The Conjuring 2 – Il Caso Einfield (2016) [RECENSIONE]

The Conjuring 2 locandina

Dopo la curiosa scelta di dirigere Fast And Furious 7, James Wan torna in un territorio più consono, con il seguito dell’ottimo The Conjuring, che è tutt’ora un raro caso di buon horror fatto da studios cinematografici enormi, specialmente quando Universal e Blumhouse sembrano gareggiare a chi rilascia più spazzature found footage (o comunque roba a costo sempre più basso e di altrettanta qualità) sul mercato. O cercano di trasformare vecchie licenze in qualcosa che forse ma non troppo vuole imitare i film su supereroi che tanto piacciono, tipooo… tipo Dracula Untold.

Ok, tornando in argomento, questo è un seguito vero e proprio del primo, non ho visto Annabelle perchè temevo fosse una cagata e da quanto ho capito se decidessi di ignorare la sua esistenza non sarei il solo, vista la ricezione che ha avuto.

Nuovamente seguiamo i coniugi Warren, la coppia di investigatori del paranormali del primo film, alle prese con un altro caso di fantasmi e possessioni. Dopo l’intro ad Amityville, la vicenda si sposta dagli Stati Uniti alla britannica cittadina di Einfield, dove nei tardi anni ’70 una famiglia si ritrova a fare i conti con un’entità, ed una tutt’altro che schiva nel mostrare agli occhi di tutti i presenti come non gradisce che ci sia qualcun altro in casa sua, parlando attraverso la figlia minore della famiglia…

Di nuovo, una storia basata su eventi realmente accaduti e creditati negli inquietanti crediti finali in cui vedete le vere persone protagoniste di questi episodi paranormali con foto d’epoca e similia.

The conjuring 2 oujia fai da te

Oh, sì, preparatevi per il seguito di Oujia (sì, purtroppo).

Rispetto al precedessore, Il Caso Einfield è notabilmente molto più diretto nell’approcciare i suoi temi, il che ha senso visto che in questo mondo le entità demoniache sono stabilite come reali, ma in questo caso non è lasciato spazio al dubbio se quello che stia succedendo, se le levitazioni e simili eventi possano essere allucinazioni od elaborati trucchi.

Una scelta deliberata e definibile “old school” ma coraggiosa a modo suo, visto che non si gioca la facile carta del “forse era tutto vero, forse tutto falso, boh chissà”, spesso usata da registi mediocri che sperano appaia come una voluta ambiguità, quando invece viene da pensare che non avessero il polso di decidere che direzione dare al tutto, e quindi fatto un “passo laterale” evitando la questione in toto per pura comodità.

D’altro canto, il film è molto meno subdolo ed a volte risulta quasi volutamente parodico tanto è diretto con i suoi fantasmi aggressivi ed il loro far volare oggetti e chiudere porte, e cose tipiche dei poltergeist. Ed in certi momenti davvero il film cammina in un precario equilibrio tra l’essere genuinamente terrificante e quasi parodico dei clichè che utilizza, riuscendo a risultare quasi comico in certi punti (e non intendo le scene volutamente più leggere) ed avere comunque una fantastica atmosfera, uno stile visuale inquietante, scene genuinamente intense e davvero horror, ed anche jumpscares effettivi.

James Wan nuovamente gioca con i tanti clichè del genere (specialmente quelli dei film di esorcismo e possessioni), giostrandoli con una cura notevole, tanto che anche se certe scene sono prevedibili o leggermente buffe, sono ben eseguite ed hanno impatto tanto da non far distogliere lo sguardo comunque. E francamente non credo che The Conjuring 2 sia un film brutto perchè riesce sia a farvi ridere che ad offrirvi terrificanti visuali, anzi, ma innegabilmente ci sono momenti in cui il tono generale ha alcuni singhiozzi.

The Conjuring 2 cross room

La trama inoltre ha anche qualche colpo di scena, e stavolta abbiamo una situazione di dramma familiare tra i coniugi Warren (che ovviamente risuona con il dramma della famiglia di Einfield che vanno ad aiutare) a causa delle visioni della moglie, una sottotrama decente ma prevedibile ed un po’ melensa (non adoro troppo la retorica religiosa, che trovo un po’ sapida in generale, sebbene sia perfettamente a posto vista l’epoca e lo stile scelto) che culmina in un finale non brutto, certamente adeguato con l’idea centrale che si viene a formare, ma uno che ho trovato un po’ troppo positivo per i miei gusti, e che mi ha lasciato con dei dubbi per il futuro.

Cosa intendo?

Voglio dire che sebbene ritenga The Conjuring 2 un ottimo film horror, non ha lo stesso impatto del primo per la sopraccitato tono diretto, per il fatto che già sappiamo che i fantasmi sono veri. Come si dice, la familiarità germina accettazione, anche banalità, e dubito che sarei a tessere le lodi di un film con questa premessa se fosse stato messo in mano a registi assai meno capaci di Wan, perchè l’idea e la trama potrebbero facilmente venir messi assieme in maniera disastrosa.

the conjuring 2 expressionist nun

L’altra “paura” che ho è che questa serie potrebbe tecnicamente continuare all’infinito, e francamente credo che sarebbe meglio fermarsi qua, invece di vedere gradualmente degradata la formula, perchè non credo possa reggere altre iterazioni senza scendere qualitativamente. Non voglio vedere questa serie ridursi a seguiti diretti per home video, se capite che intendo.

Un altro ottimo film horror da James Wan, sebbene non alla pari dell’originale, e con alcune scelte criticabili, ma certamente uno da vedere per i fan del genere, senza dubbio alcuno, e di nuovo, fatevelo dire da uno a cui questo tipo di storie su possessioni, esorcismi e demoni non interessa moltissimo.

Suora su 10.

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