Ratchet & Clank PS4 [RECENSIONE] | Max Lombax

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2002. Insomniac aveva lasciato la serie di Spyro ad un destino da third party di cui non voglio parlare, e in parallelo con Naughty Dog aveva lanciato un nuovo platform con un duo di protagonisti e continuando la tradizione del mascot platformer. Ed il primo Ratchet & Clank fu uno dei pochi titoli che mi conquistò fin dai trailer visto sui dischi demo che al tempo erano allegati alle riviste di videogames. Poi lo giocai (e posso dire con sicurezza che il tempo non l’ha peggiorato, perchè lo rigiocai 2 anni fa) e divenni un fan della serie da allora, ed ho pressapoco giocato ad ogni titolo della serie, una con un certo pedigree, tra l’altro.

Ecco, detto questo non è difficile capire perchè fui un po’ ansioso all’idea di un reboot del primo, ancor più quando si ebbe notizia che c’era un film in arrivo, ed il timore di avere di fronte un pigro tie-in del film l’ho avuto, i segni per una delusione c’era tutti, siamo sinceri, ancor più quando fu noto che il titolo non sarebbe stato venduto a prezzo pieno, ma a soli 40 euro.

HHHHMMMMMMMMMM. Ma come potete intuire, l’ho prenotato perchè volevo dare fiducia comunque alla Insomniac, nonostante Q-Force, Fuse e tutti questi brutti segni all’orizzonte. Compreso il fatto che l’esistenza di questo titolo è un segno triste di per sè, voglio dire, prima le esclusive cercavano di essere qualcosa di nuovo, di impressionante che ti incentivava a prendere una console od almeno ti faceva girare lo sguardo incuriosito. Ed invece ora Sony ed Insomniac ritirano fuori Ratchet & Clank, senza neanche avere la decenza di fare un seguito, ma di fare un remake di un gioco vecchio di 14 anni, e farlo sembrare il fanalino pubblicitario di coda per il film in CGI. Povca trovia (immagine di tremonti di Guzzanti).

Il mio altro timore era che la Insomniac si fosse giocata la carta “reboot” per evitare critiche su come non hanno davvero cambiato molto o migliorato notabilmente la formula in quanto “è un remake del primo, non potevamo cambiarlo troppo”, sebbene abbia adorato la serie anche per la familiarità del gameplay che non andava stravolto a caso per “originalità” (non c’era nulla di “rotto” quindi non c’era motivo di provare ad aggiustarlo, almeno per me).

Detto questo, parliamo del gioco.

RATCHET & CLANK: THE GAME OF THE MOVIE OF THE (OLD) GAME, REMAKE ™

E francamente già nell’intro mi è passato qualsiasi dubbio, perchè fin da subito il gioco stesso autoironizza sul fatto che è un gioco basato su un film che è un remake dello stesso gioco di 14 anni fa, non perde tempo, ed è bello essere tornati a questo tipo di humour, che il gioco rincara più avanti facendosi beffe della continuità mostrando cattivoni di vecchi giochi della serie a muzzo in carrellata, ma appunto, chissenefrega, è un reboot.😄 E cose come quest’ultime sono lì per confondere i fan di lunga data, se è il primo gioco della serie non vi dirà nulla.

La trama è in essenza simile a quella del primo: Ratchet è un meccanico che incontra un robottino di nome Clank schiantatosi vicino a casa sua sul pianeta Veldin, ed aiutandolo finisce per dover salvare la galassia dalla minaccia di Drek, che sta invadendo e smantellando pianeti con il suo esercito di robot per creare un pianeta per la sua razza, visto che il pianeta d’origine dei Blarg è inabitabile a causa dell’inquinamento.

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Detto questo, sono state fatte molte aggiunte e cambiamenti, come per esempio il fatto che il gioco sia raccontato da un Capitano Qwark in prigione ad un altro prigioniero (e suo fan), che commenta l’azione a modo suo, con balle a non finire e cazzate. Ma fortunatamente non è una cosa à-la Bastion, perchè avere un commento audio di questo tipo per ogni singola cosa sarebbe stato deleterio.

Ed inoltre c’è il Dr. Nefarious inserito nella trama, in forma umana e con una backstory completamente differente, aggiunta che approvo perchè il Dr. Nefarious è il miglior personaggio della serie, punto. Ci sono anche nuovi personaggi, perlopiù simpatici, e l’humour è quello tipico della serie, che a me piace anche se ci sono alcuni momenti in cui le battute floppano come un pachiderma in caduta libera, devo ammettere.

Ma anche nei momenti peggiori (e roba come le autocitazioni che sono tutte infilzate in un singolo momento, sono fatte in maniera fin troppo svergognata ed imbarazzante, a dirla tutta), c’è un gran carisma al tutto ed un attitudine tale che mi risulta facile passare sopra alcune cose un po’ tiepide, il che dipende in non piccola parte dal cast di doppiatori italiani che rimane in gran parte immutato dai precedenti titoli (meno quelli che erano stati cambiati come Alessandro Rigotti a fare la voce di Ratchet dal 2011 in poi al posto di Simone D’Andrea), e meno male perchè un Ratchet & Clank senza la voce di Riccardo Rovatti a fare un cattivo ( Nefarious poi) non è la stessa cosa per me.🙂

Devo però ammettere il writing è stato ampiamente migliore in passato (il che mi fa un po’ temere per il film), qui è tratti un po’ troppo memetico, “nerdoso” (e no, non lo voglio proporre alla Crusca) o cerca di essere al passo coi tempi, di catturare lo zeitgeist ed invece sembra più sapido e datato per questo. Apparte il Dr. Nefarious che ha le migliori battute di tutto il gioco, ed ha il suo doppiatore italiano di fiducia, che è fantastico. Il finale è ok, anche se un po’ sequel bait, non troppo.

Una cosa sono gli inside joke, un'altra fare una svergognata orgia di citazioni.

Una cosa sono gli inside joke, un’altra fare una svergognata orgia di citazioni.

Che vi piaccia o meno l’humour, il titolo è una meraviglia da vedere. L’unica concessione è che non gira a 60 fps (credo), ma a parte quello è tutta roba di prima qualità, ed a prescindere dal fantastico comparto tecnico, quello di Ratchet & Clank è un mondo coloratissimo, stilisticamente ricco e vivido, con grande varietà di scenari ed una cura per i dettagli encomiabile. Voglio dire, è davvero un dettaglio che a volte possiate vedere Clank attaccato alla vostra schiena agitare i pugni durante o dopo i combattimenti, ma è un dettaglio che la dice lunga sulla cura riposta nel gioco. E dovrebbe essere un tie-in di sorta.

Ottimo sound design, per esempio il suono che fanno i bolt raccolti rende piacevolissimo continuare… a raccogliergli, il che in un platform o titoli con elementi collectathon, non è da poco, e sembra un dettaglio ma i dettagli fanno il comparto sonoro, che qui è curato minuziosamente.

Ci sono dei bug e glitch minori, che la recente patch (uscita il 22 aprile, per la precisione) dovrebbe aver sistemato, anche se a volte le casse spariscono per un secondo  dall’esistenza o le collisioni fanno strani scherzi, non ho visto nulla di grosso  o che crei seri problemi durante la mia esperienza, comunque.

NON USCIRE FUORI SENZA IL TUO LANCIARAZZI

Il gameplay è classico Ratchet & Clank, e nonostante quanto ho detto all’inizio, è ancora dannatamente divertente anche in forma “basica”, ed un fantastico mix di platformer e sparattutto in terza persona vecchia scuola, cioè senza cover system (dovete ripararvi dietro barriere “manualmente” senza piegarvi o nascondervi dietro, ed imparare bene a fare il salto in strafe), e va benissimo così, anche con alcune scelte di design che potrebbero non andare giù a tutti, come la scarsità di munizioni che incita ad usare tutto l’arsenale invece di scegliere 2/3 armi, ma personalmente non ho nessuna remora notabile da fare.

Ovviamente non è identico al primo R&C in questo senso, quindi avete armi che salgono di livello con l’uso, raritanio da usare per comprare potenziamenti delle armi stesse, ed una barra esperienza che aumenta uccidendo nemici ed alza il vostro livello di salute massima una volta piena.

Per quanto riguarda i segmenti in cui controllate Clank, come sempre sono sezioni puzzle con enigmi ambientali da risolvere usando i vostri pugnetti e soprattutto i gadgebot, che stavolta non controllate e comandate come nella serie originale, ma sono robottini presenti nei livelli e che Clank può prendere per lanciargli e cambiare forma, a seconda di cosa serva per oltrepassare un burrone o riattivare generatori. Non sono particolarmente impegnative, ma sono più che decenti e sono un’ottima distrazione, inserita con cura per prendere pause dallo sparare a qualsiasi cosa si muove senza però essere forzate od interrompere il flusso di gioco.

All Hail Mr. Zurkon.

All Hail Mr. Zurkon.🙂

Ovviamente ci sono sempre i gadget tipici, ma c’è stato uno snellimento per quanto riguarda ottenerne alcuni, quindi per esempio avete lo slingshot quasi fin da subito e non dovete raccogliare l’idrozaino, ma dovete acquisire i classici Grinscarponi, l’Hoverboard, e quello che è tolto è per rendere il gioco più scorrevole, il che funziona.

Siccome É Ratchet & Clank, parliamo di cose serie: armi. Deliziosamente esagerate, assurde, armi.
In questo episodio abbiamo una selezione “pick n mix” di vecchie armi come il combustore (la classica arma iniziale), le granate a fusione, ed altri classici come l’arma che lancia palle da discoteca che forzano i nemici a ballare e rendersi vulnerabili (in questo caso nominata Groovytron) o il Pecorator (vi lasco indovinare cosa fa. No, non quello), ma ci sono novità come una granata gigante che non esplode ma emette continuamente ondate di energia una volta che tocca terra, ed il Pixelator, una sorta di shotgun che appunto rende bidimensionali ed 8 bit i nemici.

Ci sono le tipiche tipologie di armi che ogni episodio ha, di nuovo, nulla di particolarmente rivoluzionario, ma un buona selezione di armi comunque, anche se c’è una notabile mancanza di cui parlerò a fine recensione.

Peccato non ci siano le modifiche come in R&C 2, anche se le armi giunte al livello massimo cambiano leggermente nome ed ottengono un effetto extra, come il lanciafiamme che colpendo i nemici gli causa esplosioni che lasciano piccole schegge per colpire altri nemici vicini, il fucile da cecchino che usando lo zoom attiva un più o meno forte slow motion, etc.

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Sarebbe bello poter vedere armi che si evolvono in maniera drastica, roba tipo armi organiche che evolvono o cambiano forma più volte, ma in questo caso non sarebbe successo visto il voler fare un remake/reboot, etc.. E nel caso non foste familiari con la serie, avete un raggio che trasforma i nemici in pecore, e “pecorargli” di nuovo gli fa esplodere, che con i potenziamenti può creare orde di montoni che attaccano i nemici e quando esplodono possono iniziare a trasformare a loro volta altri nemici.

Se non vi ho convinto con questo, Ratchet & Clank non è il gioco che fa per voi, chiaramente.

UP YOUR ARSENAL

A mia sorpresa offre una sfida decente anche al livello di difficoltà Normale ed ad un fan di vecchia data come me, sono morto molte più volte del previsto ed i nemici sono aggressivi. Ottimo, però se volete una bella sfida e siete veterani della serie vi conviene andare subito di difficoltà Difficile, o cambiarla dalle opzioni, che potete fare senza influire su trofei o cose simili.

Nuovo è un sistema di carte collezionabili che i nemici lasciano cadere o potete trovare in pacchetti di tre, che non esistono solo per amor di collezionismo, ma elargisco bonus come più bolt o raritanio ricevuto dai nemici, più facilità di drop per le carte se completate un set (composto di 3 carte), e nel caso di set di armi sbloccano versioni Omega di un’arma usabili in modalità Sfida (che si sblocca dopo aver finito il gioco). Inoltre se avete 5 doppioni potete scambiargli per una carta che vi manca e completare più faiclmente i set.

Eccezion fatta per il Ryno le cui oloschede sono nascoste in specifici parti dei pianeti e quindi non sono drop casuali, ed i cui set non diano nulla da sé, ma se completati tutti sbloccano il leggendario RYNO, da sempre l’arma uber della serie con cui asfaltare ogni cosa.

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Parlando di modalità e cose simili, questo reboot/remake/etc. è un esperienza totalmente single player, siete qui per la campagna, perchè questa è la maggiore ed unica offerta del titolo. Non che sia un vero problema visto che R&C è sempre stata un’esperienza pensata per la campagna single player, e non è una campagna cortissima, ma neanche lunga come l’originale, con alcuni elementi o pianeti del tutto omessi, per esempio niente Mecha Clank.

Ovviamente ci sono diversi extra per cazzeggiare con il titolo come i vari cheats e cazzabubbole come filtri video o maschere di personaggi per Ratchet, oltre a gallerie di immagini e cose simili, e come da tradizione molta roba richiede che raccogliate i vari bulloni d’oro nascosti nei pianeti, il che è un incentivo decente per farvi ritornare a giocare e compiere le missioni opzionali che potreste aver lasciato da parte come le gare di Hoverboard.

Inoltre c’è la sopraccitata modalità Sfida che si sblocca una volta finito il gioco, e consiste semplicemente in un New Game + con una difficoltà ancora più elevata, il poter tenere tutte le armi acquisite (ed alcuni accessori) dalla partita precedente e la possibilità di accedere alle versioni Omega delle armi, oltre ad un moltiplicatore di bolt che aumenta uccidendo nemici di fila senza essere colpiti, il che vi conviene usare per raccumulare i molti denari necessari a comprare le sopraccitate armi Omega, utili per affrontare meglio la maggiore sfida.

Cos'è, la Insomniac pensava di non fare abbastanza soldi con un titolo basato sul suo brand più amato e proficuo? PUAH.

Cos’è, la Insomniac pensava di non fare abbastanza soldi con un titolo basato sul suo brand più amato e proficuo? PUAH.

C’è abbastanza roba da farvi ritornare sopra una volta finito il gioco, ed il prezzo budget di 40 euro è davvero onesto, perchè è roba alquanto buona, ma non è l’esperienza lunghissima e piena di contorno e modalità multigiocatore che la gente si aspetterebbe da qualcosa venduto a prezzo pieno, quindi va benissimo, in questo caso è un prezzo alquanto giusto.

Non ci sono DLC o microtransazioni, ma immagino la Insomniac non potesse proprio fare a meno dell’ “incentivo pre-order”, in questo caso l’arma Rimbalzor esclusiva al pre-order (non è disponibile come DLC sullo store) sul PS Store (almeno per l’italia), che quindi non ho ricevuto pre-ordinando la copia fisica. Ovvero un altro caso di “togliamo roba dal gioco per rivendertela come vogliamo noi ai prezzi e modi che vogliamo noi”, merda qui come lo è sempre la cultura del pre-order. Eccheccazzo.

Commento Finale

Le premesse erano davvero delle peggiori per il ritorno di Ratchet & Clank, i segni per l’imminente disastro predetti e prevedibili, ma questo reboot/remake/tie-in è una vera sorpresa in quanto se ne frega altamente di essere tecnicamente un tie-in per un film animato basato sul primo videogame della serie, ed appunto riprende questo e ne fornisce un’ottimo remake, con maggiore cura e miglioramenti derivati dall’esperienza dell’Insomniac, con cambiamenti notabili e necessari per fornire una versione aggiornata dal classico PS2, senza snaturare quello che Ratchet & Clank è, bilanciando la necessità di mantenere molte cose e quella di introdurre novità, visto che è pensato sia per i fan di vecchia data sia per nuove generazioni di potenziali nuovi fan.

E per quanto la formula non presenti nulla di nuovo, è un buon testamento alla sua solidità il fatto che non sembra vecchia, nonostante le sue origini come “seconda generazione” di mascotte platformer siano notabili, ed è una formula semplice, ma dannatamente divertente, e pochi titoli come Ratchet & Clank offrono roba come armi che fanno ballare robot ed alieni, o pistole a raggi che trasformano i vostri avversari in erbivori.

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Inoltre è una meraviglia per gli occhi, e non solo per il comparto tecnico in sé, ma per la direzione artistica variegata e coloratissima, il che è un po’ triste quando uno dei titoli più impressionanti visivamente per PS4 è un remake di un gioco PS2 vecchio 14 anni, e non un nuovo IP, ma quello è un altro discorso. L’attitudine e humour tipico della serie ritorna come i fan potevano giustamente aspettarsi, ma il writing è così così, a questo riguardo la serie ha avuto script assai migliori in passato, senza dubbio.

Dulcis in fondo, è prezzato a 40 euro di listino, scelta sensata visto che non è un gioco corto ma non è neanche così gargantuesco, e di fatto è composto solo dalla campagna, senza modalità multigiocatore od altre cose di contorno da giustificare un prezzo standard di 60/70 euro.

Non so esattamente cosa ci si riserverà il futuro della serie per quanto riguarda il lato videogames, spero di vedere un seguito od un nuovo titolo che espanderà sostanzialmente la formula dopo questa eccelsa rinfrescata e ritorno alle origini che un po’ serviva dopo diversi tentativi malriusciti come Q-Force o Tutti Per Uno. So però che alla fine di questo giugno il film sarà nelle sale italiane, e lo andrò a vedere, e recensirò con comodo.

Nel frattempo, è un piacere poter dire che Ratchet & Clank sono tornati, e sono in ottima forma!

Una Risposta to “Ratchet & Clank PS4 [RECENSIONE] | Max Lombax”

  1. Ratchet & Clank – Il Film (2016) [RECENSIONE] | Sad Lombax | Checkpoint Café Says:

    […] essenzialmente la stessa dell’omonimo videogame uscito quest’anno (di cui trovate qui la recensione), con alcune scene differenti, ma molte che erano letteralmente le stesse del videogame, per filo e […]


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