[ANISURGE!] Kakurenbo

Benvenuti al primo numero di Anisurge!, se non sapete cos’è vi rimando all’intro, buona lettura!

kakurenbo

Bozza

Disponibilità in Italia: Home video (DVD)

Doppiaggio: Sì

Abbiamo qualcosa di interessante oggi, e non in senso sarcastico. Come probabilmente saprete, l’animazione giapponese non ha questa grande affinità con la computer grafica, non che sia presente lì e là anche in serie d’alta qualità, ma è frutto della cosiddetta animazione tradizionale, di cui il giappone ha un’eredità non indifferente. Questo per dire che l’idea di un mediometraggio completamente realizzato in CG nel 2005 era una bella sfida, un esperimento coraggioso degno di noto, specialmente per l’industria dell’animazione giapponese.

La premessa di Kakurenbo è contenuta tutta nel titolo, letteralmente “nascondino”: in una Tokyo a metà tra feudale e futuristica (vestiti tradizionali ma insegne al neon, per dare una veloce idea) gira voce che ci sia un nascondino speciale che avviene in una precisa piazza se ci sono almeno 7 bambini, e pare che gli Oni (demoni del folklore giapponese) inseguano e rapiscano i pargoli, che non tornano più.. Un gruppo di ragazzi (tra cui uno che cerca la sorella scomparsa) partecipa a questo famigerato nascondino per scoprire se le voci sono fandonie o meno…

kakurenbo 1

Inchiostratura

Sebbene la premessa non sembri particolarmente eccitante, lo sviluppo è interessante, nulla di incredibile ma è eseguito molto bene e la durata aiuta a non far calare l’attenzione, e francamente lo spettacolo visivo da solo basta per tenervi incollati e vedere la storia giungere ad un inaspettato e inquientante epilogo. Nonostante la CGI datata per gli standard attuali, Kakurenbo è uno spettacolo anche oggi grazie ad un forte stile e design che riesce ad usare a suo favore i difetti: i personaggi indossano tutti maschere tradizionali da volpe perchè animare i volti in CGI doveva essere o impossibile, o con risultati infimi, ma non ritengo questo un difetto, visto che ogni maschera ha propri tratti e dettagli che aiutano a differenziare i personaggi (che non sono tutti manichini uguali, al contrario) e simulare l’umore ed espressione del viso.

Immaginavo sarebbe stata una scelta alienante quella della maschere, ma si sposa molto bene con il tono generale ed i design grotteschi degli oni, questa non è propriamente un’allegra storia di puerili passatempi. Non c’è molto a livello di caratterizzazione e la storia – come dicevo prima – non vincerà premi, ma è più interessante del previsto e seppur corta, è buona, al punto, senza sbavature, ed accompagnata da una ottima colonna sonora a tono.

Non particolarmente convinto su alcune voci della versione italiana, ma altrimenti la versione DVD della Dynit su cui si basa la recensione è buona, con una sostanziale dose di extra come making of, interviste, concept art, trailer pubblicitari ed anche qualche trailer di altra roba Dynit.

Colpi di china

Kakurenbo non sarà ricordato per la trama ed i personaggi, ma senz’altro è uno spettacolo da vedere ancora oggi, non solo per la curiosità di vedere l’anomalia di un corto stile anime creato interamente in CG nei primi anni 2000, ma anche per i design e lo stile che sfruttarono i limiti del tempo per fare qualcosa di peculiare. E non vi dimenticherete l’inquietante finale di questa breve ma intrigante storia.

Un interessante esperimento ben riuscito ed un titolo da aggiungere alla vostra collezione di anime.

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