Frankenstein (2016) [RECENSIONE] | Pattern ed ambizione al guinzaglio

frankenstein 2016 poster

La Creatura ritorna! Sì, ancora!

Se non vi dispiace battezzerei questo l’anno di Frankenstein, se non altro perchè noi italiani potremo vedere questo e più avanti Victor Frankenstein (che è uscito l’anno scorso in america), che però pare essere più su Igor, ma non perdiamoci.

E se siete “fighi” come il reparto marketing responsabile del film, beh, apprezzete che il titolo stilizzato con numeri al posto di lettere, precisamente come “Frank3n5st31n”. L33t, dawg.

Questo nuovo film ispirato al romanzo di Mary Shelley (che ormai immagino compia un passo di twist nella bara ogni volta che sceneggiatori e registi saccheggiano dal suo romanzo) sceglie di ambientare la vicenda ai giorni nostri, dove un gruppo di strani coniugi scienziati creano un umano artificiale, che esce dal laboratorio subisce il mondo esterno che ovviamente gli salta addosso con violenza e crudeltà, vista la sua figura deforme e la sua candida innocenza e crudeltà.

Il film di Bernard Rose senza dubbio non perde tempo sulle minuzie relative alla “nascita” della Creatura, che è subito presentata “già assemblata” e già sculacciata per buon augurio, e non è tanto per dire, visto che “Frankie” ha il corpo già formato di un adulto ma le capacità mentali ed espressive pressapoco di un neonato. L’altro problema è che il suo corpo quasi subito si copre di piaghe e bozzi, oltre ad avere continui spasmi, problematici visto che ha il cervello di un infante ma la forza fisica di un tir. E quindi la coppia di scienziati decide di uccidere diciamo pietosamente la creatura con diverse iniezioni, che però non bastano.

frankenstein 2016 the monster and the blind man

E sapete cosa, sono contento di non vedere un altro film di Frankenstein ambientato nell’epoca vittoriana, sul serio. Anche se comunque il fatto che molte scene sono in estremo bilico tra il replicare le scene famose perchè inscindibili da Frankenstein e l’essere riusate nuovamente per totale pigrizia dello sceneggiatore. Sia chiaro, in un certo senso è un po’ difficile immaginarsi Frankenstein senza la scena della bambina che la creatura tira nell’acqua giocando, senza la figura del cieco che insegna e sta dietro al mostro e gli insegna cos’è l’amicizia, senza vedere gente che lo prende a bastonate e gli urla contro, ma d’altro canto sembrano lì perchè non sapevano come altro caratterizzare e delineare la figura della creatura se non riusando le stesse cose di quasi 200 anni fa.

E la narrazione in voice over fatta dalla stessa creatura in varie parti del film non aiuta a questo riguardo, è lì per cercare di dare un tono al tutto ma non è superba come forse il regista pensava e viene fuori un pò pretenziosa ma senza molto motivo di esserlo. Poteva essere molto peggio, ma di nuovo mi ricorda il libro sotto diversi aspetti.

I personaggi invece sono differenti a sufficienza, anche se nulla di particolarmente brutto o superlativo, sono ok nel complesso ed hanno senso nel contesto in cui è posta la storia del mostro, perchè la figura di Victor Frankenstein è al limite dello strumentale ed appare pochissimo nel film, è la creatura ad avere le luci del palcoscenico assieme alla “madre”.

E francamente ci sono alcune scene che stridono davvero con il resto del film, perchè sono troppo esagerate, fin troppo di comodo o mal spiegate, tipo quella in cui due agenti di polizia che l’hanno preso in custodia e legato con la camicia di forza decidono (per qualsiasi motivo, visto che lo stavano trasportando da qualche parte) di tirarlo fuori dal cellulare e di picchiarlo tantissimo e pure sparargli in testa, al punto che è quasi comico visto che tanto la creatura ha una resistenza sovrumana ed è come prendere a cazzotti Ercolinosempreinpiedi.

Frankenstein 2016 screenshot

O certi scene finali (che vi non spoilerò) che davvero stonano fin troppo, visto che gran parte del film ha un tono diverso e meno arraffazzonato. E diavolo se gli effetti speciali nel finale si fanno notare per la discutibile qualità, specialmente se confrontati con il resto del film in cui gore e similia sono ben fatte. A questo proposito, non è un film di Frankenstein senza una buona dosa di gore, nello specifico calotte craniche aperte od incise per accedere alla sorpresa dentro, ed in quel soddisfa.

Detto questo, apprezzo questo tentativo di modernizzare la storia di Frankenstein, ed è interessante vederlo imparare le varie cose e rapportarsi con il mondo esterno con la sua curiosità infantile, che purtroppo coniugata al suo intelletto altrettanto sviluppato e la sua forza è destinata a creare tragedia. Il film senza dubbio sa che cosa vuole fare, e nonostante alcune gaffe che mi hanno fatto ridere apertamente in sala, ci riesce nel suo intento, ed il mio problema più grosso con il film è che non ambisce a molto, a conti fatti.

È un film decente,  senza dubbio è “ok”, e capisco perfettamente perchè si voglia continuare a raccontare la storia di Mary Shelley, ancora oggi (forse più di prima) la tematica dell’uomo creato in laboratorio ci spaventa e turba, seppur per motivi diversi. Ma appunto perchè la storia di Frankenstein tratta di tematiche dalla potenzialità e significati alquanto longevi, si deve osare di più quando si decide di ri-raccontarla. Troppa ambizione a volte è controproducente, ma non è che poca sia meglio.

Nel complesso è ok, ma questo è forse il suo “peccato” più grande, oltre ad essere leggermente dimenticabile.

frankenstein 2016 the creature

2 Risposte to “Frankenstein (2016) [RECENSIONE] | Pattern ed ambizione al guinzaglio”

  1. AleRandy Says:

    Tutti questi film su gli zombie cominciano a starmi sulle p****, vi prego basta zombie!


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