembrava divertisti in modo piacevole. Il “Merc with a Mouth” ha centrato il bersaglio. Le battute, il testo e l’ambientazione hanno tutte più livelli di lettura ed interpretazione. Non in termini metafisici o che, ma semplicemente per gli easter egg che ho accennato prima. Più sarete esperti del personaggio e nella continuity dei film e più apprezzerete tutto quello che c’è da offrire, ma anche un perfetto ignorante troverà divertimento dato dalla semplice follia del tutto. I personaggi di supporto più prominenti sono due X-Men : Colosso e Testata Mutante Negasonica. Presi completamente a caso, servono come parodia dei loro personaggio tipo in tutti gli altri film del genere ed aggiungono un po’ di effetti speciali alla battaglia finale, cosa che non fa mai male. A volte si ha la sensazione che Deadpool diventi proprio la cosa che prende in giro, ma con lui è sempre tutto sul filo. Lo stanno facendo intenzionalmente per parodia o no? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Sotto la scorza di battute e rottura costante della quarta parete c’è effettivamente un film di super eroi. La storia è alquanto classica: si raccontano le origini del protagonista, la sua amata viene rapita dai cattivi e lui va a salvarla. Il film è sempre cosciente di se stesso e riesce a gestire bene questa storia trita e ritrita raccontandola a mo di flashback con un ritmo che non stanca e tiene tirati. La durata complessiva di 108 minuti è giusta visto che di sostanza c’è effettivamente poca ed è tanto contorno. Le scene d’azione non sono affatto male, principalmente per la decisione di realizzare questo film con un rating da R, o Pegi-18 che dir si voglia, quindi niente inquadrature fatte per nascondere i danni di armi da fuoco o da taglio. La coreografica è buona e giocano anche bene con il potere di Wade Wilson: il fattore rigenerativo. I colpi volano sullo schermo e spesso colpiscono il nostro eroe, che continua la sua avanzata con schizzi di sangue ovunque. L’impatto ed i danni sono “realistici” e la regia ci sta dietro alla grande, quindi il film sa divertire ed intrattenere anche sotto questo aspetto.

Che dire quindi? Lo consiglio caldamente perché in fondo, tra tutte le battute sconce e tutto il sangue, c’è una grande storia d’amore.

 

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