[MELEE MANIA: MUSOU A-GO-GO] Fist Of The North Star: Ken’s Rage X360

fist of the north star ken's rage

Piattaforma: X-Box 360

Disponibile anche per: Playstation 3

Giocato alla/e difficoltà: Normale

– Introduzione/ Informazioni Generali/ Storia

Seppur dubito che vi debba spiegare cos’è Kenshiro…lo farò comunque!

Ispirato da Mad Max (e prima che qualcuno mi voglia disputare questo, è un fatto cronologico che li primi due Mad Max pre-datino il manga in qualsiasi verso lo vogliate vedere, quindi non rompete i coglioni), Fist Of The North Star è ambientato in un futuro post-apocalittico in cui, come i film di Miller hanno insegnato, la razza umana è malauguratamente sopravvissuta e la legge del più forte vige nuovamente in questa terra desertificata, con bande di criminali amanti del S&M che controllano territori, uccidono e rubano a piacere, lottando per quel poco di cibo ed acqua non contaminata si riesca a trovare. Ed è una fortuna per i suddetti pervertiti che nonostante l’olocausto nucleare, ferro, motociclette ed armi siano sopravvissute assieme a prodotti per capelli, viste le acconciature favolose di certi antagonisti!🙂

In questo brullo scenario inizia il viaggio di Kenshiro, il successore di un’antica arte assassina (basata sulla conoscenza delle basi dell’acupuntura) nota come l’Hokuto Shinken, con lui che in cerca d’acqua viene catturato dalla resistenza locale, ed aiutato in prigione da una ragazzina muta di nome Lyn, dal quale evade assieme ad un marmocchio di nome Bart (o Batt, a seconda della traduzione) per difendere il luogo da una banda di motociclisti, e finisce invischiato a combattere vari individui ed anche i suoi fratelli.

fist of the north star manga

Il manga apparte a quel filone di tardi anni ’90 in cui i protagonisti shonen erano tutti enormi, palestrati, ed i cattivi erano brutalissimi ed altrettanto brutalmente venivano uccisi e/o fatti a pezzi dai protagonisti in maniera esageratissima, con ossa rotta, teste che si espandevano per poi esplodere ed altre brutalitè del genere, stile Jo Jo’s Bizzarre Adventures per capirci.

Anche se per la generazione che è cresciuta guardando l’anime, tutto quello che dovevo scrivere è “ATATATATATATATA (ripetuto quante volte volete per effetto scenico) WATTAH!” e ci saremmo capiti.😉

Come negli altri titoli Warriors cross-over, il gioco da un po’ per scontato che abbiate già familiarità con la serie in questione, il che ha senso, e quindi la storia non va nel dettaglio, optando per rappresentare o narrare certi momenti salienti della serie, che funziona bene visto che comunque capite cosa succede (anche se alcune cose sembrano assurde o insensate se non avete letto il manga, tipo Julia, dirò solo questo), ed è una versione redux funzionale. E come sempre, se volete sapere di più sui personaggi e cose simili, c’è una Galleria dedicata a farvi capire meglio chi è chi.

Non ho trovato particolarmente ben fatta la narrazione pre-missione, devo dire, meglio le cutscene con il motore di gioco. E detto ciò, non copre comunque tutta la serie, ma si ferma allo scontro finale contro Raoul, e chiude subito dopo la sua sconfitta.

Gameplay / Combat System / Controlli

Una delle maggiori differenze ed una delle prime cose che ho notato in Ken’s Rage rispetto agli altri musou è il ritmo/velocità, ed in generale è più “start and stop” rispetto a molti altri titoli Warriors.Questo però dipende anche dal fatto che i personaggi cadono in tre stili: Hokuto, Nanto e Speciale.

I fan della serie capiranno subito che vuol dire, ma in maniera più semplice i personaggi che usano lo stile di Hokuto tendono ad essere lentini, con attacchi dal range limitato, ma potenti e capaci di far esplodere i nemici dall’interno, quelli che usano lo stile Nanto sono rapidi, capaci di contrattaccare/sferrare un colpo critico, ma sono molto potenti. Entrambi possono lasciare i nemici in uno stato di shock con certe mosse, che gli rende più deboli ai colpi successivi, ed è più utile contro i boss o gli ufficiali. Mentre quelli nella categoria Speciale sono personaggi che non usano nessuna delle due tecniche assassine, ed hanno appunto un parco mosse e capacità proprie, come Mamiya.

Ogni personaggio poi ha alcune mosse speciali dedicate ai dorsali, per esempio Kenshiro ha una rotolata stile Samurai Warriors ed un backstep, mentre Rei ha un’attacco scattante, etc. Kenshiro ed altri personaggi possono prendere e tirare oggetti pesanti dello scenario, come pezzi di colonna usabili anche come bastone, e tutti possono prendere e tirare cose come lance.

Una nota: inizialmente pensavo che ogni personaggio tenesse le solite combo iniziali, anche dopo averne acquisite di nuove, poiché non risultavano nella lista mosse, ma provando a mischiare i pulsanti di attacco ho notato che c’erano, una svista minore ma evitabile.

fist of the north star ken's rage screenshot 1

In generale però ci sono nuove meccaniche, per esempio i nemici di tipo “ufficiale” e boss hanno una barra della parata che si consuma prendendo colpi in parata (il che vale anche per voi), e certe mosse sono assai più utili di altre a rompere la parata e rendergli vulnerabili. Inoltre, i boss e mini-boss ciccioni come Cuori (King Of Hearts) non sono obesi per semplice varietà grafica, ma non subiscono nessun danno finchè non gli rompete la barra della parata, idem per quelli giganti.

I boss poi hanno meccaniche proprie, per esempio oltre ad usare mosse potenti ed essere più aggressivi e letali, hanno una barra della vita divisa in più segmenti, ed usano mosse diverse o potenti più segmenti eliminate, e quando sono all’ultimo segmento di vita oltre ad usare mosse più forti ed andare in modalità Concentrazione (che potete usare anche voi, ne parlo dopo), possono recuperare le parti viola della barra d’energia se non continuate a pressargli (ed in questa fase della battaglia alcune mosse speciali fanno “colpo critico” e vi danno un bonus extra a fine missione) finchè non cadono in ginocchio e potete iniziare una sequenza di QTE per finirgli completamente.

I nemici sono piacevolmente aggressivi e non vi conviene stare troppo disattenti, perchè i boss possono farvi non poco male, specialmente se aiutati da tirapiedi con balestre od armi da fuoco, e se non sentite troppo la pressione ma non volete cambiare difficoltà a Difficile, beh, potete provocare i nemici rendendogli più aggressivi ed ottenendo così più punti esperienza/abilità una volta sconfitti. Ma anche a Normale verrete sfidati, specialmente nelle boss battle, tranquilli.

Parlando di mosse speciali, potete assegnare fino a quattro al d-pad, e funzionano come in Dynasty Warriors, anche se alcune sono indirizzate ad un singolo nemico. Quando avete la barra Concentrazione piena (che si riempe uccidendo nemici o sbattendogli contro muri od elementi dello scenario), potete attivare l’”aura” e in questo stato siete più forti e potete usare mosse speciali avanzate.

fist of the north star ken's rage screenshot 2

Il combat system alla base è semplice: attacco normale, attacco forte, mossa speciale/musou, salto, parata (che se usata con il giusto tempismo permette di bloccare bene mosse speciale o schivarle, o riflettere frecce sparate da nemici con balestre), attivazione “modalità super sayan” ed uno per afferrare nemici ed oggetti (Mamiya al contrario degli altri personaggi non può afferrare e tirare oggetti, ma può strisciare nei passaggi e può afferrare i nemici per calciargli nelle palle, prendergli a schiaffi o fargli una presa)

Nella campagna/modalità storia il gioco opta per una progressione nel livello più lineare, ma c’è una buona varietà, per esempio a volte c’è un po’ di platforming da fare, personaggi alleati da proteggere, zone con trappole, pareti da scalare ed anche alcune oggetti da muovere per liberarvi il passaggio,o vanno trovati muri od altri elementi dello scenario da distruggere per accedere a parti della mappa, ed ogni boss battle ha una sua particolarità, sia per lo scenario sia per le mosse del boss, come Shin che usa una mossa che lo può far incastrare nelle colonne del suo palazzo e renderlo vulnerabile, o Jagi che usa bombe o trucchi con il fuoco per tenervi a bada, quindi dovete fare un po’ di attenzione a cosa fate ed applicare un po’ di strategia, il che è sempre un plus per un titolo musou.

É una scelta senza altro ammirabile per la Koei (che non ha scomodato Omega Force per questi spin-off) quella di voler iniettare la formula Warriors in una struttura da beat ‘em up più tradizionale, ed anche se inizialmente è un po’ strano vedere un titolo con questo set up mettervi contro diversi gruppi ridotti di nemici sparsi per il livello e con inizialmente poca varietà di essi (anche se le truppe di fanteria prendono molti più colpi che in un normale DW, per compensare a questo), che non è il massimo, alla lunga il tutto funziona e paga per il meglio.

Anche se ci potevano essere più tipi di unità nemiche, o meglio usate quelle presenti, ci vuole molto per vedere i tizi con lanciafiamme o corazze spinate, questi ultimi vi costringono a fare maggiore attenzione, specialmente. Però per gran parte del gioco dovete uccidere i teppisti apocalittici di base, che da soli od in piccoli gruppi senza armi da fuoco o da lancio non sono una gran sfida.

fist of the north star ken's rage nanto boy

I nemici di base sono sì aggressivi, ma come le unità normali dei titoli Warriors, non saltano subito all’attacco, a meno che non siano di quelli con l’aura attorno, più potenti e rapidi, o non siano stati provocati, e fare ciò può essere utile anche per radunarli in un posto in cui potete uccidergli facilmente con una mossa musou, visto anche il ritmo più lento del combat system.

Non perfetto, ma è un tentativo riuscito, e considerato com’è conservativa la Koei apprezzo davvero il non voler riusare la formula tipica Warriors per ogni crossover (sebbene adori Pirate Warriors 2 e non ci trovi niente di male). Lo strano equilibrio che si forma tra beat em up e musou funziona, ed è sicuramente mille volte meglio di quello schifo fatto da Ninety Nine Nights, e la varietà generale dell’esperienza migliora.

Anche se ci sono sezioni un po’ blande, il gioco riesce ad introdurre cose motociclette, puzzle di sorta, nuovi oggetti o nuovi usi di vecchi elementi di gioco, nuove varietà di nemico, ed ad offrire boss battle che vi fanno continuare, francamente mi sono trovato a cazzeggiare per i livelli e cercare di scoprirne punti nascosti od alcuni segreti non ovvi. E poi c’è il piacere di poter prendere un nemico con Kenshiro e usarlo a mò di ariete scattando contro altri nemici o lanciarlo contro altri.🙂

Come accennato sopra, in certe sezioni dei livelli trovate anche una motocicletta che, sì, potete usare, ed è comoda per muovervi velocemente, visto che i livelli se vi mettete ad esplorargli non sono affatto brevi (specialmente quelli in cui trovate le motociclette hanno molte aree opzionali o segreti), ma come mezzo offensivo sono inutili: potete investirci i nemici come potreste immaginare ma non gli fate molto danno, ed a parte saltare e derapare in cerchio sul posto non è che potete attaccare dalla motocicletta (potete scendere lanciandola, ma non serve molto come attacco), e non ci sono zone raggiungibili solo usando questa, né viene usata in sezioni come fuggire da qualche ostacolo o percorsi/gare.

Semplicemente la motocicletta c’è e la potete usare, ma non è che serva a molto. Un peccato.

C’è anche un cavallo, il Re Nero di Raoul, che vi viene dato però per un brevissimo segmento per arrivare allo scontro finale, e come per ribadire l’inutilità della motocicletta, fa molto più male ai nemici a cui va incontro e si controlla assai meglio, oltre a distruggere elementi distruttibili andandoci contro… come la motocicletta.

fist of the north star ken's rage amiba boss fight

Parlando delle boss battle, è un peccato che dopo quelle iniziali non ce ne siano di particolari od in più fasi, ambientati in arene con trappole o cose del genere o che sfruttano le meccaniche dei nemici giganti o grassi o ne introducano di nuove (almeno per un pò). Ah, poi, nonostante sia importante usare il juggling specialmente qui per tenere la pressione nelle fase conclusiva, a volte i boss esagerano spammando mosse speciali inbloccabili e che passano attraverso i vostri attacchi (tenendo voi in aria a suon di colpi con poco spazio per il recupero), il  che sarebbe giusto perchè anche voi avete mosse musou che si attivano sempre e permettono di fare danno al nemico in sequenze inbloccabili, ma però non potete spammarle a ripetizione come loro fanno.

La boss battle finale contro Raoul è un esempio, davvero impegnativa anche di per sé, ma non aiuta che Raoul abbia un colpo a lungo raggio potentissimo, e di fatto dobbiate fare questa boss battle perfetti, visto che non c’è modo di recuperare salute in nessun modo.
Frustrante, ma anche bello impegnativo e soddisfacente.

In maniera non dissimile da Samurai Warriors, in ogni stage della modalità Storia ci sono delle missioni/obiettivi, alcuni dei quali sono obbligatori e semplicemente vanno completati per proseguire nel livello e vi danno bonus oppure aumentano stastistiche per un po’ quando completati, altri invece sono opzionali e spesso richiedono che abbiate imparato certe tecniche speciali (alcune ottenute procedendo nella storia, altre no) di un certo stile per aprire le barriere, ed incentivano ad esplorare un po’ i livelli, visto che alla peggio ottenete punti abilità extra. Parlando di aree extra, alcuni punti li potete raggiungere solo con Mamiya perchè solo lei può passare in passaggi stretti… o meglio, perchè la Tecmo Koei non si deve smentire e quindi farle vedere il culo in centro frame mentre striscia nei passaggi.

A questo proposito, Ken’s Rage non usa il tradizionale sistema di level up, ma sconfiggendo nemici ottenete karma ed una volta raccolti 150 ottenete dei punti abilità, oltre che raccogliendo appositi oggetti ottenete punti abilità da spendere nella Mappa dei Meridiani, cioè una griglia dei potenziamenti in cui acquisendo abilità passive, mosse speciali o potenziamenti sbloccate le caselle contingenti, questo tipo di sistema di progressione e sblocco delle abilità. Parlando di queste, alcune sono abilità passive come il semplice aumento della difesa/attacco, altre sono dette “abilità personali” da equipaggiare manualmente per un massimo di 3 alla volta.

Parleremo della modalità Sogno nella sezione successiva della recensione.

– Stile / Tecnica / Contenuto

Come ogni cross-over Warriors, devo riconoscere che Omega Force si impegna per ricreare lo stile della licenza su cui lavorano ed adattare il tutto al loro stile, ed anche qua penso che sia stato fatto un buon lavoro, visto che le due serie si univano abbastanza bene. Non un fan delle cutscene che cercano di ricreare un pezzo di pagina del manga, con due immagini dei personaggi divise da una striscia nera (ad emulare il bordo di un pannello, immagino), più a buon mercato che altro, secondo me.

fist of the north star ken's rage cast shot

A livello tecnico è decente, almeno per la media dei titoli Warriors, non aspettatevi miracoli dai titoli Koei per qualità di texture od ambientazioni, ed infatti molte texture sono assai mediocri o sgranate, ed in questo caso si nota ancor di più visto che comunque un mondo post-apocalisse nucleare è brullo, spoglio e con colori bruni o sul grigio, e la varietà delle ambientazione è deserto e rovine per lo più. MMHH.

Francamente è un po’ pezzente allo sguardo, ma i modelli dei personaggi sono curati a sufficienza (alcuni almeno), e le cutscene che usano il motore in-game di buona fattura. Comunque non uno dei migliori sforzi grafici della Koei, ho dovuto rivedere lo schermo iniziale per ricordarmi che era un titolo del 2010, non si direbbe dal comparto tecnico assai mediocre ed a buon mercato. Un gradito tocco è dato dal distruggersi dei vestiti dei personaggi via via che la vostra salute si abbassa, ed il loro ricomporsi se recuperate salute.

La musica è buona, ed essendo già la musica dei Dynasty Warriors tendenzialmente rock, fare una soundtrack più “pesantina” non era impossibile. Più che decente, ma non memorabile.

Al contrario del “seguito”, qui c’è anche un doppiaggio inglese che è ok (è in inglese di default, ma se volete potete mettere il doppiaggio giapponese). Un po’ distraente sentire però certi nomi adattati diversamente nel doppiaggio inglese e nel testo a schermo in italiano, roba tipo Jagi nel doppiaggio e “Jagger” nel testo. Pfft. E capita spesso questa “dissonanza”, tipo Juda invece dell’originale (e sentibile nel dub inglese) Yuda.

A livello di contenuto avete sia la campagna, che inizialmente giocate come Kenshiro e procedendo sbloccate altri personaggi giocabili sia per la modalità Leggenda sia la modalità Sogno ed il Tutorial (che si spiega da sé). Finire la campagna di Kenshiro richiede 13/14 ore, ed una volta finita sbloccate anche la modalità Sfida, che qui è un survival mode contro certe combinazioni di boss e nemici, e come in altri titoli crossover della Koei, se volete ottenerne di più da questa modalità, dovete pagare DLC per missioni, oltre a personaggi extra come Cuori, che è una mossa da teste di cazzo visto che è nel gioco, e non ci sarebbe voluto molto per renderlo giocabile, idem per molti personaggi boss che non sono giocabili, a pagamento o meno.

fist of the north star jagi dream mode

Il gioco ha comunque un bel po’ di contenuto e cose da sbloccare e giocare una volta finita la modalità Storia, buona rigiocabilità. Devo però dire che avrei preferito una modalità Campagna/Storia unificata invece micro campagne per altri personaggi giocabili, visto che gran in parte vi fanno rigiocare stage già affrontati con Kenshiro con minimali differenze, diavolo, anche le cutscene sono le stesse, tanto valeva farvi scegliere chi usare per ogni livello, anche se usando personaggi come Mamiya o Jagi che si comportano più come personaggi dei tipici titoli Warriors qua vi accorgete (specialmente contro i boss) come gli stage siano pensati più per Kenshiro o Rei, chiaramente più per i personaggi di Hokuto e Nanto che per quelli Speciali.

La modalità Sogno offre storie secondarie non canoniche od accessorie alla storia principale, e come immaginavo, qui avete mappe in stile Warriors tradizionale, con basi da catturare e condizioni di sconfitta/vittoria, etc, e buone mappe per lo più, un buon complemento alla campagna principale che molti fan della formula Warriors canonica gradiranno. L’unica differenza notabile è che qui per catturare una base dovete sconfiggere un certo numero dei nemici con la bandierina accanto alla barra della salute dentro l’area della base. Ed anche se perdete, tenete comunque i punti abilità guadagnati.

Ogni personaggio ha le sue missioni in modalità Sogno, ma potete ovviamente usare chi vi pare (ed avete sbloccato) passando alla modalità libera, ma così non sbloccherete le successive missioni di quella campagna. Inoltre in modalità Sogno è possibile giocare in co-op locale.

Per quanto riguarda l’ottimizzazione, consiglio di installare il gioco sul disco rigido subito per migliorare notabilmente i tempi di caricamento.

– Considerazioni Finali

Ken’s Rage è forse il crossover più notabile fatto dalla Koei al tempo (quando aveva già fatto Dynasty Warriors Gundam), perchè non si limita ad adattare la formula Warriors ponendole sopra la pelle del franchise/serie di turno, decidendo per le avventure di Kenshiro di provare un ibrido tra un normal beat ‘em up a scorrimento lineare ed un musou, che nonostante alcune riserve e difetti, funziona, offrendo un’esperienza più variegata, effettivamente più in tono con la serie di Buronson e Testuo Hara, ed una che impegna in più di un’occasione, un po’ troppo a volte. E se volete menare mani con Kenshiro in stile Warriors più tradizionale, c’è anche quello con la modalità Sogno, giocabile in co-op locale, ed un buona quantità di contenuto per tenervi impegnati o farvi ritornare a mazzuolare gente con Jagi.

Non ho moltissimo da dire, se volete un po’ di azione Warriors con Kenshiro e gang, il gioco vi contenterà e certamente cattura bene lo spirito del manga/anime, ma c’è da dire che è pezzente allo sguardo, non che le produzioni Koei vecchie siano mai state incredibili, ma le texture mediocri degli ambienti ed oggetti si notano ancor di più quando il setting è di per sé spoglio, arido e brullo. Ho dovuto leggere che era un titolo del 2010, perchè a vederlo non si direbbe proprio, mi spiace.

C’è anche un seguito che vi consiglio di ignorare, per motivi che spiegherò nel dettaglio quando lo recensirò, ma vi posso dire fin da subito che non vale i vostri soldi, per quanto pochi siano. Sul serio.

Come altro chiudere se non con questa immagine?

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