Automata (2014) [RECENSIONE]

Automata 2014 locandina

NOTA: La prima (ed ultima, non mi piace troppo la “necromanzia”) volta che riesumo questa recensione (originariamente scritta per Centraldo Cinema) qui su Checkpoint Cafè. Se l’avete già letta al tempo potete passare oltre, perchè ho solo aggiunto pochissimo, pure in retrospettiva ho lo stesso identico giudizio su questo film. Avanti con la recensione!

É il futuro. Di nuovo. Ma non il futuro di pubblicità onnipresenti, visualizzate via ologrammi su palazzi gargantueschi che spiccano sempre di più verso il cielo, non quel tipo di futuro.

Ok, è anche quello.

Automata 2014 screencap

Come le didascalie iniziali ci dicono, nel 2044 un aumento delle tempeste solari ha trasformato la superficie terrestre in un deserto radioattivo e quasi annullato la vita umana dal pianeta. Anche gran parte della tecnologia è diventata inutile a causa di disturbi atmosferici, ma in un disperato tentativo di proteggere quel poco di umanità rimasta, la Roc Corporation crea dei primitivi robot detti Pilgrim 7000, con l’obiettivo di costruire ripari dalle tempeste solari, e programmati dalle ovvie ma essenziali “leggi della robotica” per impedire che questi si ribellino all’uomo.

Dopo l’intro seguiamo le vicende di Jacques Vacuan (un calvo Antonio Banderas), un agente assicurativo della Roc che si trova a doversi improvvisare detective per venire a capo delle assurdità di Pilgrim che sembrano essersi modificati e fatti male da soli, contravvenendo al secondo protocollo insito nel loro software dandosi fuoco o modificando sé stessi. Ipotizzando che ciò sia opera di un Orologiaio molto bravo, si danno alla ricerca nel ghetto, ma all’improvviso l’indagine viene fermata dalla ROC stessa, proprio quando lo scienziato di turno ha fatto una scoperta importante…

Il mondo di Automata è reminescente di quella fantascienza distopica anni ’90, con ologrammi pubblicitari che illuminano i palazzi nel buio della notte, città divise in zona agiate/ricche contigue a ghetti/discariche abitate a cielo aperto, con cecchini che sparano a vista al confine tra le due per ricacciare “la feccia” da dove è strisciata, con robot che ormai sono parte integrante della società, e cose simili. Con un tocco di post-apocalittico nucleare, tra radiazioni solari intense, deserto radioattivo e pioggia acida che è all’ordine del giorno. E non mi dispiace questo di per sè, sia chiaro. Il set design è decente ed il design robotico è adeguato ma alquanto generico.

Derivativo, sì, ma ci si potrebbe passare sopra se il film non fosse infarcito fino al ridicolo di triti, vecchi e clichè discorsi filosofici come “le macchine sarebbero capaci anche di molto più se non le limitassimo noi perchè non vogliamo saperne i limiti”, e cose simili, dette e ridette come se fossero originali od avessero impatto. Senza parlare degli altri clichè come l’azienda che crede il protagonista sia passato dalla parte dei robot, e per qualsiasi motivo vuole uccidere/tenere sotto controllo anche sua moglie, il secondo in comando che fin dalla faccia si vede che è il bastardo di turno dal grilletto facile, ed il protagonista che apostrofa i robot con ovvie frasi “da umano”.

Le tematiche sono tipiche di questa fantascienza, che si domanda sul rapporto uomo macchina (uno antico, a pensarci) e la paure che nascono dalla nostra crescente dipendenza da esse, ma sono già state affrontate in maniera molto più elaborata ed interessante da molti altri film del genere, mentre qui sono toccate superficialmente ed in maniera melensa, c’è un idea e qualche dialogo non malvagio verso la fine su queste tematiche, vero, ma troppo poco, troppo tardi.

automata 2014 screencap 2

Di notabile c’è solo l’assurda scena in cui un Banderas ubriaco balla e flirta con un ginoide che comincia ad ansimargli addosso. Questo od eventi vari resi possibili da uno script fin troppo conveniente. E nonostante la premessa venga subito descritta e il prologo ci mostra con rapidità la figura dei Pilgrim nella società, il film dura comunque 2 ore, 2 ore alquanto lente, tra l’altro.

Concludendo, Automata è noiosetto, più lungo del dovuto, alquanto prevedibile, con dialoghi e personaggi anch’essi prevedibili e triti, ed non aggiunge davvero nulla che non sia già stato detto da altri film migliori (dai quali tra l’altro pesca a piene mani, fin troppo), se non una ridicola scena di ballo-flirt tra un Banderas ubriaco ed un ginoide che è il momento più memorabile del film, va detto.

Ha buoni valori di produzione ed un cast più che decente, ma poco importa quanto il tuo film è così derivativo, incredibilmente ed irrimediabilmente prevedibile, e francamente stupidotto per come affronta i suoi stessi temi. Brutto, non orribile, ma assai dimenticabile.

Almeno Transcendence a fare qualcosina di diverso ci aveva provato, neanche quello era un buon film, ma almeno c’era un pò più impegno infuso nell’idea. E come dissi per Trascendence, una singola puntata di GITS: Stand Alone Complex si “magna” film come questi, mi spiace ma così è.

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