Her Story [Recensione]

HER
Piattaforma
: PC Data di uscita: 24 giugno 2015

Her Story è uno strano prodotto. L’anno scorso riuscì ad accaparrarsi un sacco di premi della critica riguardo la narrativa e si beccò tanti bei voti. Mi incuriosì ma poi me ne dimenticai. Un recente Humble Bundle me lo propose ad 1$ e l’ho finalmente giocato.

Sega CD 2.0

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Il look & feel è perfetto. Il sistema distinguerà video nuovi da già visti con un’icona.

Chi si ricorda i film interattivi? Io di sicuro no. Si svilupparono prima della mia nascita, sui Laserdisc e quindi non ne sono mai veramente stato esposto, tutto ciò che so sul loro conto viene praticamente da wikipedia e video buffi su youtube che rivangano il passato come quelli dell’AVGN. Erano caratterizzati dalla presenza di attori veri o cartoni animati, che venivano mostrati su schermo in sequenze discrete ed il giocatore attraverso un semplice sistema di scelta poteva spostare l’azione cambiando quali sequenze mostrare in seguito. Sono stati sostituiti con il tempo da giochi con grafica fatta tutta al computer. L’equivalente moderno sono forse i giochi di David Cage.

Sam Barlow rimette in gioco l’idea e ci presenta un’esperienza singolare nel panorama videoludico moderno. Il gioco una volta avviato aprirà una finestra di un sistema operativo simile a quelli degli anni ’90: basilare, scarno ma funzionale. Al suo interno c’è un database di registrazioni della polizia di un interrogatorio di una donna del 1994. La qualità dei video è perfetta: sembrano veri video VHS passati su uno schermo catodico. Lo scopo non c’è, o almeno non è immediatamente comunicato al giocatore. È il vostro cervello che deve attivarsi da solo. Si viene presentati con una storia da ricostruire e la voglia di capire cosa è veramente successo deve arrivarci da dentro. Non ci sono obiettivi o forzature meccaniche che ci spingono al completamento, il processo è invece estremamente geniale. Come arrivare ad avere il quadro completo è invece pensato in modo molto intelligente ed è la vera star del gioco a mio avviso. Ci sono 271 clip nel gioco, ma per cercarle dovrete fare delle ricerche alla “google”, ovvero inserire parole nella barra e queste verranno ricercate nelle frasi dette dalla donna.

Nessuna persona avrà la stessa esperienza di ricostruzione della vicenda perché ognuno ha un proprio modo di ragionare, un proprio modo di analizzare, dedurre e collegare eventi, nomi, date. Il sistema è aggirabile però se si ragiona in un determinato modo e questo lavoro di logica e deduzione può venire distrutto in un sol colpo se si ha l’intuizione giusta. L’attrice dei video è Viva Seifert, e fa un ottimo lavoro recitativo, con anche un paio di chicche canore e la storia messa in piedi è intrigante, multistrato e complessa. Passando da parola a parola, da video a video, da evento ad evento, la curiosità tipica di un giallo investigativo si farà sempre più viva ed avere se stessi come unico punto di drive dell’esperienza è davvero galvanizzante. Certo se non si accende nulla dentro di voi, l’esperienza risulta noiosissima e senza il minimo senso.

L’esperienza è unica e vi durerà un paio di ore…. se siete alla ricerca di cose nuove, strane, mai viste prima, dateci un occhio.

Voto: 8/10

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