Lo Chiamavano Jeeg Robot [RECENSIONE] | Mafia & Go Nagai

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É un peccato che non abbia visto Il Ragazzo Invisibile di Gabriele Salvadores, perchè non è che ci siano molti superhero movie italiani a cui comparare il primo lungometraggio cinematografico dell’attore, compositore ed ora regista Gabriele Mainetti. A meno che non vogliate rivangare roba come l’esilarante L’Uomo Puma, ma sarebbe un paragone un po’ cattivo ed ingiusto.

Più che altro il rimando ovvio è al vecchio cartone animato giapponese Jeeg Robot D’Acciaio di Go Nagai, che oltre a dare il titolo…. anzi, ne parliamo meglio dopo, anche se non siete qui per leggere di Go Nagai. O sì.

Dal trailer era un po’ difficile capire che tipo di film sarebbe stato questo, a parte una sorta di superhero movie, e per questo l’ho trovato interessante, perchè fa piacere invece del solito “cucchiaino di film”, qualcosa di così assurdo e strano che incuriosisce su come (e se) possa funzionare un intero film che si mostra così.

Ok, parliamo del film vero e proprio.

Tor Bella Monaca, Roma. “Enzì” è un ladruncolo di bassa lega, burbero, lurido, interessato solo a sopravvivere nel suo appartamentucolo con quello che riesce a rubare. Scappando da due inseguitori, Enzo finisce per immergersi nel Tevere ed aprire inavvertitamente un barile di scorie radioattive che lo fa star male e vomitare una strana sostanza.

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Ma a causa di un evento inatteso che fa scoprire ad Enzo di aver superpoteri, lui si ritrova come obbligato a proteggere la figlia chi l’aveva assoldato, Alessia, la quale è presa di mira dal Zingaro, un elemento della batteria di criminali che aveva chiesto aiuto ad Enzo per un colpo, ed incomincia ad odiare Enzo che nel frattempo ha usato la sua forza sovrumana per portarsi via bancomat e fare cose poco da supereroe.

Alessia è il mezzo per cui il manga/anime di Go Nagai entra nel film, in quanto lei è matta e fissata con Jeeg Robot D’Acciaio tanto da parlare di Enzo come Hiroshi Shiba e di confondere la realtà con vari personaggi e luoghi di Jeeg, con cui non ho davvero familiarità perchè non vengo da quella generazione di appassionati d’anime, più da quella che vedeva Cowboy Bebop su MTV.

Ma non importa, perchè anche non sapendo nulla di Jeeg Robot D’Acciaio il film riesce a rendere questo elemento tematico assai divertente e comico, anche se un po’ abusato a tratti, perchè Alessia è buffissima per questo, ma anche alquanto irritante a tratti per lo stesso motivo.

Un frame assai strano da vedere in un film italiano.

Un frame assai strano da vedere in un film italiano.

Questo è qualcosa che non mi sarei aspettato di vedere al cinema e finanziato anche da enti regionali, visto che abbiamo una bizzarra pastiche di superhero movie, poliziesco sordido all’italiana su lotte tra gang mafiose suburbane, il tutto con un gusto della violenza e del tributo/omaggio Tarantiniano, con una forte e riuscita autoironia, oltre ad un po’ di spazio per momenti più tragici e seri in mezzo al gioioso ridicolo in cui il film fieramente sguazza.

La storia prosegue per dettami familiari al superhero movie, in questo caso con il supereroe che è reticente o tutt’altro che onorevole prima di credere nella causa spinto da una persona a lui cara, che gli permette di aprirsi al mondo. E non dirò altro al riguardo per non entrare in zona spoiler. E sebbene sia facile prevedere lo sviluppo della trama, l’esecuzione è ben riuscita, senza momenti morti, il film intrattiene molto senza diventare mai noioso.

Detto questo, va ammesso che alcune scene sono leggermente eccessive (od alcune cose un po’ stupidotte anche per questo film), e non mi riferisco al fatto che l’elemento Jeeg Robot sia a volte un po’ troppo infilato per valore simbolico/nostalgico, diciamo solo che ci sono alcuni momenti bassi notabili, che però sono sempre in minoranza rispetto a quelli divertenti o semplicemente ben riusciti.

Menzione d’onore per Luca Marinelli, che è semplicemente fantastico nei panni del folle, esagerato ed esilarante criminale chiamato “Zingaro”, uno dei quei cattivi gigioneschi ma anche crudelissimi, praticamente il Tom Hiddleston (o Loki, se volete) italiano, sempre una gioia vederlo a schermo. Non per offendere il resto del cast, ma è innegabile che sia lui a rubare la scena, a mani basse.

Commento Finale

Lo Chiamavano Jeeg Robot luca "Zingaro" marinelli

Lo Chiamavano Jeeg Robot è una strana bestia davvero, un superhero movie totalmente italiano ambientato a Roma, che unisce elementi di polizieschi italiani sulla mafia a citazioni direttissime al titolare anime di Go Nagai, con un tono spesso autoironico e divertente ed un gusto per la violenza Tarantinesco, ma anche scene che sembrano provenire da qualcosa come Gomorra, nonostante il tono esagerato del tutto.

É strano, è ridicolo, sì, ma è anche ben realizzato, sicuro e fiero di sé stesso, e molto divertente, capace di intrattenere per le sue 2 ore molto bene, anche se avete solo una conoscenza superficiale del vecchio anime che cita già nel titolo, la nostalgia forse aiuta ma è accessoria per godersi il film.

Non perfetto, ma una graditissima sorpresa nel panorama italiano, che vi consiglio di andare a vedere, anche solo per il cattivo interpretato da Luca Marinelli, pura gioia. Buon film, anche se non avete la spada alata.🙂

P.S.: Ho evitato di fare una citazione a Rat-Man, solo per voi. O no, visto che l’ho fatta. Ora.

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