Grind Cafè #20: Box Of Blood, Free Toy Inside! (PARTE 1)

 

box of blood

Per celebrare il 20° numero del Grind Café ho scelto l’equivalente horror di andare con vostra nonna a comprare i box multisnack ad un fast food, ovvero che recensirò un boxset di 4 film horror ( 2 per numero, come da tradizione per la rubrica) titolato Box of Blood, e tra questo titolo ed il fatto che ho pagato 4 euro in titolo per il tutto… beh, già vi dovrebbe dire qualcosa. Benvenuti al low budget, siori e siori, 1 euro un film, un giro sulla giostra.

Giusto perchè posso, per questo numero darò un Edibile O Immangiabile come voto di sorta ai film, perchè già sappiamo di non aspettarci capolavori visto il prezzo (quando mi vendi un film ad un 1 euro mostri poca fiducia in quello che mi vendi, se mi seguite), ma al contrario del denaro, non potete recuperare ore di pessimo cinema horror.

Quindi avanti verso dubbi piaceri a basso costo, e come sempre, buona lettura!

Silent Night Bloody Night

Anno: 1972

Titoli Alternativi: Night Of The Dark Full Moon, Deathouse, Death House, Blutnacht – Das Haus des Todes (“Bloodnight – The House of Death”)

Nazione: Stati Uniti

Durata: 1 ora 21 minuti

Regia: Theodore Gershuny

Sarebbe legittimo ipotizzare dal titolo che questo è uno slasher natalizio, perchè lo è, nel senso che prende luogo la vigilia di Natale, e solitamente è qualcosa che farei per il numero natalizio, ma francamente pensavo fosse qualcos’altro visto il resto dei film presenti nel boxset, e che il titolo fosse fuorviante, non sarebbe la prima volta. Ma immagino che la scelta sia stata tra pagare i diritti per Silent Night Deadly Night e prendere qualcosa di dominio pubblico (e quindi gratis) come questo per farcire un boxset e poter chiedere dei soldi per questa roba.

E francamente non credo lo avrei recensito per Natale comunque, visto che a parte il segmento iniziale in cui viene detto la data precisa (cioè la vigilia di natale) e la “silent night holy night” strumentale nell’intro e qualche breve frase o canzone passata alla radio, questo film potrebbe prendere luogo in qualsiasi giorno d’inverno od in un’estate del Minnesota, visto che non c’è neanche un uso dell’iconografia natalizia, pure a livello di armi non convenzionali usate dall’assassino, che usa un’ascia per tutte le stagioni.

Il retro della scatola riporta questa sinossi “un uomo eredita una villa con una storia oscura. Visita la casa ed inizia ad investigare alcuni crimini che spaventano le persone del luogo, e scopre che un serial killer scappato da un locale istituto. Ma chi è questo pazzo assassino e perchè le persone del luogo si comportano in maniera così strana?”

"Sappiamo tutto ma non te lo vogliamo dire".

“Sappiamo tutto ma non te lo vogliamo dire. Perchè sì.”.

Ve la riporto perchè mi piacerebbe sapere se chi ha scritto queste sinossi ha mai visto i film, considerato che è di fatto l’avvocato dell’uomo che eredita la casa ad andare là, e per come il film inizia, è difficile capire se un tizio non ben identificato è scappato da un manicomio ed ha ucciso il vecchio proprietario della casa, visto che la narrazione implica chiaramente che c’è un timeskip tra l’intro e gli eventi che compongono il grosso del film.

Per dire, quel pazzo che poi vediamo in faccia potrebbe essere uscito di manicomio anni fa od ore prima, non è ovvio da come è tutto mostrato. Comunque sì, è quella storia, quella del vecchio strano ed odiato dalla comunità in cui viveva che lasciata in eredità una casa considerata “maledetta”, e quando qualcuno va per abitarci o comprarla, trova i locali guardinghi a cui manca il cartello stile Ranma ½ che dice “sappiamo qualcosa di orribile che non sai e non ti vogliamo dire per qualche stupida ragione”, ed un serial killer decide proprio quel giorno di fuggire dal manicomio e rifugiarsi proprio là. La sfiga, davvero.

Non sbattete le palpebre, potreste perdere il gore.

Non sbattete le palpebre, potreste perdere il gore.

E nonostante il film riesca a far bene (o meglio del previsto) la classica “red herring”, facendo credere allo spettatore che il killer sia il nipote del vecchio proprietario della casa (il “pazzo” di cui parlavo sopra che non è pazzo) ed a rendere il tutto leggermente meno prevedibile, non basta quando il film è così noioso e lento, un’incredibile rottura di coglioni. Ci sono alcune scene che sarebbero anche importanti e sicuramente si fanno notare, come quella del massacro compiuto anni fa dai pazzi nel manicomio che era la casa dei Butler (non me ne frega niente di spoiler in questo caso), ma succede pochissimo e quando succede di solito dura poco e siete di nuovo nel filler e nella noia assoluta. I personaggi sono stupidi e noiosi, le uccisioni così brevi che non potete “godervele”, i dialoghi mediocri ad essere buoni, la trama anch’essa noiosa e non interessante

E non aiuta che il mixing audio sia sub-mediocre (e visto che è in inglese senza sottotitoli di sorta, preparatevi ad alzare parecchio il volume) e questo sia un dozzinale transfer da VHS, vista la sgranatura e la qualità dell’immagine, a volte davvero pessima: quando c’è una scena od un frame di notte, potete giurarci che non riuscirete a distinguere quasi nulla. PUAH.

Noioso e con la qualità video barbona tanto che a volte non capito cosa vedete, proprio il massimo.

Silent Night Bloody Night the crazies revenge

Il cast è incredibilmente una curiosa “reunion” di molti attori e personalità della Factory di Andy Warhol, tra cui Mary Woronov, Ondine, Carla Darling, Lewis Love, Susan Rothenberg, e come molti fan dei film di serie Z od ignoti, non vi sorprenderà sapere che c’è John Carradine. Sì, pure qua, al tempo sembrava spuntare in ogni film di questa risma questo leggendario attore, per quanto sia allo stesso tempo una gioia ed una tristezza vederlo a fine carriera; voglio dire, da Ombre Rosse a roba come Frankenstein Island…. Sob.

Qui è davvero un cameo, visto che non dice una singola parola. Fa dei suoni, ma questi sono aggiunti in post, e se non l’avessi letto prima che era lui non l’avrei manco riconosciuto, devo dire.

Una cosa incredibile che è abbia pure un seguito (Silent Night , Bloody Night 2: Revival) ed un remake (Silent Night Bloody Night: Homecoming). O più che incredibile, è l’ennesima riprova della disperazione che circola in questo sottobosco dello slasher di serie C.

Non vale la pena ed il tempo speso, anche se potete recuperarlo gratis visto che è di dominio pubblico. Lasciate perdere, non è neanche così brutto che è interessante da vedere.

Solo una completa rottura di coglioni ed una perdita di tempo che vi farà pentire di avergli concesso l’unica cosa che non riavrete mai indietro.

Immangiabile.

-Bloody Wednesday

Bloody Wednesday

Anno: 1987

Titoli Alternativi: The Great American Massacre, Le Jour Du Massacre

Nazione: Stati Uniti

Durata: 1 ora 25 minuti

Regia: Mark G. Gilhuis

Non ho mai recensito un cosiddetto “shot on shitteo”, una di quelle robe estremamente amatoriali e fatte a budget zero come Weasels Rip My Flesh, per intenderci.

Ma con questo film ci siamo andati molti vicini, perchè gli elementi ci sono tutti, dall’intro fatta di testo bianco su sfondo nero che vi avverte essenzialmente di come “questo potrebbe capitare anche a VOI!” e racconta la premessa e finale della storia che stiamo per vedere, essenzialmente facendo spoiler da solo. O meglio, sarebbero spoiler se la storia non fosse così prevedibile anche senza aver letto la sinapsi sul retro del boxset, che tra l’altro vi mente perchè il tizio non fa strage in un fast food della zona, ma in una tavola calda americana, un “coffee shop” come riporta il testo del film.

Neanche 2 minuti dentro il film e già incominciamo a dire le bugie, iniziamo benissimo.

bloody wednesday opening text 1

Sul serio, è così che inizia. E non mi venite a citare Texas Chainsaw Massacre, per favore.

Dicevo prima di come per poco non fossimo finiti in territorio “shot in shitteo”, e per poco davvero, siccome la qualità della pellicola è pessima, sarei sorprese se NON fosse un transfer da VHS, vista la sgranatura quasi palpabile della pellicola, ed il fatto che in certe parti è difficile riconoscere i dettagli o capire che cosa di preciso è inquadrato, tra la sgranatura e l’illuminazione della scena quasi assente. Ma nonostante ciò, il più grosso problema è il mixing audio, con il volume dei dialoghi così basso che è quasi coperto dallo statico della VHS, ed alcuni dialoghi sono comunque al limite dell’intellegibile anche se alzate il volume del monitor fino allo spasmo, tanto che ho dovuto risentire un paio di volte un paio di frasi ed ancora non sono totalmente sicuro di aver capito bene (anche perchè l’audio è in inglese senza nessuna opzione per i sottotitoli in qualsiasi lingua).

"This is CNN."

“This is CNN.”

Lasciando perdere che in certi momenti ho potuto notare a quale degli attori era più vicino il microfono dall’audio, ma almeno non ho mai visto l’ombra di un boom mic né vederne uno apparire da un lato qualsiasi del frame come in Dolemite. Ed almeno sembra un film, nonostante tutto.

Se sto parlando di tutto tranne la trama, è perchè francamente non c’è molto da dire: è un “horror psicologico” su un tizio di nome Harry che perde il lavoro, viene ricoverato come matto, subito viene dimesso, ma la sua psiche già non solida viene provata da diversi eventi, ed ha una crisi di nervi. O meglio, ha una crisi di nervi che in film del genere vuol dire che lentamente impazzisce ed allucina, peggiorando fino a quando, armato di uzi, entra in una tavola calda e fa una strage prima di venire ucciso da un colpo di pistola.

La cosa più incredibile è che le immagini che vedete qui le ho leggermente migliorate, c'era un residuo di sgranatura da VHS sui bordi fin troppo notabile.

La cosa più incredibile è che le immagini che vedete qui le ho leggermente migliorate, c’era un residuo di sgranatura da VHS sui bordi fin troppo notabile.

Con questa premessa, vi chiederete come cavolo può durare più di mezz’ora, e beh, può perchè c’è di più. Il fratello di Harry gli permette di stare in un hotel dismesso, che però lo mette in contatto con dei criminali di strada vestiti come i nemici di Street Of Rage (o come comparse a buon mercato de I Guerrieri Della Notte) che stavano cercando qualcosa da rubare nell’hotel, ed Harry incomincia a vedere ed a parlare con i fantasmi dell’hotel come un inquietante fattorino, cercando soluzioni ed il loro aiuto, od almeno crede di…

Perchè questa trama degna come esempio di “il mio primo horror psicologico” ovviamente usa il personaggio allucinato per avere intere sequenze che non vanno da nessuna parte ma aiutano a gonfiare il runtime ed a giustificare l’etichetta di “horror psicologico” in quanto non dovremmo essere mai sicuri se quello che vediamo sia successo davvero o dipende dalla peperonata indigesta di Harry, perchè l’argomento è trattato con la stessa saggezza di Criminally Insane, pressapoco.

Ironicamente, sono le cose che succedono davvero ad essere incredibili, assurde e risibili per questo, come il capo del trio di reietti di Final Fight che ha un motivo stupido per continuare a rompere il cazzo ad Harry (è lì per far accadere delle scene d’azione, come tutto il trio di debosciati), ma dopo essere stato minacciato con una pistola nascosta nell’orsacchiotto da Harry (perche ovviamente lo psicopatico ha un orsacchiotto con cui parla), lo va a cercare, diventano quasi amici ed addirittura per lui ruba un’uzi, perchè “gli stanno sul cazzo gli stronzi che credono di avere la città solo perchè hanno i soldi”. E perchè gli piace l’idea di armare un individuo mentalmente squilibrato. Of course.

"Leave The Bronx!"

“Leave The Bronx!”

Nel complesso, Bloody Wednesday è dozzinale, ridicolo, e assai brutto come film, presentato con la qualità di qualcosa che il registra aveva in videocassetta ed ha semplicemente travasato su DVD, senza badare a niente, anche se credo la qualità del girato non fosse superlativa fin dall’inizio. Ma seppur vicinissimo all’abisso dello “shot in shitteo”, ha il look di un film, non sembra qualcosa che vostro cugino ha fatto con la videocamera a mano nei tardi anni 80; non è un complimento, ma è la cosa più vicina che posso fargli.

E perlomeno è brutto “quanto basta” per essere un tipo di film brutto ridicolo e divertente per la sua dozzinalità, di cui ridere con amici. Poteva essere assai peggio, alla fine quello che pagate è quello che ottenete.

Edibile.

Ed è tutto per questa primo morso al Box Of Blood, ci si legge per altri numeri di Grind Cafè, e per la “incredibile” seconda parte! Bye!

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