[EXPRESSO] Bleach: Brave Souls iOS

Bleach brave souls

Un’altra serie manga, un altro titolo mobile free to play.

Ma sul manga/anime di Tite Kubo non abbiamo un card game, un gdr all’acqua di rose, un puzzle game. No, stavolta è un hack n slash, scelta non comune per questi titoli, che mi ha incuriosito.

E sorprendentemente, è giocabile, il che non mi aspettavo, visto precedenti tentativi di titoli del genere su smarthphone come Brandnew Boy. Certo, è totalmente basico (uccidi nemici per abbassare barriera, procedi di area in area fino ad incontrare il boss, rompi casse/bidoni per oggetti) ma per usare tasti virtuali hanno fatto un ottimo lavoro nel rendere il tutto giocabile, e c’è anche un po’ di varietà ai nemici ed ai boss.

Detto questo, essendo un titolo mobile free-to-play su manga o stile manga, viene con tutte le solite meccaniche, da personaggi sotto forma di carta con rarità ed abilità variabili da slot machine, eventi settimanali, obiettivi giornalieri, connessione online richiesta per invocare amici (con benefici vari) e la solita sfilza di valute.

Ma altra sorpresa è che questo è uno dei “buoni” free-to-play, perchè anche dopo la fase iniziale avete modo di accumulare ogni valuta (anche la premium) semplicemente giocando ed impegnandovi. Il che mi ha sorpreso.

Il problema è che comunque diventa presto ripetitivo anche per qualcosa del genere, con interi livelli copia incolla, e con il poter invocare un altro giocatore contro i boss spesso è sbilanciatissimo a livello di difficoltà. Certo, è gratis e c’è molto da giocare, ma anche per qualcosa da giocare in brevi partite il livello di mediocrità rimane tale procedendo che non me la sentivo di fare tutte le saghe/archi disponibili (il gioco copre da quella iniziale in poi), visto il gameplay e level design.

Decente passatempo, che però è allo stesso tempo sorprendente e tremendamente mediocre.

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The Conjuring 2 – Il Caso Einfield (2016) [RECENSIONE]

The Conjuring 2 locandina

Dopo la curiosa scelta di dirigere Fast And Furious 7, James Wan torna in un territorio più consono, con il seguito dell’ottimo The Conjuring, che è tutt’ora un raro caso di buon horror fatto da studios cinematografici enormi, specialmente quando Universal e Blumhouse sembrano gareggiare a chi rilascia più spazzature found footage (o comunque roba a costo sempre più basso e di altrettanta qualità) sul mercato. O cercano di trasformare vecchie licenze in qualcosa che forse ma non troppo vuole imitare i film su supereroi che tanto piacciono, tipooo… tipo Dracula Untold.

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Grind Cafè #21: Get On The (Ocean) Floor, Do The (Shark) Dinosaur

one piece pirate warriors 3

Il titolo è un orribile gioco di parole, e ci dovrete convivere! 🙂 Una nuova estate, un altro numero del Grind Cafè, uno con cui ritorniamo nel familiare territorio degli shark movies, ma vista la pletora di roba del genere voglio mettere un paletto che voglio ampliare anche al resto delle rubriche, e come mantra personale: i film Asylum sono esclusi. Sia perchè sono un’infinita e la serie Mega Shark non solo esiste, ma è loro, sia perchè spesso i suoi film a prescindere dal genere sono così orribili e orridi “a tavolino” da non essere neanche più divertenti.

E comunque c’è il rischio/sicurezza di vederli passare su canali satellitari quando AXN o SyFy non sanno con cosa riempire il palinsesto verso mezzogiorno, per il vostro pranzo pasta & mega piranha, immagino. Leggi il seguito di questo post »

[EXPRESSO] Now You See Me 2 (2016)

 

Now You See Me 2 locandina

Chiunque volesse questo seguito alzi la mano.

Sì, era una domanda trabocchetto. Non perchè il primo fosse orribile (qui la recensione, se volete), ma se c’erano entusiasti a fare manifestazioni per le strade domandando un seguito, io non gli ho visti.

Se non avete visto il primo, parlava di una banda di ladri gentiluomini, mezzi Robin Hood e mezzi Lupin III, specializzati nell’illusionismo e trucchi di magia stile Dynamo e parte di una società segreta stile Cavalieri Della Tavola Rotonda o Assassini, solo senza mostri o templari da uccidere, ma polizia da evitare e lestofanti da smascherare e punire per fare giustizia.

Era un film che senz’altro sapeva che tono dare al tutto, uno leggero ed allegro, con gusto per lo spettacolo per supportare una trama ed intreccio molto prevedibili.

Stavolta c’è il classico exploit del gruppo che viene sconfitto inizialmente da un cattivo pensato morto, incontra Daniel “Potter” Radcliffe (e sì, anche in questo film c’è Morgan Freeman, perchè non dovrebbe esserci?), ha una crisi interna, ma poi ritorna unito e riesce a sovvertire le sorti della situazione che lo vedeva apparentemente in svantaggio, oltre a dare il benservito a quel Griffondoro.

La maggiore novità è che metà del film è ambientato a Macao in Cina (non tanto random visto che il regista è il cino-americano Jon. M Chu, responsabile del recente Jem And The Holograms e la serie Step Up), essenzialmente.

Il cast è buono, il film è allegro e non si prende mai veramente sul serio, il “problema” è che come il primo, è “usa e getta”, e come il primo, dubito mi ricorderò la trama in qualsiasi dettaglio, anche nel breve futuro. Un altro per pila dell’”ok”, del guardabile, e della mediocrità.Almeno Morgan Freeman (a giudicare dal finale) non sarà nel prossimo.

Ok, ma dimenticabile.

Meh.

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Her Story [Recensione]

HER
Piattaforma
: PC Data di uscita: 24 giugno 2015

Her Story è uno strano prodotto. L’anno scorso riuscì ad accaparrarsi un sacco di premi della critica riguardo la narrativa e si beccò tanti bei voti. Mi incuriosì ma poi me ne dimenticai. Un recente Humble Bundle me lo propose ad 1$ e l’ho finalmente giocato.

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The Neon Demon (2016) [RECENSIONE] | Beauty Beast

The neon demon vhs poster

Cannes non ha amato molto l’ultima fatica di Nicolas Winding Refr, autore che conoscevo solo di sfuggita, e di cui non ho visto nessun film, quindi questa è la “mia prima volta”, per così dire.

Cosa ne penso IO della pellicola horror di Refr? È presto detto. Leggi il seguito di questo post »

E3 2016: Escape from L.A. 3000 + I Miei Highlights

Ancora sta merda.

Ancora sta merda incredibile (davvero “iconica”) da Ubisoft. 

Come ogni estate É tempo di E3, ma quest’anno c’è in aria strana, visto anche il fuggi fuggi di espositori ciclopici come Activision e EA dal corpus tradizionale dello show, e per me questo É un segno di cambiamenti nell’industria, un momento di passaggio, vista anche la spinta verso il digitale ed il mobile.

Questo o forse É un momento di stanchezza per lo show ed il mercato in generale, e l’E3 ne mostra i sintomi, che sento anch’io personalmente, con un decrescente entusiasmo da quando iniziai a seguire l’Expo. Leggi il seguito di questo post »